SALVE SIGNOR…GELATINA !

 SALVE SIGNOR…GELATINA !

A volte mi chiedo se i giornalisti nostrani si rendano conto di quel che scrivono, evidentemente tanti, specie il signore dell’articolo del link postato, non ci riescono proprio a percepire la grandezza delle idiozie che scrivono, ci sono episodi poco rilevanti che vengono messi in risalto da loro come se fossero eventi epocali, in particolar modo quando trattasi di episodi riconducibili alla politica o a soggetti della destra,  allora vi è “ il frastuono e rimbombo” della cassa di risonanza mediatica mentre, quando le cose, e anche gravi, riguardano la parte opposta politica i giornalisti si zittiscono, come nel caso del giornalista di Repubblica autore dell’articolo del link postato. Non solo tacciano, ma addirittura attaccano sino a  demonizzare chi invece pretende giustizia e chiarezza per determinati fatti drammatici e di gravità unica e chiede che i “fari delle luci  dell’informazione” vengano puntati imperiosamente su quanto è accaduti col fine di sapere …solo la verità, le critiche espresse dal “bravo giornalista”  sono qualcosa che lascia interdetto chiunque abbia un minimo di capacità intellettiva e razionalità.  Singolare che lui  si scandalizzi perché la gente normale, il popolo sovrano per meglio capirci, parla dei bambini di Bibbiano e giustamente rimbrotta, critica e accusa tutti si presunti difensore del buonismo nazionale  per la loro permanente assenza nella questione. Già, perché loro parlano di bambini solo quando fa comodo, perché magari piace dialogare sulle adozioni alle coppie gay  o piace  convertirli al terzo sesso con programmi specifici e instradarli in quelle che sono le loro idee che per il sottoscritto sono propositi vergognosi  e riconducibili alla pedofilia. E’ normale che i “populisti e sovranisti” debbano insorgere contro tutti questi signori che per anni hanno solo difeso gli immigrati dimenticandosi del popolo stesso, ed ora, che sono coinvolti dei bambini in un losco affare dai contorni politici legati alla sinistra il signor giornalista si sente in dovere di ironizzare e accusare i social e suoi frequentatori di “offensiva alla gelatina”… Patetico e penoso e da censurare e non aggiungo altro, allora, visto che ha tanta voglia di urlare al vento e lanciare balle di sapone gli chiedo :  com’è che non l’ho udito urlare nell’occasione dell’affare del secolo del “mondo di mezzo a Roma” dov’erano coinvolti i suoi amici della sinistra ?  Non l’ho neanche  sentito “parlare di gelatina che contornavano i pezzi del cadavere di Pamela Mastropietro”, no.. no.. non ho sentito né lui né altri come lui.. nessuno oltre i…lui…  c’erano solo i social a parlare, me compreso, ma ..”lui e gli altri lui”.. evidentemente non hanno avuto “il coraggio e le palle” di urlare contro il governo del PD dell’epoca perché i responsabili sono arrivati dal mare e non dimentichiamolo mai..… quindi  la gelatina tanto cara al “bravo giornalista”  magari…forse.. se l’è mangiata con la carne in scatola …forse.. già, deve essere così. Ma non finisce con la gelatina, ha avuto anche l’ardire di essere così sfacciatamente maleducato che parla di “cavalcare l’onda del crimine dei bambini venduti”….egregio signore, questo  non è cavalcare l’onda ma è un vero e proprio  tsunami contro il partito democratico e la sinistra tutta, perché i fatti della sanità in Umbria, i vertici della magistratura che cadono a pezzi, mettendo in evidenza collusioni e affari in vero e proprio stile mafioso rappresentano il peggio della politica della sinistra in Italia degli ultimi 50 anni. Curioso davvero che si pretenda di non inquietarsi e protestare  dopo tanti scandali che ci vedono vittime coinvolte in prima persona ed ora, lei sfacciatamente s’indigna contro i social perché i populisti, i sovranisti pretendono e vogliono sapere la verità sui nostri bambini rubati… si pretende solo la verità e veder restituiti ai legittimi genitori i piccoli.

Piccolo giornalista, le do un consiglio, vada a lavorare nei campi o a fare l’operaio e viva in mezzo alla gente e forse…dico forse…capirà come funziona il vero mondo e non quello ovattato dei radical chic al quale lei …forse è abituato.   21072019

…by…manliominicucci.myblog.it

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“E allora Bibbiano?”: Pd, media, movimento lgbt nel mirino dei complottisti da social

La macchina dell’odio che specula sull’inchiesta “Angeli e demoni” di Reggio Emilia si è riattivata alcuni giorni fa, dopo le parole del vicepremier Di Maio. E cerca di saldarsi all’indagine statunitense sul miliardario Jeffrey Epstein. Segnalato un utente che ha minacciato di morte il deputato dem Andrea Romano

di SIMONE COSIMI

 

19 luglio 2019

PD

L’operazione è stata certificata dal vicepremier Luigi Di Maio. Intervistato sugli scenari politici, in merito a un possibile accordo di governo col Pd ha spiegato che il M5S non avrebbe mai fatto un’alleanza “con il partito di Bibbiano”. In risposta, i dem hanno annunciato una querela al ministro dello Sviluppo economico.

Non era una dichiarazione campata in aria. Da qualche giorno l’implacabile macchina della calunnia si è messa in moto sui social network, dove l’inchiesta “Angeli e demoni” sul sistema illecito di gestione dei minori in affido in Val d’Enza, secondo l’accusa strappati alle famiglie con manipolazioni e pressioni e assegnati ad altri nuclei, viene da giorni sfruttata come stigma con cui screditare e attaccare il Partito democratico. E non solo. Il gancio è con l’ormai ex sindaco sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti, indagato per abuso d’ufficio e falso ideologico. Secondo i pm avrebbe saputo del sistema e avrebbe deciso, si legge nell’ordinanza di custodia cautelare, “lo stabile insediamento di tre terapeuti privati della Onlus Hansel e Gretel all’interno dei locali della struttura pubblica ‘La Cura’”.
Sui social il topic “Bibbiano” è montato in questi giorni come una gelatina in cui avvolgere una nuova campagna d’odio dalle mille facce. Davvero una delle più scivolose degli ultimi tempi. Passando anche dalle parole del vicepremier, che il 18 luglio in diretta Facebook ha detto: “Col Pd non ci voglio avere nulla a che fare, con il partito di Bibbiano che toglieva i bambini alle famiglie con l’elettroshock per venderseli non voglio averci nulla a che fare e sono stato in questo anno quello che più ha attaccato il Pd”.

Centinaia di post, articoli e meme (alcuni raffiguranti personaggi come Roberto Saviano, Fabio Fazio, Luciana Littizzetto, Fabio Volo o Laura Boldrini con la mano sulla bocca, rei di aver censurato il tema) hanno nel corso dei giorni mescolato il fatto a mille altri cavalli di battaglia del sovranismo e populismo digitale, transitando da siti come VoxNews.it, dalle galassie social sovraniste – come l’intervento del consigliere di Ostia di CasaPound, Luca Marsella – fino a eventi reali. Come quello di ieri organizzato da Fratelli d’Italia con ospite Alessandro Meluzzi che in un video rilanciato da Giorgia Meloni (fra gli account più attivi per l’hashtag #Bibbiano insieme a quello di Francesca Totolo, collaboratrice del Primato nazionale, il sito di CasaPound, e di @adrywebber) spiega che “il caso di #Bibbiano è solo la punta dell’iceberg”. Dalla teoria gender alla “campagna Lgbt per distruggere la famiglia naturale”, come si legge in altri post, tutto – secondo l’intossicazione in corso – è coperto dal Pd che avrebbe lanciato il diversivo del Russiagate “divulgato provvidenzialmente dopo #Bibbiano, lo scandalo del #Csm e quello della sanità in Umbria” come scrive Totolo in una battaglia che nella mattinata di venerdì l’ha contrapposta all’eurodeputato Pd Carlo Calenda, che è ripetutamente intervenuto per tentare di contrastare la campagna d’odio e disinformazione.

Perché Bibbiano è diventato ormai il ritornello con cui un ristretto ma agguerrito gruppo di account risponde a qualsiasi post o contenuto, specialmente se pubblicato da esponenti Pd o giornalisti. La “world cloud” delle parole più usate in quei contenuti e in quelle risposte è composta da “bambini”, “scandalo”, “caso”, “fatti”, “famiglie”, “attenzione” e poi “minori”, “inchiesta”.

C’è chi si è spinto oltre: Andrea Romano, deputato del Partito democratico, ha segnalato alla polizia di aver subito minacce di morte su Twitter dall’utente @VincenzoMoret17 per la vicenda del presunto screzio con la deputata dei 5 Stelle Francesca Businarolo. La vicenda è slegata da quella di Bibbiano, ma l’utente ha twittato le sue minacce usando l’hashtag #Bibbiano.

Gli hashtag che raccolgono le diverse articolazioni della campagna sono #Bibbiano e #BibbianoPD. Anche se a scavare bene, il primo a muovere le truppe dell’odio è stato uno ben più pesante: #PDofili, decollato dal 27/28 giugno, per esempio col tweet di  @alberto_rodolfi in risposta a Matteo Orfini o di @ValeMameli. Il più condiviso è stato quello di @PiovonoRoseNoir, il cui si dice che “da oggi non sono più #PDioti ma #Pdofili. Hanno fatto il salto di qualità le merde”. A firmare i contenuti, a conferma di squadriglie piccole ma agguerrite, sono stati 2.600 utenti per 6.200 post fra tweet e retweet. Ma solo poco più di 400 utenti hanno postato un contenuto originale.

Nonostante si sia ormai spento da giorni, anche per i timori di querela traslocando #BibbianoPD, è ancora ricco di orrori di ogni genere. Ne escono collage fotografici con i personaggi citati sopra, e altri come Lucia Annunziata, la senatrice Monica Cirinnà o la nostra giornalista Federica Angeli, e la frase “Tutti muti su Bibbiano”. Contenuti fuori da ogni senso e contesto come vecchi spezzoni di video in cui Matteo Renzi elogiava il sistema degli asili nido di Reggio Emilia o di un bambino disperato perché separato dal padre ma, come ha svelato Open, attribuibile a un’altra situazione in Sardegna di due anni fa. E ancora, orribili vignette con protagonisti bambini sottoposti a sevizie elettricge, ritornelli contro il “silenzio dei media”, che in realtà stanno coprendo approfonditamente il caso, e sul “sistema che ruba i bambini”.

Non basta. Negli ultimi giorni sembra essersi saldato anche un ponte digitale con le vicende che negli Stati Uniti hanno portato in carcere il miliardario Jeffrey Epstein, ex amico di Bill Clinton, del principe Andrea, duca di York, ma anche di Donald Trump, accusato di sfruttamento sessuale dei minori fra 2002 e 2005 e che ora rischia fino a 45 anni di carcere. Alcuni tweet (basta scorrere quelli dell’utente @DPQ87968970) tentano di trapiantare quella vicenda, innestandola sul tessuto dell’inchiesta italiana di Bibbiano e simili, con un obiettivo: avvalorare la folle tesi di un sistema internazionale, una specie di Spectre per cui la pedofilia è uno strumento per tenere sotto controllo politici e le mosse dei governi. L’hashtag è, non a caso, #PedoGate e raccoglie fra l’altro riferimenti ai più diversi casi di cronaca del passato, anche italiano, che ovviamente non hanno alcun collegamento l’uno con l’altro.

Ricapitolando, gli hashtag più utilizzati su Twitter – che è il canale principale su cui si sta squadernando l’operazione – sono #bibbiano, #bibbianopoli (che sta decollando proprio in queste ore, quasi in contrapposizione a Moscopoli), #bibbianopd (su cui tuttavia poco meno 300 profili nell’ultima settimana hanno pubblicato post originali, il più popolare è l’elogio degli asili nido di Renzi, nel 2012, il secondo più diffuso è del deputato 5 Stelle Massimo Baroni che rilancia il meme con Saviano e gli altri accomunati dalla scritta “Bibbiano”), #bibbianonews, in ordine decrescente di utilizzo. In una decina di giorni, tutti i contenuti sul tema, sempre rimanendo al social dell’uccellino, sono circa 78mila. Non c’è nulla di casuale: il numero relativamente basso delle utenze più attive coinvolte e il loro schema d’azione – quasi sempre risposte a post del Pd e di altri – racconta dell’ennesima operazione coordinata. Sono infine dati e tendenze che dimostrano la reale capacità di influenzare e raggiungere altri utenti perché non includono gli utenti o i contenuti” nascosti” da Twitter in quanto offensivi o dannosi secondo gli ultimi aggiornamenti delle regole della piattaforma.

SALVE SIGNOR…GELATINA !ultima modifica: 2019-07-21T12:27:28+02:00da manlio22ldc
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