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FACILE LEVAR LE “CHIACCHERE AL VENTO”..

FACILE  LEVAR LE “CHIACCHERE AL VENTO”..

Già, è sempre bello e “poco interessante” ascoltare certi personaggi della politica nostrana, specie poi quando a parlare è un ex magistrato, un uomo che indagava i presunti cattivi e che poi, sulla cresta dell’onda, ha deciso di mettere le proprie “ scarse capacità” al servizio e beneficio di una collettività, una in particolare, quella del terzo comune più grande d’Italia e cioè Napoli. Il punto è che essere un buon magistrato è un conto ma essere un buon sindaco è altra cosa, infatti da sempre sostengo che per essere un buon sindaco bisogna essere prima di tutto un buon imprenditore e persona di larghe vedute, perché il sindaco non deve ragionare né amministrare la cosa pubblica come se fosse l’amministratore di un grande condominio, non ha senso, così tutti sarebbero in grado di fare il sindaco, il primo cittadino deve aver le capacità imprenditoriali e saper portare il benessere lavorativo nella sua città oltre che offrire servizi decenti e sicurezza nelle strade e lui, il sindaco De Magistris, proprio non ne ha di predette capacità. Pensate che dopo anni della sua pessima gestione amministrativa ora siamo di fronte al probabile crac finanziario della città napoletana, infatti è dal 2015 che puntualmente “buca gli obiettivi “ del piano di rientro del disavanzo di oltre 1,7 miliardi di eurucci. Tradotto in termini semplicistici e di comune uso, “il comune non ha più soldi”, un esempio : sono due mesi che i dipendenti di una cooperativa non prendono lo stipendio però lui in compenso, si prodiga per trovare le risorse economiche per affittare delle barche per andare a prendere i …migranti dal mare sistemati su una nave ONG. Allora o questo è scemo o è proprio come dico io, un vero incapace che ragiona solo per slogan di sapore sinistro e non capisce la situazione drammatica nella quale versa la sua città. Nel nostro programma politico di “LDC”, la soluzione al problema della cattiva amministrazione comunale o regionale di fatto è già presente da anni, redatto in modo tale che  prevede la ineleggibilità del politico che ha chiuso il bilancio in negativo del proprio comune o regione. Tradotto in semplici parole la formula è questa : se chiudi il bilancio a pareggio o in attivo ti ricandidi diversamente, se lo chiudi in passivo…allora torni a lavorare dov’eri prima.. credo sia molto semplice e diremmo basta agli incapaci e ai “Cetto La Qualunque”. Le chiacchiere stanno sempre a mille in Italia e volano…volano… da nord a sud e dobbiamo passare ai fatti, basta alle parole di circostanza. Immagino che questa ipotesi debba essere molto poco gradita alla maggior parte dei politicanti italiani…già tanti tornerebbero a rendersi utile ..lavorando… perché a quanto pare, la cosa che emerge paurosamente che per loro non è il bene del popolo e il suo benessere le priorità, ma ricoprire un incarico e tenerlo il più a lungo possibile, poi.. se il popolo non ha servizi di trasporto o un’adeguata pulizia nelle strade o è disoccupata e indigente allora…”chissenefrega”…quel che conta è “essere potenti”… Bho ! … mi chiedo perché de Magistris  stia ancora occupando la poltrona di sindaco…evidentemente l’ex magistrato attende l’aiuto del governo, sì, quel governo fatto di populisti, fascisti e razzisti nella speranza che risolva i problemi di una amministrazione “anti fascista e anti razzista…ed europea”… però, ….suona bene come paradosso vero ? E’ sempre il solito ritornello da 50 anni a questa parte si fanno i gay comunisti, i gay radical chic e i gay buonisti ma.. sempre col culo degli altri…Spero solo che un domani, non tanto lontano, possano essere attuati alcuni dei punti del nostro programma politico, allora sì, e ne ho la certezza, che vedremmo qualcosa di veramente buono ed utile.. ma ce lo permetteranno …almeno di sperare ? 05032019

by…manliominicucci.it

Comune di Napoli verso il crac, de Magistris scrive a Conte

Il Comune di Napoli è sull’orlo del dissesto. Dal 2015 Palazzo San Giacomo ha bucato sistematicamente gli obiettivi del piano di rientro dal disavanzo di oltre 1,7 miliardi di euro, come certificato dai revisori dei conti anche nell’ultima relazione sulla seconda metà del 2018. Non solo. A febbraio la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo lo spalma-debiti su 30 anni della finanziaria 2017, il cosiddetto Salva-Napoli. Il Governo, inoltre, con l’ultima legge di bilancio ha tagliato l’anticipazione di cassa ai comuni da 4 a 3 dodicesimi. Il Comune di Napoli non ha i soldi per pagare le cooperative che non prendono lo stipendio da 2 mesi, come la Coop 25 giugno, che è scesa in piazza con i gilet gialli. La situazione è drammatica: il sindaco Luigi de Magistris ha scritto al premier Giuseppe Conte e si cercano sponde politiche. Tra le ipotesi c’è quella di chiedere un anticipo alla Città Metropolitana per scongiurare il caos. Fittissimi i contatti con il Viminale, dove è forte la preoccupazione, perché il dissesto di Napoli potrebbe avere conseguenze pesanti dal punto vista della sicurezza pubblica, oltre che economica, a causa dei licenziamenti e della crisi sociale che ne deriverebbe. Il Governo, intanto, con la finanziaria 2019 ha previsto la possibilità dell’anticipazione di liquidità, un prestito da parte di Cassa Depositi e Prestiti, al tasso di circa l’1%, per pagare i debiti certi con le imprese che però va restituito entro il 30 dicembre. Il Comune ha chiesto 200 milioni e se quest’anno non riuscirà a ridurre la massa dei debiti commerciali del 10%, nel 2020 dovrà scontare pesanti sanzioni.

CAMPANILISTA ? SICURAMENTE.. SÌ…

CAMPANILISTA ? SICURAMENTE.. SÌ…
Si lo confesso, sono campanilista e amante dell’Italia, si amo tutto quello che viene prodotto e fabbricato in Italia, non posso farci nulla, è da quando sono nato che mangio , bevo, parlo e ragiono italiano e dopo aver saputo, proprio ieri, che la nota azienda italiana, la Pernigotti di Novi Ligure, famosa in tutto il mondo per la produzione storica dei suoi gianduiotti e straordinari cioccolatini, ha chiuso i battenti perché prossima al fallimento, ed è ovvio che vedere che Amazon apre un punto vendita a Milano non è che mi faccia proprio star bene anzi mi “arrovella le budella”. Il solito sistema italiano di affossare l’economia nazionale a favore dello straniero, una volta si diceva che lo straniero non passava oggi invece non solo passa ma ci resta e fa affari, diventiamo sempre più esterofili e anti italiano, infatti ad Amazon non si rimproverano le condizioni di lavoro degli operai, gli orari e stipendi da morti di fame come si fa alle aziende italiane… curioso vero ? Curioso lo è ancor di più quando la sinistra italiana si scaglia sempre e solo contro gli imprenditori italiani, definendoli il più delle volte e ingiustamente “evasori fiscali” e poi, accetta tutto con semplicità irritante quello che fanno gli stranieri, proprio un paradosso, si lamentano dell’evasione fiscale di tanti imprenditori italiani caduti in disgrazia e poi ci si rallegra per l’ingresso di nuove strutture di origine straniera… che poi, se non fanno affari e le cose non vanno bene, con cinica lucidità faranno esattamente come la Pernigotti di oggi in mano ai turchi ..vanno via senza dare spiegazioni…e gli operai vanno in cassa integrazione…boh….! 08112018

by…manliominicucci…

 

Apre a Milano il pop up store di Amazon

Dal 16 al 26 novembre 500 mq di prodotti per il Natale