MERDAIOLI AL VOTO !

MERDAIOLI AL VOTO !

Niente, non c’è più niente per loro, non è rimasto nulla di decoroso e profumato … già … hanno venduto l’anima a Satana e alla dipendenza al potere questi signori, più che politici sono diventati associati di un’organizzazione dedita all’ inciucio, cui l’unico obiettivo è quello di vincere le elezioni a qualunque costo, qualsiasi compromesso va bene pur di mantenere il potere. Sono disgustato, sono individui senza nessuna moralità e dignità politica e soprattutto senza rispetto per gli elettori che li avevano votati in due fronti opposti . Sì sono sputati e sputtanati e accusati per quasi un decennio ed ora sono diventati… “culo e camicia” … che vergogna ! Voglio proprio vederlo adesso l’energico e arrogante presidente della Campania fare comunella col Gigino … alle prossime regionali, cosa dirà il loquace presidente che ama tanto atteggiarsi come uomo integerrimo e incorruttibile ? Sicuramente cambierà atteggiamento e idee per l’occasione, tanto per il potere lui sarebbe disposto anche mangiarsi la merda che gli ha tirato in faccia per ben due anni. E allora, buon appetito e fate attenzione perché la merda agli italiani non piace e non so come andranno le prossime elezioni . Intanto una cosa posso dirla, con certezza, che un voto alla coalizione PD-M5s è nei fatti un voto di merda ! Perdonate la mia lieve volgarità ma della merda sono loro i proprietari che ne hanno fatto cultura e bandiera … meno male che andremo a votare con le mascherine ! 27062020

…by… manliominicucci.myblog.it

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Regionali: Zingaretti, alleanze con M5s? Proviamoci

Orlando: ‘Pd cambia ma non a velocità necessaria’

29062020 Zingaretti

Zingaretti in una foto di archivio © ANSA/

Redazione ANSAROMA

28 giugno 202012:52

Un incontro fra Giuseppe Conte e l’amministratore delegato della Rai Fabrizio Salini ha acceso un nuovo fronte di frizione fra il Pd e il presidente del Consiglio generando uno scontro a muso duro fra i dem e il M5s. Tutto questo mentre il governo è alle prese con provvedimenti poderosi: si parte dalla richiesta di un nuovo scostamento di bilancio, per passare al decreto Semplificazioni e arrivare al Piano di Rilancio, con il contorno delle infinite polemiche sul mes. La situazione in maggioranza resta ingarbugliata. Nel giorno della polemica sulla Rai, Nicola Zingaretti ha comunque rinnovato le avances agli alleati per un fronte comune alle regionali. I pentastellati, che finora hanno nicchiato, anche stavolta non hanno fatto passi né in avanti né indietro. Mentre cerca di districare il fronte interno, Conte è tornato ad occuparsi di politica estera incontrando a Roma il leader della Libia Layez al Serraj.

Nel faccia a faccia è stata “ribadita la convinzione che la soluzione del conflitto non può essere affidata al piano militare ma ad un impegno comune per il rilancio del processo politico per la stabilizzazione del Paese”. Il presidente del consiglio ha voluto riprendere in mano il dossier libico sia per ridefinire i ruoli nello scenario internazionale, sia per le ripercussioni di quella guerra sull’ Italia. Non a caso, nei giorni scorsi il ministro degli esteri Luigi Di Maio è volato a Tripoli, per parlare della modifica del memorandum del 2017 in tema di flussi migratori. Nello scacchiere interno, invece, è la Rai ad animare il fine settimana politico. A sollevare il polverone è stato uno dei temi toccati nell’incontro fra Salini e Conte. Secondo i resoconti, fra i due c’è stato un “confronto sulla riforma della governance nell’ambito del quale” è stata discussa “l’ipotesi di ampliare la durata del mandato”. Una formula vaga, che però non è piaciuta lo stesso al Pd. “Come il premier Conte sa bene – ha attaccato il vicecapogruppo dem alla Camera, Michele Bordo – il Pd giudica altamente fallimentare la gestione di Salini, soprattutto in termini di garanzie sul pluralismo”.

In difesa dell’Ad Rai è sceso il M5s: “Forse – ha replicato Emilio Carelli, esponente M5S in commissione di Vigilanza Rai – a qualcuno non piace il tentativo di Salini di governare la Rai senza subire troppe pressioni dei partiti”. Anche Italia Viva si è fatta sentire, con il segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi, che ha parlato di “episodio gravissimo”, visto che il tema della riforma della governance del servizio pubblico “è una competenza del Parlamento”. Il contrasto sulla Rai si aggiunge quindi a quelli da tempo sul tappeto.

A breve si dovranno tirare le somme sul Mes, con il M5s refrattario e il resto della coalizione che spinge. Conte per ora frena, anche se sottolinea come la crisi del Covid abbia lasciato come lezione, “il valore della solidarietà. Il multilateralismo e la partnership globale sono la chiave per sconfiggere il virus e non lasciare indietro nessuno”. Restano come rumore di fondo le altre questioni. Il sempre verde Ponte sullo Stretto, su cui tempo fa Conte ha (timidamente) aperto e che piace a Iv ma non al M5s. Nel Pd la posizione non è granitica: il vicesegretario Andrea Orlando lo ha bocciato di netto, “basta parlarne”, ma nei giorni scorsi c’è chi ha aperto, come il ministro Dario Franceschini. La fine della quarantena riapre poi un capitolo rimasto sottotraccia. “La nostra gestione della sanità è affidata alle Regioni, e questo è un problema”, ha detto Orlando.

Che poi ha virato sul Pd, “che sta cambiando, ma non con la velocità necessaria”. Una frase che ne ha richiamata un’altra di Zingaretti: “Il tema è avere una classe dirigente che ora faccia un passo in avanti”. La traduzione l’ha data Goffredo Bettini, gran conoscitore dei dem, che ha confermato l’impegno del Pd con Conte ma ha avvertito: “A chi vuole sfasciare, sembrano provvidenziali le prossime elezioni regionali. Se andranno male per la sinistra, si prevede un rompete le righe generale”.

 

MERDAIOLI AL VOTO !ultima modifica: 2020-06-28T17:59:05+02:00da manlio22ldc
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