DI MALE IN … MAFIA !

04052021 armi andria

DI MALE IN … MAFIA !

Nuove ed incredibili, aggiungo quanto terrificanti e allucinanti, le notizie e i raccapriccianti particolari che stanno emergendo sul ritrovamento dell’arsenale di armi e bombe a mano che ci giungono dalla città pugliese di Andria. È ovvio quanto scontato che il quantitativo di armi e materiale ritrovato nella masseria si ricolleghi a qualche importante organizzazione legato al mondo della malavita pugliese o forse della camorra o della mafia. Certo è che ci sono tutti i necessari requisiti e presupposti per definirlo un deposito della mafia, infatti solo un’organizzazione di quello stile è in grado di approvvigionarsi, acquistare e gestire un ingente quantitativo di armi e riuscire a stoccarlo in una masseria, luogo certamente affidabile considerato il notevole quantitativo di armi. Quindi riflettiamo un attimino sulle modalità dello spostamento di quel materiale per capire chi c’è dietro… la roba ha viaggiato in perfetta copertura e su furgoni o addirittura su dei camion, e per farlo arrivare sino alla masseria in assoluta tranquillità sicuramente i conducenti dei veicoli in questione avevano delle precise informazioni sul come muoversi nella zona e quali zone soggette a controllo da evitare. Quindi, una vera e propria copertura e regia di livello e totale affidabilità, tanto che ha permesso ai loschi individui di trasportarle senza patemi d’animo e senza il timore di controlli in uno o forse più viaggi, visto che un centinaio di mitra e fucili non si trasportano in una sola volta né con una autovettura. Quindi che si sia di fronte alla mafia o altra organizzazione è cosa certa, basta capire ora chi sono i “complici dell’alto livello” anche perché serve capire quale sia il livello di sviluppo evolutivo malavitoso nella regione Puglia … È ovvio quanto sorprendente che vedere associato il nominativo del Gip di Bari, De Benedictis, rammento che lo stesso è stato arrestato giorni fa per aver pilotato le inchieste d’accordo con un avvocato di Bari, al ritrovamento di armi nella masseria andriese mi lascia interdetto e forse non solo me ! Quindi il magistrato non solo è colluso con l’avvocato arrestato ma addirittura appare un “mammasantissima”… “un pezzo da 90” , infatti col passar delle ore la sua figura e il suo ruolo appaiono più vicino a quello di un boss mafioso che ad un rispettato e solerte magistrato. Poi c’è anche il risvolto giudiziario, e già… perché essendo un magistrato vien da pensare a chissà quanti delinquenti abbia salvato da una pena e galera certa e all’opposto, a chissà quanti avrà “regalato dei torti”. Altro che uscito dal tunnel della disperazione e pronto a collaborare con la giustizia come lui ha dichiarato giorni fa… poteva farlo prima se soffriva a vivere in quello stato ! Per come la vedo io quello è un vero “Padrino” della mafia pugliese e l’avvocato forse è il suo braccio destro, spero di sbagliarmi appieno, e tutte quelle armi sarebbero servite ad imporre la loro volontà da perfetto clan mafioso padrone del territorio delle province di Bari e Andria e forse anche della zona di Foggia. Sì, ne sono convinto, la procura di Lecce ha visto giusto e sicuramente sta agendo con tatto e fine intelligenza e sicuramente nei prossimi giorni assisteremo ad altri arresti eccellenti. 65 kalashnikov per essere utilizzati occorrono 65 uomini oppure l’arsenale è un semplice deposito di smistamento e vendita di armi. Insomma, da come la si vuol leggere e vedere laq questione quello dell’arresto del gip di Bari è una vera “bomba atomica della magistratura pugliese”…  la cui deflagrazione colpirà ancora e i cui effetti li vedremo a breve. In ultimo, come al solito, la TV di stato preferisce evitare di argomentare ed informare il popolo italiano delle “malefatte di un magistrato”, convinti che non parlarne eviti le ingombranti domande e logiche riflessioni che io invece ho posto in quest’articolo.

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Arsenale scoperto ad Andria, il proprietario della masseria resta in carcere; l’ipotesi: «Le armi erano di De Benedictis»

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Il sospetto è che le armi fossero nella disponibilità dell’ex gip del Tribunale di Bari Giuseppe De Benedictis, in carcere con l’accusa di corruzione in atti giudiziari in concorso con il noto avvocato penalista barese Giancarlo Chiariello

Bari – Resta in carcere Antonio Tannoia, andriese, 55 anni, proprietario della masseria in contrada Bortuido (Andria) dove venerdì scorso la Squadra mobile di Bari, al termine di una perquisizione disposta dalla Procura di Lecce, ha scoperto un vero e proprio arsenale. Il sospetto è che le armi fossero nella disponibilità dell’ex gip del Tribunale di Bari Giuseppe De Benedictis, in carcere con l’accusa di corruzione in atti giudiziari in concorso con il noto avvocato penalista barese Giancarlo Chiariello, anche lui in cella con la stessa accusa. Sospetto – quello della reale proprietà delle armi – corroborato dalle dichiarazioni spontanee rese dall’imprenditore agricolo dopo la perquisizione.

Tannoia è indagato per detenzione illegale di armi e ricettazione (alcune delle armi ritrovate, da guerra e comuni, sono risultate clandestine, senza matricola, di provenienza delittuosa). La misura cautelare a suo carico è stata disposta dal gip del Tribunale di Trani Ivan Barlafante, su richiesta della Procura, al termine dell’udienza di convalida dell’arresto in flagranza di reato. Davanti al gip Tannoia si è avvalso della facoltà di non rispondere, riservandosi di fornire la sua versione fatti ai magistrati salentini titolari del fascicolo. Ma in sede di dichiarazioni spontanee ha già riferito agli agenti che le armi non erano sue: il locale in cui sono state ritrovate era nella disponibilità del giudice De Benedictis, la cui passione per le armi è molto nota negli ambienti giudiziari.

LA DIFESA DEL GIUDICE: STA MALE – «E’ irriconoscibile. Chiederemo che venga sottoposto d’urgenza ad un visita medico-legale di parte perché temiamo per la sua salute». Lo riferiscono i legali dell’ex gip di Bari Giuseppe De Benedictis, detenuto nel carcere di Lecce dal 24 aprile nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte scarcerazioni di pregiudicati in cambio di mazzette di denaro. Questa mattina i legali di De Benedictis, Saverio Ingraffia e Gianfranco Schirone, hanno avuto un colloquio in carcere con il proprio assistito, al termine del quale hanno ravvisato la gravità dello stato psico-fisico in cui l’ex giudice si troverebbe, confermato a loro dire anche dal medico del carcere. «Non riesce a toccare cibo – racconta l’avv.Schirone -. Non è stato in grado neppure di sostenere il colloquio, di fornirci un benché minimo contributo. Non è presente e non risponde ad alcuno stimolo. Si è lasciato andare. Nelle prossime ore chiederemo una perizia medico-legale perché il timore per la sua salute è davvero molto alto».
Nelle prossime ore il gip del Tribunale di Lecce Giulia Proto deciderà sulla richiesta di arresti domiciliari avanzata dai due legali al termine dell’interrogatorio di garanzia di De Benedictis le cui dimissioni dalla magistratura sono state accolte dal Csm.

 

ENGLISH

FROM BAD TO … MAFIA!

New and incredible, I add how terrifying and hallucinating, the news and gruesome details that are emerging on the discovery of the arsenal of weapons and hand grenades that reach us from the Apulian city of Andria. It is as obvious as it is taken for granted that the quantity of weapons and material found in the farm is linked to some important organization linked to the world of the Apulian underworld or perhaps the Camorra or the Mafia. It is certain that there are all the necessary requirements and conditions to define it as a mafia depot, in fact only an organization of that style is able to procure, purchase and manage a large quantity of weapons and be able to store it in a farm, a place certainly. reliable considering the considerable amount of weapons. So let’s reflect for a moment on how that material is moved to understand who is behind it … the stuff has traveled in perfect coverage and on vans or even on trucks, and to get it up to the farm in absolute tranquility surely the drivers. of the vehicles in question had precise information on how to move around the area and which controlled areas to avoid. Therefore, a real coverage and direction of level and total reliability, so much so that it has allowed shady individuals to transport them without worries and without the fear of checks in one or perhaps more trips, given that a hundred machine guns and rifles they are not transported at once or with a car. So whether you are facing the mafia or other organization is certain, it is enough to understand now who are the “accomplices of the high level” also because it is necessary to understand what is the level of criminal development in the Puglia region … It is obvious how surprising than seeing the name of the Gip of Bari, De Benedictis, associated, I remember that the same was arrested days ago for having piloted the investigations in agreement with a lawyer from Bari, to the discovery of weapons in the Andriese farm leaves me puzzled and perhaps not only myself ! So the magistrate is not only colluding with the arrested lawyer but even a “mammasantissima” … “a 90 piece”, in fact with the passing of the hours his figure and his role appear closer to that of a mafia boss than to a respected and diligent magistrate. Then there is also the judicial aspect, and already … because being a magistrate one thinks of who knows how many criminals he has saved from certain punishment and jail and on the contrary, who knows how many he will have “given wrongs”. Other than coming out of the tunnel of despair and ready to collaborate with justice as he declared days ago … he could do it sooner if he suffered living in that state! As I see it, he is a true “Godfather” of the Apulian mafia and the lawyer is perhaps his right hand, I hope I am completely wrong, and all those weapons would have served to impose their will as a perfect mafia clan master of the territory of provinces of Bari and Andria and perhaps also of the Foggia area. Yes, I am convinced, the Lecce prosecutor has been right and is certainly acting with tact and fine intelligence and certainly in the next few days we will see other excellent arrests. 65 Kalashnikovs require 65 men to be used or the arsenal is a simple warehouse for sorting and selling weapons. In short, from how you want to read and see the question that the arrest of the investigating judge of Bari is a real “atomic bomb of the Apulian judiciary” … whose explosion will strike again and whose effects we will see shortly. Finally, as usual, state TV prefers to avoid arguing and informing the Italian people of the “misdeeds of a magistrate”, convinced that not talking about it avoids the cumbersome questions and logical reflections that I have instead posed in this article. 03052031 … by … … https://manliominicucci.myblog.it/ https://vk.com/id529229155

Arsenale discovered in Andria, the owner of the farm remains in prison; the hypothesis: “The weapons were by De Benedictis”

04052021 armi andria

The suspicion is that the weapons were in the availability of the former investigating judge of the Bari Court Giuseppe De Benedictis, in prison on charges of corruption in judicial acts in competition with the well-known Bari criminal lawyer Giancarlo Chiariello

Bari – Antonio Tannoia, andriese, 55, owner of the farm in the Bortuido district (Andria) remains in prison where last Friday the Bari mobile squad, at the end of a search ordered by the Lecce Public Prosecutor’s Office, discovered a real arsenal. The suspicion is that the weapons were in the availability of the former investigating judge of the Bari Court Giuseppe De Benedictis, in prison on charges of corruption in judicial acts in competition with the well-known Bari criminal lawyer Giancarlo Chiariello, also in cell with the same accusation. Suspect – that of the real own ty of weapons – corroborated by the spontaneous declarations made by the farmer after the search.

Tannoia is under investigation for illegal possession of weapons and receiving stolen goods (some of the weapons found, war and common, were found to be clandestine, without a registration number, of criminal origin). The precautionary measure against him was ordered by the investigating judge of the Court of Trani Ivan Barlafante, at the request of the Public Prosecutor, at the end of the hearing to validate his arrest in flagrant crime. Before the investigating magistrate Tannoia made use of the right not to answer, reserving the right to provide the version of him made to the Salento magistrates in charge of the file. But in the spontaneous statements he has already reported to the agents that the weapons were not his: the room where they were found was in the availability of Judge De Benedictis, whose passion for weapons is well known in the judicial circles.

THE JUDGE’S DEFENSE: IT IS BAD – «It is unrecognizable. We will ask that he be subjected to an urgent medical-legal examination by part because we fear for his health “. This was reported by the lawyers of the former investigating judge of Bari Giuseppe De Benedictis, detained in the Lecce prison since April 24 as part of the investigation into the alleged release of offenders in exchange for wads of money. This morning the lawyers of De Benedictis, Saverio Ingraffia and Gianfranco Schirone, had an interview in prison with their client, at the end of which they recognized the seriousness of the psycho-physical state in which the former judge would find himself, confirmed to them. also tell the prison doctor. “He can’t touch food – says lawyer Schirone -. He was not even able to take the interview, to provide us with even the slightest contribution. He is not present and does not respond to any stimulus. He let himself go. In the next few hours we will ask for a medical-legal report because the fear for his health is really very high ».

In the next few hours, the investigating judge of the Court of Lecce Giulia Proto will decide on the request for house arrest made by the two lawyers at the end of De Benedictis’ guarantee questioning, whose resignation from the judiciary was accepted by the CSM.

 

FRANCAISE

DE MAUVAIS À … MAFIA!

Nouveau et incroyable, j’ajoute combien terrifiants et hallucinants, les nouvelles et les détails horribles qui émergent à la découverte de l’arsenal d’armes et de grenades à main qui nous parviennent depuis la ville des Pouilles d’Andria. Il est aussi évident qu’il est pris pour acquis que la quantité d’armes et de matériel trouvée dans la ferme est liée à une organisation importante liée au monde de la pègre des Pouilles ou peut-être à la Camorra ou à la mafia. Il est certain qu’il y a toutes les exigences et conditions nécessaires pour le définir comme un dépôt mafieux, en fait seule une organisation de ce style est capable de se procurer, d’acheter et de gérer une grande quantité d’armes et de pouvoir la stocker dans une ferme. , un endroit certainement fiable compte tenu de la quantité considérable d’armes. Alors réfléchissons un instant à la façon dont ce matériel est déplacé pour comprendre qui est derrière … le matériel a voyagé en couverture parfaite et sur des fourgons ou même sur des camions, et pour le faire monter à la ferme dans une tranquillité absolue sûrement les chauffeurs . des véhicules en question disposaient d’informations précises sur la manière de se déplacer dans la zone et les zones contrôlées à éviter. Par conséquent, une vraie couverture et direction de niveau et une fiabilité totale, à tel point qu’elle a permis aux individus louches de les transporter sans soucis et sans crainte de contrôles en un ou peut-être plusieurs voyages, étant donné qu’une centaine de mitrailleuses et de fusils ils sont pas transporté à la fois ou avec une voiture. Alors que vous soyez face à la mafia ou à une autre organisation, c’est certain, il suffit de comprendre maintenant qui sont les “complices du haut niveau” aussi parce qu’il faut comprendre quel est le niveau de développement évolutif criminel dans la région des Pouilles. Il est évident combien surprenant que de voir le nom du Gip de Bari, De Benedictis, associé, je me souviens que le même a été arrêté il y a quelques jours pour avoir piloté les enquêtes en accord avec un avocat de Bari, à la découverte d’armes dans le La ferme andrienne me laisse perplexe et peut-être pas seulement moi-même! Ainsi, le magistrat n’est pas seulement de connivence avec l’avocat arrêté mais même un “mammasantissima” … “un 90 pièce”, en fait au fil des heures sa silhouette et son rôle apparaissent plus proches de celui d’un chef mafieux que d’un chef de la mafia. magistrat respecté et diligent. Ensuite, il y a aussi l’aspect judiciaire, et déjà … car étant magistrat on pense à qui sait combien de criminels il a sauvé de certains châtiments et de certaines prisons et au contraire, qui sait combien il en aura “fait des torts”. À part sortir du tunnel du désespoir et prêt à collaborer avec la justice comme il l’a déclaré il y a quelques jours … il pourrait le faire plus tôt s’il souffrait en vivant dans cet état! À mon avis, il est un véritable «parrain» de la mafia des Pouilles et l’avocat est peut-être son bras droit, j’espère que je me trompe complètement, et toutes ces armes auraient servi à imposer leur volonté de parfait maître de clan mafieux de le territoire des provinces de Bari et d’Andria et peut-être aussi de la région de Foggia. Oui, j’en suis convaincu, le procureur de Lecce a eu raison et agit certainement avec tact et intelligence fine et certainement dans les prochains jours nous verrons d’autres excellentes arrestations. 65 Kalachnikovs nécessitent l’utilisation de 65 hommes ou l’arsenal est un simple entrepôt pour le tri et la vente d’armes. Bref, d’après la façon dont vous voulez le lire et voir la question que l’arrestation du juge d’instruction de Bari est une véritable “bombe atomique de la justice des Pouilles” … dont l’explosion frappera à nouveau et dont nous verrons les effets sous peu. Enfin, comme à son habitude, la télévision d’Etat préfère éviter d’argumenter et d’informer le peuple italien des «méfaits d’un magistrat», convaincue que ne pas en parler évite les questions encombrantes et les réflexions logiques que j’ai plutôt posées dans cet article. 03052031 … par … … https://manliominicucci.myblog.it/ https://vk.com/id529229155

Arsenal découvert à Andria, le propriétaire de la ferme reste en prison; l’hypothèse: “Les armes étaient de De Benedictis”

04052021 armi andria

Le soupçon est que les armes étaient à la disposition de l’ancien juge d’instruction du tribunal de Bari Giuseppe De Benedictis, incarcéré pour corruption dans des actes judiciaires en concurrence avec le célèbre avocat pénal de Bari Giancarlo Chiariello

Bari – Antonio Tannoia, andriese, 55 ans, propriétaire de la ferme du quartier de Bortuido (Andria) reste incarcéré où, vendredi dernier, la brigade mobile de Bari, au terme d’une perquisition ordonnée par le parquet de Lecce, a découvert un véritable arsenal. Le soupçon est que les armes étaient à la disposition de l’ancien juge d’instruction du tribunal de Bari Giuseppe De Benedictis, incarcéré pour corruption d’actes judiciaires en concurrence avec le célèbre avocat pénal de Bari, Giancarlo Chiariello, également en cellule avec le même accusation. Suspect – celui du vrai propre ty des armes – corroborées par les déclarations spontanées faites par l’agriculteur après la perquisition.

Tannoia fait l’objet d’une enquête pour possession illégale d’armes et réception de biens volés (certaines des armes trouvées, de guerre et communes, ont été jugées clandestines, sans numéro d’enregistrement, d’origine criminelle). La mesure conservatoire à son encontre a été ordonnée par le juge d’instruction du tribunal de Trani Ivan Barlafante, à la demande du procureur de la République, à l’issue de l’audience pour valider l’arrestation en acte criminel. Devant le juge d’instruction, Tannoia a fait usage du droit de ne pas répondre, se réservant le droit de fournir sa version des faits aux magistrats du Salento détenant le dossier. Mais dans les déclarations spontanées, il a déjà signalé aux agents que les armes n’étaient pas les siennes: la pièce où elles avaient été retrouvées était à la disposition du juge De Benedictis, dont la passion pour les armes est bien connue dans les milieux judiciaires.

LA DÉFENSE DU JUGE: C’EST MAUVAIS – «C’est méconnaissable. Nous lui demanderons de subir un examen médico-légal urgent en partie parce que nous craignons pour sa santé ». Cela a été rapporté par les avocats de l’ancien juge d’instruction de Bari Giuseppe De Benedictis, détenu à la prison de Lecce depuis le 24 avril dans le cadre de l’enquête sur la libération présumée de délinquants contre des liasses d’argent. Ce matin les avocats de De Benedictis, Saverio Ingraffia et Gianfranco Schirone, ont eu un entretien en prison avec leur client, au terme duquel ils ont reconnu la gravité de l’état psycho-physique dans lequel se trouverait l’ancien juge, leur a confirmé . Informez également le médecin de la prison. «Il ne peut pas toucher la nourriture – dit l’avocat Schirone -. Il n’a même pas été en mesure de passer l’entretien, de nous apporter la moindre contribution. Il n’est pas présent et ne répond à aucun stimulus. Il se laissa aller. Dans les prochaines heures, nous demanderons un rapport médico-légal car la peur pour sa santé est très élevée ».

Dans les prochaines heures, le juge d’instruction du tribunal de Lecce Giulia Proto se prononcera sur la demande d’assignation à résidence présentée par les deux avocats à l’issue de l’interrogatoire de garantie de De Benedictis, dont la démission de la magistrature a été acceptée par le CSM.

 

DI MALE IN … MAFIA !ultima modifica: 2021-05-03T21:00:16+02:00da manlio22ldc
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