IL LAVORO ? E CHE E’ ?

IL LAVORO ? E CHE E’ ?

E già, ogni santo giorno in Tv ascoltiamo i vari ciarlatani di turno che si riempiono la bocca e ci dispensano d’inutili consigli sul difficile e complicato mondo del lavoro. Questi giocolieri della Tv credono che basti proferire la magica parola del lavoro per riuscire ad incantare gli italiani che una volta illusi dai loro sporchi giochi di prestigio pensano che saranno votati… che pena che fanno, solo perché hanno semplicemente detto << ci vuole il lavoro>> credono che la gente si prostri ai loro piedi. Poi, oltre le migliaia di politici ciarlatani ci sono i cosiddetti esperti “professoroni, sociologi e tuttologi”, gente inesperta del mondo dell’imprenditoria ma che si atteggiano a saccenti perché insegnano le teorie da una cattedra universitaria e credono di saperne più dei veri imprenditori, la pratica è tutt’altra cosa e tante volte le loro teorie sono clamorosamente smentite nella pratica. Gente inconcludente e impreparata, e profumatamente pagata, che ci impartiscono lezioni quotidiane di arroganza e incapacità, come i meravigliosi “ministri del finto lavoro”… rammento quelli dal 2011 ad oggi, la piagnucolona Elsa Fornero, Enrico Giovannini, Giuliano Poletti e poi l’attuale Nunzia Catalfo, del M5S… Lei vanta un curriculum di tutto rispetto, nella sua carriera si è occupata solo di formazione, dispersione scolastica e aiuto all’inserimento in collaborazione con i centri d’impiego, quindi nei fatti non ha neanche idea di cosa sia l’imprenditoria e i problemi legati a quel mondo… invece chi ha una “conoscenza imprenditoriale di tutto rispetto” era il precedente ministro del lavoro, il grande ciarlatano Gigetto Di Maio, per gli amici “il bibitaro”, lui si che ha avuto un passato di “grande imprenditore” dedito alla vendita di birra e Coca (quella in lattina sia ben chiaro), lui sì che ha una grossa esperienza a differenza della sua attuale collega di partito ma che purtroppo non gli è servita quando è venuto in Puglia, già… lui non ha avuto il coraggio di rispondere alle domande di un giornalista in merito alla disastrosa vicenda dell’ex Ilva di Taranto, della sua continuità produttiva in sicurezza ambientale, del lavoro degli operai e della salute dei cittadini tarantini flagellati da 50 anni dalle polveri sottili che provocano vari tumori… e ovviamente non solo dà risposte ma non ha neanche il coraggio di venirci a Taranto a giustificare tutte le “promesse da Caino” vendute agli operai tarantini e alla città di Taranto quando era ministro del lavoro, forse pensandoci bene è meglio che non venga… perché credo che di gavettoni nella città jonica, conoscendola molto bene, ne riceverebbe tanti, ma non di acqua, dagli incavolati tarantini dopo le promesse fasulle e il modo di vergognoso di illuderli come se loro fossero dei lavoratori idioti da prendere in giro. Ieri in città c’è stata mobilitazione dopo la terrificante notizie del proseguo della Cassa integrazione e del taglio secco ala produzione con probabili licenziamenti, i sindacati  di categoria hanno rilasciato una disperata dichiarazione che riporto fedelmente : << Sono mesi che mendichiamo un incontro presso il ministero dello sviluppo economico, ministero completamente assente anche per le problematiche che riguardano i lavoratori di Ilva in AS e la catastrofica situazione dell’appalto. Il tempo è abbondantemente scaduto, Acelor Mittal non è e non sarà mai un interlocutore affidabile. Il Governo intervenga immediatamente o sarà caos totale>>. Questa è la polveriera Arcelor Mittal a Taranto, ma pensate che il “buon lavoro” dei ministri citati e del governo si limiti solo a Taranto ?  Assolutamente no ! Passiamo ad altra situazione esplosiva, la Goldoni Arbos di Migliarina di Carpi (MO), azienda quasi centenaria specializzata nella costruzione di macchine agricole, trattori in particolare dal 1926. Un colosso di rilievo internazionale, che nel 2015, dopo una conduzione familiare durata tre generazioni, è passato nelle mani della multinazionale cinese Lovol (Governo Renzi). Ora la società ha presentato in Tribunale una richiesta di concordato liquidatorio, oltretutto ha interrotto la produzione in quanto scarseggiano di fatto i materiali per la catena di produzione, materiale che non ricevono più perché insolventi verso i fornitori e creditori. Quindi gli operai, 210 lavoratori per la precisione, temono il licenziamento e al fine di scongiurarlo hanno detto stop a oltranza e sit-in permanente dinanzi ai cancelli dell’azienda metalmeccanica. Queste due situazioni vanno avanti da un decennio, si potevano risolvere anni fa solo mettendo persone giuste nel ministero del lavoro e adottare strategie innovative, come ho sempre consigliato ed indicato. E ora che si fa ? Continuiamo a dare la cassa integrazione agli operai sino al 2050 ?  Siamo in mano a degli incapaci e scusate se ve lo dico ma con questi individui l’unica cosa che potremo avere sarà il fallimento di tante aziende nel silenzio mediatico. Ok, ignoriamo il lavoro e preoccupiamoci di… accogliere e risolvere i problemi degli altri, poi  per gli operai … c’è tempo e si vedrà. Magari forse un giorno gli italiani, stanchi di questo stillicidio atavico, si metteranno su un barcone e  andranno a vivere altrove… forse ! 19092020

…by… manliominicucci.myblog.it

x contact : manliominicucci@gmail.com

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Ex Ilva, Mittal ferma 3 impianti del siderurgico e riduce i turni. Sindacati a governo e procura: “Rischi per la sicurezza, qualcuno intervenga”

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La multinazionale impone un nuovo rallentamento al siderurgico di Taranto e Fiom, Uilm, Fim e Usb scrivono alla presidenza del Consiglio, ai ministeri competenti, Arpa e Spesal denunciando i rischi per la sicurezza: A serio rischio la salvaguardia degli stessi impianti del siderurgico con conseguenze irreparabili ma, soprattutto, l’incolumità di chi ci lavora”

di F. Q. | 19 SETTEMBRE 2020

Tre impianti si fermano, per altri vengono i ridotti i turni. ArcelorMittal impone un nuovo rallentamento all’Ilva di Taranto e i sindacati scrivono al presidente del Consiglio, ai ministeri competenti, alla procura e al prefetto della città jonica denunciando i rischi per la sicurezza. La multinazionale dell’acciaio ha comunicato venerdì lo stop ai reparti Laf (Laminatoio a freddo), Zincatura 1 e decapaggio “fino a data da destinarsi”. Non solo: il Treno nastri passa da 21 a 15 turni settimanali, la Finitura nastri e Hsl passeranno da 15 a 10 turni settimanali. La causa addotta, ancora una volta, è il “calo ordini”.

Ad oggi sono impiegati giornalmente circa 4mila dipendenti diretti nell’acciaieria tarantina. E i sindacati già nei giorni scorsi avevano lasciato intendere che il rischio è il collocamento di circa altre mille persone in cassa integrazione, ma che rientrerebbero comunque nei numeri previsti dalla procedura. Da lunedì scorso è partita infatti la proroga della cassa integrazione Covid chiesta per 9 settimane per un numero massimo di 8.147 dipendenti, ovvero l’intera forza-lavoro ad eccezione dei dirigenti

Dopo la comunicazione da parte di ArcelorMittal, i sindacati FimFiomUilm e Usb hanno scritto alla presidenza del Consiglio dei ministri, al ministero dello Sviluppo Economico, ai commissari di Ilva in As, al prefetto di Taranto, alla procura della Repubblica, ad Arpa e Spesal denunciando “un elevato rischio di incidente con serie ripercussioni per i lavoratori”.

E hanno annunciato che da lunedì 21 settembre si riuniranno e decideranno “le azioni di mobilitazione da intraprendere. “Nulla è escluso”, precisano perché “il tempo è abbondantemente scaduto, ArcelorMittal non è e non sarà mai un interlocutore affidabile. Il Governo intervenga immediatamente o sarà caos totale”. Ad avviso dei sindacati “le criticità impiantistiche, più volte segnalate anche agli enti ispettivi da parte dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, sono ormai evidenti”. ArcelorMittal, continuano, “mette a serio rischio la salvaguardia degli stessi impianti del siderurgico con conseguenze irreparabili ma, soprattutto, l’incolumità di chi ci lavora”.

La “totale assenza di risposte” da parte del governo “sta contribuendo pesantemente ad alimentare un clima di esasperazione, per certi versi peggiore del 2012″, sottolineano. “La situazione è oramai esplosiva e non più gestibile. ArcelorMittal ha fatto quello che ha voluto, con il silenzio assenso di un Governo che – concludono – è incapace o, peggio ancora, complice”.

 

IL LAVORO ? E CHE E’ ?ultima modifica: 2020-09-20T19:09:44+02:00da manlio22ldc
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