E SE LA BOTTIGLIA FINIVA NELL’OCCHIO ?

E SE LA BOTTIGLIA FINIVA NELL’OCCHIO ?

Sono anni che scrivo a noia e ripeto come una nenia che la convivenza con gli extracomunitari è molto difficile e complessa, vuoi per una loro fondata ragione religiosa, che si contrappone a noi con odio profondo e reale, vuoi perché è diventata teatro della strumentalizzazione politica della sinistra buonista e radical chic e di quei sognatori agguerriti dell’arcobaleno che della demagogia ne fanno un’arte per scuotere continuamente la società che non li vuole i migranti, idealisti del niente che tornati alle loro case, dopo le consuete proteste di rito, trovano sempre il piatto caldo delle loro mammine nel quale affogare la loro rabbia schiumosa. E’ così, lo so che non piace che si racconti la dura realtà, fa male e non è “politically correct”, però è proprio nella verità che s’infrangono i sogni inculcati da quei maestri delle manipolazioni mentali … . Già, è improbabile che loro si integrino con noi ma non perché noi li osteggiamo ma è il contrario, sono loro che cercano sempre di tenere le distanze con mezzi e sistemi che appartengono ad un passato lontano di mille anni fa. Lo affermo anche sulla base di un’esperienza trentennale di convivenza forzata con tanti immigrati presenti sul territorio, da nord a sud gli immigrati sono uguali, sempre arroganti, prepotenti, presuntuosi e autoritari e molto ma molto maleducati come la pessima abitudine di mingere e defecare in luoghi pubblici ed è veramente raro trovarne di educati e volenterosi pronti ad integrarsi con noi . Nei fatti i migranti vivono in un paese civile e moderno con i sistemi e modi di un villaggio arcaico e questo non li turba per niente anzi, si sentono gratificati. Ieri a Jesolo c’è stato l’ennesimo episodio di violenza che ha visto ancora una volta coinvolto un immigrato, lui in stato di ebbrezza, a torso nudo, aveva poco prima infastidito alcuni avventori di un bar vicino a piazza Milano nel centro della città, arrivando anche a scagliare verso di loro una bottiglia di vetro col rischio di colpirli e ferirli e magari fargli anche “saltare un occhio” se la bottiglia si fosse infranta sul volto di uno dei tre . La reazione delle vittime del lancio è stata violenta e legittima, a mio parere, hanno reagito ed essendo in numero superiore lo hanno malmenato di brutto. Il Santo padre nel lontano 2015 in occasione della strage di Charlie Hebdo disse : se uno offende tua madre è giusto che lui ti colpisca ! Beh, quindi se uno ti lancia una bottiglia di vetro e ti colpisce violentemente e ti offende, avrà pure il diritto di colpirlo come dice il Papa o è permesso solo agli islamici terroristici e ai neri rispondere alle offese ?  Ricordate che putiferio accadde quando una ragazza di colore ricevette in un occhio un uovo lanciato dal figlio di un iscritto del PD che poi ne era anche il segretario cittadino ? Un macello … sino a quando non si scoprì che i razzisti non c’entravano niente e che il colpevole era il figlio di un buonista … e anche qui la vicenda, seppur spiacevole, venne strumentalizzata ad arte. Oggi TG3 ha mandato in onda un servizio, sull’incidente di Jesolo, lungo quanto la ben nota carta igienica chilometrica, citando bene la nazionalità della vittima e quella dei presunti aggressori, tre italiani che non sono aggressori ma legittimamente si difendevano da un aggressore,  autori dello scontro manesco, escludendo a priori che i tre, forse … probabilmente, erano in cura in una clinica psichiatrica per malattie mentali e assumevano quotidianamente dei farmaci oppure erano sotto l’effetto di droghe … già, quando succedono incidenti del genere, dove sono coinvolti i migranti, i malati di mente son sempre loro e mai gli italiani, e allora mi chiedo e ripeto : e perché mai li facciamo entrare nel nostro paese se sono malati di mente ? E’ stato “bellissimo” vedere oggi la tv di stato infierire contro i tre italiani, vergognosamente di parte tunisina, senza neanche conoscere la dinamica dell’incidente e quante colpe hanno i tre e quante ne ha il tunisino, no … no, oramai in Italia l’immigrato riveste un ruolo privilegiato ed è intoccabile nel nostro paese e comunque sia … lui è sempre la vittima anche quando violenta una donna, rapina una vecchietta nell’ascensore del suo palazzo riempendola di pugni, o ammazza degli occidentali per puro terrorismo. In quelle situazioni dobbiamo sempre capire il loro disagio mentale ma non capiamo il disagio di chi riceve una bottiglia di vetro dopo una serie di gratuite offese e anni di repressione dei clandestini, sarei curioso di sapere perché il tunisino ce l’aveva con gli avventori e per quale motivo si è scagliato contro di loro, ma sono convinto che useranno le parole e i sistemi peggiori per incriminare delle persone che hanno reagito a gravi insulti e ad una aggressione armata di bottiglia. O una bottiglia di vetro nell’occhio di un bianco fa meno male di un uovo lanciato sull’occhio di una ragazza di colore ? E secondo voi, perché nei social sono comparsi tanti commenti di soddisfazione e rabbia che si riconoscono nel mio abituale slogan  “fatto bene” ? E’ chiaro, che la rabbia della gente che vive da anni nelle strade con i migranti e la mancata integrazione è figlia dell’insofferenza quotidiana e di quella prepotenza e soprusi che il popolo italiano subisce ad opera degli indesiderati e che non può essere percepita nei salotti dei radical chic, e neanche biasimo assolutamente chi dice che finalmente si sia reagito. Dopo Mondragone ora Jesolo … ebbene che il governo rifletta sull’immigrazione ! 03072020

…by… manliominicucci.myblog.it

x contact : manliominicucci@gmail.com

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Tunisino pestato da tre giovani a Jesolo, è in fin di vita. Sui social: “Hanno fatto bene”

Il 38enne è ricoverato in terapia intensiva, denunciati gli aggressori. Sui social messaggio di odio nei suoi confronti

04072020 tUNNISINO

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I carabinieri hanno identificato e denunciato per lesioni personali gravissime in concorso tre giovani trentenni di Jesolo, incensurati, accusati di una violenta aggressione subita l’altra notte nelle cittadina balneare da un 38enne tunisino, che a causa delle lesioni riportate è ricoverato in terapia intensiva, all’ospedale di Mestre. L’accusa loro contestata potrebbe variare in base alle condizioni cliniche del ferito, che i sanitari ritengono in pericolo di vita. Sui social sono stati moltissimi i commenti di chi ha difeso gli aggressori: “Se l’è cercata. Hanno fatto bene”; “vogliono farlo passare per un pestaggio razzista, ma il tunisino aveva aggredito”.

La vittima, in stato di ebbrezza, a torso nodo, aveva poco prima infastidito alcuni avventori di un bar vicino a piazza Milano, arrivando anche a gettare verso di loro una bottiglia di vetro. Anche gli indagati presentavano i postumi del parapiglia: uno di loro ha riportato un trauma contusivo al ginocchio destro e alla mano sinistra, un altro alcune escoriazioni al viso ed il terzo una frattura ad un dito della mano destra. Nel video si vedono i tre giovani accanirsi brutalmente sul tunisino disteso a terra, che non riusciva a reagire ai calci e ai pugni ricevuti.

L’indagine è stata portata a termine dai militari del Comando Stazione di Jesolo, in collaborazione con u colleghi del Nucleo operativo della Compagnia di San Donà di Piave (Venezia). Gli elementi a carico degli aggressori si basano sull’analisi dei sistemi di video sorveglianza e sulle dichiarazioni rese dai testimoni, che hanno consentito la rapida identificazione dei presunti autori del pestaggio.

″È un fatto gravissimo,  potrebbe non essere un episodio legato alla cattiva movida ma una questione razziale con i ragazzi che potrebbero essersi accaniti sull’uomo a causa della sua nazionalità”, ha dichiarato il sindaco di Jesolo Valerio Zoggia, che vuole una posizione comune su quello che è accaduto: “Il momento delicato richiede attenzione anche nelle considerazioni che si possono fare. Dichiarazioni mi riserverò di farle solo dopo aver incontrato i capigruppo del Consiglio comunale con i quali mi confronterò per individuare una presa di posizione congiunta”. Zoggia sta valutando se “costituirci come parte civile per i danni d’immagine recati alla città”.

 

E SE LA BOTTIGLIA FINIVA NELL’OCCHIO ?ultima modifica: 2020-07-04T14:30:09+02:00da manlio22ldc
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