LETTERA DI UN…..”LAVORATORE”..

LETTERA DI UN…..”LAVORATORE”..

Egregio signor Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, chi le scrive è un uomo qualunque, lui vive per lavorare e lavora per vivere, lavora per mantenere la famiglia e lavora per  assolvere ai suoi compiti di cittadino, Lavora per pagare il canone TV, lavora onestamente per pagarsi il diritto al voto nelle consultazioni elettorali, lavora per pagare i deputati, lavora per pagare i senatori e lavora per pagare il nuovo governo, lavora per pagare il consiglio regionale e il suo governo, lavora  anche per pagare il consiglio comunale tutto e il sindaco. Ma non è finita qui,  lavora per pagare le forze armate, lavora per pagare la polizia, lavora per pagare la scuola ed università e lavora per pagare e tenere in piedi la sanità. “Carissimo signor Presidente”, il lunedì inizia la settimana e come tantissimi italiani vado a …”lavorare”, mi perdoni se ho ripetuto, come si trattasse di una “ noiosa nenia”, la parola lavoro per ben 16 volte, ma l’ho fatto perché sicuramente lei ne comprende appieno il significato e cioè che il lavoro nobilita l’uomo, gli dà dignità ma soprattutto lo rende “onesto e rispettoso del prossimo e ossequioso del libero pensiero altrui”.  Veda, questi concetti, a lei ben noti, si amalgamano col concetto di libertà individuale e diventa modello di vita in una società civile, democratica e moderna. Sono pienamente convinto che lei condivida in tutto le mie esternazioni…non potrebbe essere diversamente, siamo tra gente civile. Ora, per un attimo, così …giusto per darle un’idea, poniamo il caso che il  lavoro che svolgo non fosse dignitoso, né onesto, né ossequioso del pensiero altrui, né rispettoso del prossimo e del volere altrui,  lei signor Presidente che direbbe di me ? Sono certo che conierebbe  le peggiori  frasi e troverebbe i vocaboli più infamanti al fine di denigrarmi ed offendermi sino a…..coprirmi letteralmente di feci suine …e in verità, non si sorprenda…… le dico che lei farebbe anche bene…anzi benissimo. Dopo questa breve “prefazione”, andiamo al punto : cosa direbbe di me se io nell’immaginario fossi un partito politico che pur avendo raggiunto uno scarso risultato elettorale, e ridicolo aggiungo, alle ultime consultazioni europee, nonostante abbia frodato e rubato agli italiani,  abbia lavorato senza dignità alcuna, abbia lavorato senza rispetto per il libero pensiero e lesa la volontà altrui, abbia lavorato reprimendo i diritti democratici della libera decisione, per l’ovvio tornaconto di partito e dopo aver fatto ciò, mi impossesserei della poltrona di presidente del consiglio, di quelle di 11 ministeri e otterrei anche le poltrone più ambite in Europa, riuscendo ad ottenere quella del presidente del parlamento europeo e quella di commissario. Così facendo, in definitiva, senza aver “degnamente lavorato” metto ko il vero vincitore delle ultime elezioni europee e quello che è arrivato terzo lo faccio morire nell’isolamento. Ora signor presidente, sono proprio curioso di sapere cosa  direbbe di me…inteso come partito, come mi giudicherebbe ? Forse ed  esattamente alla stessa stregua di prima o… no ? Veda, il partito in oggetto è il PD, e la “ridicola morale” di questa lettera è che lui non  ha vinto niente ma ha fatto “Asso piglia tutto”…o no ? In conclusione, ci pensi bene, che tipo di messaggio ha lanciato alle nuove generazioni ? Io quel che apprendo da questa vicenda è che non è più importante vincere lealmente nelle competizioni,  non è necessario lavorare  sempre dignitosamente e onestamente o studiare con profitto, tanto la politica e i giusti appoggi trovano sempre un vincitore di comodo da incoronare… indipendentemente dal volere degli elettori… o….no ? 121092019

…by…manliominicucci.myblog.it

………….

Ursula mette in regola Gentiloni e Gualtieri

Il commissario italiano affiancato dal “falco” Dombrovskis, al ministro dell’Economia messaggio chiaro: “Conosce molto bene le regole, sa cosa ci aspettiamo dall’Italia”. Ma sull’immigrazione la nuova presidente promette: “Riformare Dublino”

Mattarella, l’assist per): «Le regole Ue sui conti vanno riviste. Tasse più eque»

Mattarella 11092019

7 SETTEMBRE 2019 – 09:55

di Fabio Giuffrida

Il Capo dello Stato torna a parlare attraverso un messaggio, letto dall’ex premier Enrico Letta, al Forum Ambrosetti, a Cernobbio

Ursula von der Leyen parla chiaro da subito. “Gentiloni è un ex premier con molta esperienza, conosce la materia e noi siamo europei prima di essere della nostra nazionalità in Commissione europea. Poi, Dombrovskis è vicepresidente e lavorerà fianco a fianco con Gentiloni. Inoltre il nuovo ministro dell’economia italiano Roberto Gualtieri viene dal Parlamento europeo, dunque conosce perfettamente il patto di stabilità e sa esattamente quali sono le regole che abbiamo stabilito in Europa. Gualtieri sa cosa ci aspettiamo nella prossima legge di stabilità”.

Così la nuova presidente della Commissione Ue traccia la cornice entro la quale a Bruxelles ha deciso di assegnare il portafoglio degli Affari Economici all’Italia, con il candidato deciso dal governo ‘Conte II’, Paolo Gentiloni. Una vittoria per Roma, sicuramente, ma dentro binari che sembrano stretti o comunque tutti da discutere, soprattutto se si parla di rivedere il patto di stabilità e crescita.

L’obiettivo di rivedere le regole è dichiarato sia dal governo Conte II, sia dallo stesso presidente della Repubblica Sergio Mattarella che si è espresso esplicitamente in questo senso sabato scorso. Ma in Europa, fa capire von der Leyen oggi presentando la sua nuova squadra a Palazzo Berlaymont, la discussione è tutta da fare: i paesi rigoristi del nord continuano a non vedere di buon occhio la revisione delle regole di austerity. E sono gli stessi paesi del nord che fino all’ultimo ieri hanno cercato di bloccare l’assegnazione degli Affari economici all’Italia, paese con un debito altissimo. La spunta von der Leyen, controbilanciando la nomina di Gentiloni con il ruolo ‘forte’ del falco lettone Valdis Dombrovskis, che resta vicepresidente con delega economica. E oggi la nuova presidente si tiene, non si sbilancia quando le si chiede della revisione delle regole. Anzi: frena.

“Abbiamo un patto di stabilità e crescita che è stato sviluppato con un largo consenso – ci risponde – Vogliamo un’economia forte: le regole sono chiare, i limiti sono chiari e la flessibilità è chiara. All’interno di queste regole affronteremo le diverse opzioni e i diversi problemi”. Grazie alla “combinazione” tra “Roberto Gualtieri, Paolo Gentiloni e Valdis Dombrovskis vedremo i prossimi passi”.

Domani la nuova presidente riceverà il premier Giuseppe Conte qui a Bruxelles. “Ho parlato recentemente il premier Giuseppe Conte e con Paolo Gentiloni – dice oggi – So benissimo quanto sia difficile affrontare determinate questioni, soprattutto in relazione al difficile momento economico che sta vivendo l’Italia, ma non solo. Volevamo dare una combinazione differente nella scelta dei commissari, con punti di vista diversi e intelligenti: Gentiloni collaborerà infatti con il nuovo vicepresidente e commissario all’Economia, il lettone Valdis Dombrovski. Penso che insieme faremo grandi cose”.

Mai come oggi appare chiaro che la combinazione tra Gentiloni commissario agli Affari economici e Gualtieri ministro dell’Economia va vista così, in coppia: pacchetto unico europeo per tenere ‘legato’ il governo agli impegni, pur con promessa (vaga) di flessibilità. Poi sulla revisione delle regole, il processo è lungo. Si vedrà e nulla è scontato.

C’è una cosa sulla quale però la nuova presidente si sbilancia: la riforma del regolamento di Dublino sull’immigrazione. “Dobbiamo riformare Dublino senza dubbio. Ne parleremo a lungo ma questa è una priorità nella nostra agenda”. Roma porta a casa questa promessa. Almeno questa è chiara.

LETTERA DI UN…..”LAVORATORE”..ultima modifica: 2019-09-12T15:47:15+02:00da manlio22ldc
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento