fatti di vita e politica nazionale e d internazionale

MAGAZZINO 18…LA VERGOGNA…!

MAGAZZINO 18…LA VERGOGNA…!

Il 10 Febbraio si celebra “il Giorno del Ricordo”, per commemorare tutte le vittime delle foibe, cavità carsiche profonde fino a 200 metri, e l’esodo degli italiani dall’Istria e dalla Dalmazia dopo la Seconda Guerra Mondiale. Come per ogni evento storico anche in questa occasione non intendo commentare i fatti in quanto credo che la storia per raccontarla bisogna viverla in prima persona ed io ..non c’ero. Tuttavia, più che “il giorno del ricordo” vorrei ricordarlo come il giorno della vergogna, si è dovuti giungere al 09.02.2019 per ottenere il riconoscimento ufficiale di una orrenda bugia, tenuta nascosta a tutto il paese per oltre 70 anni e per solo meri scopi politici, infatti, oggi nel ricordare la tragedia di quegli anni, il nostro Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel discorso commemorativo ha finalmente fatto giustizia e reso omaggio a tutte le vittime, oltre 11.000 italiani morti ammazzati, e ai circa 300.000 sfollati e cacciati dalle proprie case nel territorio istriano e di Trieste, dai partigiani e combattenti jugoslavi. Il nostro presidente ha condannato e giustificato senza giri di parole il “negazionismo delle foibe” e l’aver tenuta nascosta la verità per tutto questo tempo per non compromettere i rapporti con la ex Jugoslavia del comunista Tito e per destabilizzare gli equilibri del momento . Sante parole aggiungo io, che però gettano ombre e tanti sospetti sulla vita del nostro paese degli ultimi 70 anni, le mie riflessioni devono quindi soffermarsi su quel che si è volutamente nascondere e omettere, ovvero, quello che non faceva comodo ai politici e partiti di quel particolare momento politico italiano, mentre si strumentalizzavano e  si sventolavano le bandiere, con echi trionfalistici, delle stragi naziste e dell’olocausto degli ebrei nei campi di sterminio in Polonia e Germania. Giustissimo farlo, le stragi vanno sempre condannate senza se  e senza ma, e indipendentemente dal colore ideologico ma è estremamente grave, anti democratico e terrificante il perché per tanti anni nelle scuole e nelle vita di ogni giorno del nostro paese si sono formati cittadini all’insegna della bugia e dell’omertà, degna dottrina di tutti i paesi dittatoriali. Io sono cresciuto, istruito e formato secondo quei falsi criteri e concetti e solo ora, ufficialmente, vengo a conoscenza “dell’olocausto italiano”…perché prima, nessun presidente aveva osato raccontare la verità al popolo italiano ..già ..non conveniva e perché mai ? Incredibile, ma solo qualche anno fa sono venuto a conoscenza di “Magazzino 18” di Trieste, un magazzino museo che raccoglie tutti gli effetti personali e beni dei morti e degli sfollati e francamente sono allibito, condizionare e plasmare le menti delle persone sono riti che dovrebbero appartenere ad un lontano passato ma vedo che ancora oggi è diffusa questa pessima abitudine. Le vittime delle foibe ringraziano, con un po’ di ritardo… ma si è fatta giustizia, almeno a ..parole, nei fatti mi sarebbe piaciuto vedere un altro processo, stile Norimberga, per i criminali e colpevoli di tutte le malefatte in quella zona, ma ripeto, la storia la deve scrivere chi l’ha vissuta e non tocca a me farlo, io posso solo commentare il mio ruolo all’interno di un paese che non si è dimostrato democratico e “sincero” verso i suoi cittadini e miei coetanei, e chi mi ripaga ora di tutte le bugie nascoste e dei falsi convincimenti ? Lo so, il danno è fatto, ora tocca a noi rimediare.. raccontando ai giovani la verità e in quale contesto siamo cresciuti ed …io.. intendo osservare e rispettare il mio …compito .  09022019

…by…manliominicucci.myblog.it

Giorno del Ricordo, Magazzino 18 apre al pubblico


Il Magazzino 18 in Porto vecchio

Su iniziativa dell’Irci, Magazzino 18 resterà aperto al pubblico da lunedì 12 febbraio fino a venerdì 16 febbraio. Le visite sono gratuite e si svolgono alle 10; 10.45; 11.30 e 12.15. Prenota la tua visita allo 040 639188 o a irci@iol.it

Qua abita una memoria diversa: quella di chi visse in un’altra terra – quella d’Istria, di Fiume e di Dalmazia – una vita comunque ricca di attività e di quotidiano impegno, di fervore e di sacrificio, un’esistenza dura ma serena. Fino a quando tutto terminò. Il Magazzino 18 ha grandi occhiaie vuote, finestroni giganti in facciata, con i vetri frantumati, e lunghi ballatoi, come luoghi di incontro che paiono fatti apposta per fermarsi a fare chiacchiere, e ti aspetti in un attimo che esca qualcuno a parlarti fuori da quelle tante porte, massicce, enormi. Sempre chiuse. Qui non ci abita nessuno: oltre c’è solo silenzio. Pure, se entri, cataste di attrezzi, seghe, pialle, martelli, chiavi inglesi, casse di pentole, e l’alluminio ancora è lucido, pacchi di carte, tante fotografie, e piatti, bicchieri, posate, ciotole (…). File, che non finiscono mai, di letti e di armadi, di comodini e di cassettoni, di credenze e di tavoli, aspettano di essere disposti ancora nella stanza che a loro compete (…). Ma di chi è sta roba? A scorrere i quaderni che a pacchi occupano le scansie, trovi le persone, i ragazzi veri: Degrassi, Almerigogna, Petronio … i nomi tradiscono l’origine anche senza un volto: Isola, Capodistria, Pirano … Vien da chiedersi dov’è finita la gente, dove sono oggi tutti quegli alunni? (..)

Hai voglia a dire che gli istriani si portarono via tutto ciò che potevano per rifarsi altrove quella vita che a casa ormai era perduta. Hai voglia a pensare che portarono via le cose per poi riportarle per quando sarebbero tornati. Si ripresero ciò che poterono. E se questo è vero per molti e per molte cose, quello che sta al magazzino 18 non fu ritirato da nessuno. Si muore, a volte, e non ci sono parenti (anche ci sarebbero ma, sventagliati in tutta Italia in cento e più campi profughi, chi li va a cercare?), si emigra pure, perché non basta essere esuli: se qua non ce n’è, te ne devi andare ancora, vai via due volte, e in nave sali con la valigia, senza mobili. Esci da un campo profughi e nella casa che trovi non stanno due armadi: uno devi lasciarlo.
Passare dalla vita alla morte o dalla vita ad un altro tipo di vita, trova la sua misura nelle masserizie abbandonate. È questo quello che si vede al Magazzino 18: una storia che si ferma, una vita che si blocca, come dopo l’eruzione di un vulcano. Resta tutto ma senza la vita. Come a Pompei.

SANREMO…O …SAN..MAFIA..?

SANREMO…O …SAN..MAFIA..?

E’ come ogni anno al festival della canzone italiana si presentano puntuali le polemiche sulle scelte delle canzoni, dei cantanti e degli ospiti di rito, sollevando  i malumori di tanti artisti dello spettacolo, esclusi per simpatia o antipatia, e in più, questa edizione nutre anche paurosi sospetti sulle scelte effettuate che non sembrerebbero casuali ma ben mirate a tutelare gli “interessi di scuderia”… A vedere alcuni artisti all’opera, obiettivamente non ho percepito nessuna emozione come si conviene ascoltando una bella canzone, anzi ho assistito all’evento in tono perplesso, poco convinto e molto deluso, i testi e le musiche non sono di livello, parere condiviso anche da Cristiano Malgioglio, noto autore di canzoni famose nel mondo, i cantanti… più che cantanti sono dei parlatori con sottofondo musicale, i rapper vanno bene ma non  certamente nel festival della canzone italiana ..no ..no ..non vanno bene lì.. Poi, gli autori delle canzoni di questa competizione canora non hanno certamente dato il meglio di loro, e quel qualcuno che ha fatto centro con il suo testo si è visto escluso senza ragione prima ancora che iniziasse la manifestazione.. L’assoluta vergogna è stata quella di voler censurare ed escludere la canzone di Pierdavide Carone, “Caramelle”, il cui testo è un chiaro riferimento alla pedofilia, un testo lodevole di denuncia che andava sostenuto, ma forse…forse.. al sig. Claudio Baglioni e ai suoi amici migranti islamici evidentemente poteva dar fastidio e nel rispetto della logica del “radical chic” e “politically correct” sia la canzone che cantante si è preferito …”buttarli fuori” senza nessuna ..giustificazione dovuta… Forse si sta pensando ad una moralizzazione del festival di Sanremo ? Assolutamente no, perché con la stessa arroganza e volgarità e disinteresse della pubblica moralità si è accettato e mandato in scena un artista, che promuove e pubblicizza l’uso di sostanze stupefacenti attraverso la sua canzone. E’ chiaro che “ l ’inciucio “ tra il conduttore, nonché direttore artistico, e i cantanti e le case discografiche a lui collegate sono tutt’uno, infatti, anche quest’anno assistiamo alle solite problematiche legate agli interessi commerciali e musicali. Accordi sottobanco che penalizzano tanti giovani o famosi cantanti a favore di altri che sono protetti dal presentatore di turno e questo non va bene. Questa volta capita nuovamente a Claudio Baglioni, icona della musica nazionale e a quanto pare, secondo le denunce della famosa trasmissione televisiva “ le iene” di Mediaset, si è perpetrato la più grande truffa alla canzone italiana, in quanto tutti i cantanti, ospiti e personaggi del dopo festival sono stati accuratamente scelti dal presentatore Baglioni e rigorosamente appartenenti alla sua stessa casa discografica oppure gente che orbita nel suo mondo commerciale fatto di interessi e amicizie varie. E’ ovvio che qui si sta parlando di soldi ed anche di tanti, ma è vergognoso che la TV di stato permetta ad un signore di fare i suoi affari, e se mi consentite loschi, a danno di tanta brava gente. Già in fase di selezione abbiamo assistito a scene di vera e propria epurazione, anche di cantanti di livello  e giovani promesse che hanno pagato il prezzo alla “lobby artistica” nazionale. Questo è possibile poiché il sig. Claudio Baglioni ha amici potenti nella sinistra italiana e a lui ovviamente è permesso fare qualunque cosa ..tanto i media sono sempre dalla sua parte.. Per le prossime serate vedrò film …di Biancaneve o Cappuccetto Rosso.. forse è meglio.. almeno il cattivo so già chi è… 08022019

… by…manliominicucci.myblog.it

Festival di Sanremo: ancora polemiche su Claudio Baglioni

Possibile conflitto di interessi per la presenza sul palco di diversi cantanti dell’etichetta di Baglioni

Festival di Sanremo: ancora polemiche su Claudio Baglioni

Possibile conflitto di interessi per la presenza sul palco di diversi cantanti dell’etichetta di Baglioni

Non c’è pace per il conduttore del Festival di Sanremo Claudio Baglioni. Archiviata la polemica dopo le dichiarazioni pro-migranti pronunciate in conferenza stampa che hanno provocato la dura reazione del nuovo direttore di Rai Uno Teresa De Santis e il battibecco con il vicepremier Matteo Salvini, ora Claudio Baglioni è di nuovo preso di mira per un probabile conflitto di interessi legato alla sua casa etichetta discografica. Pare infatti che molti degli artisti in gara a partire da martedì appartengano all’etichetta del conduttore/cantante. A sollevare il polverone sarebbe stata la redazione di Striscia La Notizia sempre pronta a scovare furbetti. Pare che questa questione sia stata alla base della mancata presenza di Baglioni a Palazzo Bellevue per la consegna della targa “Amico di Sanremo”. (leggi qui) . Sulla questione si è pronunciato  il presidente della bicamerale Alberto Barachini che ha confermato l’arrivo di diverse segnalazioni su un conflitto d’interessi. Barachini ha promesso che verranno fatto delle indagini da parte della Commissione di Vigilanza

UNA DONNA HA DIRITTO A DIRE STOP…O NO… ?

UNA DONNA HA DIRITTO A DIRE STOP…O NO… ?

Ecco cosa non riesco a comprendere, perché le donne non abbiano il legittimo diritto alla scelta pacifica di continuare o interrompere un rapporto sentimentale con la persona che prima lo condivideva. Nel rapporto di coppia tradizionale dopo alcuni anni di convivenza c’è sempre un momento di crisi d’identità, c’è chi lo supera brillantemente e c’è invece chi smette di provare sentimenti o attrazione verso il proprio partner e decide di cambiare, magari in favore di altro, ebbene non vedo perché si debba sempre rifiutare la volontà altrui  in ogni modo e addirittura ci si debba arrivare sempre a gesti estremi di violenza inaccettabile che culmina, spesso e volentieri, nell’atroce  morte della partner donna  e questo è qualcosa di ripugnante ed intollerabile. Nel caso del link postato, assistiamo alla tragica morte con rogo di una povera donna marocchina,  le cui responsabilità o colpe, se ce ne sono state, non lo sapremo mai, né ci verrà mai spiegato dall’omicida il folle gesto da cosa è scaturito. Sono stanco di assistere al ripetersi di un film horror già visto e ripetuto negli anni, credo sia arrivato il momento di prendere opportune decisioni in materia legislativa e adottare le giuste e corrette misure di prevenzione, ovvero dotare di scorta le donne che denunciano il proprio uomo violento o aspirante omicida. oppure in alternativa come io auspico e consiglio, adottare un programma di protezione identico a quello dei pentiti mafiosi, quindi spostare la donna in pericolo di morte, ed eventuali figli, in un’altra città quando le condizioni lo consentono. Dire : “inaspriamo la pena”.. non serve a nulla, le leggi in materia ci sono e sono anche severe, quel che serve è arginare il pericolo con provvedimenti cautelari e protettivi e prima che la vittima diventi “cadavere”. Questa è la mia ricetta e soluzione al dramma, e se non si va nella mia direzione risolutiva, di donne morte e bruciate vive ne vedremo in quantità industriale nei prossimi decenni oltre l’indignazione generale di tutto il genere. Uomini tutti…facciamo quadrato affinché le nostre donne possano vivere la loro esistenza e vivere la loro vita sentimentale in tutta tranquillità. Poi…. se dovesse capitare a noi di essere lasciati per un altro… pazienza…pensate ..un attimo.. riflettete e scegliete.. restano ancora 3,5 miliardi …di donne nel mondo.. una la si trova..08022019

… by… manliominicucci.myblog.it

Donna carbonizzata in auto, indagine per omicidio a Modena

Cadavere di donna trovato in un’auto da un carabiniere in borghese

Uccisa e bruciata nella sua auto, una Nissan Juke, abbandonata a ridosso dell’inceneritore di Modena in via Cavazza, in piena mattina. È stato un carabiniere che transitava per caso lì vicino, poco dopo le 11, a portare alla scoperta del corpo carbonizzato di una marocchina di 38 anni, badante regolare e residente nella città emiliana dove lavorava da almeno una decina d’anni. Sposata, anche se non è chiaro se divorziata o meno, con un connazionale e con due figli piccoli. Alcuni tecnici della vicina rete ferroviaria hanno confermato che della Nissan alle dieci e mezza non c’era traccia. Il cadavere era tra i sedili anteriori e quelli posteriori e numerosi sono gli elementi che hanno portato gli uomini della squadra mobile della polizia di Stato e il procuratore capo Lucia Musti, giunto direttamente sul posto, ad escludere che potesse trattarsi di un suicidio.

“La Procura procede per omicidio volontario – spiega Musti – a carico di ignoti. Le condizioni del corpo non consentono di stabilire in che modo la vittima sia stata uccisa, ce lo dirà la medicina legale. Proprio dalle condizioni del corpo abbiamo potuto stabilire che si è trattato di un omicidio e non di un suicidio. Confermo che al corpo è stato dato fuoco ma le fiamme non sono uscite dall’auto per mancanza di ossigeno. Era chiusa dentro”. Presumibilmente, quindi, la donna potrebbe anche essere stata uccisa altrove e in via Cavazza sarebbe poi avvenuto il tentativo di distruzione del cadavere: il fuoco all’interno dell’abitacolo, risultato completamente distrutto, ha avuto l’effetto di un forno, non avendo avuto sfogo all’esterno del veicolo. La medicina legale è rimasta al lavoro fino a sera, alla ricerca di elementi che possano consegnare un possibile movente e, soprattutto, il possibile autore. La squadra mobile ha ascoltato il marito della donna, anche se, ha precisato il procuratore capo in via Cavazza, “non abbiamo fermato nessuno”.

L’uomo a quanto trapela è stato portato in questura, ma non è chiaro se sia o meno considerato una figura potenzialmente legata al delitto. Determinanti saranno i primi responsi della medicina legale, che diranno come la donna è stata uccisa prima, si presume, di essere portata in via Cavazza, probabilmente già morta, e data alle fiamme. Il pubblico ministero titolare del fascicolo è Luca Guerzoni.

“L’AMORE PER IL POPOLO”…SI’…E DOV’È…?

“L’AMORE PER IL POPOLO”…SI’…E DOV’È…?
E già, è facile professare e predicare in nome del popolo sovrano… e in suo nome evocare frasi di circostanza e paroloni che straziano i cuori, come amore e devozione, oppure, ancora più semplicemente e in maniera sensazionale attraverso lo strabiliante ricorrere agli abituali slogan dal chiaro e desiderato effetto psicologico, col  fine di commuovere le anime del popolo, modalità che sono proprio dei despota, frasi  del tipo : ” io lavoro nell’interesse del popolo”.. sono ricorrenti in queste situazioni ma poi…nel tempo non convincono più…. L’abbiamo ascoltato più volte il ritornello, purtroppo negli ultimi anni nel paese sudamericano, questo è quanto va predicando il signor Maduro, presidente di un Venezuela oramai allo sbando, povero e alla fame, e capace anche di rifiutare e respingere gli aiuti umanitari proposti ed offerti dalla comunità internazionale, un atteggiamento anomalo e incomprensibile che è un crimine inenarrabile nei confronti del popolo venezuelano stesso, a danno di gente che non può curarsi perché indigente, non si sfama perché gli alimenti non sono più reperibili . È ovvio che in una situazione del genere se vengono offerti degli aiuti alimentari bisogna accettarli indipendentemente dalle questioni politiche e dalle ideologie persistenti nel governo. E’ necessario mettere da parte i personali interessi ideologici e  politici, ritengo sia  la prima cosa da fare se si ama davvero il popolo, poi, fatto il primo passo sicuramente diventerebbe tutto più facile riuscire a risolvere la contesa tra Maduro e l’opposizione parlamentare. Certo, le elezioni democratiche, come consigliate da più parti nel mondo, sono auspicabili e non fanno mai male alla democrazia ed esprimono chiaramente le intenzioni e il volere del popolo. Credo sia giunta l’ora di smetterla di vessare il popolo venezuelano con governi che non offrano e garantiscano sicurezza, serenità ed assistenza sia sanitaria che alimentare, non si può e non si deve più governare un paese con questi criteri, rammentando che molti venezuelani sono già emigrati in altri stati proprio per trovare un’alternativa alla… fame… Invito il presidente Maduro ad essere responsabile perché se è vero che ama il popolo si metta da parte e indica libere elezioni sotto egida ONU, oppure cerchi una soluzione politica pacifica al problema e soprattutto eviti una guerra civile perché ebbene ricordargli che in un paese non …conta solo l’amore dell’esercito. 07022019

 …by… manliominicucci.myblog.it

Venezuela: parlamento approva gli aiuti

Opponendosi al no del presidente Maduro

(ANSA) – CARACAS, 6 FEB – L’Assemblea nazionale venezuelana, controllata dall’opposizione, ha approvato a Caracas “una strategia di aiuto urgente complesso in alimentazione e salute per l’emergenza umanitaria”, rivolta “alle persone la cui vita è in pericolo”.
In questo modo l’Assemblea, presieduta da Juan Guaidó, ha deciso di opporsi alla posizione del presidente Nicolás Maduro che si è detto contrario al suo ingresso perché rappresenterebbe il pretesto per un intervento militare degli Stati Uniti.

MUTI….ZITTI…SILENZIO..NON PARLARE… E’ L’ORDINE…!

MUTI….ZITTI…SILENZIO..NON PARLARE…  E’ …L’ORDINE…!
A quanto pare sembra proprio essere così, un atteggiamento di classico stile mafioso…. parlare o raccontare dei tragici e drammatici episodi di violenza,  stupri quotidiani a danno delle donne e dei cittadini svedesi,  e di quanto accade nella civilissima  e moderna  Svezia oramai è vietato e proibito parlarne. Con profondo rammarico riscontro l’amara realtà e penso sia così, altrimenti non si spiega il vergognoso silenzio dei media e soprattutto del governo svedese, un governo che cerca disperatamente di nascondere la dura ed orribile realtà ai suoi cittadini per paura di far crescere la protesta e far avanzare prepotentemente le destre populiste sino al punto di farle governare.  Una cosa assurda che lede gli interessi della collettività, nascondere e modificare l’informazione è sinonimo di regime e ciò non si può e non si deve tollerare . Ricordo che il giorno  all’insediamento dell’ultimo e attuale governo, avvenuto mesi addietro, la loro unica preoccupazione è stata solo quella di fronteggiare ed arginare l’avanzata populista omettendo di raccontare al paese il grande errore di una immigrazione incontrollata, non integrata e con costi sociali inimmaginabili, omettendo di dire che nelle periferie delle città svedesi ora vige la legge islamica e che le stesse periferie sono controllate da bande islamiche  dove la polizia di stato non si permette neanche di entrarci, tanto che ormai sono abbandonate a se stesse . Non conta nulla che la Svezia sia diventata la succursale di un paese islamico, non ha importanza, quel che conta è che i populisti non vadano al potere e ridiano la Svezia… agli svedesi ..è roba veramente da clinica psichiatrica, bisognerebbe portarli tutti lì e lasciarli per almeno 40 anni a smaltire le tossine che hanno nel cervello. Dopo tanti anni di “desiderata immigrazione” i risultati si vedono e sono drammatici, la religione islamica la fa da padrona e fa valere le sue leggi, i suoi dettami ed imposizioni, infatti la maggior parte degli stupri sono opera loro perché loro, secondo i dettami coranici, possono farlo e quindi sono nel pieno diritto ad abusare sessualmente delle donne quando lo desiderano e senza chiederne il permesso, tutto ciò è possibile perché le future vittime sono ovviamente “delle infedeli”  e secondo il loro pensiero ..ne hanno diritto… Evidentemente gli svedesi non hanno e non capiscono che la cultura islamica non può andare di pari passo con loro, principi e grado di civiltà sono molto distanti tra loro, difatti, non si registrano stupri di donne musulmane né in Svezia né nel resto del mondo arabo…In conclusione, sono nuovamente a raccontare di stupri e violenze alle donne e mio malgrado, non vedo e non sento nessuna organizzazione femminile che intende organizzare una marcia di protesta o un sit-in in segno di solidarietà contro le violenze alle donne…niente… neanche a parlarne, oggi in Italia ci si muove solo se la donna è di colore e ha un “occhio gonfio” altrimenti “niente…… niente…tutti muti ”. “Errare humanum est” dicevano i latini, e allora, ammettere i propri errori a volte può salvare tante vite quindi caro governo svedese, “recita il mea culpa” e prendi provvedimenti. 06022019

…by…manliominicucci.myblog.it

Svezia, incremento degli stupri in ambito pubblico: ma cosa sta accadendo alla Svezia?

“Non solo le donne, ma quasi uno svedese su tre non si sente sicuro in Svezia, secondo un nuovo sondaggio che ha chiesto a 6.300 svedesi quanto si sentano al sicuro dentro e fuori casa”. In svezia la violenza in ambito pubblico sulle donne sta crescendo. Ma sembra che si voglia silenziare la questione. Ma cosa sta accadendo alla Svezia?

E’ quello che apprendiamo in questo articolo di Judith Bergman. 

“La Svezia”, dichiarava il governo di Stoccolma nel novembre 2015, “ha un governo femminista. Noi poniamo l’uguaglianza di genere al centro del nostro lavoro nazionale e internazionale. (…) L’obiettivo generale della politica sull’uguaglianza di genere del governo è che uomini e donne abbiano lo stesso potere di plasmare la società e la propria vita. Questa è sostanzialmente una questione di democrazia e giustizia sociale”.

Aspettate un attimo, le donne che vivono sotto un “governo femminista” non dovrebbero essere in grado – come minimo – di uscire di casa senza avere paura di essere vittime di violenza sessuale?

Secondo il Consiglio nazionale svedese per la prevenzione della criminalità (Brottsförebyggande rådet, or Brå), nel 2017, sono stati denunciati alla polizia svedese 22 mila reati a sfondo sessuale, 7.370 dei quali erano stupri, Queste cifre corrispondono a una media di 20 stupri al giorno – il doppio rispetto al 2005. E questi sono soltanto i casi di stupro denunciati. Secondo il Brå, nel 2012, ad esempio, è stato denunciato solo il 20 per cento di tutte le violenze carnali.

A differenza di ciò che i media svedesi predicano da anni – ossia che la maggior parte degli stupri si verificano in ambienti privati e sono commessi contro vittime che già conoscono i loro aggressori – la grande maggioranza delle violenze carnali è di fatto perpetrata in ambito pubblico da individui sconosciuti alle vittime, secondo il Brå. Degli 842 uomini condannati per stupro o per tentato stupro negli ultimi cinque anni, come rilevato da un servizio trasmesso dall’emittente televisiva pubblica Svt Nyheter, il 58 per cento era di origine straniera – individui provenienti dal Medio Oriente e dal Nord Africa, dall’Africa meridionale e da altri paesi extraeuropei. Nei casi in cui i responsabili delle violenze sono stati condannati per tentato stupro, nonché per stupro violento, in cui la vittima e il carnefice non si conoscevano prima, l’80 per cento di questi uomini era nato all’estero e il 40 per cento era in Svezia solo da un anno o meno.

Indurre la polizia a indagare su un tentativo di stupro ai danni di una donna è, a dir poco, difficile – e questo è un indice del fatto che c’è qualcosa che non va nel regno “femminista” di Svezia.

Nella cittadina di Deje, nella Svezia centrale, ad esempio, un migrante afgano, ospite di un centro di accoglienza per migranti, ha di recente aggredito, accoltellato e tentato di violentare una donna, Mikaela Blixt, mentre camminava con il suo cane in pieno giorno.

L’aggressore ha prima preso a calci il cagnolino della donna, scaraventando quest’ultima a terra e accoltellandola a un fianco. La Blixt è riuscita a scappare e a fare ritorno a casa con il cane. Scioccata e sanguinante, ha cercato di denunciare l’accaduto alla polizia.

I tentativi si sono dimostrati pressoché impossibili. Quando la Blixt ha telefonato al numero di emergenza svedese, la polizia ha rifiutato persino di parlarle. Le è stato detto che non essendo l’aggressione in corso avrebbe dovuto telefonare al numero di non emergenza. “Se vuole denunciare l’aggressione dovrebbe rimanere in linea per non perdere la priorità acquisita”, l’ha avvisata una poliziotta, secondo quanto riferito dalla Blixt. Dopo aver trascorso quasi l’intera giornata a cercare invano di parlare telefonicamente con le forze dell’ordine, il giorno successivo la donna si è recata alla prima stazione di polizia della città vicina dove, 24 ore dopo l’aggressione, gli agenti hanno finalmente raccolto la segnalazione.

Dopo essersi recata dalle forze dell’ordine, la Blixt ha trovato le prove della sua aggressione sessuale all’esterno del centro di accoglienza per migranti, dove erano appesi ad asciugare – dopo essere stati lavati – i pantaloni dell’aggressore, che però potevano ancora avere sopra tracce del sangue della donna. La Blixt ha informato di questo la polizia, che quel giorno era troppo occupata per mettere al sicuro la prova. Di fatto, secondo la Blixt, la polizia non ha fatto nulla, pur sapendo dove abitava l’aggressore e potendo facilmente identificarlo.

La donna ha scritto della sua esperienza su una pagina Facebook della comunità locale, nell’apparente tentativo di mettersi in contatto con un’altra donna, la quale era stata stuprata nella zona due settimane prima. Il post ha ottenuto migliaia di condivisioni, il che ha indotto la polizia a contattare la Blixt e ad ammonirla del fatto che stava danneggiando le indagini in corso, che a quanto pare non erano state avviate neanche vagamente. La polizia si è inoltre rifiutata di diffondere l’identikit dell’aggressore, affermando, incomprensibilmente, che il perpetratore avrebbe potuto rendere l’indagine “più difficile”.

Sebbene la polizia non avesse presumibilmente avuto né il tempo né le risorse per intervenire, è però accorsa in forze quando 80 cittadini di Deje hanno partecipato a una manifestazione di solidarietà nei confronti della Blixt e “contro la violenza”. Due pattuglie della polizia e un agente in borghese hanno sorvegliato la dimostrazione pacifica e al termine della quale hanno accusato l’organizzatore di violazione dell’ordine pubblico, contestandogli il fatto di non aver chiesto il permesso di manifestare. La polizia svedese non ha problemi con gli stupratori migranti, ma non sopporta le improvvise manifestazioni pacifiche.

A detta della Blixt, il quotidiano mainstream svedese Expressen avrebbe voluto intervistarla, ma unicamente a condizione che lei non dicesse che il suo aggressore era un migrante afgano.

Ma il fatto sconvolgente è che la polizia sembrava così deliberatamente disinteressata a trovare e ad arrestare lo stupratore – almeno finché il caso non è diventato virale su Facebook. Solo una settimana dopo l’aggressione alla Blixt, tre donne della vicina città di Karlstad sono state violentate nella stessa notte. Il giorno dopo, una quarta donna è stata vittima di un tentato stupro.

Che la polizia non dia priorità a questi casi di violenza sessuale non sembra essere una novità. Nel settembre 2017, la polizia svedese ha ammesso di non avere sufficiente personale per risolvere i casi di stupri, anche in quei casi in cui gli inquirenti conoscevano l’identità dello stupratore.

È curioso, poi, che la polizia svedese non abbia soltanto risorse sufficienti per caricare i partecipanti alle manifestazioni di pace, ma anche per incriminare coloro che avrebbero commesso reati d’opinione. A ottobre, Christopher Larsson, un politico del partito dei Democratici svedesi (Sd) del consiglio comunale di Karlskrona, è stato accusato di “incitamento all’odio” ((“hets mot folkgrupp“) dopo che aveva scritto sulla pagina Facebook dell’Sd:

“È un giorno di dolore venerdì, quando dal minareto echeggerà per la prima volta su Karlskrona la formula ‘Allah è grande’, che corrisponde [in arabo] a ‘Allahu Akhbar’, la stessa espressione che gli islamisti urlano quando si fanno esplodere”.

Un parlamentare dei Socialdemocratici, Magnus Manhammar, ha denunciatoLarsson alla polizia. I Socialdemocratici – il partito che di fatto governa ancora il paese, dato che la Svezia non è riuscita a formare un nuovo governo dopo le elezioni tenutesi a settembre – hanno persino diffuso un comunicato stampa in cui si diceva che il post su Facebook di Larsson “collega il nuovo minareto al terrorismo”. Secondo il pubblico ministero questo post “identifica i musulmani come biasimevoli considerandoli terroristi e oppressori delle donne e sostenendo che le loro opinioni sono medievali”.

Per inciso, non solo le donne, ma quasi uno svedese su tre non si sente sicuro in Svezia, secondo un nuovo sondaggio che ha chiesto a 6.300 svedesi quanto si sentano al sicuro dentro e fuori casa. Incredibilmente, quando il quotidiano che ha condotto il sondaggio ha chiesto alla psicologa Siri Helle di spiegare questo dato statistico, la professionista ha detto che la gente era solo “spaventata dal buio”: “Viviamo in uno dei paesi più sicuri al mondo e non siamo mai stati così al sicuro come lo siamo ora”.

Quello che potrebbe essere importante chiedersi è: cosa sta accadendo alla Svezia?

ANCHE GIUDA ..BACIO’ …GESU’ CRISTO..!

ANCHE GIUDA ..BACIO’ …GESU’ CRISTO..!

La storia  del famoso bacio del tradimento si ripete a quanto pare, dopo circa duemila anni rivediamo una scena raccapricciante che mai noi cristiani tutti avremmo voluto rivedere nel mondo moderno e cioè il bacìo tra un imam musulmano e il capo della chiesa cristiana romana. Certo, il bacio è un gesto bellissimo di reciproco rispetto , questo però quando avviene tra due persone normali,  ce lo si può dare per semplice gesto di simpatia o affetto, oppure come in alcuni casi quello più profondo …si per amore, ma nella fattispecie, il bacio dato dal capo della chiesa cristiana ad un imam islamico non è così semplice da “ accettare” o da approvare, già, non lo considero  proprio un gesto di amicizia e di rispetto ma al contrario rappresenta, secondo la mia lettura, un gesto di vera e propria sottomissione all’islam, nei fatti quel bacio rappresenta il riconoscimento ufficiale e l’accettazione pubblica  della teologia coranica, dell’esistenza di Maometto come profeta dell’islam, e “dulcis in fundo” la negazione di quanto ha detto il “figlio di Dio” meglio noto a tutti come Gesù Cristo.  Certo che  è un gesto da considerare folle e inopportuno, il capo della chiesa di Cristo non può e non deve accettare la negazione delle parole del Cristo stesso, e ciò rappresenta una vera e propria “apostasia della parola di Cristo” e della fede cristiana. Ebbene precisare che le sacre parole di Gesù vanno in tutt’altra direzione come recita il Vangelo secondo Matteo 7,15-16 : “ guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci”. Quindi egregio signor Bergoglio, io non ho nulla contro i fedeli delle altre religioni, non discuto e non commento i loro dettami e abitudini, non ho interesse neanche a conoscerli perché li ritengo lontani anni luce dal mio modo di vivere e pensare, per me il “figlio di Dio nonché unico “Messia” è solo Gesù Cristo e gli altri, secondo la mia opinione e la dottrina cristiana, sono esattamente falsi profeti ovvero “lupi vestiti da pecore”. E’ ovvio che seguendo i dettami della teologia cristiana  “il maledetto bacio” è un qualcosa riconducibile più alla sottomissione all’islam che ad una vera e fraterna relazione religiosa, perché non dobbiamo dimenticarlo che per gli islamici esiste solo una religione… la loro, un solo profeta… Maometto e noi,  veniamo considerati semplicemente degli “infedeli” e meritiamo una sorte ben precisa  come recita la Sura 2:191 del Corano : “Uccidete gli infedeli ovunque li incontriate, questa è la ricompensa dei miscredenti”. “Belle frasi d’amore e di rispetto” alle quali si aggiunge la Sura 2:216 “Vi è stato ordinato di combattere anche se non lo gradite. Ora, non ci vuol molto a capire che le due religioni non hanno nulla in comune sebbene il signor Bergoglio cerchi di avvicinarle a tutti i costi, l’unico risultato che otterrà è quello di un pubblico riconoscimento della religione islamica in occidente che avrà come unico obiettivo la sottomissione all’islam dell’occidente tutto. Vediamo adesso se dopo il bacio e l’apertura all’islam ci sarà più spazio per i cristiani nei paesi musulmani oppure si consentirà la costruzione di chiese anche in Arabia Saudita e in Iran. Vediamo, ma nutro tanti dubbi…i “lupi vestiti da pecore”.. sono già in azione…05022019

…by…manliominicucci.myblog.it

 

Il bacio storico tra Papa Francesco e il Grande Imam di Al-Azhar

La Stampa

RETORICA ? L’ODIO NASCE DALLE PAURE…

RETORICA ? L’ODIO NASCE DALLE PAURE…

Sono sinceramente sbalordito quanto basito dalle dichiarazioni della Commissaria Ue alla Giustizia, Vera Jourova , a chi le chiedeva di commentare l’aumento della retorica in Europa sulla questione migranti e sulle loro paure. Addossare, come sempre accade in dette circostanze, le colpe al nostro ministro degli Interni Salvini, o al governo tutto per la “difficoltà a gestire i flussi immigratori” mi pare sia proprio un’affermazione del “cavolo” e una banale scusa per camuffare le proprie incompetenze ed incapacità a leggere le questioni politiche e a giustificare l’inattività della Commissione Europe in materia di migrazione. Note in tutto il globo sono le vicende degli ultimi anni sulla ripartizione chiesta dall’Italia, e sempre negata proprio da loro, dei migranti che arrivano sulle coste italiche e greche….. Analizziamo quindi le parole del “funzionario governativo europeo” e vediamo cosa c’è di vero o quanto di falso nelle sue dichiarazioni. Partiamo dal primo dato fondamentale, in Europa ad oggi si registrano qualcosa come oltre trenta milioni di immigrati suddivisi tra tutti gli stati, un numero veramente considerevole di arrivi negli ultimi 20 anni, integrarli in un continente che dal 2008 vive una crisi profonda è veramente un azzardo e un gesto di grave irresponsabilità, infatti 30 milioni di persone non si integrano facilmente in un continente dove si registrano tassi di disoccupazione allarmanti, non si possono integrare facilmente genti con culture diverse, religione diverse, abitudini alimentari differenti e ovviamente con un livello di civiltà e cultura abbastanza diversi dagli standard occidentali ed europei, ed è quanto meno complicato integrarli in un contesto di povertà assoluta in aumento nel sud Europa. I risultati di questa folle strategia ideologica si vedono e si toccano con mano. I crimini perpetrati a danno delle comunità ospitanti  sono in aumento considerevole tale da creare il terrore tra i cittadini europei che temono continuamente per la loro incolumità tra i vari attentati terroristici di matrice islamica, rapine furti, stupri e violenze fisiche d’ogni genere sulle donne, lo spaccio di droga e l’avvelenamento quotidiano dei nostri ragazzi in un crescendo drammatico, il costo del lavoro si è ridotto a temi economici pari allo schiavismo e il più delle volte è un lavoro in nero specie per gli extracomunitari, l’occupazione latita in tutti gli stati dell’unione, le abitazioni scarseggiano e non sono neanche sufficienti per la popolazione indigena, questo è il quadro drammatico della situazione europea determinate dalle folli scelte e strategie in economia e nell’immigrazione “voluta da chi non si sa ma imposta” . Questa è la reale situazione, va tutto male perché a Commissione Europea è  stata incapace di affrontare la crisi con manovre sbagliate fatte di continui tagli e riduzioni scellerate della spesa e privilegiando, non capisco il perché, solo una immigrazione africana e araba senza una logica  e d una giustificazione valida. Se vi è un problema demografico lo si risolve non facendo entrare nuovi soggetti  le cui intenzioni sono ben diverse dalle nostre ma bisogna incentivare l’aumento delle famiglie e delle nascite e permettere loro una sana e felice convivenza. E’ quindi un’idiozia vera e propria l’affermazione del “cavolo” della Commissaria Jourova, quello che ha il popolo europeo è terrore degli immigrati per i loro efferati crimini compiuti in giro per l’Europa e non è frutto dell’albero dell’odio piantato da chissà chi…evidentemente alla “Commissaria” fa comodo” parlar male di Salvini, ha interessi alle prossime elezioni.. evidentemente  poi,  di questi tempi parlar male di lui è “trend”… 04022019

 …by…manliominicucci.myblog.it

Ue, preoccupa clima odio contro migranti

‘In Italia e in altri Paesi Ue. Pesano anche messaggi politici’

(ANSA) – BRUXELLES, 4 FEB – I discorsi di incitamento all’odio contri i migranti “non sono diffusi solo in Italia ma anche in altri stati membri. Seguiamo ciò con molta preoccupazione e lavoriamo attivamente per combatterli”. Così la Commissaria Ue alla Giustizia Vera Jourova a chi le chiedeva di commentare l’aumento della retorica antimigranti in Italia e se Salvini abbia o meno una responsabilità. “Se le persone vedono tutti questi messaggi di odio pensano che ciò sia normale e questo succede anche quando sentono messaggi simili dai politici e per noi è un segno di grande preoccupazione”, ha aggiunto.

“E’ SEMPRE L’ORA DEI…TUNISINI…” !

“E’ SEMPRE L’ORA DEI…TUNISINI…”  !

Proprio ieri a Cardito (NA) si è svolto il funerale del  piccolo Giuseppe, il piccolo bimbo ucciso dal compagno tunisino della madre, ricordiamo l’origine dell’efferato omicidio nato per futili motivi a dimostrazione che forse a volte bisogna stare molto attenti a chi ci si mette dentro le mura di casa per una convivenza, bisogna guardare e valutare prima gli interessi dei figli e poi guardare quelli del ..cuore. Non ho avuto nessuna remore ad accusare la madre di poca attenzione e amore dei suoi figli, non doveva  permettere al giovane compagno tunisino di maltrattarli più volte e a suo piacimento, anzi, avrebbe dovuto cacciarlo di casa a “calcioni nel di dietro” e a denunciarlo senza esitazione.  Spesso e volentieri assistiamo a scene di violenza gratuita nei confronti delle donne da soggetti che arrivano dai paesi africani, evidentemente gli allarmi lanciati sul comportamento di questi individui rimane sempre inascoltato, quante volte abbiamo udito da donne conviventi con i migranti arabi o africani proclami del tipo  : no ..no.. ma lui è  diverso… ok… lo prendo per buona  ma nasce la riflessione del momento, ma diverso da cosa e da chi ? Quindi  cosa vuol dire che “un lui è diverso” ? Forse vuol dire che gli altri arabi e africani nella maggioranza sono violenti sempre e comunque ? La logica del pensiero ad esclusioni di supposizioni prende questa via e cioè che raramente s’incontrano tra arabi e africani persone civili tali da poter avere un convivenza pacifica e serena con donne occidentali. Ora, anche in questo caso di Bergamo riscontriamo l’ennesima violenza su due donne, una è morta , colpita con la classica coltellata al cuore, mentre l’altra donna, forse nel vano tentativo di salvare la sorella, è stata gravemente ferita ed è in pericolo di morte. Il colpevole tunisino è stato arrestato a conclusione dell’ennesima strage di donne, sicuramente i media non si occuperanno della tragedia in quanto il colpevole è un immigrato e quindi nessuna trasmissione per l’occasione, e tutti sappiamo che nella democratica Italia è vietato parlar male dei migranti, dei loro misfatti e crimini, poi, per una determinata classe di politici, radical chic e il resto si osserverà un religioso silenzio con l’assoluto divieto di parlarne, le organizzazioni femminili varie faranno silenzio e “le Mamme del Mondo” resteranno nelle loro case affaccendate nei loro lavori quotidiani, tanto… che vuoi che interessi la morte di una donna bianca e il ferimento grave di un’altra..?  “Resto solo io” a difendere le povere donne dimenticate da tutti, specie quando si tratta di parlar di loro perché vittime della violenza di migranti, quando invece si tratta di difendere ragazze di colore, per aver ricevuto un uovo di gallina in un occhio o per banali motivi come una lite tra fidanzati di diverso colore…, allora c’è la mobilitazione generale, abbiamo quindi due pesi e due misure ?  Care donne e “organizzazioni del silenzio” vi chiedo : non vi fate un po’ schifo ad essere così razziste ? Io penso e credo che siate rivoltanti e disgustose e spero che mai accada ad una vostra figlia o sorella una violenza del genere, perché se accade…allora voglio proprio vedere la vostra reazione. 02022019

…by…manliominicucci.myblog.it

Uccisa con una coltellata, fermato l’ex

Vittima una donna di 25 anni, ferita anche la sorella

(ANSA) – BERGAMO, 2 FEB – Una donna di 25 anni è stata uccisa e sua sorella è rimasta gravemente ferita questa sera in un garage di Curno (Bergamo): l’autore dell’omicidio e del tentato omicidio sarebbe l’ex compagno della giovane, un tunisino già fermato dai carabinieri. Dai primi accertamenti sembra che la donna sia stata uccisa con una coltellata al cuore. L’uomo l’avrebbe aspettata sotto casa, nel garage, per poi colpirla a morte. Sul posto i carabinieri di Curno e del reparto operativo di Bergamo.

SIAMO DAVVERO TUTTI FRATELLI …?

SIAMO DAVVERO TUTTI  FRATELLI …?

Già, a predicare siamo sempre tutti bravi ma poi, quanto a razzolare abbiamo sempre i soliti problemi di “incompatibilità o di incomprensione”, infatti è proprio questa la domanda da porsi e sulla quale riflettere, sono veramente fratelli i cristiani in genere e i musulmani ? Sono compatibili Bibbia, Vangeli e Corano ? Siamo veramente tutti fratelli che credono in uno stesso stesso Dio e si prodigano, in suo nome, al fine di coltivare e far fiorire “l’albero della pace  e dell’amore” nel mondo ? Leggendo e osservando gli episodi di inaudita violenza degli ultimi due decenni nel mondo non direi proprio che si possano definire fratelli chi nel nome di un Dio islamico semina terrore, bombe e attentati di ogni genere provocando morti o feriti o mutilazioni permanenti su persone innocenti, mi riesce proprio difficile capire un uomo di fede che ammazza un altro uomo perché è di fede diversa ..Sono concetti un po’ astrusi per chi scrive e credo che lo siano anche per chi legge. Poi abbiamo i difensori della religione islamica  che prontamente si affrettano al distinguo, ci ricordano che c’è un “islam radicale”, che è un’altra cosa, poi c’è che “l’islam normale” che è diverso. A chi gentilmente mi ha fatto notare questo ho chiesto : quindi ci sono due Corano ? Uno per i moderati ed uno per i radicali ? Mi è stato risposto che il Corano è uno solo, e allora come si fa a distinguere il buono dal cattivo, lo si distingue solo in …punto di morte  ?  Nel cristianesimo non c’è questo problema, i vangeli sono diversi ma tutti parlano di amore tra le genti, pace e fraternità, in nessuno c’è scritto che gli infedeli devono essere pugnalati alle spalle o agli ebrei recisi la gola…spiace dover farlo notare ma non c’è proprio scritto, come non ci sono i matrimoni plurimi con donne o tra adulti e bambine, ed allora come faccio io a chiamare fratello chi invece per me si comporta come un carnefice e dimostra di essere padrone delle donne e delle bambine ?  Non ci siamo assolutamente caro Papa Francesco I, come puoi abbracciare uno che predica la morte degli infedeli e come puoi baciare un libro dove ci sono scritte le cose che ho appena descritto ? Difatti, lo sai che chi non è musulmano viene definito “infedele”, strano quanto curioso, ma se io credo nel Dio di Gesù Cristo perché vengo chiamato infedele ? Se io rinnego e rifiuto i matrimoni di adulti con le donne bambine mentre loro li prediligono e difendono i dettami coranici, loro sono miei fratelli ? Caro Papa, poniti questa domanda, ma lo sai che quello che abbracci nel link ti chiama infedele o non …lo sai ? Santo padre, sei in errore, secondo me questo è semplicemente un modo, e anche pessimo, per nascondere il vero obiettivo della religione islamica, ovvero quello di sottomettere tutti i popoli alla loro religione? Ci provano da secoli a dominare l’Europa, 3 crociate, anno 1096,1189,1145, l’assedio di Costantinopoli nel 1452 e per ben due volte Vienna assediata, nel 1529 e 1683, e ora ci stanno provando con un’altra via e a quanto pare sta funzionando.. Vogliamo continuare ad abbracciare chi ci vuole morti e scannati ? Io non intendo morire così, ed allora abbraccio solo i cristiani e tutti i fratelli delle altre religioni che non predicano morte o altro verso il genere umano.. poi ..tu fa come vuoi.. ma non sei il mio Papa…  02022019

…by…manliominicucci.myblog.it

 

“Siamo fratelli pur essendo differenti”. Nuova apertura di Papa Francesco al mondo islamico

ISLAM CATTOLICESIMO

Ho | AL-AZHAR MEDIA CENTRE | AFP
 | Feb 01, 2019

Una strategia per avvicinare le religioni e garantire la convivenza alle minoranze cattoliche in vista del doppio impegno: dal 3 febbraio negli Emirati Arabi Uniti e a marzo in Marocco

Papa Francesco ha espresso l’auspicio che il Medio Oriente diventi «terra di pace» e non continui ad essere «terreno di scontro», nell’udienza alla Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e le Chiese ortodosse, e che «i nostri fratelli cristiani siano riconosciuti come cittadini a pieno titolo e con uguali diritti».

«Molti di voi appartengono a Chiese del Medio Oriente terribilmente provate dalla guerra, dalla violenza e dalle persecuzioni», ha detto Francesco, alla commissione ospitata a Roma per il suo 16esimo incontro dal pontificio consiglio per la Promozione dell’Unità dei cristiani

Il Medio Oriente

Il Medio Oriente, dice il Papa, «deve diventare terra di pace, non può continuare ad essere terreno di scontro. La guerra, figlia del potere e della miseria, ceda il posto alla pace, figlia del diritto e della giustizia, e anche i nostri fratelli cristiani siano riconosciuti come cittadini a pieno titolo e con uguali diritti».

Le parole di Bergoglio non sono casuali. Seguono quelle del suo videomessaggio in occasione dell’imminente viaggio negli Emirati Arabi Uniti, da domenica 3 a martedì 5 febbraio.

“La pace sia con voi”

La fede in Dio, osserva Bergoglio nel videomessaggio, «unisce e non divide, avvicina pur nella distinzione, allontana dall’ostilità e dall’avversione».

«Siamo fratelli pur essendo differenti», afferma il Papa augurando subito al popolo del Paese: «Al Salamu Alaikum, la pace sia con voi». Francesco si dice «felice» di poter visitare gli Emirati Arabi Uniti, una «terra che – sottolinea il Pontefice – cerca di essere un modello di convivenza, di fratellanza umana e di incontro tra diverse civiltà e culture, dove molti trovano un posto sicuro per lavorare e vivere liberamente, nel rispetto delle diversità» (Vatican News, 1 febbraio).

1 milione di cattolici

Negli Emirati Arabi c’è grande attesa per la visita del Papa. Nel Paese i cattolici sono circa 1 milione, ma solo 135mila, parteciperanno alla messa papale il 5 febbraio allo “Zayed Sports City Stadium” di Abu Dhabi, capitale dello Stato mediorientale.

La moschea di Maria

Ad Abu Dhabi, dal 2017, c’è una moschea dedicata a Maria, la «madre di Gesù». È stato il principe Sheikh Mohammad Bin Zayed Al Nahyan,vice-comandante supremo delle Forze armate degli Emirati Arabi Uniti, a chiedere che il luogo di culto musulmano venisse ri-intitolato con il nome di “Maryam ‘umm Isa”. Una scelta – spiegò a suo tempo il principe – messa in atto per «consolidare i legami di umanità fra fedeli di religione diversa» e richiamare «i molti punti in comune tra islam e cristianesimo».

Il Ministero della Tolleranza

Nel Paese della Penisola arabica che Papa Francesco si appresta a visitare, l’attuale leadership punta ad accreditare la tolleranza inclusiva come distintivo della propria strategia politica interna e internazionale. Tre anni fa i governanti hanno istituito il Ministero della Felicità e della Tolleranza, che ha anche il compito di «affermare la tolleranza come valore fondamentale della società degli Emirati Arabi Uniti» (La Stampa, 1 febbraio).

Destinazione Marocco

Dopo gli Emirati, il Papa, il 30 e 31 marzo 2019, visiterà il Marocco sia per potenziare ancora di più il dialogo interreligioso con l’Islam, sia per conoscere da vicino la piccola comunità cattolica che vive in Marocco. Così aggiungerà un nuovo tassello al cammino di riavvicinamento della Chiesa cattolica al  mondo musulmano.

Il dialogo top-secret

Lo farà con questo viaggio apostolico che arriva dopo una lunga serie di contatti “top secret” tra la Santa Sede e il regno guidato da Mohammed VI, sovrano illuminato e stimato dai leader musulmani di mezzo mondo. Come prevede la costituzione marocchina, il re, quale comandante dei credenti veglia sul rispetto dell’Islam ma è anche garante del libero esercizio dei culti religiosi all’interno del suo Paese (Islam, Ebraismo e Cristianesimo).

Giovanni Paolo II a Casablanca

Non è un caso quindi che il sovrano abbia visto di buon occhio l’apertura di questo “cantiere” per la pace e il dialogo con il mondo cattolico, invitando Francesco nel suo regno e lasciando grande spazio di manovra a chi da anni prepara il terreno per una visita del Papa, trentaquattro anni dopo lo storico viaggio di Giovanni Paolo II a Casablanca (TgCom, novembre 2018).

QUANTO CONTA IL COLORE DELLA PELLE…IN ITALIA..?

QUANTO  CONTA IL COLORE DELLA PELLE…IN ITALIA..?

Tanto, sicuramente tanto,.. specie se poi… il colore della pelle va sulla tonalità scura, infatti dopo l’uovo di gallina lanciato, mesi fa dal figlio di un consigliere PD, in un occhio ad una ragazza, sempre di colore, poi scoperta di essere una militante e  tesserata del PD, oggi assistiamo ad una scena inquietante  e di ricorrente violenza contro le donne. Sono anni che mi batto in loro difesa e denuncio ogni violenza perpetrata sulle donne rammentando a tutti, uomini e donne, che la violenza non deve essere parte integrante del comportamento dell’essere umano indipendentemente dal genere, né deve essere il modo per imporre le proprie ragioni e volontà e risolvere le liti. Combatto anche e soprattutto per i diritti delle donne, e non solo in Italia ma soprattutto nel mondo intero specie in quello islamico. Oggi ho appreso che la donna pakistana, Asia Bibi, la cristiana voluta morta dei fedeli islamici, è giunta in Canada sana e salva, la novella è un grande vittoria per lo scrivente in quanto sono anni che lotto per la sua libertà e …finalmente.. ci sono riuscito ..La mia sensibilità con le donne non è cosa da oggi, è una vita che combatto per loro,  ma odio, ripeto odio,  chi strumentalizza e muove proteste e movimenti dei diritti solo quando.. fa comodo. Già, perché nella questione di Bari non bisogna assolutamente ravvisare un grammo di odio razziale, infatti, la questione è molto semplice e si liquida con una battuta che rientra nell’abitudinario delle coppie ovvero : lui ha picchiato lei solo per una stupida ed inutile gelosia che si consuma da tempo. Punto.. Ora ditemi che cavolo centra il razzismo e il colore della pelle se due fidanzati litigano e si massacrano ?  Non è prima la volta né sarà l’ultima che vedremo di questi episodi, ma strumentalizzarlo a scopi politici è semplicemente vergognoso e aggiungo disgustoso. Non posso assolutamente accettare da un’organizzazione come le “Mamme del Mondo” o dalle associazioni studentesche una protesta antirazzista, e dove lo vedono loro il razzismo in una coppia che litiga e si picchiano selvaggiamente come capita e succede in tutti il mondo ? E come mai le “Mamme del Mondo” si decidono a scendere in piazza solo oggi ? Non li ho veduti in corteo a protestare contro le morti di Pamela Mastropietro e Desiree di Roma, no ..non li ho veduti, né tanto meno li ho visti protestare per i tanti stupri subite dalle donne italiane, quindi di che stiamo parlando ? Forse il colore della pelle rende più importante una donna ? Quindi se sei nera hai più diritti di una donna bianca ? Forse non vi rendete conto che col vostro atteggiamento fate esattamente politica pro migratoria e razzista contro il popolo italiano.  Due giorni fa ricorreva l’anniversario della “morte con macellazione” di Pamela e non visto nessuno di questi ipocriti moralizzatori marciare in suo ricordo e  solidarietà. Quindi traiamo le nostre conclusioni, se una ragazza di colore riceve un uovo in occhio o finisce malmenata in ospedale da un fidanzato stupido e geloso allora insceniamo la pantomima del razzismo, se invece muoiono e si stuprano donne e ragazze italiane allora… dobbiamo capire e ignorare  …e perché mai deve essere così ?  Cari studenti di sinistra che vi presentate in TV con il “Kefiah” palestinese in segno di sostegno alla ragazza negra, andate solo a farvi riprendere e far bella mostra di se.. e sì, perché se ci  andate conciati così e come “pigliar per culo gli ebrei” in quanto siete solidali e presenti nel “giorno della memoria” , ovviamente per comodo ideologico, però poi per tutto l’anno siete pro palestinesi ed anti ebrei…un po’ curioso il vostro modo di essere.. Alle “mamme del mondo” di Bari dico : ma Pamela e Desiree, una “mamma del mondo”, per loro non c’era neanche una ? 01022019

…by…manliominicucci.myblog.it

Bari, l’ex fidanzato la picchia: studentessa pubblica sui social la foto del volto tumefatto

Una 23enne del Camerun, che da un anno studia all’Università di Bari, è stata picchiata da uno studente 24enne barese, che non si rassegnava alla fine della loro relazione. Presidio sotto il Comune delle associazioni degli studenti

01 febbraio 2019

Picchiata selvaggiamente dal fidanzato che non si rassegnava alla fine della relazione: è accaduto a una studentessa 23enne del Camerun, Megane Detou, che da qualche anno vive e studia a Bari. E’ stata la stessa ragazza a pubblicare su Instagram la foto del suo volto tumefatto, dopo aver sporto denuncia contro l’ex compagno.

Il suo post è stato rilanciato da diverse associazioni, tra cui “Studenti stranieri università di Bari” e “Le mamme del Mondo”, che hanno effettuato un presidio sotto il Comune di Bari. Stando a quanto raccontato da Afane Dieudonne, rappresentante dell’associazione studenti stranieri, Megan da mesi era ossessionata dall’ex, uno studente universitario 24enne di Bari, che l’avrebbe minacciata e seguita più volte.

Studentessa picchiata dall’ex, a Bari presidio di solidarietà: “Per le migranti tutto più difficile”

Fino all’ultimo appuntamento di mercoledì sera, quando è andato a prenderla alla Casa dello studente e l’ha portata in una zona periferica della città per l’ennesimo chiarimento. Lì, dopo aver capito che erano vani i tentativi di riallacciare la relazione, l’avrebbe picchiata selvaggiamente, sbattendola contro la portiera dell’auto, e poi abbandonata.

La ragazza è poi riuscita a chiedere aiuto e ad andare in ospedale per farsi medicare. Numerose le contusioni riportate sul volto e sul corpo, come mostrano le foto che lei stessa ha pubblicato sui social. Nel post era contenuto anche il nome del suo aggressore, la cui posizione è adesso al vaglio delle forze dell’ordine. Il giovane in passato era stato diffidato ad avvicinarsi all’ex fidanzata.