DA NOI NON È CHE POI SIA TANTO DIVERSO…

DA NOI NON È CHE POI SIA TANTO DIVERSO…

Infatti noi cittadini e pazienti  italiani in cura siamo in perenne ostaggio di una sanità che opera secondo il criterio di chi più ha allora… può curarsi meglio e prima ma chi non ha …beh.. allora sono problemi suoi. Nei fatti i pazienti non vengono curati nelle strutture pubbliche ed invitati oppure obbligati  a servirsi delle strutture private e in alcuni casi la stessa struttura pubblica che esercita in Intramoenia. Il ridicolo è proprio questo, cioè noi paghiamo delle prestazioni specialistiche o strumentali  presso la stessa struttura ma con due modi diversi ovvero, se paghi l’esame lo hai nel giro di uno o due giorni se invece sei un assistito allora devi aspettare mesi o addirittura anni. Ora immaginate le difficoltà di pazienti con patologie particolari, delle loro esigenze e di quanto la struttura sanitari  regionale di competenza, sia sensibile nei confronti di chi soffre. Potrei citare milioni di casi in cui il paziente è “sequestrato per mesi” prima di poter essere visitato da uno specialista oppure anche anni per un esame strumentale, una sanità che non ha rispetto per niente ma i dirigenti tutti e nessuno escluso, beccano una barchetta di soldoni per assicurarci un’assistenza da “voltastomaco”. Quindi di che ci meravigliamo se in Kenya pretendono di essere pagati dopo averti curato ? Almeno ti hanno curato …lì.. Invece noi paghiamo prima l’assistenza sanitaria in diversi modi, oltre il ticket, e non veniamo adeguatamente curati e se vogliamo, per necessità patologiche, qualcosa di urgente dobbiamo sempre rivolgerci ai privati e logicamente a pagamento. Non c’è nulla di scandaloso, di ridicolo sì, ma le cure le paghiamo noi e ben oltre i 40 dollari.. Siamo messi maluccio in ogni angolo del mondo e il bello è che tutti si battono per i ..”diritti del malato” , ma non fatemi ridere divertito… nessuno sa neanche cosa significhi vivere nei paesi dove non c’è assistenza sanitaria o nei paesi cosiddetti civili dove la cura della malattie è diventata questione riservata ai radical chic e… potenti politici.. E se non capite di cosa sto parlando ve lo dico chiaramente, parlo dei disabili e malati cronici abbandonati e agli “arresti domiciliari nei loro letti” altro che sequestro di malati… Di cosa si meravigliano in Kenya, venite in Italia e vi facciamo vedere come e dove vengono ricoverati i pazienti nei pronto soccorso degli ospedali…sulle barelle e nelle corsie quando va bene, oppure sul nudo e fresco  pavimento… 25102010

by…manliominicucci

 

 © EPA

Pazienti insolventi tenuti prigionieri

Dal Kenya all’India, alla Bolivia. Inchiesta di Ap

(ANSA) – NAIROBI, 25 OTT – Pazienti tenuti di fatto prigionieri in ospedale perché non in grado di pagare il conto delle cure: è la situazione fotografata da un’inchiesta della Associated Press, che ha raccolto prove e testimonianze di situazioni del genere in Kenya e in oltre 30 Paesi in tutto il mondo, comprese le Filippine, l’India, la Cina, la Thailandia, la Bolivia e l’Iran. Al Kenyatta National Hospital e in altri ospedali nel mondo, se non paghi, non puoi andare a casa: le strutture, emerge dall’inchiesta, spesso detengono illegalmente i pazienti molto tempo dopo che avrebbero dovuto essere dimessi, usando guardie armate, porte chiuse a chiave e persino catene per trattenere i pazienti. Emblematica la vicenda di Robert Wanyonyi, arrivato più di un anno fa al Kenyatta National Hospital di Nairobi dopo essere stato colpito in un rapina e che da allora non riesce a lasciare l’ospedale. Dato che non ha pagato il conto di quasi 4 milioni di scellini kenioti (circa 40 dollari), gli amministratori si rifiutano di liberarlo.

DA NOI NON È CHE POI SIA TANTO DIVERSO…ultima modifica: 2018-10-25T22:51:10+02:00da manlio22ldc
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento