DALLA PARTE DI GRETA E DELLA… CEDRATA !

13102021 BEIRUT SPENTA

DALLA PARTE DI GRETA  E DELLA… CEDRATA !

A quanto pare gli innumerevoli cortei in giro per il mondo, solo in quello occidentale però, e le continue richieste ecologiche che giungono dai tanti giovani del venerdì in piazza e dalla meravigliosa Greta Thunberg per un mondo più pulito e senza co2… finalmente sono arrivate a destinazione, un po’ lontanuccio dall’Europa ma ci siamo. Udite udite e gioite cari ecologisti tutti… da alcuni giorni il Libano è la nuova frontiera dell’ecologia… “la pulizia del pianeta A” è il nuovo “ombelico del mondo” e la riscossa  parte ora dal lì e si comincia  nuovamente a vivere una… nuova era, infatti il governo del paese dei cedri ha deciso, purtroppo contro la comprensione del popolo libanese perché non condivide la scelta… e chissà perché,, di smettere di inquinare la sua aria, passando ad un sistema di assoluta ecologia e… unica al mondo allo “zero assoluto di emissione”, quindi ha spento le sue centrali elettriche e di fatto ha impedito il funzionamento di frigoriferi, aria condizionata e di tutti quegli apparecchi elettrici che necessitano di elettricità per il suo funzionamento e che al momento, non essendoci alternative in Libano, viene prodotta con il sistema inquinante attraverso la combustione di carburante fossile, un sistema utilizzato da tanti “inquinatori del mondo”.  E’ noto a tutti che il petrolio e i suoi derivati sono il primo elemento di scontro e acerrimo nemico nell’ideologia dell’attivista Greta che lo addita come il principale responsabile dell’inquinamento ambientale e riscaldamento globale ed è ovvio che sapere che le centrali elettriche in Libano sono ferme chiaramente per lei saranno come una lieta novella e premio per la sua battaglia e campagna contro i fossili. E che la lieta novella… allora giri felice e prosperosa per il mondo… finalmente c’è il primo paese al mondo che ha detto “no al petrolio e no al carbone”… osanniamo la vittoria di Greta perché finalmente tutte le sue proteste si sono materializzate e il Libano, come lei ha sempre accusato, non recita il banale quanto noioso “bla…bla…bla…” che tutti gli altri stati del mondo continuano a ripetere come una nenia stomachevole. Greta ed ora può ritenersi soddisfatta, i giovani libanesi un po’ meno, ce l’ha fatta a convincere il primo paese al mondo a non usare più l’elettricità e gioiamo insieme a lei perché da qualche giorno il paese dei cedri si occuperà solo di produzione dei cedri e della cedrata… rigorosamente fatta a mano. Che meraviglia pensare ad un Libano non più inquinato… immagino la felicità dei giovani libanesi che smetteranno di usare gli inquinanti telefonini, computer e tante altre diavolerie elettriche che indirettamente inquinano l’ambiente. Penso che i giovani e studenti libanese ora possano fare a meno di protestare il venerdì visto che il paese è oramai tutto verde. Certo, il Libano meriterebbe il Green Pass italiano come primo stato al mondo altamente ecologico… e mica è niente una roba del genere. Greta ha vinto la sua prima battaglia, non ancora la guerra contro l’inquinamento ma è questione di tempo e poi… anche l’Italia e tutti i paesi occidentali spegneranno le loro centrali elettriche ad alimentazione di fossili e gas e così anche noi occidentali ci allineeremo al paese mediorientale. Sono felicissimo per Greta che vede realizzarsi il sogno di un mondo pulito e sono contento per lei anche perché non abbiamo un pianeta B ! Però solo una riflessione, ma per l’acqua dello sciacquone, dopo il bisogno corporale, come fanno visto che non c’è corrente elettrica per portare l’acqua ai piani ? 12102021 …by… https://manliominicucci.myblog.it/             https://vk.com/id529229155

PAESE AL BUIO DA GIORNI / LIBANO

13102021 BEIRUT SPENTA

Il Libano al buio e l’incendio nell’impianto petrolifero

Il rogo è divampato lunedì mattina in un serbatoio che secondo il ministro dell’Energia appartiene all’esercito. Il paese da giorni è al buio per la mancanza di carburante per alimentare le centrali elettriche

Redazione11 ottobre 2021 11:38

 

Un violento incendio è divampato lunedì mattina in uno dei serbatoio degli impianti petroliferi di Al-Zahrani, nel sud del Libano. Stando a quanto riportato dal quotidiano locale L’Orient-le Jour non ci sarebbero feriti e tutti i lavoratori dello stabilimento sarebbero incolumi, ma il rogo preoccupa per l’intensità, la vicinanza con altri serbatoi e il rischio esplosione.

Sul posto oltre alla protezione civile sono intervenuti i vigili del fuoco, arrivati anche da Beirut proprio per aiutare a circoscrivere l’incendio ed evitare che le fiamme si propaghino. Presente anche l’esercito per l’evacuazione dell’area, mentre il traffico è stato interamente deviato verso l’autostrada, inizialmente chiusa in via precauzionale e poi riaperta.

Il ministro dell’Energia, Walid Fayad, ha spiegato dopo una riunione al Gran Serail (quartier generale del Primo Ministro del Libano) che il serbatoio in fiamme “appartiene all’esercito libanese e contiene carburante”, sottolineando che l’incendio sarebbe “sotto controllo”. Il primo ministro Nagib Mikati avrebbe già richiesto un sopralluogo di Fayad per avere un aggiornamento sulla situazione, e un report per capire che cosa abbia causato l’incendio.

Gli impianti petroliferi di Zahrani fanno parte dell’infrastruttura che ospita le riserve di carburante importato prima della distribuzione. Il Libano è da mesi paralizzato dalla carenza di carburante (il prezzo del petrolio intanto lunedì mattina ha superato gli 80 dollari a barile, prezzo che non raggiungeva dal 2014) e in balia di una grave crisi energetica a causa dell’interruzione dell’approvvigionamento.

Sabato la centrale elettrica di Zahrani, adiacente agli impianti, è stata chiusa insieme con quella di Deir Ammar, nel nord del Paese, dopo l’esaurimento delle scorte di carburante, lasciando al buio 6 milioni di persone. La discesa sotto la soglia dei 270 megawatt ha infatti reso impossibile stabilizzare la rete, con un conseguente black-out totale. Domenica l’esercito del Libano ha donato un rifornimento di olio combustibile – circa 6 milioni di litri – consentendo a Électricité du Liban (EDL), la società elettrica nazionale, di riprendere a fornire elettricità nelle case per un limitato numero di ore al giorno, ma è molto probabile che il blackout totale duri per diversi giorni.

 

 

ENGLISH

ON THE SIDE OF GRETA AND THE … CEDRATA!

Apparently the countless processions around the world, only in the western one, however, and the continuous ecological requests that come from the many young people on Friday in the square and from the wonderful Greta Thunberg for a cleaner and co2-free world … finally they are you arrive at your destination, a little far from Europe but here we are. Hear hear and rejoice dear ecologists all … for a few days Lebanon has been the new frontier of ecology … “the cleaning of planet A” is the new “navel of the world” and the recovery starts now from there and it begins again to live a … new era, in fact the government of the country of the cedars has decided, unfortunately against the understanding of the Lebanese people because they do not share the choice … and who knows why, to stop polluting its air, passing to a system of absolute ecology and … unique in the world at the “absolute zero of emissions”, so it shut down its power plants and effectively prevented the operation of refrigerators, air conditioning and all those electrical appliances that require electricity to its functioning and that at the moment, as there are no alternatives in Lebanon, it is produced with the polluting system through the combustion of fossil fuel, a system used by many “polluters of the world”. Everyone knows that oil and its derivatives are the first element of confrontation and bitter enemy in the ideology of the activist Greta who points to him as the main culprit of environmental pollution and global warming and it is obvious that knowing that power plants in Lebanon they are clearly firm for her they will be like good news and reward for her battle and campaign against fossils. And may the good news … then you go around the world happy and prosperous … finally there is the first country in the world that has said “no to oil and no to coal” … we praise Greta’s victory because finally all your protests have materialized and Lebanon, as you have always accused, does not recite the banal and boring “blah … blah … blah …” that all the other states of the world keep repeating as a dirge sickening. Greta and now she can be satisfied, the Lebanese young people a little less, she managed to convince the first country in the world to stop using electricity and we rejoice with her because for a few days the country of the cedars will only deal with of production of cedars and cedar … strictly handmade. How wonderful to think of a Lebanon that is no longer polluted … I imagine the happiness of young Lebanese who will stop using polluting phones, computers and many other electrical devices that indirectly pollute the environment. I think Lebanese young people and students can now do without protesting on Fridays as the country is now all green. Of course, Lebanon deserves the Italian Green Pass as the first highly ecological state in the world … and it’s nothing like that. Greta has won her first battle, not yet the war against pollution but it is a matter of time and then … Italy and all Western countries will also shut down their fossil and gas power plants and so will we Westerners will align with the Middle Eastern country. I am very happy for Greta who sees the dream of a clean world come true and I am happy for her also because we do not have a planet B! But just a reflection, but for the flushing water, after the bodily need, how do they do since there is no electricity to bring the water to the floors? 12102021 … by … https://manliominicucci.myblog.it/ https://vk.com/id529229155

COUNTRY IN THE DARK FOR DAYS / LEBANON

13102021 BEIRUT SPENTA

Lebanon in the dark and the fire at the oil plant

The fire broke out on Monday morning in a tank that according to the Minister of Energy belongs to the army. The country has been in the dark for days due to the lack of fuel to power the power plants

 

Drafting 11 October 2021

 

A violent fire broke out on Monday morning in one of the reservoirs of the Al-Zahrani oil plant in southern Lebanon. According to what was reported by the local newspaper L’Orient-le Jour there would be no injuries and all the workers of the plant would be unharmed, but the fire worries about the intensity, the proximity to other tanks and the risk of explosion.

In addition to civil protection, firefighters also intervened, who also arrived from Beirut to help limit the fire and prevent the flames from spreading. The army was also present for the evacuation of the area, while the traffic was entirely diverted to the highway, initially closed as a precaution and then reopened.

Energy Minister Walid Fayad explained after a meeting at the Gran Serail (headquarters of the Prime Minister of Lebanon) that the burning tank “belongs to the Lebanese army and contains fuel “, stressing that the fire would be” under control “. Prime Minister Nagib Mikati has already requested an inspection from Fayad to get an update on the situation, and a report to understand what caused the fire.

The Zahrani oil facilities are part of the infrastructure that houses the reserves of imported fuel before distribution. Lebanon has been paralyzed for months by fuel shortages (the price of oil in the meantime on Monday morning exceeded $ 80 per barrel, a price it had not reached since 2014) and at the mercy of a serious energy crisis due to supply interruptions.

On Saturday the Zahrani power plant, adjacent to the plants, was closed together with that of Deir Ammar, in the north of the country, after the exhaustion of fuel stocks, leaving 6 million people in the dark. The drop below the 270 megawatt threshold made it impossible to stabilize the grid, resulting in a total blackout. On Sunday, the Lebanese army donated a supply of fuel oil – about 6 million liters – allowing Électricité du Liban (EDL), the national electricity company, to resume supplying electricity to homes for a limited number of hours per day. but it is very likely that the total blackout will last for several days.

 

FRANCAISE

 

DU CTÉ DE GRETA ET DE LA … CEDRATA !

Apparemment les innombrables cortèges à travers le monde, seulement dans celui de l’ouest, cependant, et les demandes écologiques continues qui viennent des nombreux jeunes vendredi sur la place et de la merveilleuse Greta Thunberg pour un monde plus propre et sans co2 … enfin c’est vous qui arrivez à destination, un peu loin de l’Europe mais nous y sommes. Écoutez, entendez et réjouissez-vous chers écologistes tous… depuis quelques jours le Liban est la nouvelle frontière de l’écologie… “le nettoyage de la planète A” est le nouveau “nombril du monde” et la reprise commence maintenant à partir de là et il recommence à vivre une… ère nouvelle, en effet le gouvernement du pays des cèdres a décidé, malheureusement contre l’entendement du peuple libanais car il ne partage pas le choix… et qui sait pourquoi, d’arrêter de polluer son air, passant à un système d’écologie absolue et … unique au monde au “zéro absolu d’émissions”, alors il a fermé ses centrales électriques et empêché efficacement le fonctionnement des réfrigérateurs, de la climatisation et de tous ces appareils électriques qui nécessitent de l’électricité pour son fonctionnement et qu’à l’heure actuelle, comme il n’y a pas d’alternative au Liban, elle est produite avec le système polluant par la combustion de combustible fossile, un système utilisé par de nombreux “pollueurs du monde”. Tout le monde sait que le pétrole et ses dérivés sont le premier élément de conflit et ennemi acharné dans l’idéologie de l’activiste Greta qui le désigne comme le principal coupable de la pollution environnementale et du réchauffement climatique et il est évident que sachant que les centrales électriques au Liban elles sont clairement fermes pour elle, ils seront comme une bonne nouvelle et une récompense pour sa bataille et sa campagne contre les fossiles. Et que la bonne nouvelle… alors tu fais le tour du monde heureux et prospère… enfin il y a le premier pays au monde qui a dit “non au pétrole et non au charbon”… on loue la victoire de Greta car enfin toutes vos protestations se sont concrétisées et le Liban, comme vous l’avez toujours accusé, ne récite pas le banal et ennuyeux « bla… bla… bla… » que tous les autres états du monde ne cessent de répéter comme un chant funèbre écoeurant. Greta et maintenant elle peut être satisfaite, les jeunes Libanais un peu moins, elle a réussi à convaincre le premier pays au monde d’arrêter d’utiliser l’électricité et on se réjouit avec elle car pendant quelques jours le pays des cèdres n’aura affaire qu’à des production de cèdres et cèdre … strictement à la main. Quelle merveille de penser à un Liban qui n’est plus pollué… J’imagine le bonheur des jeunes Libanais qui cesseront d’utiliser des téléphones, ordinateurs et bien d’autres appareils électriques polluants qui polluent indirectement l’environnement. Je pense que les jeunes et les étudiants libanais peuvent désormais se passer de manifester le vendredi car le pays est désormais tout vert. Bien sûr, le Liban mérite le Green Pass italien en tant que premier État hautement écologique au monde… et ce n’est rien de tel. Greta a gagné sa première bataille, pas encore la guerre contre la pollution mais c’est une question de temps et puis… L’Italie et tous les pays occidentaux fermeront aussi leurs centrales à combustibles fossiles et à gaz et nous, les Occidentaux, nous alignerons aussi sur le Moyen Pays de l’Est. Je suis très heureux pour Greta qui voit le rêve d’un monde propre se réaliser et je suis heureux pour elle aussi car nous n’avons pas de planète B ! Mais juste un reflet, mais pour l’eau de chasse, après le besoin corporel, comment font-ils puisqu’il n’y a pas d’électricité pour amener l’eau aux étages ? 12102021 … par … https://manliominicucci.myblog.it/ https://vk.com/id529229155

PAYS DANS LE NOIR PENDANT DES JOURS / LIBAN

13102021 BEIRUT SPENTA

Le Liban dans le noir et l’incendie de l’usine pétrolière

L’incendie s’est déclaré lundi matin dans un char qui, selon le ministre de l’Énergie, appartient à l’armée. Le pays est dans le noir depuis des jours en raison du manque de carburant pour alimenter les centrales électriques

 

Rédaction 11 octobre 2021

 

Un violent incendie s’est déclaré lundi matin dans l’un des réservoirs de l’usine pétrolière d’Al-Zahrani, dans le sud du Liban. Selon ce qui a été rapporté par le journal local L’Orient-le Jour il n’y aurait pas eu de blessés et tous les ouvriers de l’usine seraient indemnes, mais l’incendie inquiète quant à l’intensité, la proximité avec d’autres réservoirs et le risque d’explosion.

En plus de la protection civile, des pompiers sont également intervenus, venus également de Beyrouth pour aider à limiter l’incendie et empêcher les flammes de se propager. L’armée était également présente pour l’évacuation de la zone, tandis que le trafic était entièrement dévié vers l’autoroute, d’abord fermée par précaution puis rouverte.

Le ministre de l’Energie Walid Fayad a expliqué à l’issue d’une réunion au Gran Serail (siège du Premier ministre libanais) que le char en feu « appartient à l’armée libanaise et contient carburant », soulignant que l’incendie serait « sous contrôle ». Le Premier ministre Nagib Mikati a déjà demandé une inspection à Fayad pour faire le point sur la situation et un rapport pour comprendre les causes de l’incendie.

Les installations pétrolières de Zahrani font partie de l’infrastructure qui abrite les réserves de carburant importé avant distribution. Le Liban est paralysé depuis des mois par des pénuries de carburant (le prix du pétrole a entre-temps dépassé lundi matin les 80 dollars le baril, un prix qu’il n’avait plus atteint depuis 2014) et à la merci d’une grave crise énergétique due à des ruptures d’approvisionnement.

Samedi, la centrale électrique de Zahrani, adjacente aux centrales, a été fermée en même temps que celle de Deir Ammar, dans le nord du pays, après l’épuisement des stocks de carburant, laissant 6 millions de personnes dans le noir. La chute sous le seuil des 270 mégawatts a rendu impossible la stabilisation du réseau, entraînant un black-out total. Dimanche, l’armée libanaise a fait don d’un ravitaillement en fioul – environ 6 millions de litres – permettant à Électricité du Liban (EDL), la compagnie nationale d’électricité, de reprendre l’approvisionnement en électricité des foyers pendant un nombre limité d’heures par jour. probablement que la panne totale durera plusieurs jours.

DALLA PARTE DI GRETA E DELLA… CEDRATA !ultima modifica: 2021-10-12T23:33:06+02:00da manlio22ldc
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