I FIGLI DI …NESSUNO !

I  FIGLI DI …NESSUNO !

Giorni fa leggevo che dei psicologi sono saliti a bordo della nave ONG, la Open Arms, in sosta al largo di Lampedusa, che ospitava a bordo dei migranti salvati “dagli eroi del mare” . Ebbene, i medici dopo aver visitato i “profughi”  li hanno trovati in condizioni “psicologiche preoccupanti”,  e ciò era dipeso dal lungo periodo, “dieci giorni”, di sosta forzata in mare. Molto bene, e ora, cari signori psicologi  e psichiatri tutti, per piacere, ci dite in quali condizioni psicologiche sono e vivono  i cittadini terremotati del centro Italia che sono in sosta forzata da ben 1.095 giorni in balia della burocrazia ? Vittime di furti legalizzati, rammento la “sparizione miracolosa” di 33 milioni di euro donati dagli italiani e finiti chissà dove, da ben tre anni massacrati dal naufragio delle speranze di veder ricostruita la propria casa e addolorate per la perdita dei loro cari ?  Mi infastidisce notevolmente vedere che si è tanto accorti verso dei migranti, sconosciuti tra l’altro, e di un assoluto menefreghismo per dei cittadini italiani… miei e nostri fratelli . Strano modo di concepire l’umanità dei nostri attenti uomini misericordiosi e generosi, con i migranti tutto il meglio della comprensione e dell’amore mentre diventano farabutti con i loro fratelli… e non lo dico io che sono dei cialtroni e farabutti, ma lo ha detto il vescovo di Rieti, Domenico Pompili, oggi nella sua omelia durante la funzione commemorativa  delle 249 vittime del terremoto di tre anni fa. Parto da qui per ricordare con solennità ed amarezza  tutti coloro i quali hanno perso la vita in quel tragico 24 agosto del 2016, un tragico e drammatico evento che pare, purtroppo, non riesca a far breccia nei cuori dei “generosi e radical chic” al pari delle persone che si avventurano in mare per arrivare da noi. Già, perché incredibilmente quella gente dopo tre anni esatti  vive ancora in mezzo alle macerie o è dovuta andar via perché lì in quei posti  nessuno si pone il problema della ricostruzione e del loro “malessere psicologico”…. è proprio da ridere, governanti europei,  papa e personaggi famosi si preoccupano di chi in salute emigra verso di noi e poi vergognosamente dimenticano i terremotati. Spiace doverlo far notare ma oggi è la prima volta che un uomo della chiesa cristiana cattolica ha levato al cielo le sue accuse contro chi tarda alla ricostruzione e in particolar modo ai politici, ma ripeto, a parte lo sfogo del cardinale nessuno aveva preso le difese di quella gente in via ufficiale. Ve la ricordate la storia di nonna Peppina che non voleva spostarsi dalla propria casa ? Di storie come quella ce ne sono a centinaia ma non commuovono come quelle strappa lacrime dei migranti in “sofferenza…psicologica”. E attenzione, non finisce qui, perché nello schifo inenarrabile delle politiche europee verso i poveri cittadini dell’unione, la commissione europea recita una parte di primo piano come soggetto altamente disinteressato ai problemi dei terremotati, e cioè, perché non  far costruire con i fondi europei delle case  nelle zone terremotate ed assegnarle ai residenti con lo stesso concetto di quelle costruite a Rosarno ? Semplice, una volta in piedi poi l’assegnazione sarebbe stata una cosa secondaria. Già…voi direte che c’entra Rosarno con i terremotati ? C’entra eccome, perché in Calabria l’unione europea ha stanziato fondi per la costruzione di alloggi da assegnare agli… immigrati… mentre, curiosamente, nello stesso paese c’è gente che dorme in auto e…quindi ?  Di che stiamo parlando ? Io lo chiamo razzismo verso il popolo italiano allo stato puro…se l’unione europea vuol costruire con i propri fondi degli alloggi popolari, li costruisse in Africa e non nel comune di Rosarno che sino a prova contraria è ancora territorio italiano e concludo ricordando che noi versiamo 16 miliardi di euro ogni anno all’unione europea perché costruisca case non per i migranti ma per i cittadini europei …o no ? Ma che razza di modi di operare sono questi ? E i terremotati che sono figli di… nessuno ? E sua Santità, che si scioglie davanti ai migranti, non ha compassione per i familiari che hanno perso i loro cari e vivono nel disagio ?  “Cara unione europea” non cercare scuse  farlocche o giustificazioni nella burocrazia italiana troppo lunga e farraginosa per non occuparti degli alloggi popolari, apri il portafogli e fa costruire in fretta e furia le case ai “cittadini europei ”perché se per ottenerle vuoi che ti si portino a Bruxelles dei gommoni per commuovervi tutti, allora… nessun problema, io e qualche amico camionista te li portiamo noi da Amatrice ed Accumoli .. e anche sulle spalle se necessario… e indosseremo  pure una bella maglietta rossa per farti.. commuovere ancor di più.. . 24082019

…by…manliominicucci.myblog.it

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Terremoto: ad Amatrice la messa in ricordo delle vittime

E’ stata la notte del ricordo. Candele e preghiere anche a Arquata del

Redazione ANSARIETI

Dolore e commozione ad Amatrice, il Comune del Reatino colpito dal terremoto del 24 agosto 2016, durante la messa in ricordo delle 249 vittime del sisma, 24 agosto 2019. ANSA/ FRANCESCO PATACCHIOLA

24 agosto 20191

Si è svolta ad Amatrice, il Comune del Reatino colpito dal sisma del 24 agosto 2016, la messa in ricordo delle 249 vittime del sisma. La funzione è celebrata dal Vescovo di Rieti, monsignor Domenico Pompili. Alla funzione, che si svolge al Palazzetto dello Sport, partecipano il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, e il sottosegretario Vito Crimi.

Ad Amatrice e Accumoli è stata la notte del ricordo. Ad Amatrice, nella notte, si è tenuta una celebrazione in ricordo delle 249 vittime del sisma prima con un momento di raccoglimento all’interno del palazzetto dello sport, dove in molti si sono ritrovati in preghiera insieme al vescovo di Rieti Monsignor Domenico Pompili. “Abbiamo bisogno della fiducia degli uni verso gli altri – ha detto Pompili – non si riprende il cammino senza fiducia. Occorre un sussulto di generosità”. Poi la fiaccolata lungo Corso Umberto I, il suono della tromba di Daniele Coltellese con “Il Silenzio” e, dopo le 3:36, la lettura dei nomi delle vittime di fronte alla Chiesa di Sant’Agostino con 249 rintocchi di campana. La veglia si è conclusa al parco Minozzi al memoriale che ricorda le vittime. Ad Accumoli, il comune epicentro del terremoto di tre anni fa, la commemorazione ha avuto luogo nella frazione di Illica, anche in questo caso con una veglia di preghiera.

Le luci delle candele e un silenzio spettrale hanno fatto da sfondo alla commemorazione delle vittime del terremoto del 24 agosto 2016 celebrata la notte scorsa a Pescara del Tronto, nel luogo dove quella notte vennero composte le salme dei deceduti. E’ stata una commemorazione composta, silenziosa, durante la quale il vescovo di Ascoli Piceno, mons. Giovanni D’Ercole, ha stretto idealmente a sé tutti i presenti: “Siete miei fratelli e quello che è successo a voi è come se fosse successo a me”. Centinaia le persone presenti: parenti delle 52 vittime del territorio di Arquata del Tronto, sopravvissuti, autorità, tra le quali il sottosegretario Vittorio Crimi, il commissario alla ricostruzione Piero Farabollini, il capo della Protezione civile Angelo Borrelli, il sen. Giorgio Fede, la vice presidente della Regione Marche Anna Casini, il prefetto di Ascoli Rita Stentella, il presidente della Provincia Sergio Fabiani, il sindaco di Arquata del Tronto Aleandro Petrucci e quello di Ascoli Marco Fioravanti. Alle 3.36, ora della prima scossa, è stato letto l’elenco delle vittime, con ogni nome accompagnato dal rintocco di una campana. In precedenza il vescovo di Ascoli ha celebrato la messa in memoria. Tanta la rabbia per una ricostruzione che non c’è, ma ieri notte era tempo solo di lacrime e dolore nel ricordo di chi non c’è più.

 

I FIGLI DI …NESSUNO !ultima modifica: 2019-08-25T13:24:32+02:00da manlio22ldc
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