PORGI L’ALTRA GUANCIA !

18052021 terroristi daesh

PORGI L’ALTRA GUANCIA !

È così che Gesù insegnava ai suoi discepoli e ai servi dei padroni come reagire ad un ceffone ricevuto, ma il fine del “porgere l’altra guancia” era ben diverso da quello poi trasformato nei secoli in atto di buonismo. Quindi niente risposte violente né punizioni esemplari per il ceffone avuto ma solo costringerlo nuovamente a farsi dare un secondo ceffone… ma questa volta non con il dorso come nel primo, metodo in uso dei padroni per colpire i propri servi all’epoca… il cui intento era solo quello di non sporcarsi la mano, infatti colpirlo con il palmo della mano significava sporcarsela quando lo colpiva toccando la  sua guancia,  con quel gesto lui si assumeva le proprie responsabilità. Ben diverso dal significato che tutti noi intendiamo ma in verità non è il senso e valore della frase non è di rispondere ad un gesto di violenza con tanto amore e umana comprensione e così porgere l’altra guancia in segno di perdono.. E così è anche nella “moderna e civile” Svezia il termine “porgi l’altra guancia” è stato confuso nel suo vero significato, parlo del paese scandinavo ambito e sognato da tutti e preso ad esempio negli anni passati da tutti i popoli e stati del mondo. Ho precisato “anni passati” perché la Svezia nel frattempo è molto cambiata, un po’ per suo eccessivo buonismo, un po’ perché il cambiamento le è stato imposto dai continui e notevoli flussi dell’immigrazione di origine africana ed araba… Già oggi il paese fa i conti, poco felici, con gli immigrati nella vita pratica perché l’integrazione così tanta auspicata non c’è stata e ora ci si trovano anche il problema relazionale con i tanti suoi nuovi cittadini di fede islamica, che in teoria sono residenti ma nei fatti osservano le leggi coraniche e il loro “modus vivendi” di origine… incuranti delle leggi svedesi. Il curioso è che proprio l’attuale deputata, di fede ex socialista, ora invece di fede musulmana, ben 15 anni fa, nel 2006 quindi, lanciava l’allarme ”modello islamico” inserito con leggerezza e superficialità nella società svedese il cui modello di vita è tutt’altra cosa. Certo… è complicato davvero per chi ha una mentalità aperta in tutti i sensi e a 360 gradi, dalla scuola al lavoro, e in particolar modo nella “cultura libertina sessuale” della donna svedese diventa incolmabile il divario con le loro pari il cui credo religioso islamico è praticamente all’opposto e si richiama a tempi andati e ad una mentalità retrograda che è proprio dei fedeli musulmani, infatti per loro il sesso solo parlarne è tabù assoluto, ma ci sono anche altri aspetti che solitamente tanti non vogliono intendere e fanno finta di non vederli… Oggi in Italia si parla di legge Zan, sebbene anche nel nostro paese ci sono tanti residenti di fede islamica, ma forse a tutti non è noto che il mondo gay non può assolutamente dialogare con quello musulmano perché a differenza di noi occidentali e cristiani i gay li consideriamo uguali, sebbene con il distinguo sulla famiglia naturale, mentre l’omosessualità è un grave reato per l’islam e penalmente punito.  E’ alquanto singolare, come appare anche strano, che tanti giovani svedesi si siano fatti coinvolgere dalla dottrina islamica e fatti radicalizzare al punto tale da diventare combattenti e addirittura partiti, in numero considerevole, alla volta del medio oriente a lottare per lo stato islamico in Siria e Iraq. Giovani ragazzi che sicuramente si saranno macchiati di efferati omicidi e teste tagliate… com’era consuetudine e uso fare tra le fila di quei miliziani in Siria… quando poi le cose si son messe male per lo stato islamico e  constatato che i giochi erano fatti e la partita era persa non si sono immolati alla causa come dei martiri ma… son tornati all’ovile, cioè a casa in Svezia. Ritornati senza nessun pentimento e accolti dallo stato svedese come “eroici combattenti”  meritevoli di comprensione e assistenza e hanno… “porto l’altra guancia “, francamente c’è da restare basiti ma gli svedesi sono così… Quel che rammarica è che gli allarmi lanciati negli scorsi anni, a partire dalla Oriana Fallaci, ad oggi sono rimasti inascoltati e la Svezia ora si trova dinanzi ad un bivio complicato di difficile soluzione  e decisivo per il suo futuro e intanto non sa quale strada prendere… andare nella direzione islamica e quindi diventare il primo paese occidentale con una “costituzione islamica che si rifà al Corano”  e tornare al passato oppure… continuare in quel percorso di modernità e progresso come il suo modello ci ha insegnato per decenni e stroncare le aspettative dei nuovi cittadini ? Questi sono i problemi attuali della Svezia e noi europei che facciamo ? Lavoriamo per crearceli o non ne ce ne frega nulla ? 17052021..by…  … https://manliominicucci.myblog.it/https://vk.com/id529229195

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“Reclutano sfacciatamente”: Ricercatore svedese avverte sulla crescita dell’estremismo islamico

18052021 terroristi daesh

14:45 13.05.20

Magnus Ranstorp, specialista del National Defense College, ha descritto in maniera impietosa il modo in cui la Svezia starebbe affrontando la minaccia islamista descrivendolo come un “totale fallimento”, “un disastro” e un “tradimento della società”.

Nonostante l’autoproclamato ‘califfato’ del Daesh* sia caduto, la minaccia dell’islamismo è tutt’altro che finita, ha avvertito il principale ricercatore svedese sul terrorismo Magnus Ranstorp del National Defense College.

Piuttosto, sostiene l’esperto, la minaccia alla sicurezza contro la Svezia sarebbe aumentata e non solo, egli prevede aumenterà ulteriormente nei prossimi anni, secondo quanto riportato dall’emittente nazionale SVT che lo ha intervistato.

Secondo Ranstorp, la situazione attuale, in cui “gli estremisti reclutano apertamente e senza alcuna opposizione”, è in gran parte un prodotto dell’approccio frettoloso delle autorità e della mancanza di misure tempestive.

“Si tratta di una reazione a catena di ritardi su tutti i vari livelli e i diversi fronti. È stato fondamentalmente un disastro. Soprattutto nel campo della prevenzione, ma anche in termini di legislazione”, ha detto Ranstorp a SVT.

Lo stesso Ranstorp ricorda di aver iniziato ad avvertire le autorità sul fatto che residenti svedesi lasciavano il Paese per unirsi a organizzazioni islamiste in Siria già nel 2012, ma non è successo nulla. Due anni dopo, quando fu proclamato il cosiddetto “califfato”, il flusso aumentò.

Tuttavia, persino allora poco o nulla è stato fatto per fermare la radicalizzazione in corso e i viaggi all’estero.

Oggi è stato stabilito che 300 svedesi si sono uniti alle organizzazioni terroristiche più odiose del mondo, ponendo la Svezia ai vertici dell’Europa per jihadisti pro capite. Da allora, 150 di loro sono tornati a casa. Quasi nessuno di loro è stato condannato, sia per l’onere della prova che per l’enfasi sulla riforma e la riabilitazione piuttosto che sulle punizioni.

Secondo l’ultimo rapporto annuale della Polizia di sicurezza Säpo, gli ambienti radicalizzanti che generano estremisti rimangono in gran parte intatti. Allo stesso tempo, si ritiene che i rimpatriati abbiano sia le capacità che l’esperienza per commettere omicidi e atti terroristici.

“Säpo fa un buon lavoro. Ma loro da soli non possono fermare l’islamismo violento”, ha detto Ranstorp, definendo un “tradimento” del popolo svedese non aver fatto più nulla per fermare la proliferazione dell’islamismo violento.

“Per me, è completamente fuori dalla realtà e un tradimento della società il modo in cui il problema è stato gestito. Mi arrabbio molto quando penso a tutti gli anni perduti”, ha detto Ranstor. L’esperto rivela che alcuni genitori si sono rivolti a lui per chiedere aiuto per impedire ai loro figli di viaggiare in Medio Oriente.

“Erano disperati. Il fatto che si rivolgano a un ricercatore dimostra indirettamente che non possono ottenere aiuto dalle autorità”, ha detto Ranstorp aggiungendo che costoro “hanno sicuramente motivo di essere preoccupati anche oggi, perché la radicalizzazione e il reclutamento stanno avvenendo proprio ora. Le cose stanno solo che peggiorando”, ha concluso.

Un sentimento simile è stato condiviso dall’ex socialdemocratica Nalin Pekgul, la prima donna musulmana svedese a servire come parlamentare. Lei stessa aveva messo in guardia sul crescente islamismo 15 anni fa, ricevendo per altro solo critiche dai suoi compagni di partito. Vede gli sviluppi odierni come una rivendicazione, pur trovando poco conforto dal fatto di aver avuto ragione a suo tempo.

“Questo ci ricorda che la società non l’ha presa sul serio. Quando si sveglieranno? Mi sento triste, frustrata e arrabbiata. Quando si sveglierà la Svezia?”, ha detto la Pekgul ai media svedesi.

 

ENGLISH

TAKE THE OTHER CHEEK!

This is how Jesus taught his disciples and the servants of the masters how to react to a slap received, but the purpose of “turning the other cheek” was very different from that then transformed over the centuries into an act of doing good. So no violent responses or exemplary punishments for the slap he had but only to force him again to get a second slap … but this time not with the back as in the first, method used by the masters to hit their servants at the time .. . whose intent was only to not get his hand dirty, in fact hitting him with the palm of his hand meant getting dirty when he hit him by touching his cheek, with that gesture he assumed his responsibilities. Quite different from the meaning that we all intend but in truth it is not the meaning and value of the sentence it is not to respond to a gesture of violence with so much love and human understanding and thus turn the other cheek as a sign of forgiveness .. And so it is also in the “modern and civilized” Sweden the term “turn the other cheek” has been confused in its true meaning, I speak of the Scandinavian country coveted and dreamed of by all and taken as an example in the past years by all peoples and states of the world. I specified “past years” because Sweden has changed a lot in the meantime, partly because of its excessive do-goodness, partly because the change has been imposed on it by the continuous and significant flows of immigration of African and Arab origin … Yeah today the country is unhappy with immigrants in practical life because the integration so much hoped for did not take place and now there is also the relational problem with its many new citizens of Islamic faith, who in theory they are residents but in fact they observe the Koranic laws and their “modus vivendi” of origin … regardless of the Swedish laws. The curious thing is that the current deputy, of former socialist faith, now instead of Muslim faith, is 15 years old ago, in 2006, therefore, he raised the alarm “Islamic model” inserted lightly and superficially in Swedish society whose model of life is quite another thing. Of course … it is really complicated for those who have an open mind in every sense and at 360 degrees, from the school a at work, and especially in the “sexual libertine culture” of the Swedish woman, the gap with their peers becomes unbridgeable, whose Islamic religious belief is practically the opposite and refers to old times and a retrograde mentality that is typical of Muslim faithful, in fact for them sex only talking about it is an absolute taboo, but there are also other aspects that usually many do not want to understand and pretend not to see them … Today in Italy we talk about the Zan law, although also in our country there there are many residents of Islamic faith, but perhaps it is not known to everyone that the gay world absolutely cannot dialogue with the Muslim one because unlike us Westerners and Christians, gays consider them equal, although with the distinction on the natural family, while the homosexuality is a serious offense for Islam and is criminally punished. It is rather singular, as it also appears strange, that so many young Swedes have become involved in Islamic doctrine and radicalized to the point of becoming fighters and even gone, in considerable numbers, to the Middle East to fight for the Islamic state in Syria and Iraq. Young boys who surely have been guilty of brutal murders and severed heads … as was customary and customary to do in the ranks of those militiamen in Syria … when then things got bad for the Islamic state and found that the games were done and the game was lost they did not sacrifice themselves to the cause like martyrs but … they returned to the fold, that is, home to Sweden. Returned without any repentance and welcomed by the Swedish state as “heroic fighters” deserving of understanding and assistance and have … “I turn the other cheek”, frankly there is to be stunned but the Swedes are like that … is that the alarms launched in recent years, starting with Oriana Fallaci, have remained unheeded to date and Sweden now finds itself at a complicated crossroads that are difficult to solve and decisive for its future and in the meantime it does not know which path to take … go in the Islamic direction and therefore become the first Western country with an “Islamic constitution that refers to the Koran” and go back to the past or … continue on that path of modernity and progress as its model has taught us for decades and crush the expectations of new citizens? These are Sweden’s current problems and what do we Europeans do? Do we work to create them or do we give a damn? 17052021..by … … https://manliominicucci.myblog.it/https://vk.com/id5292291955

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“They recruit brazenly”: Swedish researcher warns about the rise of Islamic extremism

18052021 terroristi daesh

14:45 13.05.20

Magnus Ranstorp, National Def specialist

ense College, mercilessly described how Sweden would be dealing with the Islamist threat describing it as a “total failure”, “a disaster” and a “betrayal of society”.

Although Daesh’s self-proclaimed ‘caliphate’ has fallen, the threat of Islamism is far from over, Swedish chief terrorism researcher Magnus Ranstorp of the National Defense College warned.

Rather, the expert argues, the security threat against Sweden would increase and not only that, he expects to further increase in the coming years, according to the national broadcaster SVT who interviewed him.

According to Ranstorp, the current situation, in which “extremists recruit openly and without any opposition”, is largely a product of the authorities’ hasty approach and lack of timely measures.

“This is a chain reaction of delays on all different levels and fronts. It has been fundamentally a disaster. Especially in the field of prevention, but also in terms of legislation,” Ranstorp told SVT.

Ranstorp himself recalls having begun to warn authorities that Swedish residents were leaving the country to join Islamist organizations in Syria as early as 2012, but nothing happened. Two years later, when the so-called “caliphate” was proclaimed, the flow increased.

However, even then little or nothing was done to stop the ongoing radicalization and travel abroad.

Today it has been established that 300 Swedes have joined the world’s most hateful terrorist organizations, placing Sweden at the top of Europe for jihadists per capita. Since then, 150 of them have returned home. Almost none of them have been convicted, either for the burden of proof and the emphasis on reform and rehabilitation rather than punishment.

According to the latest annual report by the Säpo Security Police, the radicalizing environments that generate extremists remain largely intact. At the same time, returnees are believed to have both the skills and experience to commit murder and terrorist acts.

“Säpo does a good job. But they alone cannot stop violent Islamism,” Ranstorp said, calling it a “betrayal” of the Swedish people to have done nothing more to stop the proliferation of violent Islam.

“For me, it’s completely out of touch with society and a betrayal of society how the problem has been handled. I get very angry when I think of all the lost years,” said Ranstor. The expert reveals that some parents have turned to him for help to prevent their children from traveling to the Middle East.

“They were desperate. The fact that they go to a researcher indirectly demonstrates that they cannot get help from the authorities,” Ranstorp said, adding that they “certainly have reason to be worried even today, because radicalization and recruitment are happening right now. Things are just getting worse, “he concluded.

A similar sentiment was shared by former Social Democrat Nalin Pekgul, the first Swedish Muslim woman to serve as an MP. She herself warned about growing Islam 15 years ago, only receiving criticism from her fellow party members. She sees today’s developments as a vindication, even though she finds little solace in the fact that he was right about her in her time.

“This reminds us that society didn’t take it seriously. When will they wake up? I feel sad, frustrated and angry. When will Sweden wake up?” Pekgul told Swedish media.

 

FRANCAISE

PRENEZ L’AUTRE JOUE!

C’est ainsi que Jésus a enseigné à ses disciples et aux serviteurs des maîtres comment réagir à une gifle reçue, mais le but de «tourner l’autre joue» était très différent de celui qui s’est ensuite transformé au fil des siècles en un acte de bienfaisance. Donc pas de réponses violentes ou de punitions exemplaires pour la gifle qu’il a eue mais seulement pour le forcer à nouveau à obtenir une seconde gifle … mais cette fois pas avec le dos comme dans la première, méthode utilisée par les maîtres pour frapper leurs serviteurs à l’époque … dont l’intention était seulement de ne pas se salir la main, en fait le frapper avec la paume de la main signifiait se salir quand il le frappait en lui touchant la joue, avec ce geste il assumait ses responsabilités. Tout à fait différent du sens que nous entendons tous mais en vérité ce n’est pas le sens et la valeur de la phrase ce n’est pas de répondre à un geste de violence avec autant d’amour et de compréhension humaine et ainsi tourner l’autre joue en signe de pardon .. Et c’est donc même dans la Suède “moderne et civilisée” que le terme “tourner l’autre joue” a été confondu dans son vrai sens, je parle du pays scandinave convoité et rêvé par tous et pris comme exemple dans ces dernières années par tous les peuples et États du monde. J’ai précisé «les années passées» car la Suède a beaucoup changé entre-temps, en partie à cause de son excès de bienveillance, en partie parce que le changement lui a été imposé par les flux continus et importants d’immigration d’origine africaine et arabe … Ouais aujourd’hui le pays est mécontent des immigrés dans la vie pratique car il n’y avait pas d’intégration tant espérée et maintenant il y a aussi le problème relationnel avec ses nombreux nouveaux citoyens de confession islamique, qui en théorie sont résidents mais en fait ils observent le coranique les lois et leur “modus vivendi” d’origine … indépendamment des lois suédoises. La chose curieuse est que le député actuel, d’ancienne confession socialiste, maintenant au lieu de confession musulmane, a 15 ans, en 2006, donc, il a soulevé l’alarme “modèle islamique” insérée à la légère et superficiellement dans la société suédoise dont le modèle de vie est tout autre chose. Bien sûr … c’est vraiment compliqué pour ceux qui ont l’esprit ouvert dans tous les sens et à 360 degrés, de l’école a au travail, et surtout dans la «culture libertine sexuelle» de la suédoise, le fossé avec leurs pairs devient infranchissable, dont la croyance religieuse islamique est pratiquement le contraire et renvoie au passé et à une mentalité rétrograde typique des fidèles musulmans , en fait pour eux, le sexe ne parler que de lui est un tabou absolu, mais il y a aussi d’autres aspects que beaucoup ne veulent généralement pas comprendre et font semblant de ne pas les voir … Aujourd’hui, en Italie, nous parlons de la loi Zan, bien que dans notre pays il y a il y a beaucoup de résidents de confession islamique, mais peut-être que tout le monde ne sait pas que le monde gay ne peut absolument pas dialoguer avec le musulman car contrairement à nous, occidentaux et chrétiens, les gays les considèrent égaux, bien qu’avec la distinction sur le naturel famille, tandis que l’homosexualité est un délit grave pour l’Islam et est punie pénalement. Il est assez singulier, car cela paraît aussi étrange, que tant de jeunes Suédois se soient impliqués dans la doctrine islamique et se soient radicalisés au point de devenir des combattants et même partis, en nombre considérable, au Moyen-Orient pour se battre pour l’État islamique en Syrie. et l’Irak. De jeunes garçons qui ont sûrement été coupables de meurtres brutaux et de têtes coupées … comme c’était la coutume et l’habitude de le faire dans les rangs de ces miliciens en Syrie … quand alors les choses ont mal tourné pour l’État islamique et ont constaté que les jeux étaient faits et le jeu était perdu, ils ne se sont pas sacrifiés à la cause comme des martyrs mais … ils sont retournés au bercail, c’est-à-dire chez eux en Suède. De retour sans aucune repentance et accueillis par l’Etat suédois comme des “combattants héroïques” méritant d’être entendus et aidés et d’avoir … “Je tourne l’autre joue”, franchement il y a de quoi étonner mais les Suédois sont comme ça … les alarmes déclenchées ces dernières années, à commencer par Oriana Fallaci, sont restées ignorées à ce jour et la Suède se trouve désormais confrontée à un carrefour compliqué, difficile à résoudre et décisif pour son avenir et en attendant, elle ne sait pas quelle voie emprunter … dans le sens islamique et devenir ainsi le premier pays occidental avec une “constitution islamique qui fait référence au Coran” et revenir au passé ou … continuer sur la voie de la modernité et du progrès comme son modèle nous l’a appris pendant des décennies et écraser le les attentes des nouveaux citoyens? Ce sont les problèmes actuels de la Suède et que faisons-nous, les Européens? Travaillons-nous pour les créer ou s’en foutons-nous? 17052021..par … … https://manliominicucci.myblog.it/https://vk.com/id5292291955

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“Ils recrutent effrontément”: un chercheur suédois met en garde contre la montée de l’extrémisme islamique

18052021 terroristi daesh

14:45 13.05.20

Magnus Ranstorp, spécialiste de la défense nationale

ense College, décrivit sans pitié comment la Suède traiterait la menace islamiste en la décrivant comme un «échec total», «un désastre» et une «trahison de la société».

Bien que le «califat» autoproclamé de Daech soit tombé, la menace de l’islamisme est loin d’être terminée, a averti le chercheur en chef suédois sur le terrorisme Magnus Ranstorp du National Defense College.

Au contraire, selon l’expert, la menace pour la sécurité contre la Suède augmenterait et non seulement cela, il s’attend à une nouvelle augmentation dans les années à venir, selon le radiodiffuseur national SVT qui l’a interviewé.

Selon Ranstorp, la situation actuelle, dans laquelle “les extrémistes recrutent ouvertement et sans aucune opposition”, est en grande partie le produit de l’approche hâtive des autorités et de l’absence de mesures opportunes.

“C’est une réaction en chaîne de retards à tous les niveaux et sur tous les fronts. Cela a été fondamentalement un désastre. Surtout dans le domaine de la prévention, mais aussi en termes de législation”, a déclaré Ranstorp à SVT.

Ranstorp lui-même se souvient avoir commencé à avertir les autorités que des résidents suédois quittaient le pays pour rejoindre des organisations islamistes en Syrie dès 2012, mais rien ne s’est passé. Deux ans plus tard, lorsque le soi-disant «califat» fut proclamé, le flux augmenta.

Cependant, même alors, peu ou rien n’a été fait pour arrêter la radicalisation en cours et voyager à l’étranger.

Aujourd’hui, il a été établi que 300 Suédois ont rejoint les organisations terroristes les plus haineuses du monde, plaçant la Suède au sommet de l’Europe pour les djihadistes par habitant. Depuis, 150 d’entre eux sont rentrés chez eux. Presque aucun d’entre eux n’a été condamné, que ce soit pour la charge de la preuve et pour l’accent mis sur la réforme et la réadaptation plutôt que sur la punition.

Selon le dernier rapport annuel de la police de sécurité de Säpo, les environnements radicalisés qui génèrent des extrémistes restent en grande partie intacts. Dans le même temps, les rapatriés auraient à la fois les compétences et l’expérience nécessaires pour commettre des meurtres et des actes terroristes.

“Säpo fait du bon travail. Mais eux seuls ne peuvent pas arrêter l’islamisme violent”, a déclaré Ranstorp, qualifiant de “trahison” le peuple suédois de n’avoir rien fait de plus pour arrêter la prolifération de l’islam violent.

“Pour moi, c’est complètement déconnecté de la société et c’est une trahison de la société comment le problème a été traité. Je suis très en colère quand je pense à toutes les années perdues”, a déclaré Ranstor. L’expert révèle que certains parents se sont tournés vers lui pour obtenir de l’aide pour empêcher leurs enfants de voyager au Moyen-Orient.

“Ils étaient désespérés. Le fait qu’ils s’adressent à un chercheur démontre indirectement qu’ils ne peuvent pas obtenir l’aide des autorités”, a déclaré Ranstorp, ajoutant qu’ils “ont certainement des raisons de s’inquiéter encore aujourd’hui, car la radicalisation et le recrutement se produisent actuellement. Les choses ne font qu’empirer », a-t-il conclu.

Un sentiment similaire était partagé par l’ancien social-démocrate Nalin Pekgul, la première femme musulmane suédoise à être députée. Elle-même a mis en garde contre la croissance de l’islam il y a 15 ans, ne recevant que des critiques de ses collègues membres du parti. Il voit les développements d’aujourd’hui comme une justification, tout en trouvant peu de réconfort dans le fait qu’il avait raison à son époque.

“Cela nous rappelle que la société ne l’a pas pris au sérieux. Quand vont-ils se réveiller? Je me sens triste, frustré et en colère. Quand la Suède se réveillera-t-elle?”, A déclaré Pekgul aux médias suédois.

 

 

PORGI L’ALTRA GUANCIA !ultima modifica: 2021-05-17T19:48:16+02:00da manlio22ldc
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