L’INCAPACITA’ DI SAPER PREVEDERE…

 L’INCAPACITA’ DI NON SAPER PREVEDERE…
Già, sono anni che lo vado predicando, a quanto pare nel deserto, urlo ma resto inascoltato da tutti gli operatori economici, economisti e governi vari, eppure, se andate a ritroso dei passati anni, attraverso i miei post pubblicati, già dal 2015 e successivi, prevedevo per gli anni 2019/2020 l’inizio di una nuova crisi economica in tutto il territorio europeo da far paura, un probabile ritorno ad un altro periodo cupo e di crisi stile 2008. Niente ..niente da fare, la famigerata commissione europea è ferma ancora sulle sue stupide convinzioni e illogiche politiche economiche del risparmio . L’austerità non paga, non fa crescere il PIL e non produce ricchezza…..ma solo inutile povertà, infatti a conferma di tutte le mie previsioni, oggi l’ISTAT ha diffuso i dati del mese di novembre 2018, un disastro, specie nel comparto autoveicoli, con evidente rammarico e paradosso su quanto avevo previsto e scritto, mentre nel contempo, e…attenzione a questo dato, in aumento le spese per i farmaci e gli alimenti. Sì, questo vuol dire che il nostro paese non ha più una capacità produttiva e industriale come anni addietro, poco lavoro, ci stiamo ammalando velocemente e mangiamo un po’ di più… quindi ora spendiamo più soldi per curarci e per alimentarci. La fine che farà l’unione europea sarà quella della Grecia, un paese che oramai non esiste più, è di proprietà degli investitori e capitalisti stranieri. Che pena mi fanno tutti questi incompetenti e dilettanti allo sbaraglio, messi lì a governare e nei posti che contano. Andiamo ancora a scoprire altre “magie”, sempre nel 2015 avevo previsto che la Germania nel volgere di 5 anni sarebbe entrata in una grave crisi economica della quale difficilmente ne uscirà in tempi brevi e se ci riuscirà sarà solo se a Maggio 2019 ci sarà a Bruxelles un governo cosiddetto “populista”, che spazzerà via l’austerità e promuoverà lo sviluppo industriale specie nel settore automobilistico. L’economia tedesca perde colpi e lo fa anche in modo preoccupante, tra l’altro non la vedo pronta ad affrontare i mercati con i costi che si ritrovano i suoi prodotti, ma chi vuoi che si compri un auto da 56/60 mila euro e la mantenga. Fine del sogno a 4 ruote, e fine prematura, secondo me, del diesel, non siamo ancora pronti per il motore elettrico e noi europei ne pagheremo le conseguenze. Ho la netta impressione che tutti vogliano fare i radical chic ma senza …soldi…sveglia Europa, solo in Italia ci sono 6 milioni di poveri e in Francia c’è già la rivoluzione…. Noi se restiamo agganciati alla motrice tedesca, che ora sbanda, francamente vedo niente di buono all’orizzonte ..però, giusto per farlo sapere, lontano dai media e nel profondo..buio.. dell’informazione, tedeschi e francesi firmano accordi economici sottobanco, ma che tipo di accordi ? In ultimo, ma che razza di unione è questa ? 11012019

…by…manliominicucci.myblog.it

Crolla la produzione industriale, -2,6%. Italia come i big Ue: “Rischio recessione”

Istat, per il settore delle automobili negativo bilancio 11 mesi 2018, calo del 5,1%

La produzione industriale ingrana la retromarcia nei maggiori Paesi europei, pesando come un macigno sull’andamento dell’economia. Il dato italiano, che mostra a novembre 2018 un calo del 2,6% su base annua e dell’1,6% su ottobre, è solo l’ultimo dopo quelli altrettanto negativi di Germania e Francia, tanto da lasciare presagire una possibile recessione in tutta Europa. Dati negativi oggi anche in Spagna e in Gran Bretagna.

I dati italiani – Crolla a novembre 2018 la produzione nel settore auto. Secondo i dati Istat, l’indice corretto per gli effetti di calendario ha registrato un calo del 19,4% su base annuale, cioè nel confronto con novembre 2017, e dell’8,6% su base mensile, ovvero nel confronto con ottobre 2018. Il dato conferma, ma con un ulteriore peggioramento, l’andamento di ottobre, quando era stato registrato un calo tendenziale del 14%. Nella media degli 11 mesi 2018, la produzione è diminuita del 5,1%.

La produzione industriale italiana a novembre  scorso è diminuita dell’1,6% rispetto ad ottobre e del 2,6% rispetto a novembre 2017. Nei primi undici mesi del 2018 la produzione industriale italiana è cresciuta dell’1,2% rispetto all’anno precedente. Lo comunica l’Istat in base alle stime sulla produzione di novembre, aggiungendo che, nella media del trimestre settembre-novembre 2018, il livello della produzione registra una flessione dello 0,1% rispetto ai tre mesi precedenti.

“Mi attendevo e temevo un dato negativo della produzione industriale: già i dati per alcuni partner europei erano stati anticipati, ed era difficile che anche per l’Italia non fosse di segno negativo”, afferma il premier Giuseppe Conte. “Ma ancor di più è importante aver anticipato prima e compreso che sarebbe stata questa la ragionevole evoluzione del trend economico e ancora per questo è stato ancor più importante intervenire con quella manovra economica nel segno della crescita e dello sviluppo sociale”.

Secondo il ministo degli Interni e vicepremier, Matteo Salvini, l’Italia è preparata all’eventualità di una nuova crisi economica. “Faremo il contrario rispetto agli ultimi governi. Gli ultimi governi da Monti a Renzi avevano una situazione economica positiva e hanno tagliato, noi con una situazione internazionale negativa invece mettiamo più soldi nelle tasche degli italiani, è l’unica cosa intelligente da fare” ha spiegato Salvini arrivando all’inaugurazione della sede dell’Ugl.

Secondo il ministro dello Sviluppo e vicepremier, Luigi Di Maio, “un nuovo boom economico potrebbe rinascere: negli anni ’60 avemmo le autostrade, ora dobbiamo lavorare alla creazione delle autostrade digitali”.

Gli stessi segnali in arrivo dagli Usa non sono peraltro più incoraggianti. Tra guerra commerciale con la Cina, shutdown e altalena dei mercati, il rischio di recessione americana nei prossimi dodici mesi viene considerato sempre più concreto dalla maggioranza degli economisti. Se in America si parla però di prospettive future, in Italia il pericolo potrebbe essersi già concretizzato.

L’INCAPACITA’ DI SAPER PREVEDERE…ultima modifica: 2019-01-11T20:38:25+01:00da manlio22ldc
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