“ ANATOMIA DI UN OMICIDIO RELIGIOSO”

Un fermo immagine del video del 29 aprile relativo allo zio e due cugini di Saman che secondo le ipotesi investigative starebbero andando a scavare la fossa per nascondere il corpo della ragazza, Roma, 7 Giugno 2021. ANSA

“ ANATOMIA DI UN OMICIDIO RELIGIOSO”

Era il 30 aprile di quest’anno quando Saman, giovane italiana di origine pakistana, si rifiuta palesemente d’andare in sposa ad un parente della loro famiglia che vive in Pakistan e lo comunica ai suoi genitori. Matrimonio combinato secondo le loro credenze religiose e tradizioni culturali islamiche e a lui promessa sin dal giorno della sua nascita, seguendo e rispettando quei rigorosi criteri religiosi oramai secolari e non discutibili. I tempi sono maturi e a Saman tocca sposarselo, piaccia o non piaccia il matrimonio “s’ha da fare” e obbedire al volere dei genitori, secondo la sharia, la legge coranica, e a quanto concordato con la famiglia dello sposo… Però… c’è un intoppo… lei ama un ragazzo, un quasi suo coetaneo, e messa davanti alla prospettiva matrimoniale con l’indesiderato sposo lei risponde con un secco rifiuto al matrimonio e il perché, lo si scoprirà solo in questi giorni, è troppo vecchio per lei, questa è la sua giustificazione alla famiglia ma nella realtà Saman aveva altri progetti che non erano certo quelli religiosi o culturali, lei voleva semplicemente vivere all’occidentale maniera, come milioni di ragazze europee, scegliendosi magari l’uomo che ama e diventarne la moglie… Idea e proposito che non fa una piega nel nostro modo di pensare… tra l’altro, visto che lei e poco più di un’adolescente è legittimo che si percorrano i tempi necessari dovuti alla reciproca conoscenza per una convivenza stabile e amorevole. Purtroppo qui nasce il vero problema di contrasto e distinguo, questo è il modo di pensare e di vivere secondo i criteri occidentali, ma quando ci addentriamo nel territorio della religione islamica e delle sue tradizioni culturali come ci si ragiona ? Esattamente all’opposto di noi, nel loro modo di pensare la donna musulmana è sempre e totalmente sottomessa al volere dell’uomo mussulmano, padre o marito che sia, ed è obbligata a prender marito secondo gli accordi stabiliti dalle famiglie e per detto accordo vengono anche riconosciuti vari benefici a favore della famiglia della bambina data in promessa sposa. E’ ovvio che se un accordo non viene rispettato come dovuto è scontato che  la parte offesa chieda una “riparazione al torto subito “ e qual è la modalità di “estinzione del torto ricevuto” ? Nella religione e nella tradizione pakistana nel momento in cui una donna rinnega il matrimonio stabilito dà vita ad un escalation violenta… ecco che si scatena la rabbia e l’ira dei parenti tutti che di fronte al netto rifiuto devono tassativamente porre rimedio all’offesa fatta al parente lontano e promesso sposo in Pakistan, e lo si fa con un solo metodo… ovvero la morte della disobbediente e blasfema nonché portatrice di disonore per la famiglia tutta… che con il suo sangue si lava l’onta del disonore… di episodi del genere ne abbiamo a centinaia in quelle zone e l morte di Samano non è una novità !  Quindi i “bravi parenti “si riuniscono e decidono le sorti di Saman, il verdetto è presto detto, lei “deve morire”, non c’è altra soluzione… ucciderla e occultare il corpo della ragazza affinché le forze di polizia non lo trovino e come lo si fa sparire ? Con il solito sistema tanto caro ai “pazzi criminali”… incredibilmente i parenti, pur professandosi buoni mussulmani, decidono di comportarsi come efferati criminali mafiosi con animo satanico… e  cioè, facendo a pezzi il corpo della povera ragazza come si trattasse di carne da macello. Già… smembrato il corpo e i suoi pezzi sepolti chissà dove o peggio, buttati in un canale irriguo poco distante o dato in pasto a dei maiali presenti in una fattoria non distante dall’azienda agricola dove vivevano e lavoravano i genitori di Saman. Il suo corpo non verrà mai più ritrovato, o meglio i pezzi del suo corpo, e i giudici che stanno seguendo e giudicando il caso hanno dichiarato che : ”Il movente affonda in temibile sinergia religione-tradizione”, ciò vuol dire che nella tragica morte e scomparsa di Saman sia la religione islamica che le tradizioni tribali pakistane hanno avuto un comune denominatore e cioè, la morte di Saman per riparare all’onta del disonore familiare e alla blasfemia coranica. 28082021 …by… … https://manliominicucci.myblog.it/       https://vk.com/id529229155

 

Saman: ci fu una riunione su come ‘farla a pezzi’

I giudici: ”Il movente affonda in temibile sinergia religione-tradizione”

Un fermo immagine del video del 29 aprile relativo allo zio e due cugini di Saman che secondo le ipotesi investigative starebbero andando a scavare la fossa per nascondere il corpo della ragazza, Roma, 7 Giugno 2021. ANSA

Il frame delle telecamere di sorveglianza di Novellara in cui alcuni familiari escono con attrezzi per scavare una fossa –

Di Tommaso Romanin

BOLOGNA28 agosto 202116:24

Il pomeriggio del 30 aprile a casa della famiglia Abbas, a Novellara, ci fu una riunione e si parlò di come far sparire il cadavere di Saman, smembrandolo. Il dettaglio emerge dalle dichiarazioni, durante l’incidente probatorio, del fratellino della ragazza, scomparsa proprio da quella sera e che si pensa sia stata uccisa dai familiari che non accettavano il suo comportamento, iniziato con il rifiuto di un matrimonio combinato in Pakistan.All’incontro nella casa c’erano anche lo zio Danish Hasnain, considerato l’esecutore materiale del delitto, e un altro parente. Un partecipante, ha raccontato il fratello, “ha detto: io faccio piccoli pezzi e se volete porto anch’io a Guastalla, buttiamo là, perché così non va bene”.Il cadavere di Saman, dopo due mesi di ricerche tra i campi e le serre del Reggiano, non è mai stato trovato, ma gli inquirenti, i carabinieri e la Procura di Reggio Emilia, non hanno dubbi sul fatto che sia stata uccisa. Una cruciale testimonianza in tal senso è proprio quella del fratello, che ha accusato lo zio Danish. L’uomo è però latitante, insieme ad altri tre indagati: un altro cugino, e i due genitori della ragazza, tornati in Pakistan il primo maggio. Il 21 maggio invece è stato fermato in Francia un secondo cugino, Ikram Ijaz, attualmente in carcere. Il suo ricorso al tribunale del Riesame di Bologna è stato respinto e le motivazioni, appena depositate, sono una ulteriore conferma al quadro accusatorio.

Secondo il collegio, presidente relatore Andrea Santucci, è probabile che i due cugini abbiano partecipato con lo zio all’esecuzione materiale del delitto. Nonostante quanto dichiarato da Ijaz, ci sono prove sul fatto che abbia anche lui preso parte alla fase preparatoria, lo scavo della fossa il 29 aprile. E poi la notte del 30 andò con l’altro cugino, Nomanhulaq Nomanhulaq, a casa degli Abbas, partecipando a una sorta di pianto collettivo, ben consci della sorte della giovane. Inoltre, argomentano i giudici, contro Ijaz c’è anche un altro elemento “di fortissima valenza indiziaria” e cioè “la subitanea fuga all’estero”, del 6 maggio. Che sia fuggito verso Ventimiglia prima Danish e che poi Ijaz e Nomanhulaq l’abbiano raggiunto dopo, poco rileva. Infatti, che sia fuggito insieme a Nomanhulaq e che abbiano raggiunto Hasnain “avvalora ulteriormente una situazione di complicità tra i tre”. La fuga è  “priva di qualsiasi spiegazione” non strettamente motivata “dalla corresponsabilità nell’omicidio e dalla conseguente necessità di sottrarsi al perseguimento di tale delitto”.

Un delitto il cui movente, per il tribunale, affonda “in una temibile sinergia tra i precetti religiosi e i dettami della tradizione locali (che arrivano a vincolare i membri del clan ad una rozza, cieca e assolutamente acritica osservanza pure della direttiva del femminicidio)”. Fattore, insieme ad altri, “pacificamente emergente dall’obiettiva analisi della complessiva condotta, che, annullando ogni positiva inferenza che si volesse trarre da un passato specchiato e lecito, dalla dedizione a un lavoro onesto o dalla giovane età”, fanno dell’autore o partecipe di un simile fatto delittuoso “persona di pericolosità estrema, alla fine capace di tutto”. Senza contare che poi, nelle sue dichiarazioni, in cui ha detto di non c’entrare nulla con la sparizione, Ikram Ijaz, non ha mai mostrato “il benché minimo senso di commozione” per la terribile sorte della sua giovane parente.

 

ENGLISH

“ANATOMY OF A RELIGIOUS MURDER”

It was April 30 of this year when Saman, a young Italian of Pakistani origin, clearly refuses to marry a relative of their family who lives in Pakistan and communicates it to her parents. Marriage arranged according to their religious beliefs and Islamic cultural traditions and promised to him since the day of her birth, following and respecting those rigorous religious criteria by now secular and not questionable. The times are ripe and Saman has to marry him, like it or not like marriage “if he has to do” and obey the will of his parents, according to the Sharia law, the Koranic law, and what was agreed with the groom’s family … But. .. there is a hitch … she loves a boy, almost her same age, and when faced with the prospect of marriage with the unwanted spouse she responds with a dry refusal to marriage and why, it will only be discovered in these days , he is too old for her, this is his justification to the family but in reality Saman had other projects that were certainly not religious or cultural ones, she simply wanted to live in the Western way, like millions of European girls, perhaps choosing the man who loves and become his wife … Idea and purpose that does not change our way of thinking … among other things, given that she is little more than a teenager, it is legitimate that we take the necessary time due to mutual knowledge for a coexistence nza stable and loving. Unfortunately, this is where the real problem of contrast and distinction arises, this is the way of thinking and living according to Western criteria, but when we enter the territory of the Islamic religion and its cultural traditions, how do we think about it? Exactly the opposite of us, in their way of thinking the Muslim woman is always and totally subject to the will of the Muslim man, father or husband who is, and is obliged to marry according to the agreements established by the families and for this agreement they are also recognized various benefits in favor of the family of the child given as betrothed. It is obvious that if an agreement is not respected as due, it is assumed that the injured party asks for a “reparation for the wrong suffered” and what is the method of “extinction of the wrong received”? In the Pakistani religion and tradition, when a woman renounces the established marriage she gives rise to a violent escalation … here is the anger and anger of the relatives all who in the face of the clear refusal must absolutely remedy the offense made to the distant relative and betrothed in Pakistan, and it is done with only one method … that is the death of the disobedient and blasphemous as well as the carrier of dishonor for the whole family … who washes the shame with her blood dishonor … we have hundreds of such incidents in those areas and the death of Samano is nothing new! So the “good relatives” get together and decide the fate of Saman, the verdict is soon said, she “must die”, there is no other solution … kill her and hide the girl’s body so that the police forces don’t find and how do you make it disappear? With the usual system so dear to “crazy criminals” … incredibly, the relatives, while professing to be good Muslims, decide to behave like brutal mafia criminals with a satanic soul … and that is, tearing the poor girl’s body to pieces as if it were of meat for slaughter. Yeah … dismembered her body and her pieces buried who knows where or worse, thrown into an irrigation canal not far away or fed to pigs on a farm not far from the farm where the parents of Saman. His body will never be found again, or rather the pieces of his body, and the judges who are following and judging the case have declared that: “The motive sinks in fearful religion-tradition synergy”, this means that in the tragic death and the disappearance of Saman both the Islamic religion and the Pakistani tribal traditions had a common denominator, namely, the death of Saman to repair the shame of family dishonor and the Koranic blasphemy. 28082021 … by … … https : //manliominicucci.myblog.it/ https://vk.com/id529229155

 

Saman: there was a reunion about her how to ‘tear her apart’

The judges: “The motive sinks into a fearful religion-tradition synergy”

Un fermo immagine del video del 29 aprile relativo allo zio e due cugini di Saman che secondo le ipotesi investigative starebbero andando a scavare la fossa per nascondere il corpo della ragazza, Roma, 7 Giugno 2021. ANSA

 

The frame of the surveillance cameras of Novellara in which some family members go out with tools to dig a pit –

By Tommaso Romanin

BOLOGNA 28 August 202 116: 24

On the afternoon of April 30th at the Abbas family’s home in Novellara, there was a meeting and there was talk of how to make Saman’s body disappear, dismembering it. The detail emerges from the statements, during the probative incident, of the girl’s little brother, who disappeared from that very evening and who is thought to have been killed by family members who did not accept her behavior, which began with the refusal of a Armed marriage in Pakistan. Uncle Danish Hasnain, considered the material perpetrator of the crime, and another relative were also at the meeting in the house. A participant, said his brother, “said: I make small pieces and if you want to take me to Guastalla too, we throw them there, because that’s not good.” the Reggiano greenhouses, has never been found, but the investigators, the carabinieri and the Reggio Emilia Prosecutor’s Office have no doubts that she was killed. A crucial testimony in this sense is that of his brother, who accused his uncle Danish. The man is however a fugitive, along with three other suspects: another cousin, and the girl’s two parents, who returned to Pakistan on May 1st. On May 21, a second cousin, Ikram Ijaz, currently in prison, was arrested in France. His appeal to the Bologna Review Court was rejected and the reasons, just filed, are a further confirmation of the accusatory framework.

According to the college, speaker president Andrea Santucci, it is likely that the two cousins participated with their uncle in the material execution of the crime. Despite what Ijaz said, there is evidence that he too took part in the preparatory phase, the excavation of the pit on April 29. And then on the night of the 30th he went with his other cousin, Nomanhulaq Nomanhulaq, to the Abbas’ home, participating in a sort of collective weeping, well aware of the young woman’s fate. Furthermore, the judges argue, against Ijaz there is also another element “of very strong circumstantial value” and that is “the sudden flight abroad”, of 6 May. That he fled to Ventimiglia first Danish and then Ijaz and Nomanhulaq joined him later, is of little relevance. In fact, that he fled with Nomanhulaq and that they reached Hasnain “further confirms a situation of complicity between the three”. The flight is “devoid of any explanation” not strictly motivated “by co-responsibility in the murder and the consequent need to avoid prosecution of this crime”.

A crime whose motive, for the court, sinks “in a fearful synergy between the religious precepts and the dictates of local tradition (which bind the members of the clan to a rough, blind and absolutely uncritical observance of the directive of femicide)” . A factor, together with others, “peacefully emerging from the objective analysis of the overall conduct, which, canceling any positive inference that one might want to draw from a mirrored and legitimate past, from dedication to honest work or from a young age”, make the author or a participant in a similar crime “a person of extreme danger, in the end capable of anything”. Not to mention that, in his statements, in which he said he had nothing to do with the disappearance, Ikram Ijaz never showed “the slightest sense of emotion” for the terrible fate of his young relative.

 

 

FRANCAISE

 

“ANATOMIE D’UN MEURTRE RELIGIEUX”

C’était le 30 avril dernier que Saman, une jeune italienne d’origine pakistanaise, refuse clairement d’épouser un proche de leur famille qui vit au Pakistan et le communique à ses parents. Mariage arrangé selon leurs croyances religieuses et traditions culturelles islamiques et lui a été promis depuis le jour de sa naissance, suivant et respectant ces critères religieux rigoureux désormais laïques et indiscutables. Les temps sont mûrs et Saman doit l’épouser, qu’on le veuille ou non comme le mariage “s’il le faut” et obéir aux souhaits de ses parents, selon la charia, la loi coranique, et ce qui a été convenu avec la famille du marié … Mais … il y a un accroc … elle aime un garçon, presque du même âge, et face à la perspective du mariage avec l’époux non désiré, elle répond par un refus catégorique de se marier et pourquoi, ce ne sera que être découvert de nos jours, il est trop vieux pour elle, c’est sa justification à la famille mais en réalité Saman avait d’autres projets qui n’étaient certainement pas religieux ou culturels, elle voulait simplement vivre à l’occidentale, comme des millions d’européens filles, peut-être en choisissant l’homme qui aime et devient sa femme… Idée et but qui ne change pas notre façon de penser… entre autres, étant donné qu’elle n’est guère plus qu’une adolescente il est légitime que nous prenions le nécessaire temps dû à la connaissance mutuelle pour une coexistence nza stable et affectueux. Malheureusement, c’est là que se pose le vrai problème du contraste et de la distinction, c’est la façon de penser et de vivre selon les critères occidentaux, mais quand on pénètre sur le territoire de la religion islamique et de ses traditions culturelles, comment y penser ? Exactement le contraire de nous, dans leur façon de penser la femme musulmane est toujours et totalement soumise à la volonté de l’homme musulman, père ou mari qui l’est, et est obligée de se marier selon les accords établis par les familles et pour cet accord ils sont également reconnus divers avantages en faveur de la famille de l’enfant fiancé. Il est évident que si un accord n’est pas respecté comme dû, on suppose que la partie lésée demandera une « réparation pour le tort subi » et quelle est la méthode d’« extinction du tort reçu » ? Dans la religion et la tradition pakistanaise, lorsqu’une femme renonce au mariage établi, elle donne lieu à une escalade violente… voici la colère et la colère des proches tous qui face au refus clair doivent absolument remédier à l’offense faite au parent éloigné et fiancé au Pakistan, et cela se fait avec une seule méthode… c’est la mort du désobéissant et du blasphémateur ainsi que le porteur de déshonneur pour toute la famille… qui lave la honte avec son sang déshonneur. .. nous avons des centaines d’incidents de ce type dans ces régions et la mort de Samano n’est pas nouvelle ! Alors les “bons parents” se réunissent et décident du sort de Saman, le verdict est bientôt prononcé, elle “doit mourir”, il n’y a pas d’autre solution… la tuer et cacher le corps de la fille pour que les forces de police ne le fassent pas trouver et comment le faire disparaître? Avec le système habituel si cher aux “criminels fous”… incroyablement, les proches, bien que professant être de bons musulmans, décident de se comporter comme des criminels mafieux brutaux avec une âme satanique… et c’est-à-dire déchirer le corps de la pauvre fille en morceaux comme s’il s’agissait de viande de boucherie. Ouais… démembré le corps et ses morceaux enterrés on ne sait où ou pire, jetés dans un canal d’irrigation non loin de là ou nourris aux porcs dans une ferme non loin de la ferme où vivaient et travaillaient les parents de Saman. Son corps ne sera plus jamais retrouvé, ou plutôt les morceaux de son corps, et les juges qui suivent et jugent l’affaire ont déclaré que : « Le motif sombre dans une terrible synergie religion-tradition », cela signifie que dans la mort tragique et la disparition de Saman tant la religion islamique que les traditions tribales pakistanaises avaient un dénominateur commun, à savoir, la mort de Saman pour réparer la honte du déshonneur familial et le blasphème coranique.28082021 … par … … https :/ /manliominicucci.myblog.it/ https://vk.com/id529229155

 

Saman : il y a eu une réunion sur la façon de « le déchirer »

Les juges : « Le mobile s’enfonce dans une redoutable synergie religion-tradition »

Un fermo immagine del video del 29 aprile relativo allo zio e due cugini di Saman che secondo le ipotesi investigative starebbero andando a scavare la fossa per nascondere il corpo della ragazza, Roma, 7 Giugno 2021. ANSA

 

Le cadre des caméras de surveillance de Novellara dans lequel certains membres de la famille sortent avec des outils pour creuser une fosse –

Par Tommaso Romanin

BOLOGNE 28 août 202 116: 24

Dans l’après-midi du 30 avril au domicile de la famille Abbas à Novellara, il y a eu une réunion et on a parlé de comment faire disparaître le corps de Saman, le démembrer. Le détail ressort des déclarations, lors de l’incident probant, du petit frère de la fillette, disparu dès le soir même et qui aurait été tué par des membres de la famille qui n’ont pas accepté son comportement, qui a commencé par le refus d’un Mariage armé au Pakistan L’oncle danois Hasnain, considéré comme l’auteur matériel du crime, et un autre parent étaient également présents à la réunion dans la maison. Un participant, a dit son frère, “a dit : je fais des petits morceaux et si tu veux m’emmener à Guastalla aussi, on les jette là-bas, parce que ce n’est pas bien.” les serres de Reggiano, n’ont jamais été retrouvées, mais les enquêteurs, le carabinieri et le parquet de Reggio Emilia n’ont aucun doute qu’elle a été tuée. Un témoignage crucial en ce sens est celui de son frère, qui a accusé son oncle danois. L’homme est cependant un fugitif, ainsi que trois autres suspects : un autre cousin, et les deux parents de la fillette, qui sont rentrés au Pakistan le 1er mai. Le 21 mai, un cousin germain, Ikram Ijaz, actuellement en prison, a été arrêté en France. Son recours devant la Cour de révision de Bologne a été rejeté et les motifs, qui viennent d’être déposés, sont une confirmation supplémentaire du cadre accusatoire.

Selon le président du collège, président Andrea Santucci, il est probable que les deux cousins aient participé avec leur oncle à l’exécution matérielle du crime. Malgré ce qu’a dit Ijaz, il existe des preuves qu’il a lui aussi participé à la phase préparatoire, le creusement de la fosse le 29 avril. Et puis dans la nuit du 30, il s’est rendu avec son autre cousin, Nomanhulaq Nomanhulaq, chez les Abbas, participant à une sorte de pleurs collectifs, bien conscient du sort de la jeune femme. De plus, soutiennent les juges, contre Ijaz il y a aussi un autre élément “à très forte valeur circonstancielle” et c’est “la fuite soudaine vers l’étranger”, du 6 mai. Que le danois se soit d’abord enfui à Vintimille, puis qu’Ijaz et Nomanhulaq l’aient rejoint plus tard, n’a que peu d’importance. En effet, qu’il se soit enfui avec Nomanhulaq et qu’ils aient atteint Hasnain “confirme en outre une situation de complicité entre les trois”. La fuite est “dénuée de toute explication” non strictement motivée “par la coresponsabilité dans le meurtre et la nécessité qui en découle d’éviter les poursuites pour ce crime”.

Un crime dont le mobile, pour le tribunal, s’enfonce « dans une synergie effrayante entre les préceptes religieux et les préceptes de la tradition locale (qui lient les membres du clan à une observance rude, aveugle et absolument sans critique de la directive du fémicide) ». Un facteur, avec d’autres, « émergeant paisiblement de l’analyse objective de la conduite globale, qui, annulant toute inférence positive que l’on pourrait vouloir tirer d’un passé miroir et légitime, d’un dévouement au travail honnête ou d’un jeune âge », faire de l’auteur ou d’un participant à un crime similaire « une personne extrêmement dangereuse, finalement capable de tout ». Sans compter que, dans ses déclarations, dans lesquelles il affirmait n’avoir rien à voir avec la disparition, Ikram Ijaz n’a jamais montré « la moindre émotion » face au terrible sort de son jeune parent.

 

“ ANATOMIA DI UN OMICIDIO RELIGIOSO”ultima modifica: 2021-08-28T20:12:47+02:00da manlio22ldc
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