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LA PACE CI SARA’… SOLO SE LA SI VUOLE !

26072021 palestina in guerra

LA PACE CI SARA’… SOLO SE LA SI VUOLE !

Certo è che l’immagine di tanti bambini in compagnia di uomini mascherati armati e con fasce sul capo riconducibili alla jihad non è certamente un modello educativo di un paese che vuol tornare alla normalità e alla ricostruzione dopo l’ultima guerra con Israele, né tantomeno è quello di educare i bambini ad una vita ricca di armi e guerra e violenza ma abituarli allo studio e ai giochi della loro età, come accade in ogni paese del mondo indipendentemente dalla religione dominante. Il problema di fondo, quando si affronta la questione palestinese, è sempre e solo la jihad, la lotta armata islamica per la liberazione della Palestina con Gerusalemme capitale, e finché esisterà lo stato di Israele la minaccia della guerra verso gli ebrei sarà sempre una maledetta realtà, oggi tocca agli adulti e giovani del 2021 e domani toccherà ai ragazzi e bambini del 2021, è un po’ come il gioco di un ingranaggio che gira senza fine all’infinito…  Dopo un ventennio si ripartirà dalle nuove generazioni e si darà vita alla nuova jihad senza mai arrivare alla fine o alla conclusione di qualcosa, questo è il destino segnato dei ragazzi di oggi… Non tocca a me decidere se è giusto o sbagliato la divisone di quei territori però, se accettiamo le risoluzioni ONU in tutte le questioni dobbiamo anche accettare che gli ebrei vivano in uno stato tutto loro con i palestinesi vicini di casa, il punto fondamentale è che proprio i palestinesi stessi non vogliono accettare la pacifica convivenza e questo è e sarà sempre motivo ideologico di scontri armati perenni, infatti oggi loro vivono solo nella speranza di distruggere Israele e per arrivare a questa determinazione devono necessariamente formare ed indottrinare mentalmente i ragazzi sino a farli diventare nuovi e convinti jihadisti che poi magari… si immoleranno per la causa perché convinti di far cosa giusta. Di soldi per la ricostruzione i palestinesi ne hanno ricevuti tanti ma invece di costruire case, scuole e ospedali che ne hanno fatto degli aiuti ricevuti ? Nei territori non sembra si stia avviando la ricostruzione sperata, tutto è come prima mentre l’unica cosa che aumentano e si sviluppano in modo esponenziale sono i campi di addestramento alle armi e alla guerriglia, ovviamente sostenuti economicamente dai fondi internazionali ricevuti in dono per la ricostruzione e dai sostegni dei ricchi paesi del golfo Persico. Concetti fondamentali dei jihadisti il cui fine unico sarà sempre quello di uccidere ogni ebreo possibile. Una cosa è certa, tra 20 anni noi ci troveremo ad affrontare lo stesso problema di 30 anni fa e assisteremo, in quell’arco di tempo, a chissà quante altre guerre con tanti morti e distruzioni… già, perché se i palestinesi pensano di aver ragione anche gli israeliani pensano di averla e quindi il problema atavico si trascinerà all’infinito e senza mai una soluzione. Intanto chi ci va di mezzo sono i bambini e le donne… innocenti che non meritano di morire per una contrapposizione religiosa, se l’islam è davvero una religione di pace ed amore, così dicono loro, sarebbe ora che lo dimostrassero sotterrando l’ascia di guerra e non lanciando più missili contro Israele, così facendo la pace sarebbe una certezza. Ma il punto di domanda, la cui risposta è già chiara per chi conosce l’islam, è  che loro accetteranno di vivere pacificamente con l’odiato nemico coranico ? La risposta è ovvia, non ci sarà mai pace finche l’ultimo ebreo non sarà andato via dalla Palestina tutta e noi occidentali, spettatori curiosi ci divideremo sempre in pro palestinesi e pro israeliani senza riuscire a capire che il vero problema è il pensiero coranico  incompatibile con quello degli ebrei e cristiani… e il tempo scorrerà sino a quando non ci sarà lo scontro finale con la distruzione di uno dei due coabitanti quella porzione di medio oriente. 25072021 …by… … https://manliominicucci.myblog.it/     https://vk.com/id529229155

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I campi estivi del jihad palestinese

 26072021 palestina in guerra

di Khaled Abu Toameh
23 luglio 2021

Traduzioni di Angelita La Spada

  • Mentre la comunità internazionale si adopera per aiutare i residenti della Striscia di Gaza dopo la recente guerra tra Hamas e Israele (…) la JIP utilizza il proprio budget per addestrare i bambini a diventare soldati nella guerra per distruggere Israele.
  • La Jihad Islamica Palestinese conferma che (…) i palestinesi “stanno preparando la cosiddetta generazione della liberazione alla battaglia della ‘grande liberazione’ di questa terra benedetta”.
  • Hanno fondi sufficienti per avviare campi di lavaggio del cervello e per indottrinare i propri figli, ma non sono disposti a investire nella ricostruzione di case che sono state distrutte o danneggiate durante l’ultima guerra tra Hamas e Israele.
  • Per Hamas e la JIP, l’ambizione di distruggere Israele è evidentemente più forte del desiderio di proteggere la vita dei propri figli e di allevarli per farli diventare, ad esempio, medici o ingegneri. I bambini che ora stanno seguendo l’addestramento militare nella Striscia di Gaza presto faranno la loro comparsa come uomini mascherati nei gruppi armati di Hamas e della JIP.
  • Questo è di cattivo auspicio per i discorsi dell’amministrazione Biden sulla “soluzione a due Stati” e sulla necessità di rilanciare il processo di pace tra Israele e i palestinesi.
Hamas ha invitato i palestinesi della Striscia di Gaza a iscrivere i loro figli ai campi militari estivi. “I campi mirano ad accendere la fiamma del jihad nella generazione della liberazione, a instillare i valori islamici e a preparare il prossimo esercito trionfante per la liberazione della Palestina”, ha affermato Hamas in una nota. Nella foto: uomini armati mascherati delle Brigate Izaddin al-Qassam di Hamas iscrivono i bambini ai loro campi estivi, il 14 giugno 2021, a Gaza City. (Foto di Mahmud Hams/AFP via Getty Images)

Mentre la comunità internazionale si adopera per aiutare i residenti della Striscia di Gaza dopo la recente guerra tra Hamas e Israele, i leader dei palestinesi sono impegnati a preparare la prossima generazione a più odio e violenza.

I due maggiori gruppi palestinesi che controllano la Striscia di Gaza, Hamas e la Jihad Islamica palestinese (PIJ), hanno di recente lanciato campagne per reclutare migliaia di bambini e di adolescenti palestinesi nei propri campi estivi.

Alle giovani reclute non verrà insegnato a nuotare o a giocare a calcio. Non faranno parte dei boy scout palestinesi.

Piuttosto, l’obiettivo dei campi, secondo Hamas e la JIP, è “accendere la fiamma del jihad [guerra santa] tra la generazione della liberazione, instillare i valori islamici e preparare il prossimo esercito trionfante per la liberazione della Palestina”.

I campi, gestiti dalle ali armate di Hamas e della PIJ, dalle Brigate Izaddin al-Qassam e dalle Brigate Al-Quds sono tenuti all’insegna di “Spada di Gerusalemme” e “Avanguardie della Liberazione”.

“Spada di Gerusalemme” è il nome scelto da Hamas per riferirsi ai combattimenti del mese scorso con Israele, durante i quali dalla Striscia di Gaza sono stati lanciati più di 4 mila razzi e missili contro Israele. “Avanguardie della Liberazione” è un termine usato dai gruppi palestinesi per indicare il loro desiderio di “liberare tutta la Palestina”, dal fiume Giordano al Mar Mediterraneo, un eufemismo che sta per l’eliminazione di Israele.

I campi di Hamas e della JIP “sono finalizzati ad addestrare i ragazzi a sparare e ad acquisire competenze militari e di sicurezza”, secondo quanto riferito dalla Striscia di Gaza. “Mirano anche a sollevare il loro morale e a prepararli per il prossimo scontro [con Israele] che potrebbe essere vicino”.

Ahmad al-Ra’i, un portavoce della JIP, ha affermato che i campi estivi “mirano a consolidare la presenza della causa palestinese nelle menti e nei cuori dei giovani palestinesi e a rafforzare i risultati della battaglia della Spada di Gerusalemme nella loro menti come un ruolo importante nella storia del conflitto”.

I campi, ha aggiunto al-Ra’i, “mirano anche a consolidare l’amore e lo spirito di jihad e di resistenza tra il popolo palestinese, soprattutto tra i giovani”.

Ra’i ha rilevato che il suo gruppo ha puntato un gruppo di ragazzi di età compresa tra i 14 e i 17 anni con l’obiettivo di farli partecipare ai suoi campi estivi e ha dichiarato che uno dei motivi per cui il suo gruppo stava reclutando minori palestinesi era perché Israele li stava già prendendo di mira “esponendoli alla cultura occidentale”.

Ra’i ha inoltre rivelato che migliaia di giovani palestinesi “si sono radunati per iscriversi ai campi”.

I campi trasmettono diversi messaggi, ha detto il portavoce della JIP. “In particolare, che la Jihad Islamica Palestinese conferma che le sue dita sono ancora sul grilletto” e che i palestinesi “stanno preparando la cosiddetta generazione della liberazione alla battaglia della ‘grande liberazione’ di questa terra benedetta”. I campi, ha aggiunto, inviano anche un messaggio ad arabi e musulmani che “la fiamma del conflitto [con Israele] viene mantenuta accesa”.

Al- Ra’i ha consigliato a Israele di prestare attenzione ai campi estivi perché “daranno vita a una generazione che libererà la Palestina”.

Hamas, da parte sua, ha annunciato che l’iscrizione ai suoi campi estivi è iniziata il 14 giugno e si rivolge non solo agli scolari, ma anche agli studenti universitari e agli adulti.

Hamas ha invitato i palestinesi a iscriversi ai campi in varie moschee nella Striscia di Gaza. “I campi mirano ad accendere la fiamma della jihad nella generazione della liberazione, a instillare i valori islamici e a preparare il prossimo esercito trionfante per la liberazione della Palestina”, ha affermato l’organizzazione islamica in una nota.

Negli ultimi giorni, su varie piattaforme di social media sono apparsi video di uomini armati di Hamas mascherati che invitavano i palestinesi in una moschea a mandare i loro figli nei campi estivi. Le foto di dozzine di bambini palestinesi in fila per iscriversi ai campi di Hamas e della JIP sono apparse anche su vari media palestinesi.

Il reclutamento di migliaia di bambini palestinesi nei campi estivi di Hamas e della JIP sta avvenendo mentre le Nazioni Unite e altri mediatori fanno la spola tra Israele e la Striscia di Gaza nel tentativo di raggiungere un accordo sulla ricostruzione dell’enclave costiera governata da Hamas.

I leader di Hamas e della JIP, sostenuti dall’Iran, sperano che gli sforzi di mediazione portino alla ripresa degli aiuti internazionali alla Striscia di Gaza, compresa la ricostruzione di molte case che sono state distrutte durante l’ultimo round di combattimenti con Israele.

Invece di investire i loro soldi nello sforzo di ricostruzione, Hamas e la JIP stanno utilizzando i loro budget per addestrare i bambini a diventare soldati nella guerra per distruggere Israele. Hanno fondi sufficienti per avviare campi di lavaggio del cervello e per indottrinare i propri figli, ma non sono disposti a investire nella ricostruzione di case che sono state distrutte o danneggiate durante l’ultima guerra tra Hamas e Israele.

Per Hamas e la JIP, l’ambizione di distruggere Israele è evidentemente più forte del desiderio di proteggere la vita dei propri figli e di allevarli per farli diventare, ad esempio, medici o ingegneri. I bambini che ora stanno seguendo l’addestramento militare nella Striscia di Gaza presto faranno la loro comparsa come uomini mascherati nei gruppi armati di Hamas e della JIP.

In modo preoccupante, questo assurdo sfruttamento dei bambini e il loro reclutamento come combattenti viene completamente ignorato dalla comunità internazionale, compresi i mediatori che stanno negoziando con Hamas e la JIP per mantenere il cessate il fuoco raggiunto con Israele dopo i combattimenti del mese scorso.

Secondo l’UNICEF, noto anche come Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia, “il reclutamento e l’utilizzo di bambini da parte delle forze armate è una grave violazione dei diritti dell’infanzia e del diritto umanitario internazionale”. Resta ora da vedere se l’UNICEF e altre organizzazioni internazionali per i diritti umani troveranno i mezzi per chiamare a raccolta i gruppi palestinesi per questa forma di sfruttamento minorile. Non farlo significherebbe soltanto che Hamas e la JIP preserveranno nei loro sforzi di mobilitare i bambini come soldati.

Il silenzio della comunità internazionale su questo mostruoso abuso sui minori porterà una nuova generazione di jihadisti palestinesi ad unirsi alla guerra contro Israele. Questo è di cattivo auspicio per i discorsi dell’amministrazione Biden sulla “soluzione a due Stati” e sulla necessità di rilanciare il processo di pace tra Israele e i palestinesi.

 

 

ENGLISH

PEACE WILL BE THERE … ONLY IF YOU WANT IT!

What is certain is that the image of so many children in the company of masked armed men with bands on their heads attributable to jihad is certainly not an educational model of a country that wants to return to normalcy and reconstruction after the last war with Israel, much less is to educate children to a life full of weapons and war and violence but to accustom them to study and games of their age, as happens in every country in the world regardless of the dominant religion. The basic problem, when addressing the Palestinian question, is always and only jihad, the Islamic armed struggle for the liberation of Palestine with Jerusalem as its capital, and as long as the state of Israel exists the threat of war against the Jews will always be a cursed reality, today it is up to the adults and young people of 2021 and tomorrow it will be up to the children of 2021, it is a bit like the game of a gear that turns endlessly to infinity … After twenty years it will start again with the new generations and will give life to the new jihad without ever reaching the end or the conclusion of something, this is the doom of today’s kids … It is not up to me to decide if the division of those territories is right or wrong, however, if we accept the UN resolutions in all matters we must also accept that the Jews live in a state of their own with the Palestinian neighbors, the fundamental point is that the Palestinians themselves do not want to accept the peaceful convi vence and this is and will always be the ideological reason for perennial armed clashes, in fact today they live only in the hope of destroying Israel and to reach this determination they must necessarily train and mentally indoctrinate the boys until they become new and convinced jihadists who then maybe. .. they will sacrifice themselves for the cause because they believe they are doing the right thing. The Palestinians have received a lot of money for the reconstruction, but instead of building houses, schools and hospitals, what have they made of the aid received? The hoped-for reconstruction does not seem to be starting in the territories, everything is as before while the only thing that is increasing and developing exponentially are the training camps for weapons and guerrilla warfare, obviously financially supported by the international funds received as a gift for the reconstruction and the support of the rich countries of the Persian Gulf. Fundamental concepts of the jihadists whose sole purpose will always be to kill every possible Jew. One thing is certain, in 20 years we will find ourselves facing the same problem as 30 years ago and we will see, in that period of time, who knows how many other wars with so many deaths and destruction … yes, because if the Palestinians think even the Israelis think they are right and therefore the atavistic problem will drag on indefinitely and without ever a solution. Meanwhile, those who get involved are the children and the innocent women who do not deserve to die for religious opposition, if Islam is really a religion of peace and love, so they say, it is time for them to prove it by burying the hatchet and no longer launching missiles at Israel, in doing so, peace would be a certainty. But the question mark, the answer to which is already clear for those who know Islam, is that they will accept to live peacefully with the hated Koranic enemy? The answer is obvious, there will never be peace until the last Jew has left all of Palestine and we Westerners, curious spectators, will always divide into pro Palestinians and pro Israelis without being able to understand that the real problem is incompatible Koranic thinking. with that of the Jews and Christians … and time will pass until there is the final confrontation with the destruction of one of the two cohabitants that portion of the Middle East. 25072021 … by … … https://manliominicucci.myblog.it/ https://vk.com/id529229155

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The summer camps of the Palestinian jihad

26072021 palestina in guerra

by Khaled Abu Toameh

July 23, 2021

Translations by Angelita La Spada

As the international community works to help residents of the Gaza Strip after the recent war between Hamas and Israel (…) the JIP uses its budget to train children to become soldiers in the war to destroy Israel.

Palestinian Islamic Jihad confirms that (…) Palestinians “are preparing the so-called liberation generation for the battle of the ‘great liberation’ of this blessed land”.

They have sufficient funds to start brainwashing camps and to indoctrinate their children, but are unwilling to invest in rebuilding homes that were destroyed or damaged during the latest war between Hamas and Israel.

For Hamas and the JIP, the ambition to destroy Israel is evidently stronger than the desire to protect the lives of their children and raise them to become, for example, doctors or engineers. The children ini who are now following military training in the Gaza Strip will soon make their appearance as masked men in the armed groups of Hamas and the JIP.

This bodes badly for the Biden administration’s speeches on the “two-state solution” and the need to relaunch the peace process between Israel and the Palestinians.

 

Hamas has called on Palestinians from the Gaza Strip to enroll their children in summer military camps. “The camps aim to ignite the flame of jihad in the generation of liberation, instill Islamic values and prepare the next triumphant army for the liberation of Palestine,” Hamas said in a statement. Pictured: Masked gunmen from Hamas’ Izaddin al-Qassam Brigades enroll children in their summer camps on June 14, 2021, in Gaza City. (Photo by Mahmud Hams / AFP via Getty Images)

As the international community works to help residents of the Gaza Strip after the recent war between Hamas and Israel, Palestinian leaders are committed to preparing the next generation for more hatred and violence.

The two largest Palestinian groups that control the Gaza Strip, Hamas and Palestinian Islamic Jihad (PIJ), have recently launched campaigns to recruit thousands of Palestinian children and adolescents to their summer camps.

Young recruits will not be taught to swim or play soccer. They will not be part of the Palestinian Boy Scouts.

Rather, the goal of the camps, according to Hamas and the JIP, is to “ignite the flame of jihad [holy war] between the liberation generation, instill Islamic values and prepare the next triumphant army for the liberation of Palestine.”

The camps, managed by the armed wings of Hamas and the PIJ, by the Izaddin al-Qassam Brigades and the Al-Quds Brigades, are held under the banner of “Sword of Jerusalem” and “Liberation Vanguards”.

“Sword of Jerusalem” is the name chosen by Hamas to refer to last month’s fighting with Israel, during which more than 4,000 rockets and missiles were fired at Israel from the Gaza Strip. “Vanguards of Liberation” is a term used by Palestinian groups to indicate their desire to “liberate all of Palestine”, from the Jordan River to the Mediterranean Sea, a euphemism that stands for the elimination of Israel.

The Hamas and JIP camps “are aimed at training children to shoot and acquire military and security skills”, according to reports from the Gaza Strip. “They also aim to raise their morale and prepare them for the next confrontation [with Israel] that may be near.”

Ahmad al-Ra’i, a spokesman for the JIP, said the summer camps “aim to consolidate the presence of the Palestinian cause in the minds and hearts of Palestinian youth and strengthen the results of the Battle of the Jerusalem Sword in their minds as a important role in the history of the conflict “.

The camps, added al-Ra’i, “also aim to consolidate the love and spirit of jihad and resistance among the Palestinian people, especially among the young”.

Ra’i found that his group targeted a group of boys aged 14-17 with the aim of having them participate in his summer camps and stated that one of the reasons his group was recruiting minors Palestinians was because Israel was already targeting them by “exposing them to Western culture.”

Ra’i also revealed that thousands of Palestinian youth “gathered to register for the camps.”

The camps broadcast several messages, the JIP spokesperson said. “In particular, that Palestinian Islamic Jihad confirms that its fingers are still on the trigger” and that the Palestinians “are preparing the so-called liberation generation for the battle of the ‘great liberation’ of this blessed land.” The camps, he added, also send a message to Arabs and Muslims that “the flame of conflict [with Israel] is being kept alight.”

Al-Ra’i advised Israel to pay attention to summer camps because “they will give birth to a generation that will liberate Palestine”.

Hamas, for its part, has announced that enrollment in its summer camps began on June 14 and is aimed not only at schoolchildren, but also university students and adults.

Hamas has called on Palestinians to register for camps in various mosques in the Gaza Strip. “The camps aim to ignite the flame of jihad in the generation of liberation, instill Islamic values and prepare the next triumphant army for the liberation of Palestine,” the Islamic organization said in a statement.

In recent days, videos of masked Hamas gunmen have appeared on various social media platforms inviting Palestinians to a mosque to send their children to summer camps. Photos of dozens of Palestinian children lined up for enrolling in Hamas and JIP camps also appeared in various Palestinian media.

The recruitment of thousands of Palestinian children in Hamas and JIP summer camps is taking place as the United Nations and other mediators shuttle between Israel and the Gaza Strip in an effort to reach an agreement on the reconstruction of the Hamas-ruled coastal enclave.

Iranian-backed Hamas and JIP leaders hope that mediation efforts will lead to the resumption of international aid to the Gaza Strip, including the rebuilding of many homes that were destroyed during the latest round of fighting with Israel.

Instead of investing their money in the reconstruction effort, Hamas and the JIP are using their budgets to train children to become soldiers in the war to destroy Israel. They have sufficient funds to start brainwashing camps and to indoctrinate their children, but they are unwilling to invest in rebuilding homes that were destroyed or damaged during the latest war between Hamas and Israel.

For Hamas and the JIP, the ambition to destroy Israel is evidently stronger than the desire to protect the lives of their children and to raise them to become, for example, doctors or engineers. The children who are now undergoing military training in the Gaza Strip will soon appear as masked men in the armed groups of Hamas and the JIP.

Worryingly, this absurd exploitation of children and their recruitment as fighters is being completely ignored by the international community, including mediators who are negotiating with Hamas and the JIP to maintain the ceasefire reached with Israel after last month’s fighting.

According to UNICEF, also known as the United Nations Children’s Fund, “the recruitment and use of children by the armed forces is a serious violation of children’s rights and international humanitarian law.” It now remains to be seen whether UNICEF and other international human rights organizations will find the means to rally Palestinian groups for this form of child exploitation. Not doing so would only mean that Hamas and the JIP will preserve in their efforts to mobilize children as soldiers.

The silence of the international community on this monstrous child abuse will lead a new generation of Palestinian jihadists to join the war against Israel. This bodes ill for the Biden administration’s speeches on the “two-state solution” and the need to relaunch the peace process between Israel and the Palestinians.

FRANCAISE

LA PAIX SERA LÀ… UNIQUEMENT SI VOUS LA VOULEZ !

Ce qui est sûr, c’est que l’image de tant d’enfants en compagnie d’hommes armés masqués avec des bandeaux sur la tête attribuable au jihad n’est certainement pas un modèle éducatif d’un pays qui veut revenir à la normalité et à la reconstruction après la dernière guerre avec Israël, beaucoup moins est d’éduquer les enfants à une vie pleine d’armes, de guerre et de violence que de les habituer à l’étude et aux jeux de leur âge, comme cela arrive dans tous les pays du monde, quelle que soit la religion dominante. Le problème fondamental, lorsqu’on aborde la question palestinienne, est toujours et uniquement le jihad, la lutte armée islamique pour la libération de la Palestine avec Jérusalem pour capitale, et tant que l’État d’Israël existera, la menace de guerre contre les Juifs la réalité, aujourd’hui c’est aux adultes et aux jeunes de 2021 et demain ce sera aux enfants de 2021, c’est un peu comme le jeu d’un engrenage qui tourne sans fin vers l’infini… Après vingt ans ça recommencera avec les nouvelles générations et donnera vie au nouveau djihad sans jamais arriver à la fin ou à la conclusion de quelque chose, c’est le destin des gosses d’aujourd’hui… Ce n’est pas à moi de décider si la division de ces territoires est bonne ou mauvaise, cependant, si nous acceptons les résolutions de l’ONU dans tous les domaines, nous devons également accepter que les Juifs vivent dans un état à part avec les voisins palestiniens, le point fondamental est que les Palestiniens eux-mêmes ne veulent pas accepter le convive pacifique et cela est et sera toujours la raison idéologique des affrontements armés éternels, en fait ils ne vivent aujourd’hui que dans l’espoir de détruire Israël et pour parvenir à cette détermination, ils doivent nécessairement former et endoctriner mentalement les garçons jusqu’à ce qu’ils deviennent des djihadistes nouveaux et convaincus qui alors peut-être… ils se sacrifieront pour la cause parce qu’ils croient qu’ils font la bonne chose. Les Palestiniens ont reçu beaucoup d’argent pour la reconstruction, mais au lieu de construire des maisons, des écoles et des hôpitaux, qu’ont-ils fait de l’aide qu’ils ont reçue ? La reconstruction espérée ne semble pas commencer dans les territoires, tout est comme avant alors que la seule chose qui augmente et se développe de façon exponentielle sont les camps d’entraînement aux armes et à la guérilla, évidemment soutenus financièrement par des fonds internationaux reçus en cadeau pour la reconstruction et le soutien des pays riches du golfe Persique. Concepts fondamentaux des djihadistes dont le seul but sera toujours de tuer tous les juifs possibles. Une chose est sûre, dans 20 ans nous nous retrouverons face au même problème qu’il y a 30 ans et nous verrons, dans ce laps de temps, qui sait combien d’autres guerres avec autant de morts et de destructions… oui, car si les Palestiniens pensent que même les Israéliens pensent qu’ils ont raison et donc le problème atavique s’éternisera indéfiniment et sans jamais une solution. Pendant ce temps, ceux qui sont impliqués sont des enfants et des femmes… innocents qui ne méritent pas de mourir pour l’opposition religieuse, si l’Islam est vraiment une religion de paix et d’amour, disent-ils, il est temps pour eux de le prouver en enterrant le hache de guerre et ne plus lancer de missiles sur Israël, ce faisant, la paix serait une certitude. Mais le point d’interrogation, dont la réponse est déjà claire pour ceux qui connaissent l’islam, est-ce qu’ils accepteront de vivre en paix avec l’ennemi coranique détesté ? La réponse est évidente, il n’y aura jamais de paix tant que le dernier juif n’aura pas quitté toute la Palestine et nous autres Occidentaux, spectateurs curieux, nous diviserons toujours en pro Palestiniens et pro Israéliens sans pouvoir comprendre que le vrai problème est incompatible avec la pensée coranique. celle des Juifs et des Chrétiens… et le temps passera jusqu’à ce qu’il y ait la confrontation finale avec la destruction de l’un des deux cohabitants de cette partie du Moyen-Orient. 25072021 … par … … https://manliominicucci.myblog.it/ https://vk.com/id529229155

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Les camps d’été du djihad palestinien

26072021 palestina in guerra

par Khaled Abu Toameh

23 juillet 2021

Traductions par Angelita La Spada

Alors que la communauté internationale travaille pour aider les habitants de la bande de Gaza après la récente guerre entre le Hamas et Israël (…) le JIP utilise son budget pour former des enfants à devenir soldats dans la guerre pour détruire Israël.

Le Jihad Islamique Palestinien confirme que (…) Les Palestiniens “préparent la génération dite de libération à la bataille de la ‘grande libération’ de cette terre bénie”.

Ils disposent de fonds suffisants pour lancer des camps de lavage de cerveau et endoctriner leurs enfants, mais ne sont pas disposés à investir dans la reconstruction de maisons détruites ou endommagées lors de la dernière guerre entre le Hamas et Israël.

Pour le Hamas et le JIP, l’ambition de détruire Israël est évidemment plus forte que le désir de protéger la vie de leurs enfants et de les élever pour devenir, par exemple, médecins ou ingénieurs. Les enfants ini qui suivent actuellement un entraînement militaire dans la bande de Gaza feront bientôt leur apparition en tant qu’hommes masqués dans les groupes armés du Hamas et du JIP.

 Cela augure mal des discours de l’administration Biden sur la « solution à deux États » et la nécessité de relancer le processus de paix entre Israël et les Palestiniens.

 

Le Hamas a appelé les Palestiniens de la bande de Gaza à inscrire leurs enfants dans des camps militaires d’été. “Les camps visent à allumer la flamme du djihad dans la génération de la libération, à inculquer les valeurs islamiques et à préparer la prochaine armée triomphante pour la libération de la Palestine”, a déclaré le Hamas dans un communiqué. Sur la photo : des hommes armés masqués des brigades Izaddin al-Qassam du Hamas enrôlent des enfants dans leurs camps d’été le 14 juin 2021, dans la ville de Gaza. (Photo de Mahmud Hams / AFP via Getty Images)

Alors que la communauté internationale s’efforce d’aider les habitants de la bande de Gaza après la récente guerre entre le Hamas et Israël, les dirigeants palestiniens se sont engagés à préparer la prochaine génération à plus de haine et de violence.

Les deux plus grands groupes palestiniens qui contrôlent la bande de Gaza, le Hamas et le Jihad islamique palestinien (JIP), ont récemment lancé des campagnes pour recruter des milliers d’enfants et d’adolescents palestiniens dans leurs camps d’été.

Les jeunes recrues n’apprendront pas à nager ou à jouer au football. Ils ne feront pas partie des Boy Scouts palestiniens.

Au contraire, le but des camps, selon le Hamas et le JIP, est d'”allumer la flamme du jihad [guerre sainte] entre la génération de la libération, inculquer les valeurs islamiques et préparer la prochaine armée triomphante pour la libération de la Palestine”.

Les camps, dirigés par les branches armées du Hamas et du JIP, les Brigades Izaddin al-Qassam et les Brigades Al-Quds sont détenus sous la bannière de “Jerusalem Sword” et “Liberation Vanguards”.

« L’épée de Jérusalem » est le nom choisi par le Hamas pour faire référence aux combats du mois dernier avec Israël, au cours desquels plus de 4 000 roquettes et missiles ont été tirés sur Israël depuis la bande de Gaza. “Avant-gardes de la libération” est un terme utilisé par les groupes palestiniens pour indiquer leur désir de “libérer toute la Palestine”, du Jourdain à la mer Méditerranée, un euphémisme pour l’élimination d’Israël.

Les camps du Hamas et du JIP « visent à entraîner les enfants à tirer et à acquérir des compétences militaires et de sécurité », selon des informations en provenance de la bande de Gaza. « Ils visent également à remonter leur moral et à les préparer à la prochaine confrontation [avec Israël] qui pourrait être proche. »

Ahmad al-Ra’i, un porte-parole du JIP, a déclaré que les camps d’été « visent à consolider la présence de la cause palestinienne dans l’esprit et le cœur des jeunes Palestiniens et à renforcer les résultats de la bataille de l’épée de Jérusalem dans leur esprit comme un rôle important dans l’histoire du conflit ».

Les camps, a ajouté al-Ra’i, “visent également à consolider l’amour et l’esprit du jihad et de la résistance parmi le peuple palestinien, en particulier parmi les jeunes”.

Ra’i a découvert que son groupe ciblait un groupe de garçons âgés de 14 à 17 ans dans le but de les faire participer à ses camps d’été et a déclaré que l’une des raisons pour lesquelles son groupe recrutait des Palestiniens mineurs était qu’Israël les ciblait déjà en « exposant à la culture occidentale.”

Ra’i a également révélé que des milliers de jeunes Palestiniens « se sont rassemblés pour s’inscrire dans les camps ».

Les camps ont diffusé plusieurs messages, a déclaré le porte-parole du JIP. “En particulier, que le Jihad Islamique Palestinien confirme que ses doigts sont toujours sur la gâchette” et que les Palestiniens “préparent la génération dite de libération à la bataille de la ‘grande libération’ de cette terre bénie”. Les camps, a-t-il ajouté, envoient également un message aux Arabes et aux musulmans que “la flamme du conflit [avec Israël] est maintenue allumée”.

Al-Ra’i a conseillé à Israël de prêter attention aux camps d’été car « ils donneront naissance à une génération qui libérera la Palestine ».

Le Hamas, pour sa part, a annoncé que les inscriptions à ses camps d’été ont commencé le 14 juin et s’adressent non seulement aux écoliers, mais aussi aux étudiants universitaires et aux adultes.

Le Hamas a appelé les Palestiniens à s’inscrire dans des camps dans diverses mosquées de la bande de Gaza. “Les camps visent à allumer la flamme du djihad dans la génération de la libération, à inculquer les valeurs islamiques et à préparer la prochaine armée triomphante pour la libération de la Palestine”, a déclaré l’organisation islamique dans un communiqué.

Ces derniers jours, des vidéos d’hommes armés masqués du Hamas sont apparues sur diverses plateformes de médias sociaux invitant les Palestiniens dans une mosquée à envoyer leurs enfants dans des camps d’été. Des photos de dizaines d’enfants palestiniens alignés pour l’enrôlement dans les camps du Hamas et du JIP sont également apparus dans divers médias palestiniens.

Le recrutement de milliers d’enfants palestiniens dans les camps d’été du Hamas et du JIP a lieu alors que les Nations Unies et d’autres médiateurs font la navette entre Israël et la bande de Gaza dans le but de parvenir à un accord sur la reconstruction de l’enclave côtière dirigée par le Hamas.

Les dirigeants du Hamas et du JIP soutenus par l’Iran espèrent que les efforts de médiation conduiront à la reprise de l’aide internationale à la bande de Gaza, y compris la reconstruction de nombreuses maisons détruites lors de la dernière série de combats avec Israël.

Au lieu d’investir leur argent dans l’effort de reconstruction, le Hamas et le JIP utilisent leurs budgets pour former des enfants à devenir des soldats dans la guerre pour détruire Israël. Ils ont suffisamment de fonds pour lancer des camps de lavage de cerveau et pour endoctriner leurs enfants, mais ils ne sont pas disposés à investir dans la reconstruction de maisons détruites ou endommagées lors de la dernière guerre entre le Hamas et Israël.

Pour le Hamas et le JIP, l’ambition de détruire Israël est évidemment plus forte que le désir de protéger la vie de leurs enfants et de les élever pour qu’ils deviennent, par exemple, médecins ou ingénieurs. Les enfants qui suivent actuellement un entraînement militaire dans la bande de Gaza apparaîtront bientôt comme des hommes masqués dans les groupes armés du Hamas et du JIP.

De manière inquiétante, cette exploitation absurde des enfants et leur recrutement comme combattants sont complètement ignorés par la communauté internationale, y compris les médiateurs qui négocient avec le Hamas et le JIP pour maintenir le cessez-le-feu conclu avec Israël après les combats du mois dernier.

Selon l’UNICEF, également connu sous le nom de Fonds des Nations Unies pour l’enfance, « le recrutement et l’utilisation d’enfants par les forces armées constituent une grave violation des droits de l’enfant et du droit international humanitaire ». Reste maintenant à savoir si l’UNICEF et d’autres organisations internationales de défense des droits humains trouveront les moyens de rallier les groupes palestiniens à cette forme d’exploitation des enfants. Ne pas le faire signifierait seulement que le Hamas et le JIP maintiendront leurs efforts pour mobiliser les enfants en tant que soldats.

Le silence de la communauté internationale sur cette monstrueuse maltraitance d’enfants conduira une nouvelle génération de djihadistes palestiniens à rejoindre la guerre contre Israël. Cela augure mal pour les discours de l’administration Biden sur la « solution à deux États » et la nécessité de relancer le processus de paix entre Israël et les Palestiniens.

 

MA E’ QUESTA LA LORO VERA … ANIMA ?

25072021 FANGO TEDESCO

MA E’ QUESTA LA LORO VERA … ANIMA ?

E’ da tempo che denuncio il pessimo comportamento e lo scarso valore etico professionale di tanti giornalisti della carta stampata e dei media, soggetti che spesso e volentieri taroccano l’informazione secondo quei canoni prestabiliti dalle segreterie di partito e rispettando i propri convincimenti, politici o religiosi, propendendo sempre dalla parte più a loro conveniente a seconda della notizia da camuffare. Quindi se hai una notizia importante da propagandare che vede vittima un immigrato, come nel caso dell’assessore Adriatici di Voghera, reo d’ver ucciso un immigrato marocchino per eccesso di legittima difesa, ecco che la stampa si schiera a favore della vittima e contro il politico da criminalizzare a tutti i costi… in quanto ciò serve alla propaganda per demonizzare il nemico politico e farlo apparire come un demone, quindi contro di lui si scatena una vera e propria campagna in stile “offensiva militare” per dare alla notizia contorni criminali per poi arrivare alla conclusione che lo sparatore è un “criminale razzista”, mentre per l’ex direttore di banca, ucciso freddamente nel leccese da due albanesi, con la stesse modalità, ma senza essere a loro volta aggrediti, tutto si è risolto in una “notiziucola da 10/15 secondi” dopodiché il tutto rientra nel silenzio mediatico perché gli albanesi sono migranti e non conviene parlarne… altrimenti il popolo fa troppe domande. Ma nei fatti il primo è un omicidio per legittima difesa, sarà la magistratura a decidere l’eccesso o meno e non tocca ai giornalisti, mentre il secondo è proprio un omicidio intenzionale, senza nessun motivo, che per la stampa asservita al sistema si è risolto in poche righe. L’obiettivo e idea finale è sempre la solita, ovvero applicare il “sillogismo valido”… arte preferita e applicata dagli ideologi della sinistra mondiale ed in particolar modo dai media di stato e dai suoi adepti… L’episodio nauseante che ha coinvolto la giornalista di una televisione tedesca non è un’assoluta novità, falsificare le notizie e le immagini sono consuetudine anche perché c’è da dire che se non fosse stata scoperta e ridicolizzata nel web, lei avrebbe svolto tranquillamente il suo servizio in diretta Tv e lo avrebbe fatto con il compiacimento della troupe al seguito e magari, anche con l’apprezzamento della direzione giornalistica che per motivi d’opportunità televisiva si sarebbero prestati volentieri al vergognoso gioco per motivi di share. Oltre che scandaloso e vergognoso il “modus operandi” di questa giornalista, mi chiedo quanti suoi colleghi della carta stampata e Tv si comportano allo stesso modo ? Trasformarsi in eroi o saccenti e tuttologi quotidiani per perorare la causa dei potenti politici, in particolar modo dinanzi alle telecamere, è un fenomeno abituale quanto ricorrente in tutti i paesi del mondo in particolar modo nei paesi a regime dittatoriali e non possiamo certamente dire che è la prima volta in assoluto che un episodio del genere si manifesta. Una considerazione seria va fatta sul giornalismo e sui media tutti e i loro dipendenti nonché professionisti dell’informazione… ovvero i giornalisti tutti, ma se questi sono coloro i quali dovrebbero assicurarci la “pura e vera informazione”, il cui valore primario è solo la verità, quelli che dovrebbero informarci sui fatti con esemplare chiarezza ed onestà informativa, almeno in via teorica, ma nella pratica si comportano in modo truffaldino per essere sempre e comunque al centro delle attenzioni, mi spiegate come faccio a dar loro credito quando ci danno notizie modificate ad arte il cui vero fine è quello di trasportarci ed indirizzarci nei ragionamenti del predetto sillogismo ? Ecco da dove deve partire l’offensiva contro le bugie mediatiche, loro ci stanno rieducando la mente abituandola ai concetti ideologici a loro cari e secondo lo stile comunista che mette gli uni contro gli altri sino alla vittoria finale… ed è cosi sin dal lontano 1917, non c’è molto da aggiungere a questa mia reale disamina, basta guardare le pubblicità del momento e gli argomenti preferiti e dibattuti in tutti i talk show di tutte le reti televisive e quotidiani per capire che è in atto la rieducazione del popolo europeo. 24072021  https://manliominicucci.myblog.it/     https://vk.com/id52922915


La vergogna della giornalista: il gesto prima della diretta

Si è abbattuta una vera e propria tempesta di polemiche ai danni della telegiornalista di un’emittente privata tedesca; la donna in questione è accusata di essersi “cosparsa apposta di fango” prima di una diretta dalle zone recentemente alluvionate del Paese.

La cronista incriminata è la 39enne Susanna Ohlen, finora in servizio presso il canale privato Rtl.de.

25072021 FANGO TEDESCO

© Fornito da Il Giornale

Nel dettaglio, la giornalista, questo lunedì, era stata inviata a Bad Münstereifel, nella Renania settentrionale-Vestfalia, ossia uno dei territori maggiormente funestati dalle letali alluvioni della scorsa settimana; nel proprio servizio, la Ohlen doveva raccontare, su decisione della redazione del programma Guten Morgen Deutschland, la sofferenza dei residenti, ma, sostengono i suoi detrattori, la stessa, per rendere “più autentico” il servizio, avrebbe deciso di fare finta di avere “attivamente aiutato” i residenti nel lavoro di pulizia e di essere stata a stretto contatto con le macerie melmose. Di conseguenza, lei si sarebbe messa a “sporcarsi apposta i vestiti” e, quale prova del suo tentativo di ingannare i telespettatori, vi è un video che sta impazzando sul web.

La cronista è stata infatti filmata mentre, prima del collegamento, si spalma intenzionalmente del fango sulla canotta bianca e sul viso, per fingere di essere appena stata in mezzo ai detriti a prestare assistenza ai cittadini in difficoltà; dopo la pubblicazione in rete del clip, Rtl.de ha deciso di sospendere la 39enne per “comportamento non etico”. Quest’ultima, dopo l’esplosione dello scandalo, ha ammesso di essersi sporcata in maniera intenzionale per fare finta di avere aiutato la popolazione alluvionata. Lei, tramite un messaggio-confessione apparso ieri sul suo profilo Facebook

, ha appunto rivolto le proprie scuse ai telespettatori ingannati e ha contestualmente provato a spiegare il suo gesto: “Lunedì ho commesso un grave errore nell’area alluvionata, di fronte alle telecamere di ‘Guten Morgen Deutschland’. Dopo aver già aiutato privatamente i soccorsi nella regione colpita dall’alluvione nei giorni precedenti, quella mattina mi sono vergognata, davanti agli altri aiutanti, di stare davanti alla telecamera con addosso un top pulito. Poi, senza pensarci due volte, ho spalmato fango sui miei vestiti. Da giornalista, non sarebbe mai dovuto succedere. Come persona che ha a cuore la sofferenza di tutte le persone colpite, è successo a me. Scusatemi”.

ENGLISH

BUT IS THIS THEIR REAL … SOUL?

For some time now I have denounced the bad behavior and the low professional ethical value of many journalists of the press and the media, subjects who often and willingly fake information according to those canons established by the party secretariats and respecting their own beliefs, political or religious, always leaning towards the most convenient part according to the news to be disguised. So if you have important news to spread that sees an immigrant as the victim, as in the case of the councilor Adriatici of Voghera, guilty of killing a Moroccan immigrant for excess of self-defense, here is that the press takes sides in favor of the victim and against the politician to be criminalized at all costs … as this serves the propaganda to demonize the political enemy and make him look like a demon, so a real “military offensive” style campaign is unleashed against him to break the news criminal outlines and then come to the conclusion that the shooter is a “racist criminal”, while for the former bank manager, coldly killed in the Lecce area by two Albanians, in the same way, but without being attacked themselves, everything was resolved in a “news story of 10/15 seconds” after which everything falls into the silence of the media because the Albanians are migrants and it is not convenient to talk about them … otherwise the people ask too many questions. But in fact the first is a murder in self-defense, it will be the judiciary to decide whether or not to excess and it is not up to the journalists, while the second is precisely an intentional murder, without any reason, which for the press enslaved to the system solved in a few lines. The goal and final idea is always the same, that is to apply the “valid syllogism” … an art preferred and applied by the ideologues of the world left and in particular by the state media and its followers … The nauseating episode that involved the journalist of a German television is not an absolute novelty, falsifying news and images is also customary because it must be said that if she had not been discovered and ridiculed on the web, she would have quietly carried out her live report Tv and he would have done it with the satisfaction of the crew in tow and perhaps also with the appreciation of the journalistic direction who for reasons of television opportunity would have gladly lent themselves to the shameful game for share reasons. In addition to the scandalous and shameful “modus operandi” of this journalist, I wonder how many of her colleagues in the press and TV behave in the same way? Transforming oneself into heroes or know-it-alls and daily allologists to advocate the cause of powerful politicians, especially in front of the cameras, is a habitual and recurring phenomenon in all countries of the world, especially in countries with dictatorial regimes and we certainly cannot say that it is the first time ever that such an episode occurs. A serious consideration must be made on journalism and on the media all and their employees as well as information professionals … that is, all journalists, but if these are the ones who should assure us of “pure and true information”, whose primary value is only the truth, those who should inform us about the facts with exemplary clarity and informative honesty, at least theoretically, but in practice behave in a fraudulent way to always be at the center of attention, explain to me how I can give them credit when they give us artfully modified news whose real purpose is to transport and direct us in the reasoning of the aforementioned syllogism? This is where the offensive against media lies must start, they are re-educating our minds by accustoming it to the ideological concepts dear to them and according to the communist style that pits one against the other until the final victory … and it has been so since far from 1917, there is not much to add to this real discussion of mine, just look at the advertisements of the moment and the favorite and debated topics on all the talk shows of all the television networks and newspapers to understand that the re-education of the people is underway European. 24072021 https://manliominicucci.myblog.it/ https://vk.com/id52922915

The shame of the journalist: the gesture before the live broadcast

A veritable storm of controversy has broken down against the TV reporter of a private German broadcaster; the woman in question is accused of having “purposely sprinkled herself with mud” before a live broadcast from the recently flooded areas of the country.

The indicted reporter is 39-year-old Susanna Ohlen, previously in service at the private channel Rtl.de.

25072021 FANGO TEDESCO

© Provided by Il Giornale

In detail, the journalist, this Monday, was sent to Bad Münstereifel, in North Rhine-Westphalia, which is one of the areas most devastated by the lethal floods of last week; n n her service, Ohlen had to tell, on the decision of the editorial staff of the Guten Morgen Deutschland program, the suffering of the residents, but, according to her detractors, the same, to make the service “more authentic”, would have decided to pretend to have “actively helped” the residents in the work of cleaning and having been in close contact with the muddy rubble. As a result, she allegedly “purposely got her clothes dirty” and, as proof of her attempt to deceive viewers, there is a video that she is going crazy on the web.

The reporter was in fact filmed while she, before the connection, she intentionally spreads mud on her white tank top and on her face, to pretend that she has just been in the midst of the debris to assist citizens in difficulty; after the clip was posted online, Rtl.de decided to suspend the 39-year-old for “unethical behavior”. The latter, after the outbreak of the scandal, admitted that she intentionally got dirty in order to pretend to have helped the flooded population. She, through a confession message that appeared yesterday on her Facebook profile

, in fact, he apologized to the deceived viewers and at the same time tried to explain his gesture: “On Monday I made a serious mistake in the flooded area, in front of the cameras of ‘Guten Morgen Deutschland’. After having already privately helped the rescue in the region affected by the flood in the previous days, that morning I was ashamed, in front of the other helpers, to stand in front of the camera in a clean top. Then, without thinking twice, I smeared mud on my clothes. As a journalist, not It should never have happened. As a person who cares about the suffering of all those affected, it has happened to me. Excuse me. ”

 

FRANCAISE

MAIS EST-CE QUE C’EST LEUR VRAI… ÂME ?

Depuis quelque temps, je dénonce le mauvais comportement et la faible valeur éthique professionnelle de nombreux journalistes de la presse et des médias, sujets qui falsifient souvent et volontairement des informations selon les canons établis par les secrétariats des partis et respectant leurs propres convictions, politiques ou religieux, se penchant toujours vers la partie la plus commode selon l’actualité à déguiser. Donc si vous avez une nouvelle importante à diffuser qui voit une victime immigrée, comme dans le cas du conseiller Adriatici de Voghera, coupable d’avoir tué un immigré marocain pour excès de légitime défense, voici que la presse prend parti en faveur de la victime et contre l’homme politique à criminaliser à tout prix… comme cela sert la propagande pour diaboliser l’ennemi politique et le faire passer pour un démon, alors une véritable campagne de style “offensive militaire” est déclenchée contre lui pour casser les nouvelles contours criminels pour en venir ensuite à la conclusion que le tireur est un “criminel raciste”, alors que pour l’ancien directeur de banque, froidement tué dans la région de Lecce par deux Albanais, de la même manière, mais sans être eux-mêmes attaqués, tout s’est réglé dans un ” reportage de 10/15 secondes” après quoi tout tombe dans le silence des médias car les Albanais sont des migrants et ce n’est pas commode d’en parler… sinon les gens posent trop de questions. Mais en fait le premier est un meurtre en légitime défense, la justice décidera d’exagérer ou non et de ne pas toucher aux journalistes, tandis que le second est précisément un meurtre intentionnel, sans aucune raison, qui pour la presse asservie au système a résolu en quelques lignes. Le but et l’idée finale est toujours le même, c’est-à-dire appliquer le « syllogisme valide »… un art préféré et appliqué par les idéologues du monde de gauche et notamment par les médias d’Etat et ses adeptes… L’épisode nauséabond qui impliquait la journaliste d’une télévision allemande n’est pas une nouveauté absolue, la falsification des informations et des images est également d’usage car il faut dire que si elle n’avait pas été découverte et ridiculisée sur la toile, elle aurait tranquillement réalisé son reportage en direct TV et il l’aurait fait avec la satisfaction de l’équipage en remorque et peut-être aussi avec l’appréciation de la direction journalistique qui pour des raisons d’opportunité télévisuelle se serait volontiers prêtée au jeu honteux pour des raisons de partage. Outre le « modus operandi » scandaleux et honteux de cette journaliste, je me demande combien de ses confrères de la presse et de la télévision se comportent de la même manière ? Se transformer en héros ou en je-sais-tout et en allologue du quotidien pour plaider la cause de puissants politiques, notamment devant les caméras, est un phénomène habituel et récurrent dans tous les pays du monde, notamment dans les pays aux régimes dictatoriaux et nous avons certainement ne peut pas dire que c’est la première fois qu’un tel épisode se produit. Une réflexion sérieuse doit être faite sur le journalisme et les médias tous et leurs employés ainsi que les professionnels de l’information… c’est-à-dire tous les journalistes, mais si ce sont eux qui doivent nous assurer de « l’information pure et vraie », dont la valeur première n’est que la vérité, ceux qui devraient nous informer sur les faits avec une clarté et une honnêteté informationnelle exemplaires, au moins théoriquement, mais en pratique se comportent de manière frauduleuse pour toujours être au centre de l’attention, m’expliquent comment je peux leur donner crédit quand ils nous donnent des nouvelles savamment modifiées dont le véritable but est de nous transporter et de nous orienter dans le raisonnement du syllogisme précité ? C’est là que doit commencer l’offensive contre les mensonges médiatiques, ils rééduquent nos esprits en les habituant aux concepts idéologiques qui leur sont chers et selon le style communiste qui les oppose jusqu’à la victoire finale… et cela a depuis bien loin de 1917, il n’y a pas grand chose à ajouter à cette vraie discussion qui est la mienne, il suffit de regarder les publicités du moment et les sujets favoris et débattus sur tous les talk-shows de toutes les chaînes de télévision et journaux pour comprendre que le la rééducation des personnes est en cours européenne. 24072021 https://manliominicucci.myblog.it/ https://vk.com/id52922915

La honte du journaliste : le geste avant la diffusion en direct

Une véritable tempête de polémique s’est abattue contre le reporter TV d’un diffuseur privé allemand ; la femme en question est accusée de s’être « volontairement aspergée de boue » avant une émission en direct depuis les zones récemment inondées du pays.

La journaliste mise en examen est Susanna Ohlen, 39 ans, auparavant en service à la chaîne privée Rtl.de.

25072021 FANGO TEDESCO

© Fourni par Il Giornale

Dans le détail, le journaliste a, ce lundi, été envoyé à Bad Münstereifel, en Rhénanie du Nord-Westphalie, qui est l’une des régions les plus dévastées par les inondations meurtrières de la semaine dernière ; mn son service, Ohlen a dû raconter, sur décision de la rédaction de l’émission Guten Morgen Deutschland, la souffrance des habitants, mais, selon ses détracteurs, de même, pour rendre le service “plus authentique”, aurait a décidé de prétendre avoir « activement aidé » les résidents dans les travaux de nettoyage et d’avoir été en contact étroit avec les décombres boueux. En conséquence, elle aurait « volontairement sali ses vêtements » et, comme preuve de sa tentative de tromper les téléspectateurs, il y a une vidéo qui devient folle sur le Web.

La journaliste a en effet été filmée alors qu’avant la connexion, elle enduit intentionnellement de la boue sur son débardeur blanc et son visage, pour prétendre qu’elle venait de se trouver parmi les débris pour aider des citoyens en difficulté ; après la mise en ligne du clip, Rtl.de a décidé de suspendre l’homme de 39 ans pour “comportement contraire à l’éthique”. Cette dernière, après le déclenchement du scandale, a reconnu s’être volontairement salie afin de prétendre avoir aidé la population inondée. Elle, à travers un message d’aveux paru hier sur son profil Facebook

, en effet, il s’est excusé auprès des téléspectateurs trompés et a en même temps tenté d’expliquer son geste : “Lundi j’ai commis une grave erreur dans la zone inondée, devant les caméras de ‘Guten Morgen Deutschland’. Après avoir déjà aidé les secours dans la région touchée par les inondations des jours précédents, ce matin-là j’ai eu honte, devant les autres secouristes, de me tenir devant la caméra dans une toupie propre.Puis, sans y réfléchir à deux fois, j’ai étalé de la boue sur mes vêtements. En tant que journaliste, non. Cela n’aurait jamais dû arriver. En tant que personne qui se soucie de la souffrance de toutes les personnes touchées, cela m’est arrivé. Excusez-moi. “

GREEN PASS O NON… PASSI !

24072021 green pass

GREEN PASS O NON… PASSI !

Il governo ha deciso sull’utilità della certificazione verde e non ha inteso tener conto di situazioni particolari o eventualmente tollerabili, niente di tutto questo… quindi il ” Green Pass” è obbligatorio, ci piaccia o non ci piaccia, legale o illegale, ora bisogna averlo obbligatoriamente e… va bene, mettiamoci l’anima in pace e non se ne parli più ! Solo che mi sorge un dubbio amletico e conflittuale e cioè, chi è legittimato a chiedermelo ? E già, il punto di domanda è proprio questo, perché se il certificato verde diventa una sorta di “documento personale”, legato alla identità del vaccinato, a richiesta può essere esibito solo ai pubblici ufficiali e certamente non ad un semplice cittadino commerciante o ad un vigilante dinanzi ad un centro commerciale o ad una banca. Com’è anche nelle strutture ricettive turistiche come il ristorante o cinema o parchi giochi, e allora i loro incaricati al controllo diventano pubblici ufficiali per decreto ? Non credo che questa concessione sia costituzionalmente compatibile in quanto vi sono due ostacoli, il primo è la legge sulla privacy e il secondo è quello relativo all’identità del pubblico ufficiale, problemi che non sono chiari e trasparenti come invece dovrebbero essere. Ed io, ho il diritto, poi esibito il mio Green Pass, di chiedere a mia volta di prendere visione della certificazione a chi mi controlla e del suo documento personale ? E poi, ho diritto a verificare tutte le sanificazioni quotidiane che avvengono in dette attività ? E chi mi garantisce che se sono esposte al pubblico in una bacheca tutte le attività svolte per la sanificazione sono veramente svolte quotidianamente e non vengono solo modificate le date ? Obiettivamente questa certificazione presenta tanti problemi e sicuramente ne sentiremo di belle e di curiose quando un ristoratore chiederà il pass per un primo o il panettiere per vendere un panino. Non ho problemi a richiederlo, ma come linea di principio teorico non funziona, perché qualcuno dubitando del mio codice potrebbe chiedermi il documento d’identità e a quel punto che si fa ? Ovvio che lo mando in vacanza a quel paese… però il problema si può presentare anche in senso fraudolento, infatti posso dare il mio cellulare, contente il codice, ad un parente o ad un amico ed ecco che così il “castello del Green Pass” incontrerebbe l’onda del mare che lo spazzerebbe via in un momento impietosamente, alimentando discussioni a non finire e magari anche liti. È da giorni che rifletto sulla questione e alla fine mi sono reso conto che per verificare un certificato verde sarà necessario legarlo ad un documento d’identità per la sua conferma e convalida. E qui si ritorna al punto di domanda : un ristoratore può chiedermi la carta d’identità o la patente oltre il Green Pass se desidero entrare in un locale pubblico ? 23072021 https://manliominicucci.myblog.it/ https://vk.com/id529229155

 

Covid, appello di Draghi agli italiani: ‘Vaccinatevi. Il Green pass serve a non chiudere non è un arbitrio’

‘L’ economia dell’Italia cresce ma la variante Delta è una minaccia’ dice il premier. Green pass al chiuso per i ristoranti dal 6 agosto. Le discoteche saranno risarcite, multe per le violazioni fino a 1000 euro

24072021 green pass

La conferenza stampa di Draghi, Cartabia, Speranza – RIPRODUZIONE RISERVATA

Redazione ANSA

22 luglio 202123:51NEWS

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al nuovo decreto legge Covid.  Il Cdm  ha dato anche l’autorizzazione della fiducia sulla riforma della giustizia  

“L’economia va bene, si sta riprendendo e l’Italia cresce a un ritmo anche superiore a quello di altri Paesi europei. La variante Delta è anche più minacciosa di altre varianti”, ha detto il premier, Mario Draghi, in conferenza stampa.

Gli italiani si vaccinino, devono proteggere se stessi e le loro famiglie, è l’appello di Draghi il quale ha  chiarito che il green pass non è un arbitrio ma una condizione per non chiudere le attività produttive. “Ad oggi abbiamo inoculato 105 dosi ogni 100 abitanti, come la Germania, più di Francia e Usa”, ha detto ancora Mario Draghi

“L’estate è già serena e vogliamo che rimanga tale – ha spiegato il presidente del consiglio -.

Il Green pass è una misura con i quali i cittadini possono continuare a svolgere attività con la garanzia di ritrovarsi tra persone che non sono contagiose. E’ una misura che dà serenità, non che toglie serenità”

“Senza vaccinazione si deve chiudere tutto, di nuovo”, ha insistito il premier: “Appello a non vaccinarsi è un appello a morire”.

Draghi ha detto anche che c’è un “accordo pieno a risarcire le discoteche, ne abbiamo doscusso in consiglio dei ministri’

Rispondendo ad una domanda sul green pass per i luoghi di lavoro, Draghi ha risposto: “Sono due punti che suonano come una non risposta, ci stiamo pensando. E’ questione complessa e da discutere con i sindacati”.

“Abbiamo deciso in accordo con le regioni che il tasso di ospedalizzazione sia il ‘driver’ per il cambio dei colori nelle regioni”,  ha detto il ministro della salute Roberto Speranza nel corso della conferenza stampa.

“Per tutto il governo – ha detto ancora Speranza – la scuola è una priorità assoluta e faremo ogni sforzo per consentire una riapertura in piena sicurezza è in presenza. Ma non vorrei che passi un messaggio che negli insegnanti c’è sfiducia perché l’85% si e’ vaccinato c’è un 15% da recuperare e credo che dobbiamo valutare tutti gli strumenti potenziali per recuperare questo 15%”.

“Una volta individuato il green pass come strumento che garantisce le attività, credo che sulle discoteche una riflessione mi auguro si possa ancora fare”. Lo auspica il sottosegretario alla Salute Andrea Costa alla Fiera di Genova in occasione di una nuova open night per le vaccinazioni organizzata da Regione Liguria. “Parliamo di un settore economico del nostro Paese, in un momento in cui condividiamo il green pass come strumento di garanzia, credo che ci sia il margine per un’ulteriore riflessione sulla riapertura delle discoteche”, aggiunge.

LE MISURE DEL DECRETO

Lo stato d’emergenza per il Covid dovrebbe essere prorogato fino al 31 dicembre 2021. E’ quanto emerge dalla cabina di regia a Palazzo Chigi, confermando le ipotesi della vigilia.

Il Green pass dal 6 agosto servirà per accedere ai tavoli al chiuso di bar e ristoranti.

Il certificato verde – spiegano fonti governative – non sarà invece necessario per consumare al bancone, anche se al chiuso.

Terapie intensive al 20% e al 30% per le aree mediche per diventare arancioni e rispettivamente al 30 e al 40% per entrare in zona rossa. Sono questi i parametri per il cambio di colore delle regioni messi a punto in Cabina di regia

Le discoteche resteranno chiuse. Lo ha deciso la cabina di regia che si è riunita a Palazzo Chigi. Nessun accesso, dunque, neanche per i possessori di Green pass. La Lega in cabina di regia avrebbe insistito per l’apertura, con nuove regole.

Arriva anche l’obbligo di Green pass per cinema e teatri, ma aumenta il numero di spettatori ammessi ad assistervi, sia al chiuso che all’aperto. E’ quanto si apprende da fonti di governo sulle misure del nuovo decreto legge Covid. In zona gialla si entrerà a cinema e teatro con Green pass, mascherina e distanziamento, ma gli spettatori potranno salire all’aperto dagli attuali 1000 fino a un massimo di 2500 e al chiuso da 500 a 1000. Mentre in zona bianca, dove ora sono fissati limiti di capienza, viene fissato un tetto all’aperto di 5000 persone e al chiuso di 2500 persone.

 

ENGLISH

GREEN PASS OR NOT … STEPS!

The government has decided on the usefulness of green certification and has not intended to take into account particular or possibly tolerable situations, none of this … so the “Green Pass” is mandatory, whether we like it or not, legal or illegal, now you must have it and … okay, let’s put our soul in peace and don’t talk about it anymore! Only that a Hamletic and conflicting doubt arises and that is, who is entitled to ask me? And yes, the question mark is precisely this, because if the green certificate becomes a sort of “personal document”, linked to the identity of the vaccinated person, upon request it can be shown only to public officials and certainly not to a simple commercial citizen or to a supervisor in front of a shopping center or bank. How is it also in tourist accommodation facilities such as restaurants or cinemas or playgrounds, and then their control officers become public officials by decree? I do not believe that this concession is constitutionally compatible as there are two obstacles, the first is the privacy law and the second is that relating to the identity of the public official, problems that are not as clear and transparent as they should be. And I, have the right, then exhibited my Green Pass, to ask my turn to inspect the certification to whoever controls me and his personal document? And then, am I entitled to check all the daily sanitizations that take place in these activities? And who can guarantee me that if they are displayed to the public on a bulletin board, all the activities carried out for sanitation are really carried out on a daily basis and not only the dates are changed? Objectively, this certification presents many problems and we will certainly hear of beautiful and curious ones when a restaurateur asks for the pass for a first course or the baker to sell a sandwich. I have no problems requesting it, but as a theoretical principle it does not work, because someone doubting my code could ask me for an identity document and at that point what do you do? Obviously I am sending him on vacation to that country … but the problem can also be presented in a fraudulent sense, in fact I can give my mobile phone, with the code, to a relative or a friend and here is the “castle of the Green Pass ”would meet the wave of the sea that would sweep it away in a merciless moment, fueling endless discussions and perhaps even quarrels. I have been thinking about this for days and in the end I realized that to verify a green certificate it will be necessary to tie it to an identity document for its confirmation and validation. And here we return to the question mark: can a restaurateur ask me for an identity card or driving license in addition to the Green Pass if I want to enter a public place? 23072021 https://manliominicucci.myblog.it/ https://vk.com/id529229155

Covid, Draghi’s appeal to Italians: ‘Get vaccinated. The Green pass serves to not close it is not an arbitration ‘

‘Italy’s economy is growing but the Delta variant is a threat’ says the premier. Green pass indoors for restaurants from 6 August. The discos will be compensated, fines for violations of up to 1000 euros

24072021 green pass

The press conference of Draghi, Cartabia, Speranza – REPRODUCTION RESERVED

ANSA editorial staff

July 22, 202123: 51NEWS

The Council of Ministers has given the green light to the new Covid decree law. The CDM also gave the authorization of confidence in the reform of justice

“The economy is doing well, it is recovering and Italy is growing at an even faster rate than other European countries. The Delta variant is even more threatening than other variants,” said the premier, Mario Draghi, at a press conference. .

Italians get vaccinated, they must protect themselves and their families, is the appeal of Draghi who made it clear that the green pass is not an arbitration but a condition for not closing production activities. “To date we have inoculated 105 doses per 100 inhabitants, like Germany, more than France and the USA”, said Mario Draghi again.

“Summer is already peaceful and we want it to remain so – explained the prime minister -.

The Green pass is a measure with which citizens can continue to carry out activities with the guarantee of finding themselves among people who are not contagious. It is a measure that gives serenity, not that takes away serenity ”

“Without vaccination, everything must be closed again”, the premier insisted: “An appeal not to be vaccinated is an appeal to die”.

Draghi also said that there is a “full agreement to compensate discos, we have heard of it in the council of ministers”

Responding to a question about the green pass for workplaces, Draghi replied: “These are two points that sound like a non-answer, we are thinking about it. It is a complex question to be discussed with the unions”.

“We have decided in agreement with the regions that the hospitalization rate is the ‘driver’ for changing colors in the regions, “Health Minister Roberto Speranza said during the press conference.

“For the whole government – said Speranza – school is an absolute priority and we will make every effort to allow a reopening in full safety is in the presence. But I would not like a message to pass that there is mistrust in teachers because 85 % are vaccinated there is a 15% to recover and I believe that we must evaluate all the potential tools to recover this 15% “.

“Once the green pass has been identified as an instrument that guarantees activities, I believe that I hope we can still do some reflection on discos”. The Undersecretary of Health Andrea Costa hopes this at the Genoa Fair on the occasion of a new open night for vaccinations organized by the Liguria Region. “We are talking about an economic sector in our country, at a time when we share the green pass as a guarantee tool, I believe there is room for further reflection on the reopening of discos”, he adds.

THE MEASURES OF THE DECREE

The state of emergency for Covid should be extended until 31 December 2021. This is what emerges from the control room at Palazzo Chigi, confirming the hypotheses of the eve.

The Green pass from 6 August will be used to access the indoor tables of bars and restaurants.

The green certificate – government sources explain – will not be necessary to consume at the counter, even if indoors.

Intensive care at 20% and 30% for the medical areas to become orange and at 30 and 40% respectively to enter the red zone. These are the parameters for the color change of the regions developed in the control room

The discos will remain closed. This was decided by the control room that met at Palazzo Chigi. No access, therefore, not even for Green pass holders. The League in the control room would have insisted on the opening, with new rules.

There is also the obligation of a Green pass for cinemas and theaters, but the number of spectators admitted to attend it is increasing, both indoors and outdoors. This is what is learned from government sources on the measures of the new Covid decree law. In the yellow zone you will enter the cinema and theater with Green pass, mask and spacing, but spectators will be able to go outdoors from the current 1000 up to a maximum of 2500 and indoors from 500 to 1000. While in the white area, where they are now established capacity limits, an outdoor roof of 5,000 people and an indoor roof of 2,500 people is set.

 

FRANCAISE

 

PASS VERT OU PAS… ÉTAPES !

Le gouvernement s’est prononcé sur l’utilité de la certification verte et n’a pas eu l’intention de prendre en compte des situations particulières ou éventuellement tolérables, rien de tout cela… maintenant tu dois l’avoir et… d’accord, mettons notre âme en paix et n’en parlons plus ! Seulement qu’un doute hamlétique et conflictuel surgit et c’est-à-dire, qui a le droit de me le demander ? Et oui, le point d’interrogation est justement celui-ci, car si le certificat vert devient une sorte de « document personnel », lié à l’identité de la personne vaccinée, sur demande il ne peut être montré qu’à des agents publics et certainement pas à un simple commerçant citoyen ou à un superviseur devant un centre commercial ou une banque. Comment se passe-t-il aussi dans les structures d’hébergement touristique comme les restaurants ou les cinémas ou les aires de jeux, et alors leurs agents de contrôle deviennent des agents publics par décret ? Je ne pense pas que cette concession soit constitutionnellement compatible car il y a deux obstacles, le premier est la loi sur la vie privée et le second est celui relatif à l’identité de l’agent public, des problèmes qui ne sont pas aussi clairs et transparents qu’ils devraient l’être. Et moi, j’ai le droit, alors exhibé mon Pass Vert, de demander à mon tour d’inspecter l’attestation à celui qui me contrôle et son document personnel ? Et puis, ai-je le droit de vérifier toutes les désinfections quotidiennes qui ont lieu dans ces activités ? Et qui peut me garantir que si elles sont affichées au public sur un babillard, toutes les activités réalisées pour l’assainissement sont réellement réalisées au quotidien et pas seulement les dates sont modifiées ? Objectivement, cette certification présente de nombreux problèmes et on en entendra sûrement parler de beaux et curieux lorsqu’un restaurateur demandera le pass pour une entrée ou le boulanger pour vendre un sandwich. Je n’ai aucun problème à le demander, mais comme principe théorique cela ne fonctionne pas, car quelqu’un qui doute de mon code pourrait me demander une pièce d’identité et à ce moment-là que faites-vous ? Evidemment je l’envoie en vacances dans ce pays… mais le problème peut aussi être présenté dans un sens frauduleux, en fait je peux donner mon téléphone portable, avec le code, à un parent ou à un ami et voici le “château du Green Pass » rencontrerait la vague de la mer qui l’emporterait dans un moment impitoyable, alimentant des discussions sans fin et peut-être même des querelles. J’y réfléchis depuis des jours et au final je me suis rendu compte que pour vérifier un certificat vert il faudra le lier à une pièce d’identité pour sa confirmation et sa validation. Et là on revient au point d’interrogation : un restaurateur peut-il me demander une carte d’identité ou un permis de conduire en plus du Pass Vert si je veux entrer dans un lieu public ? 23072021 https://manliominicucci.myblog.it/ https://vk.com/id529229155

 

Covid, l’appel de Draghi aux Italiens : ‘Faites-vous vacciner. Le pass vert sert à ne pas fermer ce n’est pas un arbitrage

“L’économie italienne est en croissance mais la variante Delta est une menace”, a déclaré le Premier ministre. Pass vert en salle pour les restaurants à partir du 6 août. Les discothèques seront indemnisées, des amendes pour les infractions pouvant aller jusqu’à 1000 euros

24072021 green pass

La conférence de presse de Draghi, Cartabia, Speranza – REPRODUCTION RESERVEE

La rédaction de l’ANSA

22 juillet 202123 : 51ACTUALITÉS

Le Conseil des ministres a donné son feu vert au nouveau décret-loi Covid. Le MDP a également donné l’autorisation de confiance dans la réforme de la justice

“L’économie se porte bien, elle se redresse et l’Italie croît à un rythme encore plus rapide que les autres pays européens. La variante Delta est encore plus menaçante que les autres variantes”, a déclaré le premier ministre, Mario Draghi, lors d’une conférence de presse.

Les Italiens se font vacciner, ils doivent se protéger et protéger leurs familles, c’est l’appel de Draghi qui a précisé que le pass vert n’est pas un arbitrage mais une condition pour ne pas fermer les activités de production. « A ce jour, nous avons inoculé 105 doses pour 100 habitants, comme l’Allemagne, plus que la France et les USA », a encore rappelé Mario Draghi.

“L’été est déjà paisible et nous voulons qu’il le reste – a expliqué le Premier ministre -.

Le laissez-passer vert est une mesure avec laquelle les citoyens peuvent continuer à exercer des activités avec la garantie de se retrouver parmi des personnes non contagieuses. C’est une mesure qui donne de la sérénité, pas qui enlève la sérénité”

“Sans vaccination, tout doit être refermé”, a insisté le Premier ministre : “Un appel à ne pas se faire vacciner est un appel à mourir”.

Draghi a également déclaré qu’il existe un “accord complet pour indemniser les discothèques, nous en avons entendu parler en conseil des ministres”

Répondant à une question sur le laissez-passer vert pour les lieux de travail, Draghi a répondu : “Ce sont deux points qui sonnent comme une non-réponse, nous y réfléchissons. C’est une question complexe à discuter avec les syndicats”.

« Nous avons décidé en accord avec les régions que le taux d’hospitalisation est le « moteur » du changement de couleur dans les régions », a déclaré le ministre de la Santé, Roberto Speranza, lors de la conférence de presse.

“Pour l’ensemble du gouvernement – a déclaré Speranza – l’école est une priorité absolue et nous mettrons tout en œuvre pour permettre une réouverture en toute sécurité est en présence. % ont été vaccinés il y a un 15% à récupérer et je crois que nous devons évaluer tous les outils potentiels pour récupérer ces 15%”.

« Une fois le pass vert identifié comme instrument de garantie d’activités, je crois que j’espère qu’on pourra encore faire une réflexion sur les discothèques ». Le sous-secrétaire à la Santé Andrea Costa l’espère à la Foire de Gênes à l’occasion d’une nouvelle soirée portes ouvertes pour les vaccinations organisée par la Région Ligurie. “On parle d’un secteur économique dans notre pays, à l’heure où l’on partage le pass vert comme outil de garantie, je crois qu’il y a matière à réflexion sur la réouverture des discothèques”, ajoute-t-il.

LES MESURES DU DECRET

L’état d’urgence du Covid devrait être prolongé jusqu’au 31 décembre 2021. C’est ce qui ressort de la salle de contrôle du Palazzo Chigi, confirmant les hypothèses de la veille.

Le pass Vert à partir du 6 août sera utilisé pour accéder aux tables intérieures des bars et restaurants.

Le certificat vert – expliquent des sources gouvernementales – ne sera pas nécessaire pour consommer au comptoir, même à l’intérieur.

Soins intensifs à 20% et 30% pour les zones médicales pour devenir orange et respectivement à 30 et 40% pour entrer dans la zone rouge. Ce sont les paramètres pour le changement de couleur des régions développées dans la salle de contrôle

Les discothèques resteront fermées. Cela a été décidé par la salle de contrôle qui s’est réunie au Palazzo Chigi. Pas d’accès, donc, même pas pour les détenteurs du Pass Vert. La Ligue en régie aurait insisté sur l’ouverture, avec de nouvelles règles.

Il y a aussi l’obligation d’un laissez-passer vert pour les cinémas et théâtres, mais le nombre de spectateurs autorisés à y assister augmente, aussi bien en intérieur qu’en extérieur. C’est ce qu’on apprend de sources gouvernementales sur les mesures du nouveau décret-loi Covid. Dans la zone jaune vous entrerez dans le cinéma et le théâtre avec pass vert, masque et espacement, mais les spectateurs pourront sortir à l’extérieur des 1000 actuels jusqu’à un maximum de 2500 et à l’intérieur de 500 à 1000. Tandis que dans la zone blanche, là où les limites de capacité sont désormais établies, un toit extérieur de 5 000 personnes et un toit intérieur de 2 500 personnes sont mis en place.

PER ME E’ RAZZISMO AL CONTRARIO !

23072021 QUATTRO BANDIERE

PER ME E’ RAZZISMO AL CONTRARIO !

Già, vorrei proprio sapere come mai e sulla base di quale criterio di merito sportivo la pallavolista Paola Enogu è stata selezionata e incaricata di essere la portabandiera italiana ? Non mi risulta che lei abbia vinto una medaglia d’oro alle precedenti olimpiadi né abbia portato gloria al paese italico in campo internazionale sportivo negli ultimi anni come il giovane tennista Berrettini o la stessa nazionale di calcio o come la giovanissima e grande nuotatrice tarantina Benedetta Pilato, record woman nei 50 metri stile libero di nuoto. Vorrei capire se è stata scelta solo per il colore della sua pelle oppure perché rappresenta la prima generazione di migranti, o forse perché agli ultimi europei di calcio la nostra nazionale non annoverava nessun calciatore nero e si è voluto riparare all’errore ?  Le decisioni che rappresentano il mio paese devono essere sempre chiare e rispettose di tutte le etnie presenti nel nostro paese e questo non mi sembra lo sia, anzi mi sembra che dopo l’inginocchiamento forzato senza senso e che nei fatti rappresenta un movimento politico comunista ora ci siamo messi a 90° gradi sempre per sottomissione al colore della pelle ? Eh no… così non va proprio, il popolo italiano esige esaustive spiegazioni perché penso e credo che questo sia stato un deliberato gesto di puro razzismo contro gli altri atleti bianchi che meritavano questo “onore” !. No, non sopporto vedere le ingiustizie e il razzismo al contrario, dico da subito che se la Paola Enogu avesse vinto una medaglia d’oro o qualcosa di simile in ambito internazionale sportivo e avesse dato lustro al nostro paese, come la Fiona May, allora ne avrei compreso il senso ed approvato appieno, anche perché in fondo non bisogna vedere nessuna differenza di colore tra gli esseri umani ma non sopporto il razzismo latente no…  così assolutamente no ! Piegarsi ad un’idea di sottomissione ai neri come principio proprio mi disgusta, uguali sì… e nessuna preferenza in tutti i settori per chi ha la pelle scura , neanche in TV e nelle pubblicità… altrimenti il concetto di eguaglianza va a farsi friggere e poi “sboccia l’odio razziale”  e si allarga a macchia d’olio. La tarantina meritava di essere la portabandiera in quanto da giovanissima ha dato lustro al paese Italia e perché non si è pensato a lei o allo stesso Berrettini ? Il solito schifo da “radical chic” dal pensiero unico ! 22072021 …by… … https://manliominicucci.myblog.it/     https://vk.com/id529229155

Nel corso delle edizioni dei Giochi Olimpici, l’onore di rappresentare il nostro Paese sfilando con il tricolore in mano è stato affidato a grandi campioni di svariate discipline. Dallo schermidore Edoardo Mangiarotti agli atleti Sara Simeoni e Pietro Mennea. Dal canoista Antonio Rossi alla nuotatrice Federica Pellegrini. Per le Olimpiadi in Giappone sono stati scelti il ciclista Elia Viviani e la campionessa di tiro al volo Jessica Ros

23072021 QUATTRO BANDIERE

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Alcuni dei più grandi sportivi italiani hanno avuto l’onore di essere nominati portabandiera alle Olimpiadi. Per l’edizione di Tokyo 2020 (che si tiene con un anno di ritardo per la pandemia di coronavirus) i nostri atleti che sfileranno con il tricolore nella cerimonia di apertura del 23 luglio sono il ciclista Elia Viviani e la campionessa di tiro a volo Jessica Rossi, qui immortalati insieme al presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla consegna della bandiera

 

ENGLISH

FOR ME IT IS RACISM ON THE OTHERWISE!

Yes, I would really like to know why and on the basis of what criterion of sporting merit was the volleyball player Paola Enogu selected and entrusted with being the Italian flag-bearer? I am not aware that you have won a gold medal at the previous Olympics nor have you brought glory to the Italian country in the international sports field in recent years as the young tennis player Berrettini or the same national football team or as the very young and great Taranto swimmer Benedetta Pilato , record woman in the 50m freestyle swimming. I would like to understand if you were chosen only for the color of your skin or because you represent the first generation of migrants, or maybe because our national team did not include any black players in the last European football teams and we wanted to make up for the mistake? The decisions that represent my country must always be clear and respectful of all the ethnic groups present in our country and this does not seem to me to be, indeed it seems to me that after the senseless forced kneeling and that in fact it represents a communist political movement now did we put ourselves at 90 degrees always for submission to the color of the skin? Oh no … that’s not right, the Italian people demand exhaustive explanations because I think and believe that this was a deliberate gesture of pure racism against the other white athletes who deserved this “honor”! No, I can’t stand seeing injustices and racism in reverse, I immediately say that if Paola Enogu had won a gold medal or something similar in the international sports arena and had given prestige to our country, like Fiona May, then I would have understood the meaning and fully approved, also because in the end you don’t have to see any color difference between human beings but I can’t stand latent racism no … so absolutely not! Bending to the idea of submission to blacks as its own principle disgusts me, the same yes … and no preference in all sectors for those with dark skin, not even on TV and in advertising … otherwise the concept of equality goes to to be fried and then “racial hatred blooms” and spreads like wildfire. The Taranto woman deserved to be the standard-bearer because she gave prestige to the country of Italy from a very young age and why didn’t we think of her or Berrettini himself? The usual “radical chic” crap with a unique thought! 22072021 … by … … https://manliominicucci.myblog.it/ https://vk.com/id529229155

During the editions of the Olympic Games, the honor of representing our country by parading with the flag in hand was entrusted to great champions of various disciplines. From fencer Edoardo Mangiarotti to athletes Sara Simeoni and Pietro Mennea. From canoeist Antonio Rossi to swimmer Federica Pellegrini. The cyclist Elia Viviani and the volleyball champion Jessica Rossi were chosen for the Olympics in Japan

23072021 QUATTRO BANDIERE

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Some of the greatest Italian sportsmen have had the honor of being named standard-bearer at the Olympics. For the Tokyo 2020 edition (held one year late due to the coronavirus pandemic) our athletes who will parade with the Italian flag in the opening ceremony on 23 July are the cyclist Elia Viviani and the skeet shooting champion Jessica Rossi, immortalized here together with the President of the Republic Sergio Mattarella at the delivery of the flag

 

 

FRANCAISE

 

POUR MOI C’EST DU RACISME AUTREMENT !

Oui, j’aimerais bien savoir pourquoi et sur la base de quel critère de mérite sportif la volleyeuse Paola Enogu a-t-elle été sélectionnée et désignée pour être la porte-drapeau italienne ? Je ne suis pas au courant que vous ayez remporté une médaille d’or aux Jeux olympiques précédents et que vous n’ayez fait la gloire du pays italien dans le domaine sportif international ces dernières années en tant que jeune joueur de tennis Berrettini ou de la même équipe nationale de football ou en tant que très jeune et grande nageuse de Tarente Benedetta Pilato, recordman du 50m nage libre. J’aimerais comprendre si elle n’a été choisie que pour la couleur de sa peau ou parce qu’elle représente la première génération de migrants, ou peut-être parce que notre équipe nationale ne comptait aucun joueur noir lors des derniers footballeurs européens et que nous voulions rattraper l’erreur? Les décisions qui représentent mon pays doivent toujours être claires et respectueuses de toutes les ethnies présentes dans notre pays et cela ne me semble pas être, au contraire il me semble qu’après l’agenouillement forcé insensé et qu’en fait cela représente un mouvement politique communiste maintenant nous sommes-nous mis à 90 degrés toujours pour soumission à la couleur de la peau ? Oh non… ce n’est pas vrai, le peuple italien exige des explications exhaustives car je pense et je crois que c’était un geste délibéré de pur racisme contre les autres athlètes blancs qui méritaient cet “honneur” ! Non, je ne supporte pas de voir les injustices et le racisme à l’envers, je dis tout de suite que si Paola Enogu avait remporté une médaille d’or ou quelque chose de similaire dans l’arène sportive internationale et avait donné du prestige à notre pays, comme Fiona May, alors j’aurais compris le sens et pleinement approuvé, aussi parce qu’au final vous n’avez pas à voir de différence de couleur entre les êtres humains mais je ne supporte pas le racisme latent non… donc absolument pas ! Se plier à l’idée de soumission aux noirs comme son propre principe me dégoûte, pareil oui… et pas de préférence dans tous les secteurs pour les peaux foncées, même pas à la télé et dans la publicité… sinon la notion d’égalité va être frit, puis “la haine raciale fleurit” et se propage comme une traînée de poudre. La femme de Tarente méritait d’être le porte-drapeau car elle a donné du prestige au pays d’Italie dès son plus jeune âge et pourquoi n’avons-nous pas pensé à elle ou à Berrettini lui-même ? La merde habituelle « radicale chic » avec une pensée unique ! 22072021 … par … … https://manliominicucci.myblog.it/ https://vk.com/id529229155

Lors des éditions des Jeux Olympiques, l’honneur de représenter notre pays en défilant drapeau à la main a été confié à de grands champions de diverses disciplines. De l’escrimeur Edoardo Mangiarotti aux athlètes Sara Simeoni et Pietro Mennea. Du canoéiste Antonio Rossi à la nageuse Federica Pellegrini. Le cycliste Elia Viviani et la championne de volley Jessica Rossi ont été choisis pour les JO au Japon

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23072021 QUATTRO BANDIERE

Certains des plus grands sportifs italiens ont eu l’honneur d’être nommés porte-drapeau aux Jeux Olympiques. Pour l’édition de Tokyo 2020 (tenue avec un an de retard en raison de la pandémie de coronavirus), nos athlètes qui défileront avec le drapeau italien lors de la cérémonie d’ouverture le 23 juillet sont le cycliste Elia Viviani et la championne de tir au pigeon Jessica Rossi, immortalisés ici avec le Le président de la République Sergio Mattarella lors de la remise du drapeau

COMUNQUE SIA E QUEL CHE COSTI !

22072021 SVEZIA

COMUNQUE SIA E QUEL CHE COSTI !

Ci sono alcuni giornalisti, molto ideologicamente vicini alla sinistra, che unitamente a presunti esperti, sono abili e capaci mistificatori il cui unico fine è quello di confondere e nascondere le verità sulla questione migranti, lo fanno nascondendo al propri cittadini tutti i costi di una fallimentare operazione che lascerà il segno, tangibile ed irreversibile, sul futuro e natura stessa di quel paese…. individui spregevoli che pur di veder materializziate le proprie teorie allucinanti cercano in tutti i modi di offuscare i veri problemi, parlo di quelli reali ed esistenti, sollevati dall’immigrazione non controllata che ha preso pieno potere nelle periferie della città più importanti della Svezia. Quel che mi terrorizza è proprio l’assenza di visione futuristica che hanno questi signori, la questione non si esaurisce nella “ex civile Svezia” ma è un fenomeno in crescendo in tutti i paesi europei, Italia compresa. E’ mia abitudine dire che tanti politici ed economisti non sono in grado di guardare oltre il proprio naso e ciò evidentemente è una lacuna comune a tanti politici. Ora, il quotidiano svedese Aftonbladet scrive che “l’immigrazione del 2015 è stata un “boom e una benedizione per l’economia”, dissento da questa disamina del tutto fasulla e priva di riscontri numerici e dati nonché di visone economica reale, infatti il “keyenismo” additato la dice lunga sull’idea e orientamento ideologico dei giornalisti del quotidiano svedese. Va bene, ognuno è libero di scrivere tutte le sciocchezze che vuole ma non può farlo quando si parla di dati perché i numeri non si possono discutere e quel che emerge da altre fonti attendibili e ufficiali ci danno un quadro totalmente diverso, contrario e molto preoccupante: “Secondo i sondaggi sulla forza lavoro di Statistics Sweden, la disoccupazione tra i nati all’estero è stata del 18,8 per cento nel 2020, la più alta della nazione. Tra i nati in patria, la cifra corrispondente era solo del 5,1 percento, essendo questo uno dei divari più grandi in tutta Europa. Disamina di dati tutt’altra che positiva alla quale si aggiunge la “lezione dell’economista”  Mats Hammarstedt, professore di economia della Linnaeus University di Växjö che ha descritto l’immigrazione come un “affare in perdita” per le finanze pubbliche a causa della disoccupazione di lunga durata. Inoltre, alcuni dei comuni più ricettivi nei confronti degli immigrati risultano ora essere pesantemente indebitati. In sintesi e per non portarla alla lunga poiché il sistema assistenziale svedese assicura una sistemazione decente a chi arriva nel paese… si  è verificato il paradosso del “secchio pieno”… riempito goccia dopo goccia ed ora è traboccato e non sanno come arginare i deficit comunali. Il punto è che l’articolo del quotidiano è di qualche giorno fa e non del 2015 e fa impressione leggere che sarebbe un bene non solo per l’economia ma anche una soluzione demografica… Certo, se tra 25 anni vogliono un paese a maggioranza arabo- asiatica-africana questa è la strada corretta… e già, perché tra detto tempo ci sarà la vera e propria sostituzione etnica… ovvero gli svedesi diventeranno minoranza silenziosa a favore della maggioranza rumorosa dei nuovi cittadini, i figli degli immigrati, di forte orientamento religioso islamico che muterà nettamente la società svedese e il cambio, necessario, della Costituzione basata sui principi democratici e liberali. Questo sarà il futuro di questo paese, io lo vedo così e credo di non sbagliare a profetizzare un futuro fosco ed oscuro per la Svezia. Per fortuna non è il mio paese… però ci serve per capire, perché la Svezia anticipa il futuro di almeno 15 anni… Oddio da noi non è che si comprendano appieno i problemi ideologici anzi li sostengono e sviluppano seguendo lo stile del quotidiano svedese ed emulandolo nella totale falsità.  21072021 https://manliominicucci.myblog.it/     https://vk.com/id52922915


Svezia, il boom di migranti del 2015 è stato una “benedizione” per l’economia – Aftonbladet

21:15 20.07.2021

Secondo l’eminente quotidiano scandinavo, l’immigrazione non sarebbe soltanto un dovere morale del Paese, bensì anche una soluzione redditizia ai problemi economici e demografici della Svezia.

22072021 SVEZIA

La Svezia, una nazione di circa 10 milioni, ha accolto 163.000 richiedenti asilo in un solo anno nel 2015.

Secondo l’Aftonbladet, l’enorme afflusso di migranti si sarebbe trasformato in un vero e proprio jackpot per la Svezia, che si sarebbe così garantita un importante contributo in termini di manodopera che, qualora adeguatamente gestita, potrà alleviare i problemi demografici della nazione per i prossimi decenni.

Citando Peo Hansen, professore di etnia all’Università di Linköping, Aftonbladet ha descritto la politica svedese come “keynesismo dei rifugiati”.

“Dopotutto, la spesa pubblica è diventata immediatamente un reddito per comuni, aziende e privati, cosa che non rientra nei più ristretti calcoli di finanza pubblica. Grazie a questi stimoli, la crescita è aumentata vertiginosamente, la disoccupazione è diminuita e le entrate fiscali sono aumentate”, ha ipotizzato il giornale.

Una vera benedizione

Il quotidiano ha sottolineato come “nell’autunno del 2015 le regole sono state gettate nella spazzatura, senza conseguenze catastrofiche. Si sono rivelate costruzioni politiche, non dure leggi economiche”.

  

L’Aftonbladet ha quindi definito l’arrivo “centinaia di migliaia di persone abili” che cercano rifugio in un continente in rapido invecchiamento, le cui autorità erano preoccupate da decenni per l’imminente carenza di manodopera, come una “benedizione”, suggerendo che Svezia e Germania, che hanno accolto il maggior numero di richiedenti asilo, hanno sfruttato al meglio la situazione.

La crisi dei rifugiati, si conclude nell’analisi, ha dato “un barlume di un nuovo pensiero economico, che mette i bisogni della società prima del bilancio economico” e ha portato a riconsiderare l’immigrazione come “un buon affare anche per i falchi del budget”.

La realtà dei fatti

Secondo i sondaggi sulla forza lavoro di Statistics Sweden, la disoccupazione tra i nati all’estero è stata del 18,8 per cento nel 2020, la più alta della nazione. Tra i nati in patria, la cifra corrispondente era solo del 5,1 percento, essendo questo uno dei divari più grandi in tutta Europa.

Inoltre, alcuni dei comuni più ricettivi nei confronti degli immigrati risultano ora essere pesantemente indebitati.

Mats Hammarstedt, professore di economia della Linnaeus University di Växjö ha descritto l’immigrazione come un “affare in perdita” per le finanze pubbliche a causa della disoccupazione di lunga durata.

Nel 2018, il gruppo di esperti per gli studi economici (ESO) del Ministero delle Finanze ha stimato il costo netto di un immigrato medio a 74.000 SEK all’anno (circa 8.000 euro. Nonostante il fatto che gli immigrati in seguito tendano ad aumentare il loro contributo alla società, questo non supera i costi iniziali o le spese pensionistiche.

Inoltre, in Svezia i migranti sono protagonisti di problematiche sociali legate alla scarsa integrazione, che possono portare a farli entrare nel giro della criminalità o, addirittura, alla creazione di società parallele, dove le leggi non si applicano pienamente.

La crisi migratoria nell’UE

La crisi dei migranti del 2015 è stata causata dai conflitti armati in corso in cui le potenze occidentali hanno svolto un ruolo chiave, come Iraq, Libia, Siria e Afghanistan.

Il crollo dei controlli alle frontiere all’indomani della guerra libica guidata dalla NATO ha reso la nazione nordafricana un punto focale per il traffico di esseri umani. Nel solo 2015, i paesi dell’UE hanno ricevuto oltre 1,2 milioni di domande di asilo.

 

ENGLISH

 

HOWEVER IT IS AND WHAT IT COSTS!

There are some journalists, very ideologically close to the left, who, together with alleged experts, are skilled and capable mystifiers whose sole purpose is to confuse and hide the truths on the migrant issue, they do so by hiding from their citizens all the costs of a bankruptcy. an operation that will leave its mark, tangible and irreversible, on the future and the very nature of that country …. despicable individuals who, in order to see their hallucinating theories materialize, try in every way to obscure the real problems, I am talking about the real and existing ones , relieved of the uncontrolled immigration that has taken full power in the suburbs of Sweden’s most important cities. What terrifies me is precisely the absence of a futuristic vision that these gentlemen have, the question does not end in “former civil Sweden” but is a growing phenomenon in all European countries, including Italy. It is my habit to say that many politicians and economists are unable to look beyond their own noses and this is obviously a common gap for many politicians. Now, the Swedish newspaper Aftonbladet writes that “immigration in 2015 was a” boom and a blessing for the economy “, I disagree with this completely bogus examination, lacking in numbers and data as well as real economic vision. “Keyenism” pointed out speaks volumes about the idea and ideological orientation of the journalists of the Swedish daily. Okay, everyone is free to write all the nonsense they want but cannot do it when it comes to data because the numbers cannot be discussed and what emerges from other reliable and official sources give us a totally different, contrary and very worrying picture. : “According to Statistics Sweden labor force surveys, unemployment among foreign-born was 18.8 percent in 2020, the highest in the nation. Among those born at home, the corresponding figure was only 5.1 percent, this being one of the largest gaps in all of Europe. Examination of data that is anything but positive to which is added the “lesson of the economist” Mats Hammarstedt, professor of economics at Linnaeus University in Växjö who described immigration as a “business at a loss” for public finances due to long-term unemployment. Furthermore, some of the municipalities most receptive to immigrants are now heavily indebted. In summary and not to take it long since the Swedish welfare system ensures decent accommodation for those who arrive in the country … the paradox of the “full bucket” has occurred … filled drop by drop and now it has overflowed and they do not know how curb municipal deficits. The point is that the newspaper article is from a few days ago and not from 2015 and it makes an impression to read that it would be good not only for the economy but also a demographic solution … Of course, if in 25 years they want a country to Arab-Asian-African majority this is the correct path … and yes, because in that time there will be real ethnic replacement … that is, the Swedes will become a silent minority in favor of the noisy majority of new citizens, the children of immigrants, with a strong Islamic religious orientation that will significantly change Swedish society and the necessary change of the Constitution based on democratic and liberal principles. This will be the future of this country, this is how I see it and I believe I am not mistaken in predicting a bleak and dark future for Sweden. Fortunately it is not my country … but we need to understand, because Sweden anticipates the future by at least 15 years … Oh my God it is not that we fully understand the ideological problems rather they support and develop them following the style of Swedish newspaper and emulating it in total falsity. 21072021 https://manliominicucci.myblog.it/ https://vk.com/id52922915

Sweden, 2015 migrant boom was a “blessing” for the economy – Aftonbladet

22072021 SVEZIA

21:15 20.07.2021

According to the eminent Scandinavian newspaper, immigration is not only a moral duty of the country, but also a profitable solution to Sweden’s economic and demographic problems.

Sweden, a nation of around 10 million, welcomed 163,000 asylum seekers in just one year in 2015.

According to Aftonbladet, the huge influx of migrants would have turned into a real jackpot for Sweden, which would have thus guaranteed an important contribution in terms of manpower which, if properly managed, could alleviate the nation’s demographic problems for the next few decades.

Quoting Peo Hansen, a professor of ethnicity at Linköping University, Aftonbladet described Swedish politics as “refugee Keynesianism”.

“After all, public spending has immediately become an income for municipalities, companies and individuals, which does not fit into the narrowest calculations of public finance. Thanks to these stimuli, growth has soared, unemployment has fallen and tax revenues have increased, “the newspaper speculated.

A real blessing

The newspaper stressed that “in the autumn of 2015 the rules were thrown in the trash, without catastrophic consequences. They turned out to be political constructions, not harsh economic laws”.

 

The Aftonbladet then called the arrival “hundreds of thousands of able-bodied people” seeking refuge in a rapidly aging continent, whose authorities had been concerned for decades about the impending labor shortage, as a “blessing”, suggesting that Sweden and Germany, which welcomed the largest number of asylum seekers, made the most of the situation.

The refugee crisis, the analysis concludes, has given “a glimpse of a new economic thought, which puts the needs of society before the economic balance” and has led to reconsidering immigration as “a good deal even for hawks of the budget “.

The reality of the facts

According to Statistics Sweden labor force surveys, unemployment among foreign-born was 18.8 percent in 2020, the highest in the nation. Among those born at home, the corresponding figure was only 5.1 percent, this being one of the largest gaps in all of Europe.

Furthermore, some of the municipalities most receptive to immigrants are now heavily indebted.

Mats Hammarstedt, professor of economics at Linnaeus University in Växjö described immigration as a “losing business” for public finances due to long-term unemployment.

In 2018, the Expert Group for Economic Studies (ESO) of the Ministry of Finance estimated the net cost of an average immigrant at 74,000 SEK per year (about 8,000 euros. their contribution to society, this does not exceed the initial costs or retirement expenses.

Furthermore, in Sweden migrants are protagonists of social problems linked to poor integration, which can lead them to enter the circle of crime or, even, to the creation of parallel societies, where the laws do not fully apply.

The migration crisis in the EU

The 2015 migrant crisis was caused by ongoing armed conflicts in which Western powers have played a key role, such as Iraq, Libya, Syria and Afghanistan.

The collapse of border controls in the aftermath of the NATO-led Libyan war has made the North African nation a focal point for human trafficking. In 2015 alone, EU countries received over 1.2 million asylum applications.

 

 

FRANCAISE

 

TOUTEFOIS C’EST ET CE QUE CELA COTE !

Il y a des journalistes, très proches de la gauche idéologiquement, qui, avec de prétendus experts, sont des mystificateurs habiles et capables dont le seul but est de brouiller et de cacher les vérités sur la question des migrants, ils le font en cachant à leurs citoyens tous les coûts d’une faillite, une opération qui laissera sa marque, tangible et irréversible, sur l’avenir et la nature même de ce pays …. des individus méprisables qui, pour voir se matérialiser leurs théories hallucinantes, tentent par tous les moyens d’obscurcir la de vrais problèmes, je parle des vrais et existants, soulagés de l’immigration incontrôlée qui a pris tout le pouvoir dans les banlieues des villes les plus importantes de Suède. Ce qui me terrifie justement c’est l’absence de vision futuriste qu’ont ces messieurs, la question ne s’arrête pas à “l’ancienne Suède civile” mais est un phénomène croissant dans tous les pays européens, y compris l’Italie. J’ai l’habitude de dire que de nombreux politiciens et économistes sont incapables de regarder au-delà de leur propre nez et c’est évidemment une lacune commune à de nombreux politiciens. Maintenant, le journal suédois Aftonbladet écrit que “l’immigration en 2015 était un” boom et une bénédiction pour l’économie “, je suis en désaccord avec cet examen complètement bidon sans preuves numériques et données ainsi qu’une véritable vision économique, en fait le “keyénisme” pointé out en dit long sur l’idée et l’orientation idéologique des journalistes du quotidien suédois. D’accord, chacun est libre d’écrire toutes les bêtises qu’il veut mais ne peut pas le faire quand il s’agit de données car les chiffres ne peuvent pas être discutés et ce qui ressort d’autres sources fiables et officielles nous donne une image totalement différente, contraire et très inquiétante. : ” Selon les enquêtes de Statistics Sweden sur la main-d’œuvre, le chômage parmi les personnes nées à l’étranger était de 18,8% en 2020, le plus élevé du pays. Parmi les personnes nées à la maison, le chiffre correspondant n’était que de 5,1 %, ce qui constitue l’un des écarts les plus importants de toute l’Europe. Examen de données tout sauf positives auxquelles s’ajoute la “leçon de l’économiste” Mats Hammarstedt, professeur d’économie à l’université Linnaeus de Växjö qui a qualifié l’immigration d'”entreprise à perte” pour les finances publiques en raison du chômage de longue durée. . Par ailleurs, certaines des communes les plus réceptives aux immigrés sont aujourd’hui lourdement endettées. En résumé et pour ne pas tarder puisque le système de protection sociale suédois assure un logement décent à ceux qui arrivent dans le pays… le paradoxe du « seau plein » s’est produit… freiner les déficits municipaux. Le fait est que l’article de journal date d’il y a quelques jours et non de 2015 et cela donne l’impression de lire que ce serait bon non seulement pour l’économie mais aussi une solution démographique… Bien sûr, si dans 25 ans ils vouloir un pays à majorité arabo-asiatique-africaine c’est la bonne voie… et oui, car à ce moment-là il y aura un vrai remplacement ethnique… c’est-à-dire que les Suédois deviendront une minorité silencieuse au profit de la majorité bruyante de nouveaux citoyens, les enfants d’immigrés, avec une forte orientation religieuse islamique qui changera considérablement la société suédoise et le changement nécessaire de la Constitution basée sur des principes démocratiques et libéraux. Ce sera l’avenir de ce pays, c’est ainsi que je le vois et je pense que je ne me trompe pas en prédisant un avenir sombre et sombre pour la Suède. Heureusement ce n’est pas mon pays … mais nous devons comprendre, car la Suède anticipe l’avenir d’au moins 15 ans … Oh mon Dieu ce n’est pas que nous comprenions pleinement les problèmes idéologiques plutôt qu’ils les soutiennent et les développent en suivant le style du journal suédois et l’imiter en toute fausseté. 21072021 https://manliominicucci.myblog.it/ https://vk.com/id52922915

Suède, le boom migratoire de 2015 a été une “bénédiction” pour l’économie – Aftonbladet

22072021 SVEZIA

21:15 20.07.2021

Selon l’éminent journal scandinave, l’immigration est non seulement un devoir moral du pays, mais aussi une solution rentable aux problèmes économiques et démographiques de la Suède.

La Suède, une nation d’environ 10 millions d’habitants, a accueilli 163 000 demandeurs d’asile en un an seulement en 2015.

Selon Aftonbladet, l’afflux massif de migrants se serait transformé en un véritable jackpot pour la Suède, qui aurait ainsi garanti un apport important en termes de main-d’œuvre qui, s’il était bien géré, pourrait atténuer les problèmes démographiques du pays pour les prochaines décennies.

Citant Peo Hansen, professeur d’ethnicité à l’université de Linköping, Aftonbladet a qualifié la politique suédoise de « keynésianisme de réfugiés ».

« Après tout, les dépenses publiques sont immédiatement devenues un revenu pour les communes, les entreprises et les particuliers, ce qui ne fait pas partie des calculs de finances publiques les plus étroits.

 

Grâce à ces stimuli, la croissance s’est envolée, le chômage a baissé et les recettes fiscales ont augmenté », spécule le journal.

Une vraie bénédiction

Le journal souligne qu'”à l’automne 2015, les règles ont été jetées à la poubelle, sans conséquences catastrophiques. Elles se sont avérées être des constructions politiques, pas des lois économiques dures”.

 

L’Aftonbladet a alors qualifié l’arrivée de “centaines de milliers de personnes valides” cherchant refuge dans un continent vieillissant rapidement, dont les autorités s’inquiétaient depuis des décennies de la pénurie imminente de main-d’oeuvre, de “bénédiction”, suggérant que la Suède et accueilli le plus grand nombre de demandeurs d’asile, mis à profit la situation.

La crise des réfugiés, conclut l’analyse, a donné “un aperçu d’une nouvelle pensée économique, qui place les besoins de la société avant l’équilibre économique” et a conduit à reconsidérer l’immigration comme “une bonne affaire même pour les faucons du budget”.

La réalité des faits

Selon les enquêtes de Statistics Sweden sur la main-d’œuvre, le chômage parmi les personnes nées à l’étranger était de 18,8% en 2020, le plus élevé du pays. Parmi les personnes nées à la maison, le chiffre correspondant n’était que de 5,1 %, ce qui constitue l’un des écarts les plus importants de toute l’Europe.

Par ailleurs, certaines des communes les plus réceptives aux immigrés sont aujourd’hui lourdement endettées.

Mats Hammarstedt, professeur d’économie à l’Université Linnaeus de Växjö, a décrit l’immigration comme une « affaire en perte » pour les finances publiques en raison du chômage de longue durée.

En 2018, le Groupe d’experts pour les études économiques (ESO) du ministère des Finances a estimé le coût net d’un immigré moyen à 74 000 SEK par an (environ 8 000 euros). Malgré le fait que les immigrés ont par la suite tendance à augmenter leur contribution à la société. , cela ne dépasse pas les coûts initiaux ou les dépenses de retraite.

De plus, en Suède, les migrants sont protagonistes de problèmes sociaux liés à une mauvaise intégration, ce qui peut les conduire à entrer dans le cercle de la délinquance voire, à la création de sociétés parallèles, où les lois ne s’appliquent pas pleinement.

La crise migratoire dans l’UE

La crise des migrants de 2015 a été causée par des conflits armés en cours dans lesquels les puissances occidentales ont joué un rôle clé, comme l’Irak, la Libye, la Syrie et l’Afghanistan.

L’effondrement des contrôles aux frontières à la suite de la guerre en Libye dirigée par l’OTAN a fait de la nation nord-africaine un point focal pour la traite des êtres humains. Rien qu’en 2015, les pays de l’U

IL GELATO E’ DI SINISTRA O DI DESTRA ?

epa09324432 Ilana mother of 12-year-old Yonatan Rosh gets a free ice cream after her son received a COVID-19 vaccines at a vaccination station in Tel Aviv, Israel, 05 July 2021. Israel starts a vaccination campaign to vaccinate minors between 12 to 18 years old.  EPA/ABIR SULTAN

IL GELATO E’ DI SINISTRA O DI DESTRA ?

La Ben &Jerr’s è una nota azienda alimentare statunitense, produce i suoi gelati nella famosa coppa di notevole contenuto e li vende in tutto il mondo, in verità in Italia non è molto conosciuta in quanto non ha mai trovato un fiorente mercato ed analoga cosa è anche negli altri paesi europei. Tuttavia l’azienda americana più volte si è resa protagonista di episodi molto discutibili e alquanto singolari col fine di mettersi in luce. Nel 2006 sollevò tante polemiche per aver dato il nome ad un loro gelato “Black and Tan” che copiava quello di una bevanda alcolica e che a sua volta si richiamava al gruppo di ex militari inglesi assunti durante guerra d’indipendenza irlandese, per l’appunto Black and Tan, e rinomati per la loro brutalità, evidentemente volevano farsi notare e far gratuita pubblicità. L’antipatica storia non si esaurisce con il nome del tutto fuori luogo ma nel 2010 salì alla ribalta perché nella sua etichettatura indicava il gelato come prodotto naturale, difetto di tanti per vendere e illudere i consumatori proponendo dei prodotti naturali e sicuri, mentre il gelato veniva prodotto con “cacao alcalinizzato e altri ingredienti “modificati chimicamente”. Cito questi due episodi per darvi un’idea di chi ci stiamo occupando e che razza di individui sono coloro i quali somministrano gelati a i bambini e adulti con prodotti chimicamente modificati. Spero solo che queste cattive abitudini siano finite e ora davvero lo producano con il concetto dell’ingrediente naturale. Sono passati 11 anni e tu non ti aspetti certamente che un’azienda con problemi di credibilità e chiarezza nella sua produzione alimentare e che vende il suo prodotto in tutto il mondo… decida, senza un valido motivo, di… far politica attiva, e lo fa nel peggior modo che si possa immaginare e cioè, ricatta uno stato minacciandolo di non vendere più i suoi gelati in Cisgiordania, attualmente occupata dallo stato israeliano, la scelta si motiva in ossequio ai propri valori…” di carattere progressista ed egualitario, quindi, non da subito, ma fra un anno e mezzo non venderà più i suoi gelati nei “territori palestinesi occupati” ma verranno venduti solo nei territori che erano di Israele prima del 1967. Quindi il “bravo gelataio” ritiene che lo stato di Israele debba restituire la Cisgiordania ai palestinesi perché secondo lui è una questione di “carattere progressista “ sulla quale non si può transigere. Certo è che se ora ci si mettono anche i gelatai a far politica immagino che in futuro tante altre aziende vorranno emularlo… e penso che nei prossimi mesi, forse, assisteremo ad ogni sorta di stop alle forniture alimentari in Cisgiordania, sperando che la protesta non si allarghi anche alle aziende produttrici di… carta igienica e assorbenti intimi. E allora, visto che loro parlano di progressismo ed eguaglianza, mi pregio d’informare lor signori “progressisti del gelato” che nei paesi islamici i cristiani non sono uguali ai mussulmani e vengono massacrati in Asia, Africa ed in Europa… in India ci sono le caste e il  termine eguaglianza è solo un’ideologia del suo governo, in Africa nei paesi del nord, del centro e del sud la situazione di scellerato razzismo tra le varie etnie è una drammatica realtà che genera violenza e omicidi in continuazione e per finire, in Cina e nei tanti paesi comunisti l’eguaglianza è solo nell’ideologia marxista e punto. Bene adesso che le ho prospettato in modo capillare le ineguaglianze esistenti nel mondo, “caro signor gelataio”… che fa ora,  smette di vendere i suoi gelati in tutti questi territori e li vende solo negli USA ?  Per concludere, lasci la politica a chi la fa e seriamente specie quella estera… perché sparate del genere creano incidenti malumori e a volte anche morti !  20072021 https://manliominicucci.myblog.it/     https://vk.com/id529229155

 

Niente più gelati B&J’s in Cisgiordania, ira Israele

Società Usa: ‘Difendiamo i nostri valori’. Bennett: ‘Che errore’

epa09324432 Ilana mother of 12-year-old Yonatan Rosh gets a free ice cream after her son received a COVID-19 vaccines at a vaccination station in Tel Aviv, Israel, 05 July 2021. Israel starts a vaccination campaign to vaccinate minors between 12 to 18 years old.  EPA/ABIR SULTAN

Redazione ANSATEL AVIV

20 luglio 202119:10NEWS

(ANSA) – TEL AVIV, 20 LUG – Ben&Jerry’s, lo storico marchio di gelati americani, è entrato in rotta di collisione col governo israeliano dopo aver preannunciato che, “in ossequio ai propri valori” di carattere progressista ed egualitario, fra un anno e mezzo non venderà più i suoi prodotti nei “territori palestinesi occupati”. Costringendo migliaia di israeliani che risiedono negli insediamenti della Cisgiordania a fare a meno delle sue coppette di ice cream.  Carte geografiche alla mano, almeno per B&J’s, essi vivono fisicamente fuori dai confini di Israele. La società manterrà invece la regolare distribuzione dei propri gelati entro i cosiddetti “confini israeliani del 1967”.  Immediata e dura la reazione del governo di Naftali Bennett: “Un errore morale” ha esclamato dopo aver appreso la notizia. “Un episodio di antisemitismo”, ha rincarato il ministro degli esteri Yair Lapid. (ANSA).
ENGLISH

IS GELATO ON THE LEFT OR ON THE RIGHT?

Ben & Jerr’s is a well-known American food company, produces its ice creams in the famous cup of considerable content and sells them all over the world, in truth in Italy it is not very well known as it has never found a thriving market and similar thing is also in other European countries. However, the American company has repeatedly become the protagonist of very questionable and somewhat singular episodes with the aim of highlighting itself. In 2006 he raised a lot of controversy for having given the name to one of their ice cream “Black and Tan” which copied that of an alcoholic drink and which in turn referred to the group of former British soldiers hired during the Irish War of Independence, for the precisely Black and Tan, and renowned for their brutality, evidently wanted to get noticed and get free publicity. The unpleasant story does not end with the name completely out of place but in 2010 it rose to prominence because in its labeling it indicated ice cream as a natural product, a defect of many to sell and deceive consumers by offering natural and safe products, while ice cream it was produced with “alkalized cocoa and other” chemically modified “ingredients. I mention these two episodes to give you an idea of who we are dealing with and what kind of individuals are those who give ice cream to children and adults with chemically modified products. I just hope that these bad habits are over and now they really produce it with the concept of the natural ingredient. 11 years have passed and you certainly do not expect a company with problems of credibility and clarity in its food production and that sells its product all over the world … decide, without a valid reason, to … go into politics active, and does it in the worst way imaginable, that is, blackmails a state by threatening it to stop selling its ice creams in the West Bank, currently occupied by the Israeli state, the choice is motivated in accordance with its values … “of character progressive and egalitarian, therefore, not immediately, but in a year and a half he will no longer sell his ice creams in the “occupied Palestinian territories” but will be sold only in the territories that were Israel’s before 1967. So the “good ice cream maker” believes that the state of Israel must return the West Bank to the Palestinians because according to him it is a question of “progressive character” which cannot be compromised. It is certain that if now ice cream makers are also involved in politics, I imagine that in future many other companies will want to emulate it … and I think that in the coming months, perhaps, we will see all sorts of stops in food supplies in the West Bank, hoping that the protest does not extend to companies producing … toilet paper and intimate pads . So, since they speak of progressivism and equality, I have the honor to inform their “ice cream progressive” gentlemen that in Islamic countries Christians are not equal to Muslims and are massacred in Asia, Africa and in Europe … in India there are castes and the term equality is only an ideology of its government, in Africa in the countries of the north, center and south the situation of villainous racism among the various ethnic groups is a dramatic reality that generates violence and murders all the time and finally, in China and in the many Communist countries equality is only in the Marxist ideology and period. Well now that I have outlined the inequalities existing in the world in a capillary way, “dear Mr. Gelatoio” … what are you doing now, stop selling your ice creams in all these territories and sell them only in the USA? To conclude, leave politics to those who make it and seriously, especially foreign ones … because shots like that create bad moods and sometimes even deaths! 20072021 https://manliominicucci.myblog.it/ https://vk.com/id529229155

No more B & J’s ice cream in the West Bank, Israel wrath

US society: ‘We defend our values’. Bennett: ‘What a mistake’

epa09324432 Ilana mother of 12-year-old Yonatan Rosh gets a free ice cream after her son received a COVID-19 vaccines at a vaccination station in Tel Aviv, Israel, 05 July 2021. Israel starts a vaccination campaign to vaccinate minors between 12 to 18 years old.  EPA/ABIR SULTAN

Editorial ANSATEL AVIV

July 20th 202119: 10NEWS

(ANSA) – TEL AVIV, 20 JUL – Ben & Jerry’s, the historic American ice cream brand, has entered a collision course with the Israeli government after announcing that, “in accordance with its values” of a progressive and egalitarian nature, in a year half will no longer sell its products in the “occupied Palestinian territories”. Forcing thousands of Israelis residing in West Bank settlements to dispense with his bowls of ice cream. Maps in hand, at least for B & J’s, they physically live outside the borders of Israel. Instead, the company will maintain the regular distribution of its ice cream within the so-called “1967 Israeli borders”. The reaction of Naftali Bennett’s government was immediate and hard: “A moral error” he exclaimed after hearing the news. “An episode of anti-Semitism”, said foreign minister Yair Lapid. (HANDLE).

 

 

FRANCAISE

GELATO EST-IL A GAUCHE OU A DROITE ?

Ben & Jerr’s est une entreprise alimentaire américaine bien connue, produit ses glaces dans la célèbre tasse au contenu considérable et les vend dans le monde entier, en vérité en Italie, elle n’est pas très connue car elle n’a jamais trouvé de marché florissant et chose similaire est également dans d’autres pays européens. Cependant, la société américaine est devenue à plusieurs reprises le protagoniste d’épisodes très discutables et quelque peu singuliers dans le but de se mettre en valeur. En 2006, il a soulevé de nombreuses polémiques pour avoir donné le nom à l’une de leurs glaces “Black and Tan” qui copiait celui d’une boisson alcoolisée et qui à son tour faisait référence au groupe d’anciens soldats britanniques embauchés pendant la guerre d’indépendance irlandaise. , pour les Noirs et Tan précisément, et réputés pour leur brutalité, voulait évidemment se faire remarquer et obtenir de la publicité gratuite. L’histoire désagréable ne s’arrête pas avec le nom complètement déplacé, mais en 2010, il a pris de l’importance car dans son étiquetage, il indiquait la crème glacée comme un produit naturel, un défaut de beaucoup de vendre et de tromper les consommateurs en proposant des produits naturels et sûrs, tout en crème glacée, il a été produit avec du “cacao alcalinisé et d’autres” ingrédients “chimiquement modifiés”. Je mentionne ces deux épisodes pour vous donner une idée de qui nous avons affaire et à quel genre d’individus sont ceux qui donnent de la crème glacée aux enfants et aux adultes avec des produits chimiquement modifiés. J’espère juste que ces mauvaises habitudes sont terminées et maintenant elles le produisent vraiment avec le concept de l’ingrédient naturel. 11 ans se sont écoulés et vous ne vous attendez certainement pas à ce qu’une entreprise ayant des problèmes de crédibilité et de clarté dans sa production alimentaire et qui vend son produit dans le monde entier… décide, sans raison valable, de… se lancer en politique active, et le fait de la pire des manières imaginables, c’est-à-dire fait chanter un Etat en le menaçant de cesser de vendre ses glaces en Cisjordanie, actuellement occupée par l’Etat israélien, le choix est motivé conformément à ses valeurs… “de caractère progressiste et égalitaire, donc, pas tout de suite, mais dans un an et demi il ne vendra plus ses glaces dans les “territoires palestiniens occupés” mais ne sera vendue que dans les territoires qui appartenaient à Israël avant 1967. Ainsi le “bon glacier” estime que l’Etat d’Israël doit rendre la Cisjordanie aux Palestiniens car selon lui c’est une question de “caractère progressiste” qui ne peut être compromis. Il est certain que si désormais les glaciers sont également impliqués en politique, j’imagine qu’en à l’avenir, de nombreuses autres entreprises voudront s’en inspirer… et je pense que dans les mois à venir, peut-être, nous verrons toutes sortes d’arrêts dans l’approvisionnement alimentaire en Cisjordanie, en espérant que la protestation ne s’étende pas aux entreprises productrices.. papier toilette et serviettes intimes . Alors, puisqu’ils parlent de progressisme et d’égalité, j’ai l’honneur d’informer leurs messieurs “glaces progressistes” que dans les pays islamiques les chrétiens ne sont pas égaux aux musulmans et sont massacrés en Asie, en Afrique et en Europe… en Inde il y a castes et le terme égalité n’est qu’une idéologie de son gouvernement, en Afrique dans les pays du nord, du centre et du sud la situation de racisme crapuleux entre les différentes ethnies est une réalité dramatique qui génère violences et meurtres tout le temps et enfin, en Chine et dans les nombreux pays communistes, l’égalité n’existe que dans l’idéologie et la période marxistes. Bon maintenant que j’ai esquissé les inégalités existant dans le monde de manière capillaire, « cher monsieur Gelatoio »… que faites-vous maintenant, arrêtez de vendre vos glaces dans tous ces territoires et vendez-les uniquement aux USA ? Pour conclure, laissons la politique à ceux qui la font et sérieusement, surtout les étrangers… car des coups comme ça créent de la mauvaise humeur et parfois même des morts ! 20072021 https://manliominicucci.myblog.it/ https://vk.com/id529229155

Plus de glaces B&J en Cisjordanie, colère d’Israël

Société américaine : « Nous défendons nos valeurs ». Bennett : “Quelle erreur”

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Éditorial ANSATEL AVIV

20 juillet 202119 : 10ACTUALITÉS

(ANSA) – TEL AVIV, 20 JUILLET – Ben & Jerry’s, la marque historique de glaces américaines, est entrée dans une trajectoire de collision avec le gouvernement israélien après avoir annoncé que, “conformément à ses valeurs” de nature progressiste et égalitaire, dans un un an et demi ne vendra plus ses produits dans les « territoires palestiniens occupés ». Forcer des milliers d’Israéliens résidant dans les colonies de Cisjordanie à se passer de ses bols de crème glacée. Cartes en main, du moins pour les B&J’s, ils vivent physiquement en dehors des frontières d’Israël. Au lieu de cela, l’entreprise maintiendra la distribution régulière de ses glaces dans les soi-disant « frontières israéliennes de 1967 ». La réaction du gouvernement de Naftali Bennett a été immédiate et dure : “Une erreur morale” s’est-il exclamé après avoir appris la nouvelle. “Un épisode d’antisémitisme”, a déclaré le ministre des Affaires étrangères Yair Lapid. (MANIPULER).

RIAPRITE IL COLOSSEO !

20072021 suora

RIAPRITE IL COLOSSEO !

Quando s’intraprende una “strada nuova per una vecchia, sai ciò che lasci ma non sai quel che trovi”… E’ L’antico detto di proverbiale acume dei saggi che osavano ammonirlo a tutti, ai potenti come alla gente comune… quel detto è ancora valido oggi sebbene si sia nel XXI secolo. Nei nostri tempi da oltre un decennio assistiamo al cambiamento radicale di direzione in quelle che erano le vie della normalità, moralità, pace e dell’amore tra gli uomini… il cambiamento è dipeso da tanti fattori, un po’ perché il progresso e la tecnologia ha di fatto allontanato i giovani dalle attività ricreative offerte dalle chiese e con i contributi dei parroci, infatti oggi le attività prevalenti sono sempre al di fuori del contesto religioso. Non è un dramma assoluto visto che la democrazia e libertà lascia ad ognuno di noi la decisione sul come vivere le proprie giornate e se gli adulti e ragazzi si allontanano dal luogo dove gli insegnamenti sulla moralità sono principi  fondamentali e la cura dello spirito viene a mancare ecco che il problema diventa serio e difficile da affrontarlo. Questo sta accadendo nel mondo occidentale dove la fede è una roba che appartiene al passato e il cristianesimo è “una rottura di balle” che infastidisce sempre di più, infatti la blasfemia mediatica, in costante aumento, è consentita solo sul cristianesimo e mai, dico mai, sulla religione islamica od ebrea e non capisco perché dev’essere sempre così ?  Io consto che noi cristiani siamo sempre oggetto di ironia e di battutine volgari a sfondo sessuale anche nelle manifestazioni LGBT… ma nessuno s’indigna né dice niente, però nessuno si permette di offendere il mondo stesso LGBT o quello islamico.. per loro il “politically correct” è d’obbligo… mentre per noi cristiani no ! Mestamente chiedo ai radical chic : ma intendete darci in pasto ai leoni la sera al posto del film noioso o spettacolo teatrale palloso ? Beh… il Colosseo è ancora in piedi e se vi piace veder morire i cristiani e maniati dai leoni… fate pure, tanto se non ci riuscite voi con i leoni ci riescono gli altri nei paesi non occidentali. Eh già… perché dei cristiani che vengono incarcerati o massacrati non fa comodo parlarne mentre dei beni requisiti alla Stato vaticano è un bene farlo perché quelli sono beni “rubati al popolo”… già, chissà perché al popolo rubano sempre e solo i cristiani e mai gli islamici o gli ebrei… Ma non si esaurisce qui la lotta contro i cristiani anzi ora si combattono con la galera dura i “terroristi cristianisti” come padre Swamy, un… “giovane sacerdote di 84 anni”, affetto dal morbo di Parkinson, che per il governo indiano avrebbe condotto azioni terroristiche… Terrorista a 84 anni ? Vabbè… lisciamo perdere… intanto lui è morto nel silenzio in galera… e vi chiedo se voi avete ascoltato delle notizie dai media o visto qualcosa muoversi  in sua difesa, infatti per lui ambasciatori e ministri degli esteri non li abbiamo notati come nella storia di Zaki. Già… due pesi e due misure che tristezza… per Zaki, l’egiziano arrestato e detenuto in Egitto, si è mobilitata un’intera città e il parlamento italiano, mentre per il povero cristiano nessuno ha mosso un dito né ha speso una parola… morto come un “cane rognoso” nell’abbandono di tutti i media. Purtroppo si è avviata da anni la caccia ai cristiani e ai loro beni terreni… e tanti, nel rispetto di certe ideologie e convincimenti religiosi, sostengono che bisogna “circondarli e privarli delle loro ricchezze e della loro vita”, quando è possibile. L’ondata ideologica e illogica del razzismo all’incontrario e di sovvertire i concetti della storia stanno producendo effetti devastanti e tanti non se ne accorgono che così facendo hanno dato la possibilità di regolare conti in sospeso originati da secolare odio.  Spero solo che tra un po’ di tempo non ci obbligheranno a tatuarci il nome e cognome sul braccio, magari… con un numerino al seguito. Noi abbiamo lasciato la vecchia via ed ora che ci siamo avviati sulla nuova ecco i risultati magnifici che abbiamo sotto gli occhi,  forse… non conveniva lasciar la vecchia strada, per noi cristiani certamente sì ! 19072021 …by… … https://manliominicucci.myblog.it/    https://vk.com/id529229155

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Nuovi attacchi anticristiani nel silenzio generale

19 Luglio 2021 – 11:02

20072021 suora

(Mauro Faverzani) Continua la persecuzione anticristiana a tutte le latitudini, in tutte le forme e con tutti i mezzi, dal sangue alle leggi alla penna: mentre in Eritrea vengono chiuse e statalizzate le scuole e le cliniche cattoliche, dall’India è giunta notizia della morte in galera di Padre Stan Swamy, sacerdote di 84 anni, incarcerato dal governo nell’ottobre scorso con l’incredibile accusa di terrorismo. Era malato di Parkinson e recentemente aveva anche contratto il Covid, eppure le autorità sono state inflessibili e si sono rifiutate di liberarlo per evidenti motivi di salute.

Le forze dell’ordine avrebbero ritrovato sul computer del religioso documenti del Partito maoista indiano, documenti che tuttavia sarebbero stati lì posti dalla stessa Polizia indiana: a dichiararlo sulle colonne di Valeurs Actuelles, è stata una società americana, che ha potuto analizzare il computer del sacerdote.

Prima dell’incarcerazione, Padre Swamy aveva, del resto, dichiarato in un video-messaggio: «Ciò che mi capita non è alcunché di personale, si tratta anzi di un vasto processo in atto. Intellettuali famosi, avvocati, scrittori, poeti, attivisti e leader studenteschi si trovano in prigione semplicemente per aver espresso il proprio dissenso o creato problemi al potere in India».

Ma c’è un’altra forma di persecuzione ed è quella mediatica: nei cinema è giunta l’ennesima pellicola anticattolica, Benedetta, firmata dal regista e produttore olandese Paul Verhoeven, lo stesso di altri film a dir poco problematici, come Basic Instinct. Seguendo come traccia il libro scritto una trentina d’anni fa da Judith C. Brown, narra, a modo suo, la vicenda di una religiosa italiana, vissuta nel XVII secolo nel convento di Pescia, in Toscana, per alcuni mistica, per altri mistificatrice, finita comunque sul rogo in quanto accusata di una relazione con una consorella.

Per capire la prospettiva volutamente faziosa data alla pellicola, valgono più di mille altri discorsi le dichiarazioni rilasciate dal regista alla stampa e riportate dal quotidiano francese L’Yonne Républicaine: Verhoeven ha lodato il suo sceneggiatore, l’americano David Birke, per aver saputo «bilanciare la religione, la sessualità ed i raggiri politici della Chiesa, il che non era facile», mostrando così come si tratti dell’ennesimo prodotto “a tema” ovvero già pregiudizialmente incline a massacrare la fede cattolica sulla scorta di situazioni ed informazioni utilizzate con chiari intenti denigratori.

Se da una parte la Chiesa resta purtroppo il bersaglio preferito, dall’altra il politically correct ricorre alla cancel culture ogniqualvolta possa umiliare i valori, le tradizioni ed il patrimonio culturale occidentale, lanciando a sproposito accuse di razzismo e promuovendo in alternativa la violenza stile Black Lives Matter. Ciò che è avvenuto, per intenderci, a Edimburgo, dove la James Gillespie’s High School ha bandito la nota opera di Harper Lee, Il buio oltre la siepe, in quanto, secondo i docenti, in essa la parte dell’eroe la farebbe un bianco, l’avv. Atticus Finch, e non il protagonista, Tom Robinson, un giovane di colore condannato ingiustamente. Da notarsi, come il romanzo sia già stato espulso per motivi analoghi anche dalle scuole della California e del Canada.

Nel frattempo, in Svezia si fa spazio ad un nuovo partito musulmano: la minoranza islamica, pari all’8,1% della popolazione totale (in cifre 810 mila individui, di cui 100 mila di origine turca), sta cercando, infatti, una propria rappresentanza anche istituzionale. E qui s’innesta la proposta politica di Mikail Yüksel, il giovane che due anni fa fondò Nyans, un partito rivolto principalmente a musulmani e ad elettori di origine araba, mediorientale ed africana con alcuni punti fermi nel programma: tra questi, oltre prevedibilmente ad una politica dichiaratamente filo-immigrazionista, figura anche il tentativo di ottenere una criminalizzazione di islamofobia ed afrofobia, ciò che, gestito in un certo modo, potrebbe comportare nuovi, inquietanti bavagli alla libertà di pensiero e d’opinione, trasformando in reato anche quello che reato non è.

 

ENGLISH

REOPEN THE COLOSSEUM!

When a “new path is undertaken for an old woman, you know what you leave but you do not know what you find” … It is the ancient saying of proverbial acumen of the wise who dared to admonish it to everyone, to the powerful as well as to common people. .. that saying is still valid today even though it is in the 21st century. In our times for over a decade we have witnessed the radical change of direction in what were the ways of normality, morality, peace and love among men … the change has depended on many factors, partly because progress and technology has actually removed young people from the recreational activities offered by churches and with the contributions of parish priests, in fact today the prevailing activities are always outside the religious context. It is not an absolute drama since democracy and freedom leave to each of us the decision on how to live our days and if adults and children move away from the place where the teachings on morality are fundamental principles and the care of the spirit is lacking. here the problem becomes serious and difficult to deal with. This is happening in the Western world where faith is a thing of the past and Christianity is “a bummer” that annoys more and more, in fact the media blasphemy, constantly increasing, is only allowed on Christianity and never, I say ever, on the Islamic or Jewish religion and I don’t understand why it must always be like this? I know that we Christians are always the object of irony and vulgar sexual jokes even in LGBT demonstrations … but no one is indignant or says anything, but no one is allowed to offend the LGBT or Islamic world itself … for them the “politically correct” is a must … while for us Christians it is not! Sadly I ask the radical chic: but do you intend to feed us to the lions in the evening instead of the boring movie or boring theatrical show? Well … the Colosseum is still standing and if you like to see Christians dying and being haunted by lions … go ahead, so if you can’t do it with lions, others in non-Western countries can. Yes … because it is not convenient to talk about Christians who are imprisoned or massacred, while it is good to do so about goods requisitioned from the Vatican State because those are goods “stolen from the people” … yes, who knows why they always and only steal from the people Christians and never Muslims or Jews … But the fight against Christians does not end here, on the contrary, now the “Christian terrorists” like Father Swamy, a … “84-year-old young priest” are being fought in hard jail , suffering from Parkinson’s disease, which for the Indian government would have carried out terrorist actions … Terrorist at 84 years old? Oh well … let’s make it right … meanwhile he died in silence in jail … and I ask you if you have heard news from the media or seen something moving in his defense, in fact for him we have not ambassadors and foreign ministers noticed as in the story of Zaki. Yes … two weights and two measures, what a sadness … for Zaki, the Egyptian arrested and detained in Egypt, an entire city and the Italian parliament have mobilized, while for the poor Christian no one has lifted a finger or has spent a word … died like a “mangy dog” in the abandonment of all the media. Unfortunately, the hunt for Christians and their earthly goods has been underway for years … and many, in respect of certain ideologies and religious beliefs, argue that we must “surround them and deprive them of their wealth and their life”, whenever possible. The ideological and illogical wave of racism to the contrary and of subverting the concepts of history are producing devastating effects and many do not realize that by doing so they have given the possibility to settle unfinished business originating from centuries-old hatred. I just hope that in a little while they won’t force us to tattoo our name and surname on our arm, maybe … with a small number in tow. We have left the old way and now that we have started on the new one here are the magnificent results that we have under our eyes, perhaps … it was not convenient to leave the old road, for us Christians certainly yes! 19072021 … by … … https://manliominicucci.myblog.it/ https://vk.com/id529229155

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New anti-Christian attacks in general silence

July 19, 2021 – 11:02

20072021 suora

(Mauro Faverzani) The anti-Christian persecution continues at all latitudes, in all forms and by all means, from blood to laws to pen: while in Eritrea Catholic schools and clinics are closed and nationalized, news has come from India of the death in prison of Father Stan Swamy, an 84-year-old priest, imprisoned by the government last October on the incredible charge of terrorism. He was sick with Parkinson’s and had also recently contracted Covid, yet the authorities were inflexible and refused to release him for obvious health reasons.

The police would have found the computer of the cleric documents of the Indian Maoist Party, documents that however would have been placed there by the Indian Police itself: to declare it in the columns of Valeurs Actuelles, was an American company, which was able to analyze the priest’s computer.

Before his incarceration, Father Swamy had, moreover, declared in a video message: “What happens to me is nothing personal, it is indeed a vast process underway. Famous intellectuals, lawyers, writers, poets, activists and student leaders find themselves in prison simply for expressing their dissent or creating problems in power in India ”.

But there is another form of persecution and it is the media: yet another anti-Catholic film has arrived in cinemas, Benedetta, signed by Dutch director and producer Paul Verhoeven, the same as other films that are problematic to say the least, such as Basic Instinct. Following the outline of the book written about thirty years ago by Judith C. Brown, it narrates, in its own way, the story of an Italian nun, who lived in the 17th century in the convent of Pescia, in Tuscany, for some mystic, for others a mystifier. , however, ended up at the stake as accused of a relationship with a sister.

To understand the intentionally biased perspective given to the film, the statements made by the director to the press and reported by the French newspaper L’Yonne Républicaine are worth more than a thousand other speeches: Verhoeven praised his screenwriter, the American David Birke, for knowing ” balance religion, sexuality and the political deceptions of the Church, which was not easy “, thus showing how this is yet another” thematic “product, that is already prejudicial to the massacre of the Catholic faith on the basis of situations and information used with clear denigrating intentions.

If on the one hand the Church unfortunately remains the preferred target, on the other the politically correct resort to cancel culture whenever it can humiliate the values, traditions and cultural heritage of the West, inappropriately launching accusations of racism and alternatively promoting Black-style violence. Lives Matter. What happened, so to speak, in Edinburgh, where James Gillespie’s High School banned the well-known work by Harper Lee, The darkness beyond the hedge, as, according to the teachers, in it the part of the hero would be a white , the lawyer Atticus Finch, and not the protagonist, Tom Robinson, a young black man wrongfully convicted. Note that the novel has already been expelled from schools in California and Canada for similar reasons.

Meanwhile, in Sweden, space is being made for a new Muslim party: the Islamic minority, equal to 8.1% of the total population (in figures 810 thousand individuals, of which 100 thousand of Turkish origin), is looking, in fact, for a own representation, including institutional ones. And here comes the political proposal of Mikail Yüksel, the young man who two years ago founded Nyans, a party aimed mainly at Muslims and voters of Arab, Middle Eastern and African origin with some fixed points in the program: among these, in addition to predictably an openly pro-immigration policy, there is also the attempt to obtain a criminalization of Islamophobia and afrofobia, which, managed in a certain way, could lead to new, disturbing gags on freedom of thought and opinion, transforming even what crime is not.

 

FRANCAISE

ROUVERTURE DU COLISÉE !

Lorsqu’une “nouvelle route pour une vieille femme est entreprise, tu sais ce que tu laisses mais tu ne sais pas ce que tu trouves”… C’est le vieux dicton de l’acuité proverbiale du sage qui a osé l’admonester à tout puissants aussi bien que pour les gens ordinaires… ce dicton est toujours valable aujourd’hui même si c’est au 21ème siècle. À notre époque, depuis plus d’une décennie, nous avons assisté à un changement radical de direction dans les voies de la normalité, de la moralité, de la paix et de l’amour entre les hommes … le changement a dépendu de nombreux facteurs, en partie parce que le progrès et la technologie ont en fait enlevé les jeunes les gens des activités récréatives offertes par les églises et avec les contributions des curés, en fait aujourd’hui les activités dominantes sont toujours en dehors du contexte religieux. Ce n’est pas un drame absolu puisque la démocratie et la liberté laissent à chacun de nous le choix de vivre nos jours et si adultes et enfants s’éloignent de l’endroit où les enseignements sur la morale sont des principes fondamentaux et le soin de l’esprit fait défaut. ici, le problème devient grave et difficile à traiter. Cela se passe dans le monde occidental où la foi appartient au passé et le christianisme est “une déception” qui agace de plus en plus, en fait le blasphème médiatique, sans cesse croissant, n’est autorisé que sur le christianisme et jamais, je dis jamais, sur la religion islamique ou juive et je ne comprends pas pourquoi il doit toujours en être ainsi ? Je sais que nous chrétiens sommes toujours l’objet d’ironie et de blagues sexuelles vulgaires même dans les manifestations LGBT… mais personne ne s’indigne ni ne dit rien, mais personne n’a le droit d’offenser le monde LGBT ou islamique lui-même… “politiquement correct” est un must… alors que pour nous chrétiens ce n’est pas le cas ! Malheureusement, je demande au chic radical : mais avez-vous l’intention de nous nourrir aux lions le soir au lieu du film ennuyeux ou du spectacle théâtral ennuyeux ? Eh bien… le Colisée est toujours debout et si vous aimez voir des chrétiens mourir et être hantés par des lions… allez-y, donc si vous ne pouvez pas le faire avec des lions, d’autres dans des pays non occidentaux le peuvent. Ouais… parce qu’il n’est pas commode de parler de chrétiens emprisonnés ou massacrés, alors qu’il est bon de le faire de biens réquisitionnés à l’État du Vatican parce que ce sont des biens “volés au peuple”… oui, qui sait pourquoi ils volent toujours et seulement les gens chrétiens et jamais musulmans ou juifs… Mais le combat contre les chrétiens ne s’arrête pas là, au contraire, maintenant les “terroristes chrétiens” comme le père Swamy, un…” 84 ans -vieux jeune prêtre” sont combattus en prison dure, souffrant de la maladie de Parkinson, qui pour le gouvernement indien aurait mené des actions terroristes… Terroriste à 84 ans ? Eh bien… corrigeons les choses… pendant ce temps il est mort en silence en prison… et je vous demande si vous avez entendu des nouvelles des médias ou vu quelque chose bouger pour sa défense, en fait pour lui nous n’avons pas d’ambassadeurs et les ministres des Affaires étrangères ont remarqué comme dans l’histoire de Zaki. Oui… deux poids et deux mesures quelle tristesse… pour Zaki, l’Egyptien arrêté et détenu en Egypte, toute une ville et le parlement italien se sont mobilisés, alors que pour le pauvre chrétien personne n’a levé le petit doigt ni passé un mot … est mort comme un “chien galeux” dans l’abandon de tous les médias. Malheureusement, la chasse aux chrétiens et à leurs biens terrestres est en cours depuis des années… et beaucoup, respectant certaines idéologies et croyances religieuses, soutiennent qu’il faut « les entourer et les priver de leurs richesses et de leur vie », chaque fois que cela est possible. La vague idéologique et illogique de racisme contraire et de subversion des concepts de l’histoire produit des effets dévastateurs et beaucoup ne réalisent pas qu’en agissant ainsi, ils ont donné la possibilité de régler des affaires inachevées nées d’une haine séculaire. J’espère juste que dans peu de temps ils ne nous obligeront pas à tatouer notre nom et prénom sur notre bras, peut-être… avec un petit nombre à la remorque. Nous avons quitté l’ancienne voie et maintenant que nous avons entamé la nouvelle voici les magnifiques résultats que nous avons sous nos yeux, peut-être… ce n’était pas commode de quitter l’ancienne route, pour nous chrétiens certainement oui ! 19072021 … par … … https://manliominicucci.myblog.it/ https://vk.com/id529229155

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Nouvelles attaques anti-chrétiennes dans le silence général

19 juillet 2021 – 11:02

20072021 suora

(Mauro Faverzani) La persécution antichrétienne se poursuit sous toutes les latitudes, sous toutes les formes et par tous les moyens, du sang aux lois en passant par la plume : alors qu’en Érythrée les écoles et les cliniques catholiques sont fermées et nationalisées, la nouvelle est venue d’Inde de la mort en prison du père Stan Swamy, un prêtre de 84 ans, incarcéré par le gouvernement en octobre dernier pour l’incroyable accusation de terrorisme. Il était atteint de la maladie de Parkinson et avait également récemment contracté le Covid, pourtant les autorités se sont montrées inflexibles et ont refusé de le relâcher pour des raisons de santé évidentes.

La police aurait trouvé le ordinateur des documents ecclésiastiques du Parti maoïste indien, documents qui pourtant y auraient été déposés par la Police indienne elle-même : pour le déclarer dans les colonnes de Valeurs Actuelles, c’était une société américaine, qui a pu analyser l’ordinateur du prêtre.

Avant son incarcération, le père Swamy avait d’ailleurs déclaré dans un message vidéo : “Ce qui m’arrive n’a rien de personnel, c’est effectivement un vaste processus en cours. Des intellectuels célèbres, des avocats, des écrivains, des poètes, des militants et des dirigeants étudiants se retrouvent en prison simplement pour avoir exprimé leur dissidence ou créé des problèmes de pouvoir en Inde ».

Mais il existe une autre forme de persécution et ce sont les médias : un énième film anti-catholique est arrivé dans les salles, Benedetta, signé du réalisateur et producteur néerlandais Paul Verhoeven, au même titre que d’autres films pour le moins problématiques, comme Instinct primaire. Suivant les grandes lignes du livre écrit il y a une trentaine d’années par Judith C. Brown, il narre, à sa manière, l’histoire d’une religieuse italienne, qui vécut au XVIIe siècle dans le couvent de Pescia, en Toscane, pour quelque mystique , pour d’autres un mystificateur. , cependant, a fini sur le bûcher comme accusé d’une relation avec une sœur.

Pour comprendre le point de vue volontairement biaisé donné au film, les déclarations faites par le réalisateur à la presse et rapportées par le journal français L’Yonne Républicaine valent plus que mille autres discours : Verhoeven a félicité son scénariste, l’Américain David Birke, pour sachant ” équilibrer la religion, la sexualité et les tromperies politiques de l’Eglise, ce qui n’était pas facile “, montrant ainsi comment c’est encore un autre produit ” thématique “, qui est déjà préjudiciable au massacre de la foi catholique sur la base des situations et des informations utilisé avec des intentions clairement dénigrantes.

Si d’un côté l’Église reste malheureusement la cible privilégiée, de l’autre le recours politiquement correct pour annuler la culture chaque fois qu’il peut humilier les valeurs, les traditions et l’héritage culturel de l’Occident, en lançant à tort des accusations de racisme et en encourageant alternativement la violence à la noire Les vies comptent. Que s’est-il passé, pour ainsi dire, à Édimbourg, où le lycée de James Gillespie a interdit l’ouvrage bien connu de Harper Lee, L’obscurité au-delà de la haie, car, selon les enseignants, la partie du héros serait un blanc , l’avocat Atticus Finch, et non le protagoniste, Tom Robinson, un jeune homme noir condamné à tort. A noter que le roman a déjà été expulsé d’écoles en Californie et au Canada pour des raisons similaires.

Pendant ce temps, en Suède, on fait place à un nouveau parti musulman : la minorité islamique, égale à 8,1% de la population totale (en chiffres 810 mille individus, dont 100 mille d’origine turque), cherche une représentation propre, y compris les institutionnels. Et voici la proposition politique de Mikail Yüksel, le jeune homme qui a fondé il y a deux ans Nyans, un parti destiné principalement aux musulmans et aux électeurs d’origine arabe, moyen-orientale et africaine avec quelques points fixes au programme : parmi ceux-ci, en plus de de manière prévisible une politique ouvertement pro-immigration, il y a aussi la tentative d’obtenir une criminalisation de l’islamophobie et de l’afrophobie, qui, gérée d’une certaine manière, pourrait conduire à de nouveaux gags inquiétants sur la liberté de pensée et d’opinion, transformant même ce que le crime n’est pas .

E NO ! NON SE NE PUÒ PIÙ !

epa09119560 Fans react at the start of the first inning of the Washington Nationals' opening day game of the 2021 Major League Baseball (MLB) season, against the Atlanta Braves, at Nationals Park in Washington, DC, USA, 06 April 2021. Previously scheduled games against the New York Mets and Atlanta Braves were postponed after some Nationals players tested positive for COVID-19.  EPA/MICHAEL REYNOLDS

E NO ! NON SE NE PUÒ PIÙ !

C’è proprio da chiedersi coscientemente se un paese come gli Usa, che si professa libero e democratico, debba veder vivere i suoi cittadini costantemente nel terrore e nella morsa della paura e nella, non tanta remota, possibilità di  trovarsi coinvolti involontariamente in incredibili sparatorie, rischiando senza senso, ogni giorno, la propria vita o essere testimoni casuali o addirittura comparse involontarie nelle principali ed assurde scene di sparatorie cittadine in stile Chicago anni ’30 o peggio ancora, e sono episodi ricorrenti e dolorosi, di veder morire i propri cari, magari quando si è allo stadio per assistere ad un incontro sportivo o ad un centro commerciale, c’è proprio da domandarsi se può essere definito un paese civile e responsabile e che ha voglia di dare una svolta alla soluzione atavica del problema. E’ ora di finirla…  basta con questo stillicidio continuo… il possesso e l’eventuale utilizzo di armi dev’essere consentito unicamente all’interno delle proprie abitazioni e solo in caso di reale pericolo… ovvero, quando si registra la presenza di uno o più loschi individui nella propria casa, non bisogna permettere che le si portino in giro come oggetti ornamentali e magari alla prima lite o accesa discussione la si tiri fuori e si inizi a sparare per… aver ragione e soddisfare la focosità del momento. Ovviamente ci sono soggetti che per motivi di sicurezza nel lavoro onde evitare rapine e d aggressioni sono obbligati ad essere armati, e questo è accettabile… ma anche in questo caso sarebbe utile sottoporli ad una visita annuale psichiatrica per accertare le normali capacità mentali del portatore d’armi proprio al fine di evitare stragi di innocenti, sì, come una vera e propria patente psichiatrica. È inaccettabile veder morire una bimba di cinque anni per i capricci o la vendetta di qualche folle che si sente Dio in quel momento ed è lui che decide la vita o la morte di una persona solo perché è in possesso di un’arma, a quella bimba è stata tolta la vita senza un perché… e quel che mi rattrista è che non è la prima volta che accadono queste infanticidi e non solo negli Usa ma accadono anche in Europa. Giustissimo che le armi siano in dotazione esclusivamente alle forze di polizia e ai soggetti teoricamente aggredibili da individui malviventi che potrebbero mettere a segno rapine e furti a mano armata ma bisogna smetterla di concedere il trasporto delle armi liberamente e a chiunque perché nessuno può garantirci cosa potrà accadere in momento di rabbia. Sono anni che denuncio il mal costume statunitense ma vedo che i presidenti cambiano e le promesse di campagna elettorale non vengono mai mantenute. E devo dire che in questo Biden è veramente “l’artista delle bugie”… le solite promesse e chiacchiere da campagna elettorale per scalzare Trump ma poi… nei fatti tutto è esattamente come prima e non è cambiata una virgola anzi è cambiato solo il sorriso. In ultimo una mia personale considerazione, è indubbio che il genere umano si stia dirigendo verso una deriva di violenza senza confini, “stiamo costruendo”, grazie anche a certe strane ideologie, una società priva di valori umani e rispetto verso gli altri… arricchendola di violenza inaudita, accoltellamenti, sparatorie e terrorismo la fanno da padrona in tutti i paesi cosiddetti civili… cioè, detto in parole povere siamo di fronte alla rinascita di “Sodoma e Gomorra” in stile globale ! Probabilmente essersi allontanati da certi valori di indirizzo cristiano sta dando frutti amari e disgustosi… vogliamo continuare così ? 18072021 …by… … https://manliominicucci.myblog.it/     https://vk.com/id529229155

Paura alla stadio, tre feriti in sparatoria a Washington

Sospesa la partita baseball dei Nationals, venerdì uccisa una bimba

 Il numero degli omicidi nelle grandi metropoli americane lo scorso anno è salito in media del 30%

 epa09119560 Fans react at the start of the first inning of the Washington Nationals' opening day game of the 2021 Major League Baseball (MLB) season, against the Atlanta Braves, at Nationals Park in Washington, DC, USA, 06 April 2021. Previously scheduled games against the New York Mets and Atlanta Braves were postponed after some Nationals players tested positive for COVID-19. EPA/MICHAEL REYNOLDS

Tifosi dei Washington Nationals allo stadio, archivio –

Redazione ANSANEW YORK

18 luglio 202115:42NEWS

Paura allo stadio. Durante la partita di baseball sabato sera fra i Washington Nationals e i San Diego Padres, nella capitale statunitense, si sentono una decina di colpi di arma da fuoco fuori dall’impianto sportivo.

Il match viene immediatamente sospeso e agli spettatori consigliato di lasciare lo stadio.  La polizia interviene in tempi stretti e rassicura: “Non c’è alcuna minaccia”. Il bilancio è di tre feriti. Due delle persone ferite si trovavano in una di due auto coinvolte nella sparatoria, mentre la terza è una donna che era appena uscita dallo stadio e si trovava sul marciapiede. Sugli spalti c’e’ stato il panico: gli annunci a lasciare lo stadio hanno causato caos fra il pubblico, che ha cercato immediatamente riparo sentendo risuonare dagli altoparlanti l’allarme di una possibile persona armata. I giocatori in campo si sono ricongiunti con le famiglie presenti e sono stati allontanati.
L’episodio arriva in un fine settimana violento per Washington. Un’altra sparatoria, questa volta venerdì sera, ha infatti causato cinque feriti e una vittima, una bimba di cinque anni. I colpi di arma da fuoco sarebbero partiti da un’auto in movimento e, secondo la polizia, dietro alla sparatoria ci sarebbe un litigio personale. La bambina, soccorsa immediatamente, è stata trasportata subito in ospedale ma ormai era troppo tardi. La polizia ha annunciato una ricompensa di 60.000 dollari per chi fornirà informazioni sul killer.
Washington non è comunque l’unica città violenta del Paese.
Il numero degli omicidi nelle grandi metropoli americane lo scorso anno è salito in media del 30% e l’amministrazione Biden e la polizia temono che con l’allentamento della restrizioni anti Covid si verifichi un balzo della violenza durante l’estate.

 

ENGLISH

AND NO ! YOU CAN NOT MORE!

We must consciously ask ourselves whether a country like the US, which professes to be free and democratic, should see its citizens live constantly in terror and in the grip of fear and in the not so remote possibility of being involuntarily involved in incredible shootings. , risking senseless, every day, their lives or being random witnesses or even involuntary extras in the main and absurd scenes of Chicago-style city shooting in the 1930s or worse, and they are recurring and painful episodes, of seeing loved ones die , perhaps when you are at the stadium to attend a sports meeting or a shopping center, you really have to ask yourself if it can be defined as a civilized and responsible country and that wants to give a change to the atavistic solution of the problem. It’s time to stop it … enough with this continuous dripping … the possession and possible use of weapons must be allowed only inside one’s own homes and only in case of real danger … that is, when one records the presence of one or more shady individuals in your home, you must not allow them to be carried around as ornamental objects and perhaps at the first quarrel or heated discussion you pull it out and start shooting for … being right and satisfying the fieryness of the moment. Obviously there are subjects who for reasons of safety at work in order to avoid robberies and assaults are obliged to be armed, and this is acceptable … but even in this case it would be useful to subject them to an annual psychiatric visit to ascertain the normal mental abilities of the bearer. of arms precisely in order to avoid massacres of innocent people, yes, like a real psychiatric license. It is unacceptable to see a five-year-old girl die from the whims or revenge of some madman who feels like God at that moment and it is he who decides the life or death of a person only because he is in possession of a weapon, to that child was killed without a reason … and what saddens me is that it is not the first time that these infanticides have occurred and not only in the US but also in Europe. It is very right that the weapons are supplied exclusively to the police forces and to subjects theoretically attackable by criminals who could carry out robberies and armed thefts but we must stop allowing the transport of weapons freely and to anyone because no one can guarantee us what will happen in time of anger. I have been denouncing US bad habits for years but I see that presidents change and campaign promises are never kept. And I must say that in this Biden is truly “the artist of lies” … the usual campaign promises and rumors to oust Trump but then … in fact everything is exactly as before and it hasn’t changed one iota indeed it is only the smile changed. Finally, my personal consideration, there is no doubt that mankind is heading towards a drift of violence without borders, “we are building”, thanks also to certain strange ideologies, a society devoid of human values and respect for others … enriching it with unprecedented violence, stabbings, shootings and terrorism are the masters in all the so-called civilized countries … that is, put simply we are facing the rebirth of “Sodom and Gomorrah” in a global style! Probably having moved away from certain values of a Christian orientation is giving bitter and disgusting fruits … do we want to continue like this? 18072021 … by … … https://manliominicucci.myblog.it/ https://vk.com/id529229155

Fear at the stadium, three injured in shooting in Washington

Nationals baseball game suspended, a child killed on Friday

 The number of murders in large American cities last year rose by an average of 30%

epa09119560 Fans react at the start of the first inning of the Washington Nationals' opening day game of the 2021 Major League Baseball (MLB) season, against the Atlanta Braves, at Nationals Park in Washington, DC, USA, 06 April 2021. Previously scheduled games against the New York Mets and Atlanta Braves were postponed after some Nationals players tested positive for COVID-19.  EPA/MICHAEL REYNOLDS

Washington Nationals fans at the stadium, archive –

ANSANEW YORK editorial staff

July 18th, 202115: 42NEWS

Fear at the stadium. During the baseball game on Saturday night between the Washington Nationals and the San Diego Padres, in the US capital, a dozen gunshots are heard outside the sports facility.

The match is immediately suspended and spectators advised to leave the stadium. The police intervened quickly and reassured: “There is no threat”. The toll is three injured. Two of the injured people were in one of two cars involved in the shooting, while the third is a woman who had just left the stadium and was standing on the sidewalk. There was panic in the stands: the announcements leaving the stadium caused chaos among the public, who immediately sought shelter hearing the alarm of a possible gunman ringing over the loudspeakers. The players on the pitch have reunited with the families present and have been removed.

The episode comes on a violent weekend for Washington. Another shooting, this time on Friday evening, caused five injuries and one victim, a five-year-old girl. The shots were fired from a moving car and, according to the police, there was a personal quarrel behind the shooting. The child, who was rescued immediately, was immediately transported to the hospital but by now it was too late. Police have announced a $ 60,000 reward for providing information on the killer.

However, Washington is not the only violent city in the country.

The number of murders in large American cities last year rose by an average of 30% and the Biden administration and the police fear that the easing of the anti-Covid restrictions will lead to a spike in violence during the summer.

 

 

FRANCAISE

ET NON ! VOUS NE POUVEZ PLUS !

Nous devons consciemment nous demander si un pays comme les États-Unis, qui prétendent être libres et démocratiques, devrait voir ses citoyens vivre constamment dans la terreur et en proie à la peur et dans la possibilité pas si lointaine d’être involontairement impliqués dans des fusillades incroyables. , risquer insensé, chaque jour, leur vie ou être des témoins aléatoires ou même des figurants involontaires dans les scènes principales et absurdes des fusillades de la ville de Chicago dans les années 1930 ou pire, et ce sont des épisodes récurrents et douloureux, de voir des êtres chers mourir, peut-être quand vous êtes au stade pour assister à une réunion sportive ou à un centre commercial, vous devez vraiment vous demander si on peut le définir comme un pays civilisé et responsable et qui veut donner un changement à la solution atavique du problème. Il est temps d’arrêter… ça suffit avec ce ruissellement continu… la possession et l’utilisation éventuelle d’armes ne doivent être autorisées qu’à l’intérieur de ses propres maisons et uniquement en cas de danger réel… un ou plusieurs individus louches dans votre maison, vous ne devez pas permettre qu’ils soient transportés comme objets d’ornement et peut-être à la première querelle ou discussion animée vous le sortez et commencez à tirer pour … avoir raison et satisfaire la fougue du moment . Il y a évidemment des sujets qui pour des raisons de sécurité au travail afin d’éviter les vols et les agressions sont obligés d’être armés, et c’est acceptable… mais même dans ce cas il serait utile de les soumettre à un examen psychiatrique annuel pour vérifier les capacités mentales normales du porteur d’armes justement pour éviter des massacres d’innocents, oui, comme une vraie licence psychiatrique. Il est inacceptable de voir une fillette de cinq ans mourir des caprices ou de la vengeance d’un fou qui se sent comme Dieu à ce moment-là et c’est lui qui décide de la vie ou de la mort d’une personne uniquement parce qu’il est en possession d’une arme , à cet enfant a été tué sans raison… et ce qui m’attriste c’est que ce n’est pas la première fois que ces infanticides se produisent et pas seulement aux USA mais aussi en Europe. Il est tout à fait juste que les armes soient fournies exclusivement aux forces de police et à des sujets théoriquement attaquables par des malfaiteurs qui pourraient commettre des braquages et des vols à main armée mais nous devons cesser de permettre le transport d’armes librement et à n’importe qui car personne ne peut nous garantir ce qui se passera arriver en temps de colère. Je dénonce les mauvaises habitudes américaines depuis des années, mais je constate que les présidents changent et que les promesses de campagne ne sont jamais tenues. Et je dois dire que dans ce Biden est vraiment “l’artiste du mensonge”… les promesses de campagne habituelles et les bavardages pour évincer Trump mais alors… en fait tout est exactement comme avant et ça n’a pas changé d’un iota en effet ça c’est seulement le sourire qui a changé. Enfin, ma considération personnelle, il ne fait aucun doute que l’humanité se dirige vers une dérive de violence sans frontières, “nous construisons”, grâce aussi à certaines idéologies étranges, une société dépourvue de valeurs humaines et de respect d’autrui… l’enrichissant d’une violence sans précédent, les coups de couteau, les fusillades et le terrorisme sont les maîtres dans tous les pays dits civilisés… c’est-à-dire, en termes simples, nous sommes confrontés à la renaissance de « Sodome et Gomorrhe » dans un style global ! Probablement s’être éloigné de certaines valeurs d’orientation chrétienne, c’est donner des fruits amers et dégoûtants… voulons-nous continuer comme ça ? 18072021 … par … … https://manliominicucci.myblog.it/ https://vk.com/id529229155

Peur au stade, trois blessés dans une fusillade à Washington

Match de baseball national suspendu, un enfant tué vendredi

 L’année dernière, le nombre de meurtres dans les grandes villes américaines a augmenté de 30% en moyenne

epa09119560 Fans react at the start of the first inning of the Washington Nationals' opening day game of the 2021 Major League Baseball (MLB) season, against the Atlanta Braves, at Nationals Park in Washington, DC, USA, 06 April 2021. Previously scheduled games against the New York Mets and Atlanta Braves were postponed after some Nationals players tested positive for COVID-19.  EPA/MICHAEL REYNOLDS

Les fans des Nationals de Washington au stade, archive –

La rédaction d’ANSANEW YORK

18 juil. 202115 : 42ACTUALITÉS

Peur au stade. Lors du match de baseball samedi soir entre les Washington Nationals et les San Diego Padres, dans la capitale américaine, une dizaine de coups de feu se font entendre à l’extérieur du complexe sportif.

Le match est immédiatement suspendu et les spectateurs invités à quitter le stade. La police est intervenue rapidement et a rassuré : « Il n’y a pas de menace ». Le bilan est de trois blessés. Deux des personnes blessées se trouvaient dans l’une des deux voitures impliquées dans la fusillade, tandis que la troisième est une femme qui venait de quitter le stade et se tenait sur le trottoir. C’est la panique dans les tribunes : les annonces à la sortie du stade ont semé le chaos dans le public, qui s’est aussitôt mis à l’abri en entendant l’alarme d’un éventuel tireur retentir dans les haut-parleurs. Les joueurs sur le terrain ont retrouvé les familles présentes et ont été retirés.

L’épisode survient lors d’un week-end violent pour Washington. Une autre fusillade, cette fois vendredi soir, a fait cinq blessés et une victime, une fillette de cinq ans. Les coups de feu ont été tirés depuis une voiture en mouvement et, selon la police, il y avait une querelle personnelle derrière la fusillade. L’enfant, qui a été secouru immédiatement, a été immédiatement transporté à l’hôpital mais il était maintenant trop tard. La police a annoncé une récompense de 60 000 $ pour avoir fourni des informations sur le tueur.

Cependant, Washington n’est pas la seule ville violente du pays.

Le nombre de meurtres dans les grandes villes américaines a augmenté en moyenne de 30% l’année dernière et l’administration Biden et la police craignent que l’assouplissement des restrictions anti-Covid ne provoque une flambée de violence au cours de l’été.

PUGNO DURO… ERA ORA !

18072021 svezia condanna

PUGNO DURO… ERA ORA !

La Svezia non ne può più… subire tanti attentati con morti e feriti e senza mai poter reagire in modo adeguato al terrorismo evidentemente ha stancato e inorridito la società svedese tutta che ora ha perso la sua proverbiale pazienza e civiltà ed è passata alle vie estreme… e lo fatto decisamente comminando, attraverso una sentenza del tribunale svedese, una pena esemplare di condanna al solito terrorista religioso armato di coltello e “fuori di testa”. Ergastolo ben meritato, che apre nuovi scenari punitivi per gli adepti del crimine ad arma bianca e fissa un punto contro il terrorismo anche se. come penso io, servirà ben poco per uno che della morte ne fa un’icona della vita. Purtroppo c’è da dire che la  sentenza formulata e relativa condanna non viene emulata adeguatamente negli altri paesi occidentali come il nostro vittime di tali ed identici attentati. Da noi non sarebbe andata allo stesso modo, ne sono convintissimo… il “povero terrorista”… sarebbe stato dichiarato dal magistrato di turno “malato di mente” e magari con un passato ricco di psicofarmaci e ovviamente… già in cura presso una clinica psichiatrica. Ricoverato in una clinica per essere curato e dopo due o tre anni di mantenimento gratuito e vita in relax, a sbafo dei contribuenti, ecco che sarebbe stato liberato e libero di tornare a colpire ancora se lo desidera. Certo è che una sentenza del genere è alquanto sorprendente per la “civilissima Svezia”, una pena così severa comunque sta a raccontarci che i giudici svedesi si sono stancati di essere comprensivi e tolleranti con gli immigrati ed hanno pensato bene che è giunta l’ora di prendere le distanze, soprattutto dai terroristi di religione islamica che stanno mettendo a ferro e fuoco le periferie della città svedesi. Non gioisco assolutamente per un ergastolo… perché fa sempre male assistere alla perdita della libertà individuale di qualcuno… ma certamente non mi dispero, perché perdere la vita o rimanere menomati a seguito di un attentato terroristico fa sicuramente molto più male ed è qualcosa di insopportabile. Bene così, la giustizia faccia il suo corso e punisca severamente i criminali che meritano la giusta punizione. Ho l’impressione che dopo questa sentenza e quella sul velo delle donne islamiche, che in alcuni casi può essere proibito sul lavoro, pronunciata dalla Corte europea due giorni fa, l’attenzione sul mondo mussulmano si sia levata nel giusto modo e considerazione. Finalmente era ora… direi proprio ! 17072021  https://manliominicucci.myblog.it/     https://vk.com/id52922915


Svezia, ergastolo per migrante che ha pugnalato 7 persone per strada

18072021 svezia condanna

15.07.2021

© AFP 2021 / TT News Agency/ Johan Nilsson

Un originario dell’Afghanistan che nel marzo aveva ferito sette persone con un’arma bianca è stato condannato all’ergastolo, riporta l’emittente radiofonica locale Radio Svezia con riferimento al verdetto del tribunale.

L’incidente si è verificato lo scorso 3 marzo nella città di Vetlanda, al sul della Svezia. Nell’attacco sono rimaste ferite sette persone con l’aggressore ferito dalla polizia durante l’arresto e messo poi in custodia. L’autore dell’attacco, un profugo afghano di 22 anni, è stato accusato di sette tentati omicidi.

Il ragazzo si è riconosciuto colpevole solo di tre attacchi, senza poter spiegare il movente delle sue azioni ostili nei confronti dei passanti.

Secondo quanto riferito dalla stampa locale, il giovane era arrivato in Svezia dall’Afghanistan nel 2018

“Non è una questione di immigrazione”: Polemiche sul Premier svedese dopo l’attacco del profugo

 

ENGLISH

HARD FIST … IT WAS NOW!

Sweden can no longer stand it … undergo so many attacks with dead and wounded and without ever being able to react adequately to terrorism, it has evidently tired and horrified the whole Swedish society which has now lost its proverbial patience and civility and has gone on extreme … and done so decisively by imposing, through a sentence of the Swedish court, an exemplary sentence of condemnation to the usual religious terrorist armed with a knife and “out of his mind”. Well deserved life sentence, which opens up new punitive scenarios for the adepts of the white weapon crime and sets a point against terrorism even if. as I think, it will be of little use for someone who makes death an icon of life. Unfortunately, it must be said that the sentence formulated and its condemnation is not adequately emulated in other Western countries such as ours, victims of these identical attacks. We would not have gone the same way, I am very convinced … the “poor terrorist” … would have been declared by the magistrate on duty “mentally ill” and perhaps with a past rich in psychotropic drugs and obviously … already in treatment at a psychiatric clinic. Admitted to a clinic to be treated and after two or three years of free maintenance and life in relaxation, to the detriment of the taxpayers, here he would be released and free to strike again if he wishes. that such a sentence is somewhat surprising for the “very civilized Sweden”, such a severe punishment, however, tells us that the Swedish judges are tired of being understanding and tolerant with immigrants and have thought well that it is time to take distances, especially from Islamic terrorists who are setting fire to the outskirts of the Swedish city. I absolutely do not rejoice in a life sentence … because it always hurts to see the loss of the l individual freedom of someone … but I certainly do not despair, because losing your life or being handicapped following a terrorist attack certainly hurts much more and is something unbearable. Well so, justice take its course and severely punish the criminals who deserve just punishment. I have the impression that after this sentence and that on the veil of Islamic women, which in some cases can be prohibited at work, pronounced by the European Court two days ago, the attention on the Muslim world has been raised in the right way and consideration. Finally it was time … I would say really! 17072021

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Sweden, life sentence for migrant who stabbed 7 people in the street

18072021 svezia condanna

15.07.2021

© AFP 2021 / TT News Agency / Johan Nilsson

A native of Afghanistan who had injured seven people with a blade in March was sentenced to life in prison, reports the local radio station Radio Sweden with reference to the court verdict.

The incident occurred on March 3 in the city of Vetlanda, on the south side of Sweden. Seven people were injured in the attack with the assailant injured by the police during the arrest and then placed in custody. The attacker, a 22-year-old refugee from Afghanistan, was charged with seven attempted murders.

The boy found himself guilty of only three attacks, without being able to explain the motive for his hostile actions towards passers-by.

According to local press reports, the young man had arrived in Sweden from Afghanistan in 2018

“It’s not a question of immigration”: Controversy over the Swedish Premier after the refugee’s attack

 

FRANCAISE

POING DUR… C’ÉTAIT MAINTENANT !

La Suède ne peut plus le supporter… subir tant d’attentats avec des morts et des blessés et sans jamais pouvoir réagir de manière adéquate au terrorisme, elle a manifestement fatigué et horrifié toute la société suédoise qui a maintenant perdu sa patience et sa civilité proverbiales et est partie à l’extrême… et il l’a fait décidément en imposant, par une sentence du tribunal suédois, une peine exemplaire de condamnation à l’habituel terroriste religieux armé d’un couteau et « fou ». Condamnation à perpétuité bien méritée, qui ouvre de nouveaux scénarios punitifs pour les adeptes du crime d’arme blanche et met un point contre le terrorisme même si. comme je le pense, il sera de peu d’utilité pour quelqu’un qui fait de la mort une icône de la vie. Malheureusement, force est de constater que la sentence formulée et sa condamnation ne sont pas suffisamment imitées dans d’autres pays occidentaux comme le nôtre, victimes de ces attentats identiques. On n’aurait pas suivi le même chemin, j’en suis très convaincu… le “pauvre terroriste”… aurait été déclaré par le magistrat de service “malade mental” et peut-être avec un passé bourré de psychotropes et évidemment.. .traitement dans une clinique psychiatrique.Admis dans une clinique pour y être soigné et après deux ou trois ans d’entretien gratuit et de vie en détente, au détriment des contribuables, le voilà libéré et libre de faire grève à nouveau s’il le souhaite. une telle peine est quelque peu surprenante pour la « Suède très civilisée », une peine aussi sévère nous dit pourtant que les juges suédois sont fatigués d’être compréhensifs et tolérants avec les immigrés et ont bien pensé qu’il était temps de prendre des distances, notamment de Des terroristes islamistes qui mettent le feu à la périphérie de la ville suédoise. Je ne me réjouis absolument pas d’une condamnation à perpétuité … car ça fait toujours mal de voir la perte de la l liberté individuelle de quelqu’un… mais je ne désespère certainement pas, car perdre la vie ou être handicapé à la suite d’un attentat terroriste fait certainement beaucoup plus mal et c’est quelque chose d’insupportable. Eh bien, la justice suit son cours et punit sévèrement les criminels qui méritent une juste punition. J’ai l’impression qu’après cette condamnation et celle sur le voile des femmes islamiques, qui dans certains cas peut être interdit au travail, prononcée par la Cour européenne il y a deux jours, l’attention sur le monde musulman a été soulevée de la bonne manière et considération. Enfin il était temps… je dirais vraiment ! 17072021 https://manliominicucci.myblog.it/ https://vk.com/id52922915

Suède, condamnation à perpétuité pour un migrant qui a poignardé 7 personnes dans la rue

18072021 svezia condanna

15.07.2021

© AFP 2021 / Agence de presse TT / Johan Nilsson

Un natif d’Afghanistan qui avait blessé sept personnes avec une lame en mars a été condamné à la prison à vie, rapporte la station de radio locale Radio Suède en référence au verdict du tribunal.

L’incident s’est produit le 3 mars dans la ville de Vetlanda, dans le sud de la Suède. Sept personnes ont été blessées dans l’attaque dont l’agresseur a été blessé par la police lors de l’interpellation puis placé en garde à vue. L’agresseur, un réfugié afghan de 22 ans, a été inculpé de sept tentatives de meurtre.

Le garçon s’est rendu coupable de seulement trois agressions, sans pouvoir expliquer le motif de ses actions hostiles envers les passants.

Selon la presse locale, le jeune homme était arrivé en Suède en provenance d’Afghanistan en 2018

“Ce n’est pas une question d’immigration” : Polémique autour du Premier ministre suédois après l’attaque du réfugié

NIENTE VELO SUL LAVORO !

17072021 VELO

NIENTE VELO SUL LAVORO !

Finalmente si fa chiarezza su alcuni equivoci religiosi importati dai migranti e dibattuti da anni in Europa e sino a ieri mai affrontati né risolti. Già, parliamo dell’abbigliamento e dal regime alimentare dei mussulmani arrivati in Europa, ovviamente per loro  le abitudini ed il rispetto ai propri convincimenti religiosi  sono punti fermi che non possono essere messi in discussione né sono fonti di argomenti, loro sono obbedienti e da buoni mussulmani devono rispettare le linee guida coraniche e… punto. Però, questo può andar bene nella vita privata ma in quella lavorativa le cose cambiano, se uno è un lavoratore autonomo, tipo un commerciante, i clienti se li sceglie e sono affari suoi… però, può essere deleterio e non può essere tollerato dal datore di lavoro quando ci si troviamo nel caso di dipendenti pubblici o privati che hanno rapporti quotidiani col pubblico. Un vero stato laico deve ragionare così e sono comprensibili le proteste di tanti datori di lavoro che vedono in quell’abbigliamento a scafandro e nel velo un “pericoloso mezzo” di allontanamento dei propri clienti di orientamento religioso o politico diverso. Inconvenienti e perdite di denaro  che hanno sollevato un “vespaio di critiche” e proteste da parte di alcuni datori di lavoro europei che vedono  quei segnali religiosi che indossa la  donna mussulmana proprio una difficoltà di approccio al cliente… regola vincente nelle vendite e nella stipula di contratti per forniture di beni o di servizi. C’è anche da aggiungere il particolare “modus pensandi”  di quelle donne… già, oltre indossare il velo estetico portano nella testa il “velo mentale” e quando devono confrontarsi con degli uomini allora il problema diventa ancora più complicato, perché rivolgere la parola ad un infedele per loro è sempre un problema che preferiscono evitare quand’è possibile. In definitiva la Corte europea ha stabilito che il datore di lavoro può “proibire legittimamente” l’uso del velo islamico o  altri riferimenti religiosi e politici durante le ore di lavoro specie, se questi diventano un mezzo fastidioso e di impedimento nell’attività lavorativa. Ovviamente ci deve essere una reale esigenza ma anche qui entriamo nell’equivoco e nel ridicolo, infatti chi stabilisce i criteri di “esigenza reale “ ? Per il momento va bene così, è un primo passo verso la laicità del lavoro perché in Italia si parla sempre di stato laico ma nei fatti e per comodo elettorale non è mai così, basti pensare che nelle mense scolastiche e degli asili si elimina dal menù il maiale in quanto i bambini e ragazzi mussulmani non lo mangiano e pertanto si evita di inserirlo nel menù  sebbene noi si sia uno stato laico e non islamico,  ma siamo laici solo per convenienza  elettorale… e quando serve  però intanto lo accettiamo in assoluto silenzio e sottomissione. E allora, se parliamo di stato laico per logica tutti i segnali riconducibili ad una determinata religione devono essere eliminati indipendentemente dall’attività che si svolge, se da dipendente o da lavoratore autonomo, esattamente come si è fatto per i canti di Natale, il presepe ed il Crocefisso dei cristiani dalle aule scolastiche. O è come penso io che lo stato è laico solo quando parliamo della religione cristiana e dei problemi connessi alla vita scolastica delle scuole cattoliche e del relativo insegnamento ? Va benissimo così, un primo passo è stato fatto nella giusta direzione perché non si può permettere di accettare e sopportare determinate regole religiose che vedono le donne sempre le vittime predestinate. La fede è una cosa e il lavoro è altra cosa ! 16072021 https://manliominicucci.myblog.it/    https://vk.com/id529229155

Corte Ue, possibile vietare velo e simboli culto al lavoro

‘Ma deve esserci un’esigenza reale’

17072021 VELO

Redazione ANSA

15 luglio 202117:19

BRUXELLES – “Il divieto di indossare sul luogo di lavoro qualsiasi forma visibile di espressione delle convinzioni politiche, filosofiche o religiose può essere giustificato dall’esigenza del datore di lavoro di presentarsi in modo neutrale nei confronti dei clienti o di prevenire conflitti sociali”.

Lo ha stabilito la Corte di Giustizia Ue esprimendosi sul caso di due dipendenti di aziende tedesche che erano incorse in procedimenti interni per aver indossato il velo al lavoro. Ma il divieto “deve rispondere a un’esigenza reale del datore di lavoro”.

I giudici di Lussemburgo hanno evidenziato che la giustificazione al divieto di indossare simboli religiosi “deve rispondere a un’esigenza reale del datore di lavoro” e “i giudici nazionali, nella conciliazione dei diritti e degli interessi in gioco, possono tener conto del contesto specifico” dello Stato membro e, in particolare, “delle disposizioni nazionali più favorevoli per quanto concerne la tutela della libertà di religione”.

 

ENGLISH

 

NO VEIL AT WORK!

Finally, some religious misunderstandings imported by migrants and debated for years in Europe and until recently never addressed or resolved, are being clarified. Yes, let’s talk about the clothing and diet of the Muslims who arrived in Europe, obviously for them the habits and respect for their religious beliefs are fixed points that cannot be questioned nor are they sources of arguments, they are obedient and good. Muslims must respect the Koranic guidelines and … period. However, this can be fine in private life but in the working life things change, if one is self-employed, such as a merchant, the customers choose them and it is his business … however, it can be deleterious and cannot be tolerated. by the employer when we are in the case of public or private employees who have daily relations with the public. A true secular state must think in this way and the protests of many employers who see in that diving suit and veil a “dangerous means” of distancing their clients of different religious or political orientation are understandable. Incidents and losses of money that have raised a “heap of criticisms” and protests from some European employers who see those religious signs that the Muslim woman wears precisely a difficulty in approaching the customer … winning rule in sales and stipulation of contracts for the supply of goods or services. There is also to add the particular “modus pensandi” of those women … already, besides wearing the aesthetic veil they carry the “mental veil” in their heads and when they have to deal with men then the problem becomes even more complicated, why address speaking to an infidel for them is always a problem they prefer to avoid when possible. Ultimately, the European Court ruled that the employer can “legitimately prohibit” the use of the Islamic headscarf or other religious and political references during working hours, especially if these become an annoying means of impediment to work. Obviously there must be a real need, but even here we enter into misunderstanding and ridicule, in fact who establishes the criteria of “real need”? For the moment that’s okay, it’s a first step towards the secularity of work because in Italy we always talk about the secular state but in fact and for electoral convenience it’s never like that, just think that in school canteens and kindergartens it is eliminated from the menu pork as Muslim children and teenagers do not eat it and therefore we avoid putting it on the menu even though we are a secular and non-Islamic state, but we are secular only for electoral convenience … and when needed, however, in the meantime we accept it absolutely silence and submission. And then, if we talk about the secular state by logic, all the signals attributable to a specific religion must be eliminated regardless of the activity that takes place, whether as an employee or self-employed, exactly as it was done for Christmas carols, the nativity scene. and the Crucifix of Christians from the classrooms. Or is it how I think that the state is secular only when we talk about the Christian religion and the problems connected with the school life of Catholic schools and related teaching? That’s fine, a first step has been taken in the right direction because we cannot afford to accept and tolerate certain religious rules that always see women as predestined victims. Faith is one thing and work is another thing! 16072021 https://manliominicucci.myblog.it/ https://vk.com/id529229155

 

EU Court, it is possible to ban headscarves and cult symbols at work

‘But there must be a real need’

17072021 VELO

ANSA editorial staff

July 15, 202117: 19 

BRUSSELS – “The ban on wearing any visible form of expression of political, philosophical or religious beliefs in the workplace can be justified by the employer’s need to present himself in a neutral way towards clients or to prevent social conflicts”.

This was established by the EU Court of Justice, ruling on the case of two employees of German companies who had incurred internal proceedings for wearing the veil at work. But the ban “must respond to a real need of the employer”.

The Luxembourg judges highlighted that the justification for the prohibition of wearing religious symbols “must respond to a real need of the employer” and “the national courts, in reconciling the rights and interests at stake, can take into account the specific context “of the Member State and, in particular,” of the most favorable national provisions as regards the protection of freedom of religion “.

 

 

FRANCAISE

 

PAS DE VOILE AU TRAVAIL !

Enfin, certains malentendus religieux importés par les migrants et débattus depuis des années en Europe et jusqu’à récemment jamais abordés ou résolus, sont en train d’être clarifiés. Oui, parlons des vêtements et de l’alimentation des musulmans qui sont arrivés en Europe, évidemment pour eux les habitudes et le respect de leurs croyances religieuses sont des points fixes qui ne peuvent être remis en cause ni ne sont sources d’arguments, ils sont obéissants et bons. respecter les directives coraniques et … période. Cependant, cela peut être bien dans la vie privée mais dans la vie professionnelle les choses changent, si l’on est indépendant, comme un commerçant, les clients les choisissent et c’est son affaire… cependant, cela peut être délétère et ne peut pas être tolérée par l’employeur lorsqu’il s’agit de salariés du public ou du privé qui entretiennent des relations quotidiennes avec le public. Un véritable État laïc doit penser de cette façon et les protestations de nombreux employeurs qui voient dans ce scaphandre et ce voile un « moyen dangereux » d’éloigner leurs clients d’orientations religieuses ou politiques différentes sont compréhensibles. Des incidents et des pertes d’argent qui ont soulevé un « tas de critiques » et des protestations de certains employeurs européens qui voient dans ces signaux religieux que la femme musulmane porte justement une difficulté à approcher le client… règle gagnante dans la vente et la stipulation des contrats pour le fourniture de biens ou de services. Il y a aussi à ajouter le “modus pensandi” particulier de ces femmes… déjà, en plus de porter le voile esthétique elles portent le “voile mental” dans la tête et quand elles ont affaire à des hommes alors le problème devient encore plus compliqué, pourquoi s’adresser à un infidèle pour eux est toujours un problème qu’ils préfèrent éviter lorsque cela est possible. En fin de compte, la Cour européenne a statué que l’employeur peut « interdire légitimement » l’utilisation du foulard islamique ou d’autres références religieuses et politiques pendant les heures de travail, surtout si celles-ci deviennent un moyen gênant d’entraver le travail. Evidemment il doit y avoir un besoin réel, mais là aussi on rentre dans l’incompréhension et le ridicule, en fait qui établit les critères du « besoin réel » ? Pour le moment ça va, c’est un premier pas vers la laïcité du travail car en Italie on parle toujours d’Etat laïc mais en fait et par commodité électorale ce n’est jamais comme ça, il suffit de penser que dans les cantines scolaires et les jardins d’enfants c’est éliminé des menu porc car les enfants et les adolescents musulmans n’en mangent pas et donc nous évitons de le mettre au menu même si nous sommes un état laïc et non islamique, mais nous ne sommes laïcs que pour des raisons électorales … et en cas de besoin, cependant, dans en attendant nous l’acceptons absolument silence et soumission. Et puis, si on parle d’état laïc par logique, tous les signaux attribuables à une religion spécifique doivent être éliminés quelle que soit l’activité qui s’y déroule, que ce soit en tant que salarié ou indépendant, exactement comme cela se faisait pour les chants de Noël, la crèche et le Crucifix des chrétiens des classes. Ou est-ce que je pense que l’État n’est laïc que lorsqu’on parle de religion chrétienne et des problèmes liés à la vie scolaire des écoles catholiques et à l’enseignement qui s’y rapporte ? C’est bien, un premier pas a été fait dans la bonne direction car nous ne pouvons pas nous permettre d’accepter et de tolérer certaines règles religieuses qui voient toujours les femmes comme des victimes prédestinées. La foi est une chose et le travail en est une autre ! 16072021 https://manliominicucci.myblog.it/ https://vk.com/id529229155

Cour de l’UE, il est possible d’interdire les foulards et les symboles cultes au travail

“Mais il doit y avoir un réel besoin”

17072021 VELO

La rédaction de l’ANSA

15 juillet 202117 : 19

BRUXELLES – “L’interdiction du port de toute forme visible d’expression de convictions politiques, philosophiques ou religieuses sur le lieu de travail peut être justifiée par le besoin de l’employeur de se présenter de manière neutre vis-à-vis des clients ou de prévenir les conflits sociaux”.

C’est ce qu’a établi la Cour de justice de l’UE, statuant sur le cas de deux employés d’entreprises allemandes qui avaient engagé une procédure interne pour port du voile au travail. Mais l’interdiction “doit répondre à un réel besoin de l’employeur”.

Les juges luxembourgeois ont souligné que la justification de l’interdiction du port de signes religieux « doit répondre à un besoin réel de l’employeur » et que « les juridictions nationales, en conciliant les droits et intérêts en jeu, peuvent prendre en compte le contexte spécifique » de la État membre et, en particulier, « des dispositions nationales les plus favorables en matière de protection de la liberté de religion ».