fatti di vita e politica nazionale e d internazionale

LA LAMORGESE DOV’E’ ? E CHI L’HA VISTA !

06032021 machete Desio

LA LAMORGESE DOV’E’ ? E CHI L’HA VISTA !

Luciana Lamorgese è dal 5 settembre 2019 il nostro amletico e indecifrabile ministro dell’interno, nominata nel governo Conte II ed in seguito confermata nell’attuale governo Draghi. Rammento che ultimamente la sua riconferma, al dicastero della sicurezza interna, è stata contestata da tanti italiani, me compreso, perché effettivamente con la sua guida la sicurezza interna nazionale del paese Italia è andata a “farsi friggere”. I fatti parlano chiaro e sono inequivocabili, gli spacciatori di sostanze tossiche nelle strade sono aumentati in modo esponenziale rispetto al periodo dei precedenti ministri, Minniti e Salvini, l’immigrazione ha ripreso il percorso marittimo mediterraneo e sta tornando a numeri importanti e allarmanti, le case di privati cittadini e di proprietà pubblica vengono occupate da elementi, italiani e stranieri, che effettivamente hanno bisogno di avere un tetto sul capo visto che non possono averlo perché non hanno le risorse economiche per i fitti né c’è la disponibilità da parte dello stato. Però noi… continuiamo a d accogliere migranti ma che nei fatti non siamo in grado di offrire loro una vita decorosa e decente, e quando arrivano per premio…  li buttiamo come degli emarginati sociali nelle improvvisate baraccopoli nelle periferie delle città. Ma nonostante la drammatica realtà il “nostro caro ministro”, sempre assente, non solo non risolve il problema dei migranti ma addirittura continua ad importarli e ad allocarli nelle …”baraccopoli”… visto che non c’è altra soluzione. Nel 2018 gli sbarchi sono arrivati al numero di 23.370, nel 2019 scesi a 11.471 e poi appena si è diffusa la voce dei suoi intenti migratori… ecco che nel 2020 ne sono arrivati 34.154, nonostante la presenza del contagio virale e il dilagare della povertà nel nostro paese. Che dire, proprio una bella prospettiva per il 2021 in termini di immigrazione. Ma il punto centrale della sua incapacità a prevedere i fenomeni sociali, affrontarli e risolverli emergono, anche e soprattutto, nella questione di sicurezza nazionale interna. Sono anni che denuncio e sollevo il problema della violenza dei giovani, della formazione di bande armate e della deriva criminosa intrapresa dai nostri ragazzi per emulazione o perché semplicemente… annoiati, più volte ho scritto che il passaggio dalle banali liti e a mani nude ai coltelli e alle armi sono “step naturali”… quando si vive nelle strade e nel branco, specie se si hanno continui esempi da cui trarre insegnamenti di tale violenza e abitudine all’illegalità come lo spaccio di droga e gli scontri armati per le vie pubbliche con morti e feriti, fenomeni di gravità inaudita per una società civile, crimini che restano, il più delle volte,  impuniti da uno stato inerme ed incapace che ne è il vero colpevole, perché non vigilare adeguatamente le strade è compito delle forze dell’ordine e il ministero degli interni deve coordinare la sicurezza pubblica assicurando ai cittadini la percorrenza delle vie pubbliche. mattino e sera o notte, in totale sicurezza e senza più paura. Ora come profetizzavo tempo addietro siamo arrivati al “machete” o alla mannaia e domani cosa vedremo ? Kalashnikov o Colt 45 ? Non mi sorprenderei se ciò accadesse… visto che mazze da baseball e machete ora vengono brandite con “nonchalance” come se impugnassero mazzi di fiorellini… Quindi andando al sodo a chi dobbiamo imputare le colpe e responsabilità di questa drammatica deriva di assenza si sicurezza ? E’ ovvio… il colpevole è il ministero degli interni e il “suo capo” ne è la dimostrazione di incapacità totale. Sarà che come prefetto di Milano era apprezzata però anche in questo sono in disaccordo… Milano è una città che ha tantissimi problemi in termini di sicurezza e a dir il vero non lo è da ieri ma è da bel po’ di anni. Sono basito dal fatto che la Lamorgese sia stata riconfermata in quel ruolo, secondo il mio parere vi è la necessità di sostituirla con una persona che abbia un po’ più polso e capacità di comprensioni delle tematiche sociali che a quanto pare sono peculiarità in lei inesistenti. ! 05032021… https://manliominicucci.myblog.it/

Maxi rissa tra ragazzi con machete in Brianza

Bloccati da carabinieri, 3 i minorenni. La lite per una ragazza

06032021 machete Desio

Redazione ANSADESIO04 marzo 202110:03NEWS

Una rissa tra due gruppi di giovani, alcuni dei quali minorenni, armati di mazze e persino di un machete, è stata bloccata nel tardo pomeriggio di ieri a Desio (Monza) dai carabinieri. Venti in totale i ragazzi coinvolti, sei dei quali sono stati identificati e denunciati dai militari, tra cui tre minorenni.

A far scattare l’appuntamento per lo scontro sarebbe stato un litigio nato tra due appartenenti a i due gruppi per una ragazza. A quanto emerso uno dei due gruppi di giovani è arrivato in Brianza da Cinisello Balsamo (Milano), con lo scopo di far “pagare lo sgarro”. Grazie alle telefonate dei presenti alcune pattuglie sono sopraggiunte prima che la situazione degenerasse, bloccando la piazza e identificando tutti i presenti. I sei denunciati dovranno rispondere di rissa aggravata e porto abusivo di oggetti atti ad offendere. I carabinieri hanno sequestrato una mazza da baseball e un machete. I giovani provenienti da fuori Desio sono stati inoltre tutti sanzionati per il mancato rispetto della normativa anti Covid.
 

AL VERTICE DELLA TENSIONE !

05032021 marea nera

AL VERTICE DELLA TENSIONE !

E già… sembra in atto la scenografia di un film di guerra fredda, fatta di spie e di dispetti vari per cercare di creare danni al nemico il più possibile. La marea nera di petrolio che giorni fa aveva colpito le coste israeliane effettivamente è apparsa a tutti un episodio molto strano e sospetto, ma soprattutto inspiegabile, in quanto non si è registrato nessuna collisione navale tra qualche mercantile ed una eventuale petroliera che navigava in acque internazionali. Oggi il paese semita ha incolpato e addossato tutte le responsabilità, e lo ha fatto senza mezzi termini, il governo islamico iraniano di essere il colpevole del sversamento di petrolio nelle acque del Mediterraneo antistanti la costa israeliani, ed averle volutamente contaminate creando i presupposti per “un’ecatombe ecologica” di immani dimensioni. Quindi dopo le minacce nucleari ora l’Iran passa all’azione e lo fa in modo antipatico, ammesso che sia l’Iran il vero responsabile, e sinceramente inquinare le acque del Mediterraneo non è proprio una cosa piacevole per noi italiani che da quelle acque ne siamo circondati. Va bene, prendiamo per buone, per il momento, le accuse israeliane e vediamo cosa risponde il governo persiano degli ayatollah. Comunque sia è una brutta storia che fa salire la tensione tra i due paesi maledettamente di livello e non vorrei che si finisse a far parlare le armi perché allora sarà il sangue degli innocenti ad essere versato.

04032031 …by… manliominicucci.myblog.it

 

Marea nera sulle coste, Israele accusa l’Iran: “E’ terrorismo ambientale” – Tgcom24

 

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03 MARZO 2021 23:05

Marea nera sulle coste, Israele accusa l’Iran: “E’ terrorismo ambientale”

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La marea nera che ha investito le coste israeliane due settimane fa “è stato un atto di terrorismo ambientale”. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente, Gila Gamiliel, accusando “una nave pirata di una società libica partita dall’Iran”. “Abbiamo scoperto – ha detto – che non si trattava un incidente, bensì di terrorismo ambientale. L’Iran fomenta terrorismo non solo mediante le armi atomiche”.

 

MA STIAMO SCHERZANDO ?

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MA STIAMO SCHERZANDO ?

Sinceramente è davvero incomprensibile quanto preoccupante l’atteggiamento violento di chi non crede all’esistenza del virus Covid 19 e la conseguente pandemia che ne è scaturita a livello mondiale. Certo, ognuno ne ha il diritto ed è libero di pensarla come vuole e di agire di conseguenza sulla vaccinazione, accettarlo o non essere inoculato il vaccino è una decisione strettamente personale e chi la rifiuta, per ragionamenti e convinzioni proprie, ne accetta le conseguenze e se ne assume, ovviamente, tutte le responsabilità del caso. Chiarito il punto di vista sulle differenti opinioni, la presunta ragione accampata non vuol dire, né giustifica, né motiva il fatto che uno ha il diritto di posizionare degli ordigni esplosivi contro centri sanitari o laboratori di ricerca e metter la vita in pericolo di chi la vede diversamente e crede nell’esistenza del virus e magari ci lavora anche. Chi intende vaccinarsi lo fa perché eccessivamente e giustamente allarmato e ne ha il sacrosanto diritto a preservare la propria salute e quella dei propri familiari. La libertà di decisione e la democrazia non le si possono imporre con la forza o con gli esplosivi altrimenti siamo difronte ad una guerra contro criminali terroristi che intendono imporre la propria volontà a tutti i costi pena… la morte. Questo è un principio che appartiene solo alle sette e non alle persone che vivono in un contesto sociale moderno e civile. E’ andata bene… ma se ci fosse scappato il morto come la si sarebbe giustificata quella morte ? Vittima di una ideologia no vax oppure no Covid 19 ? Per fortuna non è accaduto niente di tutto questo e non è morto nessuno, ma quel che davvero allarma e che l’esplosione di ieri non è la prima del genere e vede l’Olanda vivere uno strano e curioso conflitto tra le diverse opinioni in merito al virus, il primo mediatico e verbale mentre il secondo in forma fragorosa con esplosivi e ribellioni per le vie pubbliche, con incidenti con la polizia e cassonetti incendiati. Solita scena di chi crede di aver ragione e democraticamente li comunicano attraverso “segnali di fumo” che arrivano dai vari incendi provocati ! Obiettivamente mi riesce difficile credere ad una farsa globale virale o a degli astrusi complotti di potenti, il problema c’è e sta creando i presupposti per un altro disastroso anno, sia in termini economici che in termini di vite umane che in ambito sociale. Poi, che sia sbagliato sin dal primo giorno della pandemia questo è evidente ed è noto a tutti, a partire dall’OMS che di responsabilità e colpe ne ha tante… sino all’ultimo paese… Tutti hanno sottovalutato il fenomeno e scherzato su… ed ora ne paghiamo le amare conseguenze sotto tutti gli aspetti e leggere che ci sono anche delle esplosioni per convincerci che il virus non esista è veramente inaccettabile ed è solo pura fantasia di chi vuol negare la realtà… francamente lo trovo inspiegabile questo modo di fare. Se il qualunque di turno non crede all’esistenza del virus non è obbligato a vaccinarsi e stia lontano dagli altri ma… per piacere, non diffonda terrore con le bombe o altre simili sciocchezze. Punto !

03032021…by… manliominicucci.myblog.it

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Esplosione a centro di test Covid vicino Amsterdam. La polizia: “Un attacco deliberato”

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Tanta paura ma per fortuna nessun ferito nel laboratorio di una delle provincie più colpite da casi di coronavirus. A gennaio un altro centro fu dato alle fiamme durante le proteste contro l’introduzione del coprifuoco

Redazione Bruxelles / Agenzie

3 marzo 2021

 

”Un atto intenzionale”. È questa l’ipotesi sulla quale si sta muovendo la polizia olandese a proposito dell’esplosione avvenuta questa mattina presto nei pressi di un centro di analisi per il coronavirus nella città di Bovenkarspel, 55 chilometri a nord della capitale Amsterdam, che ha rotto le finestre del laboratorio, ma non ha causato feriti. I resti di metallo dell’ordigno, di circa dieci centimetri per dieci, sono stati trovati di fronte all’edificio e “devono essere stati collocati” lì, ha detto alla Reuters il portavoce della polizia Menno Hartenberg. “Non sappiamo ancora esattamente cosa sia esploso, gli esperti di esplosivi devono prima indagare. Quello che stiamo dicendo è che una cosa del genere non accade per caso, ma deve essere stata messa apposta”, ha detto Hartenberg. Il numero di risultati positivi dei test nella regione di Bovenkarspel è in forte aumento da diversi giorni, in particolare nella vicina Hoorn, una cittadina che è ora al quarto posto nell’elenco dei paesi e delle città con il maggior numero di infezioni pro capite. L’incidente arriva poco prima delle elezioni nazionali del 17 marzo, ampiamente ritenute come un referendum sulla gestione della pandemia da parte del governo di Mark Rutte. Nella nazione non è il primo incidente del genere, un altro centro per i test era stato dato alle fiamme durante i diversi giorni di disordini a gennaio, provocati dall’introduzione di un coprifuoco notturno dalle 21 alle 4:30 di mattina.

 

 

MA CHE EUROPA E’ QUESTA ?

epa08820234 Austrian Chancellor Sebastian Kurz wears a mask during a press conference at the Austrian Chancellery in Vienna, Austria, 14 November 2020. The Austrian government announces to tighten and extend the current lockdown to slow down the ongoing pandemic of the COVID-19 disease caused by the SARS-CoV-2 coronavirus. Stricter measures include restrictions concerning the movement of individuals and the closing of all non essential businesses and educational institutions.  EPA/CHRISTIAN BRUNA

MA CHE EUROPA E’ QUESTA ?

Già, me lo chiedo dal primo Marzo del 2020, da quando esplose prepotente e terrificante l’epidemia virale con tanti morti e lockdown imposti in tutta l’area europea.  La sanità europea tutta si è fatta trovare impreparata, niente mascherine e niente dispositivi di sicurezza per affrontare il nemico virale… un disastro vero e proprio. Mi attendevo delle risposte ed iniziative meravigliose e risolutive ed invece… niente,  solo tante belle parole di circostanza ma nient’altro… solo fallimenti su fallimenti sino ad arrivare alla comica e singolare dichiarazione del portavoce della Commissione: “Gli Stati membri hanno sempre avuto la possibilità di chiudere contratti con compagnie che non rientrano nella strategia Ue ” e ce lo dicono ora che dovevamo far da sé ? E sì, questo è il laconico quanto deludente commento del predetto portavoce della Commissione europea, una autentica dichiarazione di responsabilità a dimostrazione che da un anno a questa parte la Commissione si è rivelata incapace  e incompetente a gestire l’emergenza sanitaria a livello continentale… troppo grande per lei la questione e difficile stipulare enormi contratti di fornitura, tutti secretati, con le varie multinazionali farmaceutiche produttrici del vaccino. Secretatati dei contratti salva vite e pagati con soldi pubblici … ma che roba è ? Purtroppo quando si fa vincere l’interesse finanziario e gli interessi di corrente politica le cose poi vanno sempre male sino al punto che la Commissione stessa è diventata nei mesi scorsi un ostacolo alla libera iniziativa dei singoli membri per l’acquisizione di vaccini in modo autonomo e per metter fine alle morti.  Una su tutte è la questione vaccino russo Sputinik, rivelatosi efficace e disponibile immediatamente per una vaccinazione di massa ma… la Commissione, statica nella sua “strategia politica ideologica” contro la Russia ha pensato bene di rifiutare e  non accettare il vaccino russo per evitare di avviare un discorso diplomatico pacifico che avrebbe fatti bene a tutti e riunito la Russia all’Europa, e anziché muoversi in questa direzione ha a approvato altre sanzioni al paese di Putin. Eh no… il vaccino russo non andava bene, mentre si discuteva sul da farsi la gente in Italia ed  Europa moriva di Covid 19 nel… “rispetto delle direttive della Commissione”… pazzesco ! Più volte abbiamo ascoltato che l’Italia doveva passare dalla Commissione per le trattive sugli acquisti dei vaccini ma poi nei fatti alcuni paesi si sono sganciati da questa palla al piede che si chiama Unione Europea e hanno iniziato ad agire da in modo autonomo… la Gran Bretagna, fuori dalla U.E., ha già vaccinato oltre 20 milioni di suoi cittadini e di questo passo a fine estate i cittadini britannici saranno tutti vaccinati e il virus sarà solo un brutti ricordo. Tanti potranno dire che la Gran Bretagna è un grande paese, potente e ricco ed è stato facile per loro poter contattare e decidere le proprie strategie… Non ci siamo, perché la U.E. è decisamente più grande e più ricca della Gran Bretagna ma le d’differenze stanno proprio nelle capacita individuali ed amministrative dei leader, la Van der Leyen e la Commissione tutta hanno fallito nella guida dell’unione, dimostrato incapacità a gestire affari del genere nell’interesse del popolo europeo e la mazzata finale sul capo l’hanno ricevuta da uno degli stati più piccoli al mondo, già… parlo della Repubblica di San Marino, grande quanto un quartiere di Roma… enclave dello stato italiano, è riuscito a vaccinare la sua popolazione ritirando semplicemente il vaccino russo Sputinik… ovvio che in momenti di grave rischio per la salute dei popoli i discorsi politici e le strategie diplomatiche devono essere messe da parte e se si fosse ragionato con questa idea probabilmente avremmo salvato la vita di migliaia di persone. Ora anche l’Austria non farà più affidamento sulla Commissione, come i tanto criticati paesi di Visegrad, ha capito che la Commissione stessa è inaffidabile e ha deciso di intraprendere una via tutta sua, ed è la stessa via che indicavo mesi addietro ovvero, incentivare la produzione di vaccini all’interno del territorio europeo per consentirci di avere a disposizione il prezioso liquido anche negli anni a seguire e non essere più dipendenti dalle multinazionali americane e versargli montagne di dollari. Questa doveva essere la strategia del mese di maggio 2020, sperimentazione e produzione in Italia, Germania Francia e negli altri paesi capaci di poter produrre vaccini in miliardi di dosi. Era l’unico piano intelligente da fare e non è stato fatto, come anche vi è stata l’assenza di sostegni economici con ristori alle varie categorie imprenditoriali europee tutte coinvolte nel blocco totale delle attività produttive e commerciali… purtroppo anche in questo caso la Commissione è venuta meno. Lo so, purtroppo la U.E. ha dimostrato di essere solo un’organizzazione finanziaria col fine del lucro da individuare e a sostegno delle banche e niente più. Intanto registro che la tanto criticata Brexit  ha salvato la vita di tanti cittadini britannici… altro che iattura e noi forse, dovremmo pensarci ad un’eventuale Italiaexit… In ultimo poi, parlo del Recovery Fund… per ora sento solo parlarne ma di soldi nei fatti concreti non ne ho visti e continuo a non vederli… la Commissione non mi ha dato neanche un centesimo e se e quando arriveranno quelli promessi… a tanti non serviranno più perché avranno chiuso la loro attività e mi chiedo a cosa serviranno in futuro, forse… a riempire le tasche degli affaristi collusi con la politica o alle mafie, forse, ma questa è una mio sospetto maligno… come al solito. !

02032021 …by…manliominicuccI.myblog.it

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La svolta di Kurz: “Per i vaccini non faremo più affidamento sull’Ue”

Il cancelliere austriaco annuncia una collaborazione ‘first mover’ con Israele

epa08820234 Austrian Chancellor Sebastian Kurz wears a mask during a press conference at the Austrian Chancellery in Vienna, Austria, 14 November 2020. The Austrian government announces to tighten and extend the current lockdown to slow down the ongoing pandemic of the COVID-19 disease caused by the SARS-CoV-2 coronavirus. Stricter measures include restrictions concerning the movement of individuals and the closing of all non essential businesses and educational institutions.  EPA/CHRISTIAN BRUNA

Foto d’archivio © ANSA/EPA

 

Redazione ANSABOLZANO

02 marzo 2021

Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz, prima del suo viaggio in Israele, annuncia un cambio di rotta per quanto riguarda i vaccini anti-Covid. Austria, Danimarca e gli altri ‘first mover’ “in futuro non faranno più affidamento sull’Ue e, insieme a Israele, nei prossimi anni produrranno dosi di vaccino di seconda generazione per ulteriori mutazioni del coronavirus e lavoreranno insieme alla ricerca di opzioni di trattamento”, afferma Kurz in una dichiarazione diffusa dall’Apa.
Secondo il cancelliere, atteso giovedì in Israele, “il fabbisogno della sola Austria è stimato a circa 30 milioni di dosi di vaccino”.

In vista del viaggio in Israele, Kurz incontrerà oggi i rappresentanti delle principali società farmaceutiche austriache. Nella dichiarazione il cancelliere afferma che l’approccio tramite l’Ue “è stato fondamentalmente corretto, ma l’Ema (Agenzia europea per i medicinali, ndr.) è troppo lenta con le approvazioni dei vaccini e ci sono rallentamenti nelle consegne da parte delle aziende farmaceutiche”.

“Dobbiamo quindi – prosegue Kurz – prepararci a ulteriori mutazioni e non fare più solo affidamento sull’Ue per produrre vaccini di seconda generazione”. Secondo gli esperti, nei prossimi anni, due terzi della popolazione, ovvero oltre sei milioni di austriaci, dovranno essere vaccinati ogni anno, precisa il cancelliere. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha detto ieri, secondo Reuters, che con Kurz e il primo ministro danese Mette Frederiksen parlerà di “una collaborazione sulla produzione di vaccini”.

“Gli Stati membri hanno sempre avuto la possibilità di chiudere contratti con compagnie che non rientrano nella strategia Ue. Il virus del Covid colpisce tutto il mondo, le lezioni che possiamo imparare da approcci diversi, di diverse parti del mondo, sono sempre ben accolte, poiché ci possono rafforzare”. Così un portavoce della Commissione europea risponde alle domande sulla decisione di Austria e Danimarca di voler collaborare con Israele per i vaccini di seconda generazione.

“E’ sempre bene imparare dalle pratiche di altri Paesi ed esplorare opportunità di collaborazione. Non dimentichiamoci che il virus del Covid-19 richiede una risposta globale e che le lezioni di un Paese possono essere di grande aiuto. La Commissione è sicuramente interessata ad imparare da Austria, Danimarca e Israele. Questo può aggiungere valore alla strategia dei vaccini dell’Ue e alla missione dell’incubatore Hera, di cui beneficiano tutti gli Stati membri”, ha detto il portavoce.

Alla domanda sulla dichiarazione del cancelliere austriaco, Sebastian Kurz, secondo cui non si può fare pieno affidamento sulla Ue, per la seconda generazione di vaccini, il portavoce dell’Esecutivo comunitario, Eric Mamer, ha detto di “non voler commentare le dichiarazioni altrui. Stiamo sviluppando una strategia – ha detto Mamer – abbiamo presentato i piani per l’incubatore Hera per affrontare le varianti, che è stato accolto da tutti gli Stati membri, Danimarca e Austria compresi”.

“La strategia dei vaccini produrrà un miliardo e mezzo di dosi, e contiamo di vaccinare il 70% di europei per l’estate 2021. Sappiamo che ci sono Stati interessati a vaccini al di fuori del portafoglio Ue. Noi con i controlli dell’Ema abbiamo sempre insistito sulla sicurezza dei” sieri, anche se questo non significa che gli altri vaccini non sono sicuri. “Siamo fiduciosi che con quanto abbiamo messo in campo saremo in grado di coprire i bisogni degli europei”.

“L’annuncio di Austria e Danimarca di non affidarsi più all’Ue e di voler procedere autonomamente per procurarsi vaccini, seguito dalle dichiarazioni della Commissione Europea sulla legittimità di questa decisione, rappresenta l’ennesima e clamorosa conferma del fallimento della strategia portata avanti finora da Bruxelles”.

Così in una nota gli europarlamentari della Lega componenti della commissione Sanità pubblica, Silvia Sardone, Simona Renata Baldassarre, Marco Dreosto, Luisa Regimenti, Gianantonio Da Re, Danilo Oscar Lancini, Annalisa Tardino, Lucia Vuolo, che invitano l’Italia “a seguire l’esempio”.

Nel frattempo, il governo tedesco starebbe pensando di estendere il lockdown, in vigore dal 16 dicembre, fino al 28 marzo ma allentando alcune restrizioni come anticipato ieri dal ministro dell’Economia Peter Altmaier che ha parlato di “riaperture responsabili”. Lo scrive il tabloid tedesco Bild. La decisione sarà annunciata domani dopo il vertice Stato-regioni.

IL CANTO DELLE… SIRENE !

02032021 danimarca incasinata

IL CANTO DELLE… SIRENE !

Nell’Iliade di Omero, un passaggio nel poema greco è alquanto d’attualità, Ulisse con i suoi uomini cerca di tornare nella sua Itaca ma quando fa rotta verso casa, Nettuno dio del mare, irritato dalla sua sfrontatezza si oppone al suo ritorno e con  la forza del mare  lo tiene lontano dalla sua rotta e lo spinge, in balia della corrente, nel Mediterraneo senza meta finché non giunge nella zona di appartenenza alle sirene… loro cantano, e quando lo fanno incantano i marinai tanto da stordirli per poi  farli naufragare contro degli scogli, ma gli uomini di Ulisse  sono preparati ad affrontare il problema e lo superano con uno stratagemma semplice ovvero, tappandosi le orecchie con della cera per non sentire il canto delle sirene. Certo non voler ascoltare a volte può tornar comodo ma solo nella mitologia perché nella realtà del XXI secolo la mossa appare poco intelligente anche se c’è da dire che è conveniente sotto il profilo politico tant’è che  è stata ereditata da tanti “marinai erranti della politica mondiale”. Anni addietro nei vari libri scritti dalla Oriana Fallaci emerge una forte denuncia contro la condizione di vita inaccettabile della donna nel mondo islamico e solleva con evidente timore proprio l’impossibilità di poter convivere con quella fede perché ciò va in netto contrasto con la posizione della donna occidentale e il suo modo di vivere moderno e libero. Sono anni che allarmi in questa direzione sono stati lanciati da più parti e da voci anche autorevoli ma i nostri politici e benpensanti si rifiutano di ascoltarli come se avessero messo volutamente la cera nelle loro orecchie. Non intendono né vogliono ascoltare i preoccupanti allarmi che arrivano da più parti sull’immigrazione in Europa dai fedeli islamici, verso la fine del XX secolo i pochi migranti che arrivavano da noi piacevano, e facevano anche  folklore e a tanti pensavano che avere un mondo multicolore e multi religioso fosse un’idea meravigliosa… di fatti in quegli anni, in Europa, era un’epoca di totale  apertura alle varie religioni, infatti trovò spazio anche  il buddismo e i loro monaci sembravano tanto simpatici che fecero anche dei proseliti… gli ebrei già c’erano e le altre confessioni avevano dato speranza alla possibile convivenza tra i fedeli delle varie religioni e l’aspettativa di una comunità mondiale “assortita in tutto” era auspicata da tutti… salvo da chi realmente ha coscienza e conoscenza del mondo mussulmano e ne prende le distanze… perché nei fatti la legge coranica va nettamene in contrasto con le leggi delle democrazie occidentali. Però, dice un vecchio e saggio proverbio : quando si semina vento l’unica cosa che si raccoglie è tempesta, e così è stato… gli allarmi non sono stati ascoltati ed oggi l’Europa vive un momento davvero drammatico, la Svezia ha un problema grosso come una montagna che è lo stesso della Norvegia che è uguale a quello della Danimarca che è identico a quello dei paesi del centro Europa… Il problema ha un nome : Islam ! Già, le cose sono cambiate dopo l’invasione islamica migratoria in Europa tutta, ora che il problema sussiste iniziano a togliersi… la cera dalle orecchie e le fette di prosciutto dagli occhi… e guardano la nuova e drammatica realtà… la definisco drammatica perché al problema immigrazione islamica non c’è, né ci può né ci potrà essere una soluzione pacifica… Già è proprio così… il buon fedele ragiona, pensa e mangia e vive e si comporta secondo i dettami coranici e della democrazia occidentale non se ne frega un tubo, la donna deve essere sottomessa all’uomo e a lui non interessa cambiarle da quella posizione… e perché mai farlo, così era nel 700 dopo Cristo e così è nel 2021 dopo Cristo ! Ora tutti hanno il problema in casa e non sanno come affrontarlo… senza saperlo né immaginarlo noi occidentali ci siamo imbarcati tutti sulla nave di Ulisse ed ora, navighiamo spinti dalla corrente mussulmana senza meta e forse un domani troveremo anche la “ maga Circe”… L’immigrazione non è un gioco, e lo dico da sempre, produce effetti devastanti se non regolato adeguatamente e integrato… “Il 22 gennaio, durante un’audizione parlamentare sulla politica danese in materia di immigrazione, la premier Frederiksen, socialdemocratica, ha dichiarato di essere determinata a ridurre il numero delle richieste di asilo”. Il “cambio di rotta” lo si deve perché  l’immigrazione di massa ha provocato nel paese un aumento della criminalità e della tensione sociale. Le città danesi sono state afflitte da sparatorie, incendi di veicoli e violenze tra bande. L’aumento della criminalità ha spinto l’ambasciata americana a Copenaghen a diramare un’allerta di sicurezza a causa della spirale di violenza scoppiata nella capitale danese. “Togliete la cera dalle vostre orecchie e ascoltate”… quel che accade nei paesi nordici e fatene tesoro !

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Danimarca: “Il nostro obiettivo è zero richiedenti asilo”

02032021 danimarca incasinata

di Soeren Kern

27 febbraio 2021

Pezzo in lingua originale inglese: Denmark: “Our Goal is Zero Asylum Seekers”
Traduzioni di Angelita La Spada

Il primo ministro danese Mette Frederiksen ha annunciato che il suo governo intende limitare notevolmente il numero di persone che chiedono asilo in Danimarca. Nella foto: La polizia danese effettua controlli a campione sui flussi in arrivo dalla Germania, al valico di frontiera dell’autostrada A7, il 6 gennaio 2016, nei pressi di Padborg, in Danimarca, nel tentativo di arginare l’arrivo di profughi e migranti. (Foto di Sean Gallup/Getty Images)

Il primo ministro danese Mette Frederiksen ha annunciato che il suo governo intende limitare notevolmente il numero di persone che chiedono asilo in Danimarca. L’obiettivo, ha dichiarato la premier, è quello di preservare “la coesione sociale” nel Paese.

I commenti della Frederiksen, che molti hanno accolto favorevolmente e altri hanno liquidato come vuote promesse, sono l’ultima salva di un lungo dibattito sul multiculturalismo e sul ruolo dell’Islam nella società danese.

La Danimarca, che ha una popolazione di 5,8 milioni di abitanti, ha ricevuto circa 40 mila domande di asilo negli ultimi cinque anni, secondo i dati raccolti da Statista. La maggior parte delle richieste ricevute dalla Danimarca, un Paese prevalentemente luterano, è pervenuta da parte di migranti provenienti da Paesi dell’Africa, dell’Asia e del Medio Oriente.

Negli ultimi anni, la Danimarca ha consentito una rilevante immigrazione non finalizzata alla richiesta di asilo, soprattutto da Paesi non occidentali. La Danimarca ospita attualmente grosse comunità di immigrati provenienti dalla Siria (35.536); Turchia (33.111); Iraq (21.840); Iran (17.195); Pakistan (14.471); Afghanistan (13.864); Libano (12.990) e dalla Somalia (11.282), secondo Statista.

I musulmani costituiscono circa il 5,5 per cento della popolazione danese, stando ai dati diffusi dal Pew Research Center. In uno “scenario a migrazione zero”, la popolazione musulmana dovrebbe attestarsi al 7,6 per cento entro il 2050; con una “migrazione media” si prevede che raggiungerà l’11,9 per cento entro il 2050; e in uno “scenario di elevata immigrazione”, i musulmani dovrebbero costituire il 16 per cento della popolazione danese entro il 2050, secondo il sondaggio Pew.

Come in altri Paesi europei, l’immigrazione di massa ha provocato un aumento della criminalità e della tensione sociale. Le città danesi sono state afflitte da sparatorie, incendi di veicoli e violenze tra bande. L’aumento della criminalità ha spinto l’ambasciata americana a Copenaghen a diramare un’allerta di sicurezza a causa della spirale di violenza scoppiata nella capitale danese.

Il 22 gennaio, durante un’audizione parlamentare sulla politica danese in materia di immigrazione, la premier Frederiksen, socialdemocratica, ha dichiarato di essere determinata a ridurre il numero delle richieste di asilo accolte:

“Il nostro obiettivo è zero richiedenti asilo. Non possiamo promettere che ci saranno zero richiedenti asilo, ma possiamo creare la visione per un nuovo sistema di asilo e poi fare il possibile per attuarlo. Dobbiamo stare attenti che nel nostro Paese non arrivino troppe persone, altrimenti la nostra coesione sociale non può esistere. È già stata messa in discussione”.

La Frederiksen, che è primo ministro dal giugno 2019, ha anche affermato che “i politici del passato” hanno sbagliato totalmente” a non insistere sul fatto che i migranti devono integrarsi nella società danese.

Pia Kjærsgaard, membro di lunga data del Partito Popolare danese che è ben nota per la sua opposizione al multiculturalismo, ha ribattuto che la Frederiksen aveva di fatto attuato una serie di misure per allentare, e non inasprire, la politica in materia di immigrazione:

La Kjærsgaard ha detto al Parlamento che la clemenza del governo ha rischiato di innescare un’altra crisi migratoria:

“I socialdemocratici hanno allentato la politica in materia di immigrazione, e penso sia un peccato farlo, perché ci troviamo d’accordo con loro su molti temi di politica estera. Purtroppo, credo che l’allentamento della politica migratoria si tradurrà in un aumento del numero di richiedenti asilo in Danimarca una volta che la crisi del Covid-19 sarà finita. Basta guardare le Isole Canarie, che ora sono inondate di profughi. L’interrogativo è se vivremo una nuova crisi migratoria simile a quella del 2015, quando sarà finita quella del coronavirus”.

Il Partito Popolare danese, in una dichiarazione, ha aggiunto:

“Constatiamo che, dopo decenni di impegno, l’immigrazione in Danimarca, in particolare quella legata ai rifugiati e al ricongiungimento dei loro nuclei familiari, è stata ridotta. Al contempo, rileviamo che la società sotto molti aspetti è influenzata negativamente da questa immigrazione, che cambierà il nostro Paese per sempre. Prendiamo quindi atto dell’esigenza di stabilire che i rifugiati e le loro famiglie devono tornare nei loro Paesi d’origine ove possibile, e che la legislazione e gli sforzi da parte delle autorità danesi devono appoggiare attivamente questo obiettivo.

“Affermiamo inoltre che la politica danese in materia di immigrazione dal 1983 ha comportato che troppe persone di origine musulmana vivono qui incapaci o non intenzionate ad adottare i valori danesi e le tradizioni, mantenendo piuttosto quei valori che sono lontanissimi da quelli danesi e sfidano la Danimarca a livello culturale e religioso, in termini di occupazione, di economia e di sicurezza.

“Chiediamo quindi al governo di adottare iniziative che incoraggino i rifugiati che vivono qui con le loro famiglie a tornare a casa il prima possibile”.

Il 21 gennaio, il ministro dell’Immigrazione Mattias Tesfaye, in un’intervista al Jyllands-Posten, ha rilevato che la politica migratoria è una componente importante di una più ampia lotta di valori:

“Gran parte dell’Islam in Danimarca oggi è rappresentato da estremisti. La lotta contro l’islamismo riguarda la sopravvivenza dello Stato assistenziale. La Danimarca non deve adattarsi all’Islam è l’Islam che deve adattarsi alla Danimarca”.

Negli ultimi anni, la Danimarca ha annunciato un numero di misure volte a promuovere l’integrazione e a scoraggiare l’immigrazione di massa.

Nel gennaio 2021, ad esempio, il governo danese ha presentato un progetto di legge che prevede la traduzione in danese di tutti le omelie e i sermoni pronunciati nei luoghi di culto. La misura è stata immediatamente criticata dai protestanti e dai cattolici come discriminatoria e potenzialmente incostituzionale. Thomas B. Mikkelsen, presidente dell’Alleanza Evangelica Danimarca ha dichiarato:

“La legge mira a proteggere la nostra comunità dalla crescita dell’islamismo radicale, ma probabilmente non sarà efficace in tal senso. I gruppi radicale tendono a posizionarsi ai margini, in una società parallela, e non chiedono il riconoscimento ufficiale. Non credo che una nuova legge li influenzerà in alcun modo”.

Anna Mirijam Kaschner, portavoce della Conferenza Episcopale Nordica, ha affermato:

“Questa legge è rivolta principalmente ai musulmani: i suoi sostenitori affermano di volere impedire la creazione di società parallele e le prediche nelle moschee che nessuno comprende e che potrebbero incitare alla radicalizzazione e incoraggiare il terrorismo. Ma tutte le congregazioni ecclesiastiche, le congregazioni ebraiche, tutto ciò che abbiamo qui in Danimarca – 40 diverse comunità religiose – saranno guardate con sospetto grazie a questa legge…

“Questa legge è solo l’ultima di una lunga serie di misure di controllo da parte dello Stato. Non avrà conseguenze per le comunità religiose musulmane radicali, visto che qui non sono nemmeno riconosciute, ma colpirà le comunità più piccole, tra cui la Chiesa Cattolica”.

Nell’ottobre 2020, il governo ha proposto una nuova Legge sul Rimpatrio per garantire che i richiedenti asilo la cui domanda è stata rifiutata vengano spediti a casa. Almeno 1.100 immigrati non in regola in Danimarca non avrebbero più dovuto risiedere nel Paese e più di 200 la cui domanda non è stata accolta sono rimasti in Danimarca per più di cinque anni. Le misure includono il pagamento di 20 mila corone danesi (2.700 euro) ai richiedenti asilo respinti per lasciare il Paese.

Nel settembre 2020, il governo ha istituito una nuova sede diplomatica e una task force per lavorare alla creazione di centri di accoglienza per migranti in Paesi terzi al di fuori dell’Unione Europea: in Libia, Tunisia o in Marocco.

Sempre nel settembre 2020, il governo ha proposto un emendamento alla Legge sulla Cittadinanza degli Stranieri che revocherebbe la cittadinanza ai jihadisti danesi, i cosiddetti foreign fighters. Il ministro del governo Kaare Dybvad ha dichiarato:

“Il governo farà di tutto per impedire che i foreign fighters che hanno voltato le spalle alla Danimarca facciano ritorno nel Paese. Stiamo parlando di uomini e donne che hanno commesso o promosso crimini oltraggiosi. Pertanto, deve essere possibile anche in futuro privarli della cittadinanza”.

Nel giugno 2018, il Parlamento danese ha approvato il divieto del velo islamico integrale negli spazi pubblici. La legge, promossa dal governo di centro-destra al potere all’epoca, e sostenuta dai Socialdemocratici e dal Partito Popolare danese, è passata con 75 voti a favore e 30 contrari. La norma prevede che chiunque indossi in pubblico in Danimarca un burqa (che copre l’intero volto) o un niqab (che copre il viso, ma non gli occhi) sarà sanzionato con il pagamento di un’ammenda di mille corone danesi (134 euro); i recidivi rischiano una multa di 10 mila corone danesi. Inoltre, chiunque venga trovato a richiedere a una persona ricorrendo all’uso della forza o alle minacce di indossare indumenti che coprano il viso potrebbe essere multato o rischiare fino a due anni di carcere.

I musulmani hanno accolto la nuova legge con aria di sfida: decine di donne con burqa e niqab hanno manifestato sedute nella tribuna dei visitatori del Parlamento di Copenaghen. Una di loro ha detto: “Non comprometterò i miei principi per nessun motivo”.

L’allora ministro della Giustizia Søren Pape Poulsen ha replicato che “alcune persone non vogliono far parte della società danese e intendono creare società parallele con proprie norme e regole”. Questo, ha aggiunto il ministro, ha dimostrato la necessità di imporre un divieto del burqa: “Vogliamo vivere in una società in cui possiamo guardarci negli occhi. Dove ci guardiamo in faccia in una democrazia aperta. Da danesi, questo è il modo in cui dobbiamo restare uniti”.

Nel gennaio 2016, il Parlamento danese ha adottato diverse misure volte a ridurre il numero di richiedenti asilo che arrivano in Danimarca:

Intanto, l’ex ministro danese per l’Immigrazione Inger Støjberg, che ha acquisito notorietà nel precedente governo per aver redatto le norme sopracitate, che sono tra le più restrittive rispetto a quelle imposte da tutti gli altri 26 membri dell’Unione Europea, deve ora affrontare un processo federale per aver disposto illegalmente la separazione dei richiedenti asilo minorenni.

Nel febbraio 2016, la Støjberg, già ministro dal 2015 al 2019, ha disposto che tutte le coppie di richiedenti asilo venissero separate se uno o entrambi i partner avevano meno di 18 anni. La norma andava applicata senza deroghe, anche se le donne erano incinte.

La Støjberg, del Partito Liberale di centro-destra, ha dichiarato che la sua decisione di separare le coppie è basata su un articolo del gennaio 2016 apparso sul Berlingske, un quotidiano nazionale, che ha riportato che le cosiddette spose bambine venivano ospitate nei centri di accoglienza danesi. La ministra ha affermato di essere motivata dal desiderio di proteggere le ragazze dai matrimoni forzati.

In un post apparso su Facebook nel maggio 2016, la Støjberg ha scritto di essere intervenuta dopo aver scoperto che “una sposa bambina” sedicenne siriana conviveva in una struttura di accoglienza danese con un uomo di 50 anni. I critici multiculturalisti della Støjberg l’hanno accusata di aver inventato la storia.

Ai sensi della legge danese, la situazione di ciascuna coppia deve essere vagliata caso per caso. L’ordine della Støjberg di separare tutte le coppie minorenni – che ha interessato complessivamente 23 coppie – è stato ritenuto illegittimo da un ombudsman parlamentare dopo la denuncia di una coppia siriana non identificata.

L’ombudsman ha rilevato che almeno 34 ragazze minorenni, circa la metà delle quali erano incinte, sono state scoperte a convivere con uomini adulti nei centri d’accoglienza danesi.

Le prove indicano che, sebbene l’ordine della Støjberg di separare le coppie di età inferiore ai 18 anni possa essere stato tecnicamente illecito, le azioni legali intraprese contro di lei potrebbero essere state motivate da una vendetta politica nei confronti di qualcuno che aveva avuto il coraggio di prendere provvedimenti politicamente scorretti contro le irregolarità dell’immigrazione di massa.

Il 24 gennaio, nel suo ultimo discorso da vice presidente del Partito Liberale, la Støjberg non ha ritenuto di doversi scusare:

“Il Partito Liberale deve formulare una politica estera chiara, credibile e rigorosa. Una politica che richiede che anche noi abbiamo il coraggio di dire e fare cose che non solo sono giuste, ma controverse. Non soltanto attraverso le parole ma anche con i fatti. E questo comporta che noi non faremo marcia indietro, perché la Sinistra e tutti coloro che hanno comportamenti politicamente scorretti sono irritati.

“Non dobbiamo nemmeno dimenticare per un solo istante che giorno dopo giorno siamo in una lotta di valori.”

Soeren Kern è senior fellow al Gatestone Institute di New York.

OMICIDIO KASHOGGI ESPLOSIVO !

01032021 principe con mani insaguinate

OMICIDIO KASHOGGI ESPLOSIVO !

Nuove e scioccanti notizie ci arrivano dagli Usa, pare, secondo la stampa e i media americani che hanno ricevuto informazioni dall’intelligence americana , che vi siano le prove della colpevolezza del principe ereditario saudita nella morte del giornalista saudita Jamal Kashoggi  avvenuta il 2 ottobre 2018 ad Istanbul in Turchia. Forse l’omicidio si è consumato proprio come racconta l’intelligence americana o forse non è così come lo raccontano…  cioè all’interno dell’ambasciata saudita, però, sino ad oggi mi insospettisce il silenzio turco di Erdogan ma soprattutto il tentativo disperato dei  regnanti sauditi di confondere le acque sull’evidente omicidio del giornalista. Il monarca e padre del presunto colpevole che rimane in silenzio dinanzi ad un’accusa ben precisa e di questa portata… è eloquente e sicuramente lascerà poco spazio in futuro alla volontà di dialogo tra il re saudita e il governo americano che ha reso pubblico un documento dell’intelligence di vitale importanza nei rapporti diplomatici. Questo metterà in grave crisi anche i rapporti militari tra i due stati e la vendita di armi americane all’Arabia Saudita stessa con il conseguente annullamento di tutti i contratti stipulati tempo addietro da Trump con il re saudita. È un silenzio sospetto e maligno che si aggiunge a quello dei turchi… già, la Turchia…  proprio il paese in cui si è visto consumarsi l’omicidio del giornalista saudita e che in teoria sarebbe  quello che più d’ogni altro paese avrebbe motivo di indignarsi ed allarmarsi visto che l’omicidio si è perpetrato  sul suo territorio e all’interno di una ambasciata diplomatica, facendo diventare la città di Istanbul  inaspettatamente teatro di scontro per un “regolamento di conti” di casa saudita… Ci si attendeva la violenta reazione turca ed invece Erdogan non ha proferito neanche una parola, e dopo le indagini della polizia è rimasto in religioso silenzio… aspettando gli eventi. Certo, in chiave diplomatica è una mossa molto abile e intelligente la sua, nei fatti abbiamo un inedito scenario delicato e strategico militare e penso che Biden non stia giocando una partita dall’esito conveniente per il suo paese e stia interpretando stupidamente il ruolo da sceriffo del mondo. Contrariamente a quanto scrive qualche giornale Kashoggi non era un cittadino americano ma si era solo laureato negli Usa quindi in teoria Biden non avrebbe nessun diritto di intromissione nella questione Kashoggi. Tant’è vero che  se le accuse formulate nel rapporto, che siano fondate o false, comunque sia, avranno un grosso effetto ritorsivo nell’immediato futuro, proprio contro Biden e gli Usa  e questo getta le basi per i sauditi per nuove alleanze. Credo che sia la Russia che la Cina troveranno nuovi interessi e futuri alleati nella penisola arabica, mentre gli americani, grazie al bravo e buono Biden, rischiano di esseri sostituiti e sbattuti fuori dal paese saudita. “Caro Biden”, gli equilibri mondiali e gli interessi nazionali americani non si tutelano con slogan di accuse e andando a caccia dell’omicida di un cittadino che tra l’altro non è neanche americano… è follia pura questo modo di fare in diplomazia, puerile, sconcertante e stranamente irrazionale per il presidente del più importante stato del globo.  La questione non è semplice né di facile lettura ma è complessa e porterà a squilibri che in questo momento non sono accettabili in quanto, la presenza militare in Arabia saudita di forze militari diverse da quelle americane rappresentano un pericolo per la stabilità dell’intera area e Israele … guarda.

28022021…by… manliominicucci.myblog.it

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ARABIA SAUDITA

Omicidio Khashoggi, Biden pubblica il rapporto della Cia. «Il principe Bin Salman autorizzò blitz per catturarlo o ucciderlo»

01032021 principe con mani insaguinate

Diffuso il dossier dell’intelligence americana che accusa il principe ereditario saudita per l’azione contro il giornalista dissidente ucciso il 2 ottobre 2018 nel consolato di Istanbul. Sanzioni ai sauditi ma non con tro Mbs

di Giuseppe Sarcina

Sette bombe di 250 kg sulle milizie irachene appoggiate dall’Iran. E un rapporto di quattro pagine per denunciare al mondo la responsabilità direttadel principe saudita Mohammed Bin Salman nell’assassinio del giornalista Jamal Khashoggi. Nel giro di 24 ore l’Amministrazione di Joe Biden prende due iniziative di grande impatto sugli equilibri del Medio Oriente.

Il dossier della Cia conferma i sospetti che si erano diffusi subito dopo che Khashoggi fu ucciso nel consolato saudita di Istanbul, il 2 ottobre del 2018. Un omicidio politico, «approvato», scrivono gli analisti della Cia, da Bin Salman, il trentacinquenne erede al trono, fino a pochi mesi fa interlocutore privilegiato di Donald Trump e del genero consigliere Jared Kushner. La svolta di Biden nei confronti di Riad è netta. Prima ha bloccato importanti forniture di armi; poi ha ritirato l’appoggio all’invasione saudita dello Yemen e ora ha autorizzato la Cia a declassificare una parte delle indagini sull’editorialista del Washington Post. Giovedì 25 febbraio, il presidente americano ha spiegato tutto ciò in una complicata telefonata con il Re dell’Arabia Saudita, Salman, 85 anni.
Per Biden il sentiero è stretto . Tanto che, secondo Politico, il governo Usa non applicherà alcuna sanzione nel confronti del principe, limitandosi a colpire, tra gli altri, il generale Ahmed Al -Asiri, ex numero due dell’intelligence.

La «correzione» verso i sauditi, si dice a Washington, potrebbe lasciare spazio all’aggressività dell’Iran. La risposta è arrivata alle due di notte di venerdì 26 febbraio, (ora locale). Un bombardiere americano ha colpito un complesso di edifici e alcuni camion che trasportavano armi nella zona di Boukamal, lungo il confine orientale con l’Iraq. Non ci sono ancora conferme ufficiali sul numero delle vittime. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, un’organizzazione britannica, sarebbero stati uccisi 22 miliziani, appartenenti alle formazioni sciite appoggiate dall’Iran. Stando a un comunicato diffuso dagli stessi gruppi paramilitari, ci sarebbe stato solo un morto. Il Pentagono ha spiegato di aver preso di mira una base utilizzata «anche da Kataeb Hezbollah e da Kataeb Sayyid al-Shuhada», considerati i responsabili del lancio di missili contro la base statunitense di Erbil, in Iraq, il 15 febbraio scorso. In quell’occasione perse la vita un contractor americano e ci furono diversi feriti, compreso un soldato Usa. Ieri mattina Jen Psaki, portavoce della Casa Bianca, ha aggiunto: «L’attacco aereo in Siria segnala che il presidente agirà per proteggere gli americani».

È la prima azione militare ordinata da Biden, che ha seguito il suggerimento del Segretario alla Difesa, Lloyd Austin, con un impatto tutto da verificare sulla scena internazionale. Il ministro degli esteri russo, Sergei Lavrov, si lamenta perché gli americani «ci hanno dato solo pochi minuti di preavviso», ma nello stesso tempo chiede di «riprendere i contatti» per «chiarire qual è la posizione di Biden sulla Siria».

 

ALTRO GIRO … ALTRA CORSA …. ALTRA DONNA !

28022021 donna pakocristiana

ALTRO GIRO … ALTRA CORSA …. ALTRA DONNA !

Post, ennesimo di questo genere, giusto per intenderci, dedicato ai cultori del dialogo con la religione islamica e a tutti coloro i quali fanno finta di ignorare le violenze dei terroristi islamici e dei tanti rapimenti di ragazze che si succedono con regolare frequenza in Nigeria e in tutti i paesi islamici, e non volendo ascoltare né vedere la realtà sperano di edificare ponti e non muri…  Spiace doverlo far notare a tutti i speranzosi dialoganti ma rapire le donne cristiane o non musulmane, per poi farle obbligatoriamente convertirle alla religione coranica col fine di  darle in sposa ai fedeli islamici, contro il loro volere, è prassi e  consuetudine mussulmana in uso in quei paesi e non viene considerato neanche un reato per i fedeli. Non credo che personalmente riuscirò mai a dialogare con chi usa violenza e rapisce le donne per convertirle, è  accaduto nuovamente in Nigeria ieri, 310 ragazze rapite, e accade con puntualità in tutti i paesi di estrazione islamica.  Sono sconcertato e profondamente deluso… Avvenire, il quotidiano ufficiale della Santa Chiesa Romana, ieri ha definito i rapitori di Boko Haram… dei semplici “delinquenti comuni”, è curioso quanto ridicolo davvero voler intenzionalmente confondere dei crimini dal fine religioso con dei crimini comuni…  duole farlo ma faccio umilmente notare al direttore di Avvenire che i delinquenti comuni quando rapiscono delle persone poi, solitamente funziona così, chiedono un riscatto ai loro familiari e non le introducono in quel  percorso forzato di fede che porta al profeta Maometto ! Certo che giustificare i rapimenti con una terminologia confusa e depistante è a dir poco scandalosa e l’articolista  del quotidiano dovrebbe dimettersi immediatamente, con quest’affermazione  Avvenire segna  l’inizio della fine della libera cristianità praticata nei paesi islamici e la totale sottomissione delle donne che non hanno più chi li difenda, a parte me… e pensare che chi commette questi scempi terminologici e li consente  è il direttore del giornale ufficiale dello stato della chiesa cristiana cattolica, una scelta che mi lascia proprio interdetto e faccio fatica a comprenderne il perché. E’ come se il cristianesimo si fosse arreso all’avanzata islamica e non intende più combattere per opporsi al suo dilagare, notizie come queste dovrebbero arrivare in prima pagina su tutti i giornali per sensibilizzare il mondo occidentale e far comprendere il “modus operandi e pensandi ” dei fedeli islamici ma siccome si tratta di donne … parlarne non serve…. non va più di moda !. Ovviamente per tutti i rapimenti domani … domani è un altro giorno ! Volete continuare ad ignorare ? Fate pure, tanto gli islamici non demordono e continueranno la loro avanzata sino alla conquista del mondo. Poi… ciao ciao Avvenire e cristianità tutta  e le donne potranno dirsi soddisfatte di essere… sottomesse !

27022021 …by…manliominicucci.myblog.it

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Pakistan. Rapita una ragazza cristiana «per indurla a nozze islamiche»

28022021 donna pakocristiana

Redazione Internet sabato 27 febbraio 2021

La denuncia della famiglia, che cita un testimone. Ogni anno un migliaio di denunce di rapimenti di giovani cristiane o indù, strappate alle famiglie a scopo di matrimonio e conversione forzata

Ansa

Ancora una ragazza cristiana rapita nel Punjab, in Pakistan, con l’obiettivo di costringerla a nozze islamiche. A Lahore la polizia ha registrato la denuncia di rapimento di Mehwish Bibi, studentessa del Collegio femminile nella città di Gujranwala. La ragazza ha lasciato la sua casa lo scorso 18 febbraio alle 8:10 del mattino, per andare al college ma non è mai rientrata a casa. La famiglia ha denunciato sequestro di persona per induzione forzata al matrimonio. Lo riferisce l’agenzia Fides.

Il padre della giovane, Patras Masih, a Fides racconta che durante le ricerche per ritrovare la figlia, due cristiani lo hanno informato di aver visto un musulmano, Muhammad Sabir, rapirla puntando contro di lei una pistola, con l’aiuto di due complici. “Secondo i testimoni – dice Masih – hanno costretto mia figlia a entrare un furgone bianco. Chiediamo agli agenti di polizia il recupero di mia figlia il prima possibile, vogliamo giustizia e punizione severa per i colpevoli”.

Khalid Shahzad, attivista per i diritti umani e per le minoranze religiose commenta come sia “triste prendere atto dell’ennesimo episodio di rapimento di una ragazza cristiana. Nella provincia del Punjab, vediamo aumentare – sottolinea – i casi di rapimenti di donne appartenenti a minoranze religiose. È tragico che nessuno abbia cercato di fermare i rapitori mentre rapivano una ragazza cristiana. Le famiglie cristiane vivono con apprensione e temono ogni giorno che le loro figlie siano vittime di rapimenti”.

Da tempo le comunità cristiane chiedono al governo per fermare il fenomeno di violenza, rapimento e conversione forzata di minorenni cristiane. L’impunità, notano, incoraggia tali crimini. Secondo dati confermati a Fides dalla Commissione nazionale “Giustizia e pace” della Conferenza Episcopale cattolica del Pakistan, ogni anno sono circa 1.000 i casi di denunce di rapimenti di giovani donne cristiane e indù, strappate alle famiglie a scopo di matrimonio e conversione forzata all’islam.

 

 

 

 

 

 

 

 

BENTORNATO… OBAMA !

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BENTORNATO… OBAMA !

“Oh-oh… mi è semblato di vedele un bombardamento” ! Sicuramente i meno giovani ricorderanno con simpatia il canarino Titti e il gatto Silvestro di qualche anno fa,  personaggi animati e compagni dei pomeriggi televisivi… già, quella è la frase famosa e diventata storica che pronunciava il canarino alla vista e sospetto di probabili guai chiamati Silvestro…  il cui vero obiettivo del gatto era sempre quello di… mangiarselo tutto in una volta per poi apparire buono alla vista della sua padrona. In verità la frase corretta è : “Oh-oh… mi è semblato di vedele un gatto”, da me modificata per descrivere  la nuova circostanza bombardiera molto anomala e prepotente del “buon Biden”.  Infatti il gesto militare, dopo ben 4 anni di pace assoluta con l’amministrazione Trump, ora diventa inspiegabile a livello diplomatico e che assume un tono estremamente pericoloso a livello militare, già… perché con questo bombardamento gli americani vogliono far sapere ai cinesi e russi che gli Usa ci sono nella zona del medio oriente e con loro devono fare i conti. Brutta situazione perché la Siria, nonostante le simpatie o antipatie o da qualunque punto di vista ideologico la si  voglia vedere, resta un paese sovrano e un bombardamento militare è sempre una violazione alla sovranità nazionale del paese siriano. Almeno questa, nelle intenzioni, dovrebbe essere la regola principale del rispetto delle norme internazionali ma che nei fatti tutti dimenticano, i russi sono in Siria perché inviatati dal legittimo governo siriano, invito che non è andato giù a Obama, vero artefice e padrone della crisi medio orientale. Ora finalmente, dopo 4 anni di pace, si torna all’antico  e si ritorna a parlare di bombe, ne hanno lanciate 7 da 227 kg di esplosivo ciascuna e motivate come azione difensiva, 22 persone morte, ovviamente i media si sono preoccupati di farci sapere che i morti sono dei terribili miliziani sciiti iraniani, responsabili di lanci di missili contro l’ambasciata americana in Iraq giorni fa… evidentemente li hanno visionati uno per uno e non ci sono civili…  e che il “bel bombardamento aereo è stato effettuato non come un’azione destabilizzante di Trump”… Ma che diavolo centra Trump ? Allora, volete spiegarci cosa centra  Trump con il lancio di 1.589 kg. di esplosivo ? Se Biden vuol far guerra non v’è bisogno di giustificarla trascinando dietro proprio uno che la guerra l’aveva rifiutata perché pare patetico.  Quindi bentornato erede di Obama, dopo solo 37 giorni assistiamo al primo bombardamento aereo, liti con Cina e Russia ed Iran e ora sembra anche che l’ira di Biden si levi anche contro l’Arabia Saudita nella questione Kashoggi, il giornalista arabo ucciso in Turchia e le cui accuse vanno nella direzione dal principe ereditario saudita. Confesso che il giorno in cui si è insediato Biden, ho avuto un funesto presentimento, e dopo appena un mese e mezzo gli Usa vedono il primo bombardamento, la borsa che cala e perde, e la pandemia non smette di crescere anzi dal giorno del suo insediamento i morti sono aumentai di… ben 100mila e più unità. “Oh-oh, mi è  semblato di vedele Obama… vestito da Biden” , infatti le cose, rispetto all’era Trump, sono cambiate tantissime in appena 37 giorni, si ripercorrono strade già percosse… i media tacciano e non parlano più dei morti di Covid19 come facevano prima con Trump addossandogli le responsabilità di dette morti, le guerre stanno ripartendo, la criminalità  va alla grande e il caos è dietro l’angolo e tutti sono felici… sia negli Usa che nel mondo europeo. Sarà che mi sbagli… ma ho il sospetto che Biden sia più simile al cattivo gatto Silvestro che al poverino e buono… Titti, sebbene i media ce lo facciano passare per… “SANTO SUBITO” !

26022021 …by…manliominicuccI.myblog.it

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Siria. Raid Usa contro miliziani filo Iran: 22 morti. È il primo dell’era Biden

Redazione  venerdì 26 febbraio 2021

Il bombardamento contro una struttura delle milizie nella zona sul confine con l’Iraq. È la risposta ad attacchi missilistici contro le forze americane avvenuti nel vicino Kurdistan iracheno

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Ansa

Gli Stati Uniti hanno compiuto un raid aereo, il primo da quando si è insediato il presidente Joe Biden, contro una struttura legata a una milizia filo iraniana in Siria, dopo tre attacchi missilistici contro le forze americane in Iraq. Il raid è avvenuto nella zona orientale, al confine con l’Iraq. Sarebbero rimasti uccisi 22 miliziani, secondo l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria. Si tratta della prima operazione militare dell’amministrazione Biden, a 37 giorni dal suo insediamento.

Gli attacchi sono stati compiuti nella notte nel distretto frontaliero siriano di Abukamal, nella regione di Dayr az-Zawr. In questa zona, secondo analisti locali, l’Iran ha da anni stabilito tramite milizie irachene una roccaforte di controllo lungo il corridoio di terra che va dall’altopiano iranico al Mediterraneo passando per Siria e Libano.

Dopo il raid, la Cina ha chiesto il rispetto della sovranità della Siria e di evitare “nuove complicazioni” nel Paese mediorientale. Pechino, ha scandito il portavoce del ministero degli Esteri, Wang Wenbin, “chiede a tutte le parti interessate di rispettare la sovranità, l’indipendenza e l’integrità territoriale della Siria”. Il governo siriano ha condannato “con forza” “il vile attacco americano”. In un comunicato del ministero degli Esteri di Damasco, si afferma che l’attacco statunitense, il primo è un “segnale negativo”, “in contrasto con il diritto internazionale e la Carta delle Nazioni Unite” e che “porterà a un inasprimento della tensione nella regione”.

Il Pentagono: reazione ai missili contro i militari Usa

Il Pentagono spiega che il raid, sferrato dopo aver consultato gli alleati, è in risposta all’attacco missilistico in Iraq dello scorso 15 febbraio nel quale ha perso la vita un contractor civile e sono rimasti feriti militari statunitensi e di altre forze della coalizione. “I raid hanno distrutto diverse strutture al confine, utilizzate da una serie di milizie filo iraniane”, precisa il portavoce del Pentagono John Kirby. “Invia un messaggio inequivocabile: il presidente Biden agirà per proteggere il personale della coalizione americana. Allo stesso tempo – rimarca Kirby – abbiamo agito in modo deliberato puntando a calmare la situazione sia nella Siria orientale sia in Iraq”. Washington aveva condannato l’attacco dello scorso 15 febbraio contro la base statunitense nel Kurdistan iracheno, ma senza accusare nessuno e affidandosi all’Iraq per l’inchiesta. I missili erano stati lanciati da un’area a sud di Erbil, vicino al confine con la provincia di Kirkuk ed erano stati rivendicati da un gruppo sciita che si fa chiamare Awliyaa al-Dam, o Guardiani del Sangue. L’Iran nega di avere legami con queste milizie. Poi la scorsa settimana un missile è stato lanciato nella Zona Verde di Baghdad, che ospita le ambasciate, compresa quella americana. Non ci sono state vittime. La Casa Bianca non ha accusato alcun gruppo specifico ma ha fatto sapere di ritenere l’Iran responsabile delle azioni dei suoi ‘delegati”. Molti di questi attacchi, “sono stati portati avanti con armi prodotte o fornite dall’Iran”, ha detto il portavoce del dipartimento di Stato, Ned Price. Teheran sta facendo pressioni su Washington affinché ritorni nell’intesa sul nucleare iraniano del 2015. Biden ha aperto al negoziato. Ma la strada appare in salita.

 

LA NUOVA ERA DI… PACE ED AMORE !

Un'immagine di una delle due risse in strada a Melegnano (Milano), tra bande di giovanissimi, 17 gennaio 2021. E' accaduto venerdì 15 e sabato 16 nella piazza antistante il castello mediceo. I residenti della zona sono stati attirati alle finestre dal rumore e hanno potuto vedere una ventina di ragazzi che, per lo più senza mascherine, si picchiavano urlando e rincorrendosi. ANSA/FLAVIA MAZZA

LA NUOVA ERA DI… PACE ED AMORE !

In primis la prima cosa da mettere in evidenza, e che più mi indigna, è il vergognoso silenzio del mondo mediatico sui fatti accaduti nella perigìfeia parigina… a quanto pare  a nessuno piace parlare dei morti scomodi, solo qualche breve articoletto per ricordare il decesso di due adolescenti che evidentemente non attirano fans né inginocchiatori di turno televisivi ma, logicamente si preferisce evitare di argomentare ed attirare l’attenzione del popolo perché poi anche gli stolti alla fine si pongono la domanda più classica ovvero : come si è potuti arrivare a questo punto ? Certo, il quesito posto richiede una esaustiva risposta al popolo europeo e del mondo… e che al momento la politica e le istituzioni europee e mondiali non sono in grado di spiegarci il perché c’è tanta violenza in giro per le strade del globo. Dalle banlieu parigine sino a Barcellona passando per l’Italia e per finire alla lontana Hong Kong in Cina e Birmania il mondo è in subbuglio, lo è perché in definitiva la violenza nasce e si sviluppa grazie alle fallimentari politiche fatte di discriminazioni, ingiustizie sociali e soprattutto di povertà e mancanza di libertà e democrazia. Viviamo lo stesso incubo di oltre cento anni fa, dove tutti i popoli fermentavano dentro le proprie menti e nei corpi il virus della ribellione e violenza a tutti i costi con il desiderio incontenibile di punire qualcuno, e le dittature che ne sono nate dopo sono la conseguenza di ribellioni popolari e di tanta rabbia compressa… quello che è successo oltre cento anni fa sembra proprio voglia riproporsi nei suoi aspetti più drammatici con analoga metodologia applicata già dai nostri bisnonni. Tanti hanno pensato che il fenomeno sia solo francese, ma niente di più sbagliato, il fenomeno investe tutti i continenti e nessuno escluso, si rende  necessario analizzare il fenomeno giovanile violento e trattarlo adeguatamente, i giovani sono violenti e con la violenza ci crescono, ora ci convivono e ne fanno la loro nuova religione e il coltello è diventato il loro “status symbol”. Per anni si è cercato di demonizzare la religione cristiana… e inculcare i concetti della sinistra mondiale cosiddetta progressista… bene, dopo 40 anni di “buon lavoro” ci sono riusciti nella magnifica opera di conversione alla ideologia di sinistra, infatti ora i ragazzi, per buona parte, sono senza fede in Dio, senza l’amore per la patria e senza più il rispetto per la famiglia e verso gli altri coetanei e cittadini hanno solo indifferenza o provano addirittura odio… Beh questi sono argomenti cari a Pol Pot, il “ tristemente famoso despota” cambogiano reo di aver “eliminato” milioni di cittadini cambogiani solo perché non lo amavano e non intendevano vivere secondo il concetto di uno stato senza Dio e senza famiglia… e guarda caso,  sono gli identici concetti che vanno di moda nelle strade europee. Una ragazza di 14 anni e un bambino di 13, sì… è poco più di un bambino, ammazzati e scannati in una rissa come se si fosse trattato di un regolamento di conto tra gang è qualcosa di allucinante… vogliamo continuare così oppure forse non sarebbe più intelligente mettere dei freni alle nuove generazioni ? Sono anni che lo ripeto come una nenia ma vedo che ad oggi, ancora le forze politiche ignorano il problema… sicuramente i posti da ministro sono più allettanti e meno impegnativi… forse dev’essere così !

25022021…by… manliominicucci.myblog.it

 

Guerra bande in banlieue Parigi, morti 2 ragazzi in 24 ore

Esplode violenza, uccisi una ragazza di 14 anni e un tredicenne

Un'immagine di una delle due risse in strada a Melegnano (Milano), tra bande di giovanissimi, 17 gennaio 2021. E' accaduto venerdì 15 e sabato 16 nella piazza antistante il castello mediceo. I residenti della zona sono stati attirati alle finestre dal rumore e hanno potuto vedere una ventina di ragazzi che, per lo più senza mascherine, si picchiavano urlando e rincorrendosi. ANSA/FLAVIA MAZZA

Redazione ANSAPARIGI

23 febbraio 2021

Esplode la guerra fra bande di adolescenti in banlieue di Parigi con due adolescenti uccisi in poche ore. Stanotte, la morte di Lilibelle, una quattordicenne che aveva tentato di interporsi fra coetanei che si picchiavano ed è stata pugnalata all’addome.

Mentre nel pomeriggio di oggi la procuratrice faceva il punto sull’inchiesta, 60 giovani si affrontavano nella stessa zona. Un tredicenne, pugnalato alla gola, è rimasto ucciso.

 

TENGO CONTO DEGLI INGINOCCHIAMENTI !

25022021 UOMO BIANCO UCCISO

TENGO CONTO DEGLI INGINOCCHIAMENTI !

Nuovo vergognoso episodio di strangolamento con ginocchio si è verificato nello stato della California ad opera di un agente di polizia, pare che si tratti del solito omicidio di compressione, col ginocchio, delle vie respiratorie del collo, episodio criminoso, stante le dichiarazioni della madre che è testimone oculare del crimine, un omicidio al pari dell’afroamericano George Floyd la cui morte, tempo addietro, sollevò un clamore un tale polverone e notevole indignazione di livello mondiale ed in Italia in particolare… chissà poi perché da noi è stata così mediaticamente diffusa al pari di un bombardamento psicologico? Ora voglio proprio vedere tra oggi e domani… quante persone in Italia e nel mondo, come politici, conduttori televisivi e radical chic di cultura universitaria… si inginocchieranno indignati del nuovo omicidio commesso in segno di solidarietà del bianco assassinato dal poliziotto californiano… Mi piacerebbe vederlo esattamente come si è fatto per il povero George Floyd… In verità credo che resteremo delusi… ci scommetto anche che nessuno si inginocchierà e non lo faranno solo perché, ovviamente, non gliene frega niente di questo episodio né del bianco morto… Oramai Biden le ha vinte le elezioni presidenziali, Trump è fuori e quindi non serve più fare becera “propaganda” e perder tempo dietro un povero malato. Dite che domani verrò smentito ? Non credo proprio, conosco molto bene l’ipocrisia dei media e politici e radical chic tutti, tranquilli… non vedrete certamente la Boldrini né altri suoi colleghi inginocchiarsi per un bianco qualunque e per giunta un ex militare. Anzi, voglio ulteriormente provocare i media e verificare quanti di loro daranno la semplice notizia… oppure come penso io tutto verrà sepolto nel silenzio mediatico. Ne sono convinto così tanto che non ho contato neanche una genuflessione nel parlamento italiano per il diplomatico italiano Attanasio e il carabiniere di scorta Iacovacci, uccisi nel Congo… sicuramente da banditi del posto e chiaramente di colore. Evidentemente le morti contano solo quelle di colore e quando devono essere strumentalizzate per fini elettorali. È così che va il mondo, io ci sto provando a cambiare il sistema ma vedo che sarà un’impresa ardua in quanto tanta gente non ha voglia di starmi vicino per combattere la battaglia della giustizia e della vita. Ma non demordo e… continuo la mia battaglia !

24022021…by… manliominicucci.myblog.it

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24 FEBBRAIO 2021 14:59

California, poliziotto gli tiene un ginocchio sul collo per cinque minuti: 30enne morto

25022021 UOMO BIANCO UCCISO

La vittima è un veterano della Marina con problemi psichici. In seguito a una crisi, i familiari hanno chiamato il numero d’emergenza. Mentre lo immobilizzavano, continuava a gridare: “Per favore non uccidermi”

Angelo Quinto, 30enne della Marina statunitense con problemi psichici, è morto dopo che un poliziotto gli ha schiacciato il collo a terra con un ginocchio per cinque minuti. A denunciare l’accaduto, che richiama quello dell’afroamericano George Floyd, è stata la famiglia del veterano. A chiamare il numero d’emergenza erano stati gli stessi familiari dell’uomo, perché il 23 dicembre aveva una crisi. Il decesso è avvenuto tre giorni dopo in ospedale.

Gridava: “Per favore non uccidetemi” – Quinto, immobilizzato a terra con il ginocchio sul collo e le gambe bloccate, ha perso coscienza ed è poi stato portato in ospedale, dove in seguito è morto. “Diceva ‘per favore non uccidemi’, mentre lo schiacciavano a terra. Lo hanno ammanettato, gli hanno tenuto un ginocchio sul collo per tutto il tempo in cui sono rimasta nella stanza”, ha raccontato la madre.

Il video: “Mio figlio era calmo” – La donna ha aggiunto che il figlio era calmo quando la polizia è arrivata alla casa della famiglia ad Antioch, a est di San Francisco. Un video mostra l’uomo immobile, con il volto insanguinato e le mani ammanettate dietro la schiena: la donna ha spiegato di aver iniziato a registrare la scena quando si è accorta che il figlio aveva perso coscienza. La famiglia ha presentato denuncia contro il dipartimento di polizia locale, che avrà 45 giorni per rispondere. Passato tale termine, i legali potranno presentare il caso nei tribunali federali.