MA PERCHE’ NON LO SI VUOL CAPIRE ?

18102021 donna afghanistan

MA PERCHE’ NON LO SI VUOL CAPIRE ?

Non faccio il mago di professione né sono un veggente se riesco sempre a veder bene nell’operato sempre discutibile dei fedeli islamici, in particolar modo diffido a pelle delle loro assicurazioni verbali sul buon trattamento riservato alle donne… sicuramente tutti ricorderete, almeno quelli che abitualmente mi leggono e seguono, che le mie previsioni e timori a riguardo delle promesse dei Talebani sono state rispettate appieno, infatti come sostenevo, e sostengo continuamente, la donna nel mondo islamico non è assolutamente “l’ombelico del mondo” come vogliono farci credere ma è solamente “l’oggetto senza batterie e a notevole risparmio energetico, serve per mantener pulita la casa, per lavare i panni sporchi, crescere i figli in numeri importanti e ovviamente… non ultima cosa, è anche l’oggetto del piacere sessuale del “maschio padrone”, anche qui bisogna ricordare che per le donne i matrimoni vengono celebrati in età giovanissima e combinati dal genitore maschio e difficilmente sono d’amore passionale, come accade normalmente in occidente e nei paesi non islamici orientali, ricordando che la maggior parte di loro sono infibulate e quindi il rapporto matrimoniale lo consumano e vivono con molto…. distacco. Era facile quanto scontato capire, per chi conosce la mentalità e modo di vivere dei mussulmani, che le donne in Afghanistan non avrebbero avuto più spazio con la presa del potere e sarebbero ritornate agli antichi lavori casalinghi… Con “l’occupazione di noi occidentali” ci sono stati per le donne del posto 20 fantastici anni di crescita nei diritti, si sono viste le bambine nelle scuole insieme ai ragazzini e le donne impiegate nel mondo del lavoro, tutto questo con la nostra chiara soddisfazione ma non era così per i maschi afghani, loro non solo non le hanno mai viste bene quando si sono inserite nel mondo del lavoro e ipocritamente hanno fatto credere di averle accettate, ma nel silenzio e nell’animo covavano l’odio per loro perché colpevoli d’aver trasgredito alle leggi islamiche e tutta la popolazione maschile afghana ha atteso pazientemente tempi migliori per far esplodere la rabbia accumulata in 20 anni, infatti non dimentichiamoci che di resistenza armata ai Talebani stessi, quando dono arrivati a Kabul, non c’è stata, anzi si sono arresi con gioia a loro, e appena preso il potere e ristabilito le leggi coraniche lo hanno potuto fare senza nessuna contestazione e con l’appoggio indiscriminato di tutto il popolo maschile, solo uno sparuto gruppo di donne ha avuto il coraggio di sfidarli ma… senza successo. Si sapeva che loro avrebbero riportato il terrore degli anni ’90, i Talebani applicano la sharia e detta legge è legge per tutti i bravi musulmani. A noi occidentali non resta che scrivere e portare l’attenzione su questa sharia che piace ai tanti pro immigrati islamici che arrivano da noi con i gommoni. Cara Fatima Hossani, spiace… ma concordo con te… “non vedo speranze per le donne in Afghanistan” anzi la vedo dura anche per noi europei. 17102021 …by… … https://manliominicucci.myblog.it/   https://vk.com/id529229155

 

Fatima Hossani, non vedo speranze per le donne in Afghanistan

L’artista e fotografa premiata ad Orvieto

18102021 donna afghanistan

Redazione ANSAPERUGIA

17 ottobre 2021

(ANSA) – PERUGIA, 17 OTT – “Non vedo alcuna speranza per il futuro delle donne in Afghanistan”: a dirlo all’ANSA è Fatima Hossani, l’artista e fotografa afghana, 28 anni, fuggita da Kabul lo scorso agosto dopo l’avvento dei talebani e che a Orvieto ha ricevuto il premio “Hypatia”, promosso dalla 5/a Biennale del restauro architettonico ed Urban Brau5.
“Le donne – aggiunge Fatima – sono sempre la parte più vulnerabile della società in una zona di guerra e ora sono davvero preoccupata per il futuro della nuova generazione dell’Afghanistan”.

E dice ancora: “Sappiamo tutti di essere tornati in Afghanistan a 20 anni fa e a quei giorni bui. Vediamo che i talebani hanno vietato alle donne di tornare a scuola e lavorare. Non permettono loro nemmeno di indossare ciò che vogliono”, sottolinea.”L’arte e la cultura – conclude Fatima – possono aiutare sicuramente il popolo afghano perché così può difendere la sua identità, ma in una zona di guerra come l’Afghanistan, quando tutti parlano del potere delle armi e della politica, l’arte e la cultura dovranno faticare molto per trovare il loro spazio”.
(ANSA).

 

ENGLISH

BUT WHY DO YOU NOT WANT TO UNDERSTAND IT?

I am not a magician by profession nor am I a seer if I can always see clearly in the always questionable work of the Islamic faithful, in particular I am wary of their verbal assurances on the good treatment reserved for women … surely you will all remember, at least those who usually read and follow me, that my predictions and fears regarding the promises of the Taliban have been fully respected, in fact, as I maintained, and I continually maintain, women in the Islamic world are absolutely not “the navel of the world” as they want us to do believe but it is only “the object without batteries and with considerable energy saving, it is used to keep the house clean, to wash dirty clothes, raise children in large numbers and obviously … last but not least, it is also the object of pleasure sexuality of the “male master”, here too it must be remembered that for women, marriages are celebrated at a very young age and arranged by the male parent and hardly they are of passionate love, as normally happens in the West and in non-Islamic Eastern countries, remembering that most of them are infibulated and therefore they consume the marriage relationship and live with a lot … detachment. It was as easy as it was obvious to understand, for those who know the Muslim mentality and way of life, that women in Afghanistan would no longer have space with the seizure of power and would return to the old housework … With “the occupation of us Westerners “there were 20 fantastic years of growth in rights for local women, girls were seen in schools together with boys and women employed in the world of work, all this to our clear satisfaction but it was not so for the Afghan males, they not only never saw them well when they entered the world of work and hypocritically made people believe they accepted them, but in silence and in their soul they harbored hatred for them because they were guilty of breaking the laws and the entire Afghan male population has waited patiently for better times to explode the anger accumulated in 20 years, in fact let’s not forget that armed resistance to the Taliban themselves , when I arrived in Kabul, there was no, on the contrary they surrendered with joy to them, and as soon as they took power and re-established the Koranic laws they were able to do so without any dispute and with the indiscriminate support of all the male people , only a small group of women had the courage to challenge them but … without success. It was known that they would bring back the terror of the 1990s, the Taliban apply Sharia law and that law is law for all good Muslims. We Westerners just have to write and bring attention to this sharia that appeals to the many pro Islamic immigrants who come to us on rubber boats. Dear Fatima Hossani, sorry … but I agree with you … “I see no hope for women in Afghanistan” indeed I see it hard for us Europeans too. 17102021 … by … … https://manliominicucci.myblog.it/ https://vk.com/id529229155

 

Fatima Hossani, I see no hope for women in Afghanistan

The artist and photographer awarded in Orvieto

18102021 donna afghanistan

 

ANSAPERUGIA editorial staff

October 17, 2021

(ANSA) – PERUGIA, OCTOBER 17 – “I see no hope for the future of women in Afghanistan”: Fatima Hossani, the Afghan artist and photographer, 28, who fled from Kabul last August after the advent of the Taliban and that in Orvieto received the “Hypatia” prize, promoted by the 5th Biennale of architectural restoration and Urban Brau5.

“Women – adds Fatima – are always the most vulnerable part of society in a war zone and now I am really worried about the future of the new generation of Afghanistan”.

And he says again: “We all know we went back to Afghanistan 20 years ago and those dark days. We see that the Taliban have banned women from going back to school and working. They don’t even allow them to wear what they want,” he stresses. ” Art and culture – concludes Fatima – can certainly help the Afghan people because in this way they can defend their identity, but in a war zone like Afghanistan, when everyone is talking about the power of weapons and politics, art and culture will have to work hard to find their space “.

(HANDLE).

 

FRANCAISE

MAIS POURQUOI NE VOULEZ-VOUS PAS LE COMPRENDRE ?

Je ne suis pas magicien de profession ni devin si je vois toujours clair dans le travail toujours discutable des fidèles islamiques, en particulier je me méfie de leurs assurances verbales sur le bon traitement réservé aux femmes… tous se souviennent, du moins ceux qui me lisent et me suivent habituellement, que mes prédictions et craintes concernant les promesses des talibans ont été pleinement respectées, en fait, comme je l’ai soutenu, et je le maintiens continuellement, les femmes dans le monde islamique ne sont absolument pas ” le nombril du monde” comme ils veulent nous faire croire mais ce n’est que “l’objet sans piles et à économie d’énergie importante, il sert à garder la maison propre, à laver le linge sale, à élever des enfants en grand nombre et évidemment.. enfin, c’est aussi l’objet de la sexualité de plaisir du “maître masculin”, là aussi il faut rappeler que pour les femmes, les mariages sont célébrés à un très jeune âge et arrangés par le parent masculin et il est difficile ils sont d’amour passionné, comme cela se passe normalement en Occident et dans les pays de l’Est non islamiques, se souvenant que la plupart d’entre eux sont infibulés et donc ils consomment la relation conjugale et vivent avec beaucoup… de détachement. Il était aussi facile qu’évident de comprendre, pour ceux qui connaissent la mentalité et le mode de vie musulmans, que les femmes en Afghanistan n’auraient plus de place avec la prise du pouvoir et retourneraient aux vieilles tâches ménagères… Avec « le l’occupation de nous, les Occidentaux ” il y a eu 20 années fantastiques de croissance des droits pour les femmes locales, les filles ont été vues dans les écoles avec les garçons et les femmes employés dans le monde du travail, tout cela à notre entière satisfaction mais ce n’était pas le cas pour les hommes afghans , non seulement ils ne les ont jamais bien vus lorsqu’ils sont entrés dans le monde du travail et ont hypocritement fait croire qu’ils les acceptaient, mais en silence et dans leur âme ils ont nourri leur haine parce qu’ils étaient coupables d’avoir enfreint les lois et toute la population masculine afghane a attendu patiemment des temps meilleurs pour faire exploser la colère accumulée en 20 ans, en fait n’oublions pas que la résistance armée aux talibans eux-mêmes , quand je suis arrivé à Kaboul, il n’y en avait pas, au contraire ils se sont rendus avec joie, et dès qu’ils ont pris le pouvoir et rétabli les lois coraniques ils ont pu le faire sans contestation et avec le soutien indiscriminé de tous les hommes, seul un petit groupe de femmes a eu le courage de les défier mais… sans succès. On savait qu’ils ramèneraient la terreur des années 90, les talibans appliquent la charia et cette loi est la loi de tous les bons musulmans. Nous autres Occidentaux n’avons qu’à écrire et attirer l’attention sur cette charia qui fait appel aux nombreux immigrés pro-islamiques qui viennent à nous sur des canots pneumatiques. Chère Fatima Hossani, désolée… mais je suis d’accord avec vous… “Je ne vois aucun espoir pour les femmes en Afghanistan” en effet, je le vois aussi mal pour nous, Européens. 17102021 … par … … https://manliominicucci.myblog.it/ https://vk.com/id529229155

 

Fatima Hossani, je ne vois aucun espoir pour les femmes en Afghanistan

L’artiste et photographe récompensé à Orvieto

18102021 donna afghanistan

 

La rédaction d’ANSAPERUGIA

17 octobre 2021

(ANSA) – PÉROUSE, 17 OCTOBRE – “Je ne vois aucun espoir pour l’avenir des femmes en Afghanistan” : Fatima Hossani, l’artiste et photographe afghane, 28 ans, qui a fui Kaboul en août dernier après l’avènement des talibans et celui d’Orvieto a reçu le prix “Hypatia”, promu par la 5e Biennale de restauration architecturale et Urban Brau5.

“Les femmes – ajoute Fatima – sont toujours la partie la plus vulnérable de la société dans une zone de guerre et maintenant je suis vraiment inquiète pour l’avenir de la nouvelle génération d’Afghanistan”.

Et il répète : « Nous savons tous que nous sommes retournés en Afghanistan il y a 20 ans et ces jours sombres. Nous voyons que les talibans ont interdit aux femmes de retourner à l’école et de travailler. Ils ne leur permettent même pas de porter ce qu’elles veulent. “, souligne-t-il. ” L’art et la culture – conclut Fatima – peuvent certainement aider le peuple afghan parce qu’ainsi il peut défendre son identité, mais dans une zone de guerre comme l’Afghanistan, quand tout le monde parle du pouvoir des armes et de la politique, l’art et la culture devront travailler dur pour trouver leur espace ».

(MANIPULER).

MA PERCHE’ NON LO SI VUOL CAPIRE ?ultima modifica: 2021-10-17T20:54:43+02:00da manlio22ldc
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