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LA “PRIMA…VERA ARABA TURCO-RUSSA”

16022021 mappa militare

LA “PRIMA…VERA ARABA TURCO-RUSSA”

Quando nel 2011 i due presidenti, Obama e Sarkozy, decisero d’abbattere il governo libico di Gheddafi ricordo benissimo che loro lo facevano per portare la democrazia nel paese. Mossa stupida quanto inutile ebbi a scrivere all’epoca dei bombardamenti perché gli arabi non conoscono né vogliono la tanto paventata democrazia occidentale che nei fatti disprezzano, loro sono mussulmani e il Corano è la loro “libertà e democrazia” ed è il tutto per loro. Sbagliato aver distrutto quel paese solo per mero interesse petrolifero e soprattutto grave l’errore di togliere all’Italia il diritto secolare di cooperazione col popolo libico e di reciproci scambi commerciali, la Libia cresceva e cercava di allinearsi alle economie europee trovando proprio nell’Italia il partner privilegiato nei rapporti, un sodalizio che non doveva piacere tanto al presidente francese Nicolas Sarkozy… Da lì in poi la gelosia del francese, appoggiato dal suo amico Obama, si è trasformata in una guerra, senza logica né programmazione, contro Gheddafi e la Libia, e con la scusa di portare la democrazia si è invece portato il disastro che dopo dieci anni vive il suo momento più drammatico e il cui principale risultato è bastato quello di allontanare l’Italia dai libici e lasciare il campo vuoto e disponibile a chi intendeva sostituire proprio gli italiani. Ci hanno provato i francesi con Macron ma non ci sono riusciti, le loro mosse, vendute ai media come capolavori di diplomazia si sono rivelate fallimentari e quindi, fatti fuori facilmente gli italiani e autoesclusi i francesi, con gli americani inesistenti e fuori dai giochi e con la politica europea estera in mano a nessuno ecco che si è determinato il nuovo scenario libico. Che ora passa dall’Europa al nuovo asse russo-turco, loro intelligentemente e furbamente ne hanno preso la guida, nel silenzio mediatico europeo, mentre noi ci preoccupavamo di risolvere la questione migranti che venivano e vengono ancora oggi spediti con inedita logica militare proprio dai libici e dai suoi alleati, strategia col fine di distrarci dal vero problema relativo alla reale trasformazione militare dei due paesi e cioè, nei fatti Turchia e Russia  oggi sono i due reali “proprietari delle due Libia”  ne hanno assunto il pieno possesso del territorio da nord a sud installando basi militari, con capacità offensiva inimmaginabile, nel cuore dell’Africa e acquisendo anche una dimensione di ipotetica minaccia militare all’Europa partendo proprio dal “Mare Nostrum”… visto che la Libia dista poche miglia dall’Italia. In più, c’è da dire che gli esecutivi guidati da Giuseppe Conte, specie con l’ultimo governo, non sono mai riusciti ad avere una politica estera incisiva anche perché evidentemente la politica estera del Di Maio è sempre stata lacunosa ed incapace e il nodo Libia è molto più grande di lui e delle sue capacità diplomatiche. Con la politica dell’immigrazione a tutti costi si è voluto difendere qualcosa che non si riesce a comprendere e ovviamente giocando sempre la partita da una posizione di inferiorità si è messo in pericolo il nostro interesse nazionale mettendo a rischio le risorse energetiche fondamentali e abbandonando di fatto l’interesse strategico militare che non saremo più in grado di riprendere. Il problema è serio ed ora dopo gli ultimi litigi tra la Russia e l’occidente la scoperta e l’individuazione di tante basi militari russe e turche in Libia assumono un aspetto diverso e molto preoccupante in un momento in cui l’Europa e gli Usa sono dilaniati dal virus pandemico. Ora si spiegano i dislocamenti dei bombardieri strategici americani in medio oriente e in Norvegia, forse gli Usa sentono “odore di bruciato” e si stanno cautelando a livello strategico militare. Certo che la diplomazia è importante ma quando alle porte di casa mi vedo missili russi e navi turche… allora francamente inizio a preoccuparmi perché voglio capire che diavolo sta succedendo in Libia. E’ forse in atto la nuova spartizione politica, economica e militare del continente nord-africano ? E in tutto questo movimento silenzioso ecco che l’immigrazione gioca un ruolo fondamentale, per anni mi sono chiesto se l’immigrazione non sia voluta ed era un piano per giungere ad un fine, ed ora con questa nuova situazione evolutiva forse abbiamo la risposta all’annoso quesito. Urge che la politica estera militare europea cambi radicalmente bloccando l’immigrazione libica e si riprenda la Libia prima che sia troppo tardi… salvo… che lo è già il …”troppo tardi” come presumo !

15022021…by…manliominicucci.myblog.it

 

Il vallo di Putin e le fortezze turche: la nuova Libia ha due soli padroni

di Gianluca Di Feo

16022021 Libia e putin

Mosca e Ankara costruiscono fortezze per colonizzare il Paese. Dalle immagini dei satelliti, ecco la mappa aggiornata degli schieramenti. La Turchia ha occupato l’area della capitale, il Cremlino ha allestito un corridoio di basi che dalla costa punta al cuore dell’Africa

14 FEBBRAIO 2021

A dieci anni dalla rivolta che travolse Gheddafi, la Libia è stata spartita tra russi e turchi. Ormai viene ripetuto da mesi, ma quello di cui non ci siamo resi conto è che si tratta di una presenza destinata a durare nel tempo: Putin e Erdogan stanno costruendo fortezze irte di radar e missili per colonizzare il Paese. Le due potenze, come spiega un veterano dell’intelligence, giocano partite diverse: “I turchi sono istintivi, maestri del tavla che il resto del mondo chiama backgammon: hanno occupato l’area della capitale e si stanno trincerando per restarci. I russi invece hanno la visione degli scacchi: agiscono pensando alle mosse successive. E hanno rapidamente allestito un corridoio di basi che dalla costa punta al cuore dell’Africa”.

Guardando le immagini dei satelliti che quotidianamente scrutano il Maghreb, alternando ottiche in grado di scoprire una singola camionetta a sensori radar che entrano persino nei fossati, si può prendere atto della situazione. Repubblica ha raccolto le informazioni di satelliti commerciali e fonti aperte, ottenendo poi i riscontri necessari per ricostruire una mappa aggiornata degli schieramenti in Libia.

GLI SCACCHI DI MOSCA

In poco più di sei mesi, il Cremlino ha piazzato le sue pedine evitando di dare nell’occhio: l’operazione è affidata soprattutto ai mercenari della Wagner, lasciando nell’ombra l’attività delle forze armate. I contractor venuti dall’Est oggi sono presenti in undici località, tutte strategiche. Dopo essersi stabiliti in Cirenaica, con un’avanzata lampo si sono impossessati dei centri chiave del Fezzan, inclusa Ghat: la città dove un tempo una roccaforte italiana dominava la frontiera con l’Algeria francese. Attualmente i campi petroliferi di El Sharara, un giacimento da tre miliardi di barili, risultano sotto il controllo della Wagner, che ha in mano pure il terminale di Ras Lanuf dove vengono caricate le petroliere.

Da mesi il contingente moscovita dispone di una dozzina di caccia Mig-29 e bombardieri Sukhoi 24: decollano dalle piste di al Khadim e al Jufra e da poco sfoggiano coccarde libiche, anche se i piloti parlano russo. Tutti gli altri scali fino al confine nigerino sono presidiati dai mercenari e dai tecnici del Cremlino: complessivamente hanno rimesso in funzione sette aeroporti. Se guardate la scacchiera globale, è facile comprendere l’obiettivo della manovra: puntano al Sahel e all’Africa Centrale, terra turbolenta e ricca di materie prime. E hanno già dato scacco matto alla grande base statunitense di Agadez, voluta dall’amministrazione Obama nel nord del Niger.

Quando i Predator americani entrano in Libia, dopo pochi minuti finiscono negli schermi del radar Spoon Rest D piazzato a Brak, uno dei cinque apparati di questo modello con cui i russi si assicurano la sorveglianza del cielo: strumenti non avanzatissimi, ma ciascuno con una portata di 250 chilometri. Altri piccoli radar Garmon, modernissimi, vigilano sulle basi in prima linea – oltre a Brak e Al Jufra sono nel porto di Sirte – per tenere lontani i droni turchi. La barriera più efficace contro i velivoli teleguidati di Erdogan sono i semoventi Pantsir: ben undici risultano attivi, con i missili terra-aria pronti al lancio e veterani ai comandi. Le indiscrezioni su radar e missili a lungo raggio, come gli S-300, continuano a essere smentite: Mosca preferisce tenere un profilo basso e non allarmare la Nato.

IL VALLO DI VLADIMIR

16022021 mappa militare

L’operazione più spettacolare realizzata dai russi è il moderno Muro di Adriano, che molti già chiamano il Vallo di Vladimir evocando lo stile imperiale di Putin. Una linea difensiva tracciata nel deserto, con un fossato profondo un metro e un terrapieno alto due: i lavori sono cominciati nello scorso luglio e si allungano già per 77 chilometri. Ogni 48 ore il cantiere avanza di circa un chilometro, seguendo il tracciato della strada da Sirte all’oasi di Waddan: gli ingegneri sfruttano le caratteristiche del terreno, adattando il percorso ai wadi e agli altri ostacoli naturali. Come quello romano in Britannia, il Vallo serve solo a ritardare i movimenti di eventuali incursori e smascherarne l’iniziativa: il compito di affrontarli toccherà agli aerei e alle truppe, asserragliate in una decina di fortini poligonali simili ai bastioni rinascimentali.

Il Vallo di Vladmir ha già ottenuto un risultato psicologico: definire in modo netto il confine tra la Cirenaica filo-russa e la Tripolitania filo-turca. Solo verso il mare c’è una zona neutra, larga poco meno di 50 chilometri, che separa i due eserciti libici e i loro alleati. Ai lati, è un proliferare di artiglierie, razzi e carri armati pronti a darsi battaglia ma che restano fermi dalla scorsa estate. E mentre Mosca ha approfittato della tregua per espandersi verso sud, Ankara ha preferito consolidare la sua presenza a Tripoli, con un occhio rivolto a Tunisia, Marocco e Algeria, i nuovi orizzonti della sua espansione diplomatico-economica.

LE FORTEZZE DI ERDOGAN

Due le iniziative turche, che marcano la volontà di radicarsi nel Paese. La base navale di Al Khums sta venendo completamente ricostruita: sorgono caserme, depositi e banchine, dove sempre più spesso ormeggiano le fregate missilistiche di Erdogan. Lì istruttori anatolici addestrano la guardia costiera libica, un compito che fino allo scorso autunno veniva svolto dagli italiani: oggi le vedette sembrano completamente ai loro ordini, permettendogli di controllare il flusso di migranti. Centinaia di fanti, cecchini, carristi, radaristi vengono formati a Tripoli o direttamente in Turchia, per creare brigate fedeli ai nuovi signori coloniali. L’altro polo è l’aeroporto di Al Wattiya, prossimo alla frontiera tunisina: il principale terminale di un ponte aereo dalla Turchia che non conosce soste. Dalla scorsa estate ci sono stati 64 voli dei grandi cargo Airbus A-400, l’ultimo giovedì scorso, e ben 110 degli Hercules C-130 che hanno trasferito personale e armi da Konya e Kayseri. Ora la pista è pronta per accogliere i caccia F-16 di Erdogan. Viene protetta da missili terra-aria Hawk con radar Sentinel, mentre lo scalo militare della capitale è sotto lo scudo di un radar Kalkan con 120 chilometri di portata. Ancora più massiccio il dispositivo a Misurata, città irriducibile durante la guerra civile: c’è un doppio schermo radar per guidare missili Hawk e Hisar.

Dall’analisi di queste forze, emerge un elemento chiarissimo: a Erdogan e Putin poco importa dei libici e dei loro governanti, che siano Haftar o Serraj; quello che gli interessa è conservare le loro installazioni strategiche e tutelare gli interessi petroliferi. Oggi possono decidere la sorte delle infrastrutture, dei gasdotti, dei porti: hanno le chiavi di un business miliardario. Una realtà che a Tripoli come a Bengasi la leadership libica ha cominciato a comprendere e che offre gli ultimi margini di manovra alla nostra diplomazia e agli agenti dell’Aise per riconquistare l’iniziativa in Libia, sottolineando la nostra tradizione di partner e non dominatori: non a caso, a dicembre è stato firmato un accordo di cooperazione militare con il ministro Lorenzo Guerini. Ma finora è mancato un sostegno incisivo del governo per sfruttare quest’opportunità. Nell’estate 2017 al premier Paolo Gentiloni era bastato mandare una singola nave della Marina a Tripoli per ristabilire l’autorità del presidente Al-Serraj e riaffermare il ruolo di Roma nella stabilizzazione del Paese. In meno di tre anni gli esecutivi guidati da Giuseppe Conte hanno sgretolato il pilastro del nostro interesse nazionale, mettendo a rischio le risorse energetiche fondamentali.

IL BLOCCO NAVALE

Se poi guardiamo al mare che un tempo chiamavamo Nostrum, la situazione è ancora più drammatica. Il Mediterraneo orientale è di fatto chiuso in un blocco navale turco. Due fregate sono sempre fisse davanti a Tripoli e Misurata, coprendole con radar e missili. Le unità turche, poiché fanno parte della Nato, spesso vanno a rifornirsi nel porto siciliano di Augusta: quasi una beffa. Altre quattro fregate di Ankara praticamente circondano Cipro, Stato dell’Unione europea, proteggendo sei navi speciali che esplorano i fondali in cerca di gas. Infine tre sottomarini U-209 pattugliano le acque tra Creta e Libia. Una flotta in azione costante, per rimarcare le pretese di Erdogan sui giacimenti di idrocarburi.

Non si conosce ancora l’orientamento dell’amministrazione Biden: sotto Trump gli americani hanno sostanzialmente abbandonato l’area contesa. Negli scorsi giorni i droni GlobalHawk e i quadrimotori EP-3 hanno ripreso a perlustrare il Golfo di Sirte: anche un Lockheed U2 “Dragon Lady”, il grande vecchio dello spionaggio, ha sorvolato le posizioni della flotta turca. Soltanto il presidente Macron contrasta i disegni di Erdogan: a spezzare lo sbarramento turco, nel braccio di mare tra Cipro e Libano la fregata Aconit mostra la bandiera mentre il potente sottomarino nucleare Amethyeste proietta una deterrenza meno appariscente. Gli aerei da caccia francesi, egiziani e greci hanno appena concluso un’esercitazione congiunta davanti ad Alessandria: le prove di un’alleanza con cui nei prossimi mesi Parigi vuole riaffermare la sua grandeur nel Mediterraneo orientale. Resta da capire quale sarà la posizione del governo Draghi: l’intelligence e le forze armate italiane hanno i migliori satelliti, aerei e sottomarini da ricognizione, che forniscono a Palazzo Chigi aggiornamenti costanti. Le informazioni sono chiare, ma bisogna decidere se l’Italia intende ancora giocare un ruolo da protagonista nel Mediterraneo.

 

 

L’INTEGRAZIONE ? …ECCONE I FRUTTI !

15022021 stoccolma e armi

L’INTEGRAZIONE ? …ECCONE I FRUTTI !

E’ proprio così, come affermo da sempre il progresso e la civiltà sono subordinate a determinate scelte politiche e al rispetto delle necessarie regole di vita quotidiana, elementi fondanti e  basilari di una società che voglia identificarsi come società moderna e civile. Certo, è lodevole il progresso ottenuto dal paese scandinavo nel corso dei secoli e la Svezia sino ad una ventina di anni fa poteva vantarsi di avere una democrazia moderna, invidiata ed ammirata da tutti nel mondo occidentale… poi le cose sono andate nella direzione opposta all’intendimento democratico e liberale del paese e il paese è scivolato verso il raggiungimento di quell’illusione ideologica, rincorrendo il modello di società perfetta e aperta a qualunque discorso e individuo  e nessuno escluso… argomento molto delicato e che a volte non è in linea con le regole della democrazia infatti, da una decina d’anni mi sono letteralmente spostato dalla posizione di ammiratore del modello svedese  ad oppositore della curiosa nuova civiltà svedese. Il paese nonostante tutto quello che accade al suo interno continua a piacere a tanti… tranne che a…me ! Ovviamente ho le mie idee in merito e penso e credo che la democrazia e la libertà non debbano mai prescindere dalle regole del vivere comune pacifico che sono la base di una convivenza civile e l’assicurazione per un futuro di coesione tra i cittadini stessi. Certo, essere avanti e più civilizzati  rispetto a tanti altri paesi potrebbe costituire un vantaggio… ma lo è solo nella  teoria perché nella pratica certi concetti vanno presi con le molle quando si decide di cambiare e modificare proprio il tessuto sociale nella popolazione con l’immigrazione incontrollata ed aperta a tutti.  Argomenti come la libertà sessuale assoluta non sempre viene vista bene da tutti come addirittura viene considerata come apostasia nel caso dei cittadini islamici presenti in gran numero nel paese, quindi l’accoglienza di migranti senza regole impositive sono una “bella cosa e di indiscussa civiltà”… ma restano solo contesti astrusi nella teoria perché nella pratica poi le cose sono andate in modo diverso ed infatti la Svezia, oggi piange sulla sua “invidiata civiltà andata” e riflette sul dramma reale e consistente delle bande armate, le continue guerre di droga, le tante bande armate religiose che vogliono prevalere all’interno della società svedese col fine di modificarla, a loro vantaggio ovviamente, a coronamento dell’ideologia islamica… Islamici che per ora non si oppongono ma addirittura sostengono, stranamente, il traffico di droga ed armi, crimini che rappresentano reali pericoli insormontabili in quanto entrambi sono fenomeni che hanno assunto dimensioni spaventose nel paese, basti pensare che  nei primi otto mesi del 2020 si sono registrati 210 sparatorie con ben 24 morti, dal 2015, anno del boom dell’immigrazione, la guerra tra bande ha mietuto più di 40 vittime l’annodal 2012 al 2018 è aumentato del 140% , dati ufficiali che devono far riflettere mentre noi in Italia, proprio nel momento in cui scrivo, nel nuovo governo appena formato, viene confermata al ministero degli interni la signora Lamorgese, persona dalle idee molto vicine alle idee degli svedesi in materia di immigrazione e che ha già riaperto le rotte dell’immigrazione Mediterranea. Di tutto questo i media europei logicamente non ne parlano, anche perché è meglio non parlare di fatti criminosi drammatici che potrebbero aprire gli occhi ai cittadini italiani e far vedere loro l’immigrazione nella vera luce… Oggi la Svezia non è più il paese di prima, quello civile e moderno che conoscevamo… e consiglierei di spedire i militari anziché…in Mali per combattere lì i terroristi islamici, forse… sarebbe opportuno che li schierasse ai confini e nelle strade delle città per interrompere il traffico di armi e di droga e bloccare i futuri terroristi fatti in casa..

14022021 …by…manliominicucci.myblog.it

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Emanuel Pietrobon
12 FEBBRAIO 2021

15022021 stoccolma e armi

Da diversi anni la Svezia è divenuta il teatro di una guerra tra bande per il controllo dei traffici illeciti, in particolare del mercato della droga, che sta venendo combattuta a mezzo di sparatorie e attentati dinamitardi. I gruppi criminali coinvolti sono molteplici, in larga parte provenienti da Medio Oriente e Africa orientale, e sono accomunati da tre caratteristiche: anelano all’egemonia, hanno dimostrato in più occasioni di non distinguere tra rivali e innocenti, e i loro arsenali provengono dall’ex Iugoslavia.

La guerra tra bande, un riepilogo

Questa guerra tra bande, di cui si scrive poco e male, ha gradualmente terzomondizzato città come Stoccolma, Göteborg e Malmö, e trasformato il terrore in una parte integrante della quotidianità; un paradosso se si considera che la Svezia è stata per decenni il paradiso liberale per antonomasia, un modello di riferimento per le forze progressiste di tutto l’Occidente.

I numeri confermano la tragicità del fenomeno criminoso: nei primi otto mesi del 2020 hanno avuto luogo 210 sparatorie e 24 morti, dal 2015 la guerra tra bande miete saldamente più di quaranta vittime l’annodal 2012 al 2018 è aumentato del 140% il ricorso delle bande alle armi esplosive, e quindi all’attentato dinamitardo quale mezzo di eliminazione del rivale, e la media di una detonazione ogni due giorni (150 nel 2015) è diventata un ricordo sbiadito, persino agrodolce, negli anni successivi (211 nel 2017162 nel 2018257 nel 2019). Le esplosioni sono il riflesso di due modi operandi simili ma distinti: gli agguati con granate e bombe a mano, e gli attentati a mezzo di autobombe.

Malmö è la città più interessata dall’epidemia di violenza gangsteristica, un terzo delle esplosioni che ha interessato il Paese nel 2019 ha avuto luogo proprio qui, e la situazione non è migliore a Göteborg, dove la scia di sangue, secondo quanto denunciato da Hakan Samuelsson della Volvo, starebbe danneggiando il clima d’investimenti e inibendo il mercato del lavoro.

Le bande, come soprascritto, sono accomunate, tra i vari elementi, da una peculiarità: hanno dimostrato in più occasioni di non distinguere tra rivali e innocenti. Il 7 giugno 2018, un intero quartiere di Linköping era stato travolto dall’onda d’urto di una bici-bomba contenente quindici chilogrammi di esplosivo; risultato: duecentocinquanta appartamenti danneggiati, venticinque ricoverati.

L’evento spartiacque, però, è accaduto l’anno scorso, più precisamente il 2 agosto. Quel giorno, a Botkyrka, un piccolo comune a sud di Stoccolma, una dodicenne è stata uccisa da un proiettile vagante. Nella sua tragicità, la morte della giovane ha contribuito ad alimentare un dibattito pubblico sul problema del gangsterismo di importazione, trasformando l’indifferenza in indignazione e l’accettazione passiva in voglia di cambiamento.

Il prezzo dell’emancipazione dalla condanna del silenzio è stata la morte di una dodicenne innocente, però, oggi, il tabù della guerra tra bande è finalmente caduto: se ne può parlare – e se ne parla – durante i comizi politici e nei salotti televisivi, e, soprattutto, chi sceglie di trattare l’argomento non è più tacciato di dietrologia, estremismo e secondi fini.

Le prese di posizione più dure sono provenute da Ulf Kristersson (Partito Moderato), che ha definito la guerra tra bande una “seconda pandemia” e i suoi protagonisti dei “terroristi domestici”, e da Anders Thornberg, l’attuale capo della polizia nazionale, secondo il quale la violenza potrebbe raggiungere dei livelli tali da minacciare la democrazia svedese.

La connessione balcanica

Nell’ultimo rapporto dell’Iniziativa globale contro il crimine organizzato transnazionale (GIATOC, Global Initiative Against Transnational Organized Crime), pubblicato in data 22 gennaio 2021, viene dedicato un intero capitolo alla guerra tra bande che sta sconvolgendo la Svezia. Gli esperti del Giatoc hanno concluso che “l’ondata di letale violenza delle bande degli ultimi anni è in parte alimentata dalle armi da fuoco e dalle granate provenienti dai Balcani”, più precisamente dalla Serbia.

Sconfittta, o meglio auto-estintasi, la cosiddetta “Juggemaffian” (let. mafia iugoslava), il panorama criminale ha osservato l’ascesa di nuove bande extra-europee, in larga parte provenienti da Africa orientale (Somalia) e Medio Oriente, la cui predisposizione all’efferatezza “fa sembrare degli amatori” i gangster dell’ex Iugoslavia che hanno egemonizzato le strade svedesi negli anni ’90 – parola di Janne Raninen, ex assassino a contratto.

I somali, oggi dominanti, non avrebbero potuto scalare la piramide del crimine nazionale senza armi; armi che, come indicano il rapporto e i numeri sui sequestri, sono sostanzialmente di fabbricazione serba. I nuovi hanno sostituito i vecchi e lo spargimento di sangue tra le due generazioni è stato evitato  attraverso il raggiungimento di un accordo: ai serbi è stato concesso di poter continuare liberamente i loro traffici all’interno delle proprie comunità, in cambio gli è stato chiesto di armare i loro successori, i somali.

Il flusso di armi lungo la Belgrado–Stoccolma è composto principalmente da kalashnikov, granate e pistole della Zastava, è costante, ininterrotto e, soprattutto, è di proporzioni tali che il superamento della domanda da parte dell’offerta ha comportato la nascita di un mercato nero del mercato nero in cui viene rivenduta una parte del surplus, dell’eccedenza. È questo fenomeno che avrebbe provocato la trasformazione di Stoccolma nella città delle bombe. Reperire una granata, infatti, è diventato tanto semplice quanto economico; il prezzo medio si aggira sulle cento corone, ovvero poco meno di dieci euro, l’equivalente di un pasto semplice al McDonald’s.

Altri numeri utili a comprendere l’influenza della Balkan Connection provengono dalla polizia e dagli ospedali: un terzo delle pistole sequestrate generalmente è una produzione Zastava, la pandemia non ha contribuito a ridurre significativamente le sparatorie (117 feriti da arma da fuoco nel 2020 a fronte dei 120 dell’anno precedente), e “i medici si sono abituati ad operare vittime da arma da fuoco”.

Ad ogni modo, non sono soltanto i criminali serbi ad impinguare gli arsenali dei nuovi protagonisti del panorama criminale svedese: negli anni sono stati arrestati trafficanti di armi e sequestrati carichi provenienti da SloveniaBosnia ed ErzegovinaMacedonia del Nord ed Albania. I Balcani occidentali nella loro (quasi) interezza, in pratica, stanno partecipando ad una delle guerre tra bande più drammatiche e meno comprese del Vecchio Continente.

 

SE VUOI LA PACE… PREPARA LA GUERRA !

epa08988746 A handout photo made available by the press service of the Russian Foreign Affairs Ministry shows Russian Foreign Minister Sergei Lavrov during a joint news conference with High Representative of the EU for Foreign Affairs and Security Policy, Josep Borrell (not pictured) following their talks in Moscow, Russia, 05 February 2021. Borrell is on a working visit to Moscow.  EPA/RUSSIAN FOREIGN AFFAIRS MINISTRY HANDOUT -- MANDATORY CREDIT -- HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES

SE VUOI LA PACE… PREPARA LA GUERRA !

Già, è proprio così e lo ha detto l ministro degli esteri russo : “Se vuoi la pace, prepara la guerra”… Quanto affermato è davvero preoccupante e da tenere nella giusta considerazione anche in termini militari perché fa seguito al dislocamento, per nulla  gradito ai russi, dei bombardieri nucleari americani B1 in Norvegia… A rincarare la dose  il ministro degli esteri Serghei Lavrov  ha aggiunto senza mezzi termini, parlando nel  programma Soloviev Life, che  “la Russia è pronta a rompere le relazioni con l’Unione europea”. “Frasi choc” terrificanti che devono farci riflettere attentamente a cosa stiamo andando incontro… Sono sempre stato dell’idea che non bisogna mai tirare la corda sino a spezzarla perché poi le conseguenze non sono prevedibili e sentir parlare di guerra francamente mi lascia interdetto e molto preoccupato. Ritengo nell’interesse di tutti  che sia doveroso moderare i termini e lasciar spazio alle parole e alla diplomazia, e smetterla, una volta per sempre, di usare toni e minacce con nuove sanzioni economiche intese come arma di ritorsione ed imposizione in quanto le stesse poi colpiscono sempre e comunque la popolazione che non centra assolutamente nulla nelle questioni internazionali e nelle liti tra governi vari. Oltre tutto non si può agire con durezza contro la Russia e poi permettere alla Cina di fare quel che vuole in ambito internazionale, no… non ci siamo, la diplomazia deve aver uguale peso per tutti e non accanirsi sempre e solamente contro i russi, certo, non è un paese altamente democratico come quelli europei ma bisogna dire che non è neanche un paese totalitario come la Cina, la Corea del Nord, il Vietnam, il Venezuela o Cuba e quindi va usata la comprensione e un po’ di tolleranza… che non fa mai male. Consiglierei di essere molto più pratici e realisti in certe questioni visto che la Russia ha già avviato un discorso di democratizzazione del paese, che è già in fermento, e che tra pochi anni, sicuramente con le nuove generazioni,  vedrà una nuova luce in un contesto liberale e democratico. Rammento a tutti che il Giappone, nel 1941, stretto dalle sanzioni americane fu poi costretto a d aggredire militarmente gli stessi Usa e sappiamo poi la storia com’è andata… e mi piacerebbe evitare che si creassero i presupposti per una nuova situazione del genere, ecco perché si parla di guerra… se si vuol fare la pace, il sibillino messaggio lanciato dalla diplomazia russa è una mano tesa al dialogo e alle riappacificazioni  diplomatiche e deve essere recepito profondamente altrimenti… vuol dire che  in diplomazia si è poco attenti e capaci di intendere certe tematiche. Oddio, noi italiani abbiamo qualche problemino… infatti siamo un po’ lacunosi in questa arte considerando che il “nostro ministro degli esteri”, riconfermato proprio oggi alla guida del ministero, ha poca cultura e conoscenza della visone mondiale della politica. Confidiamo e auspichiamo una soluzione immediata alla questione e il ritorno di quegli ambasciatori “cacciati dalle  ambasciate” dal territorio russo nel più breve tempo possibile. 13022021

…by…manliominicucci.myblog.it

Mosca, rottura totale con Ue in caso di sanzioni

Lavrov, ‘se vuoi la pace prepara la guerra’

 

epa08988746 A handout photo made available by the press service of the Russian Foreign Affairs Ministry shows Russian Foreign Minister Sergei Lavrov during a joint news conference with High Representative of the EU for Foreign Affairs and Security Policy, Josep Borrell (not pictured) following their talks in Moscow, Russia, 05 February 2021. Borrell is on a working visit to Moscow.  EPA/RUSSIAN FOREIGN AFFAIRS MINISTRY HANDOUT -- MANDATORY CREDIT -- HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES

Redazione ANSAMOSCA

12 febbraio 2021

La Russia “è pronta a rompere le relazioni con l’Unione europea”. Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov al programma Soloviev Life, mentre cresce la tensione fra Mosca e la Ue per le prese di posizione europee in favore dell’oppositore incarcerato Alexey Navalny.
“Se vediamo ancora una volta, proprio come in altre occasioni, che le sanzioni vengono imposte in alcuni settori e creano rischi per la nostra economia, anche nei settori più sensibili, allora sì. Non vogliamo essere isolati dalla vita internazionale, ma dovremmo essere preparati a questo”, ha detto Lavrov. “Se vuoi la pace, prepara la guerra”, ha aggiunto. Lo riporta Interfax.
Parole  definite “sconcertanti” da una portavoce del
ministero degli Esteri tedesco in conferenza stampa a Berlino,
Mentre il portavoce della cancelliera Angela Merkel, Steffen Seibert, ha affermato di non dover aggiungere altro a quanto detto dalla collega.
Nel frattempo il tribunale distrettuale Babushkinsky di Mosca ha ripreso il processo per diffamazione intentato contro Navalny, accusato di aver calunniato un veterano della seconda guerra mondiale. “I rappresentanti diplomatici di Lettonia ed Estonia sono presenti in tribunale”, ha detto il servizio della corte a Interfax. Stando ad altre fonti, è presente anche un funzionario della rappresentanza diplomatica dell’Ue in Russia. Navalny è presente in aula.
Il veterano della seconda guerra mondiale Ignat Artyomenko, la parte lesa, si è rivolto alla corte, parlando in collegamento video da casa. Artyomenko ha detto che stava aspettando le scuse pubbliche di Navalny. I procuratori dicono che il 2 giugno 2020 Navalny ha pubblicato un post su Twitter e Telegram su un video andato in onda sul canale televisivo RT, a sostegno degli emendamenti alla Costituzione della Russia, in cui figurava il veterano di guerra Artyomenko. Navalny, secondo l’accusa, ha pubblicato un commento che conteneva informazioni consapevolmente false denigrando l’onore e la dignità di Artyomenko. Successivamente Navalny è stato accusato di calunnia. L’attivista dell’opposizione si è dichiarato non colpevole e descrive il caso come politicamente motivato.

LA CADUTA DI … UNA STELLA !

13022021 DI BATTISTA

LA CADUTA DI … UNA STELLA !

Eh sì… tragicomica fine di un amore ! Però “caro Alessandro”… non devi assolutamente affligerti né disperarti per la perdita della tua “cara Stella” a cinque tacchi a spillo… anzi devi esserne felice e rallegrarti di averla persa, già… lei non merita il “tuo amore”, e sì, devi rifletterci su questo, perché quando un uomo viene tradito dalla propria donna devi sapere che ci sono sempre tre motivi : il primo, è che evidentemente lui non andava più bene a lei… il secondo, è che a lei non andava più bene la vita che conduceva a livello economico. Il terzo, quello più ovvio, è che sia lui che lei non si sarebbero mai dovuti mettersi insieme perché incompatibili o moralmente distanti anni luce ! Ora tu forse non lo sapevi ma avevi sposato “una vera prostituta” della politica… con l’abito nuovo di un bianco confusionario e con il puzzo della novità… Lei ti ha incantato ma poi… come una vera prostituta, come vedi i fatti lo dimostrano, dinanzi ai soldi lei, la “tua Stella”, si è sempre venduta al miglior offerente. Prima l’ha data alla Lega, (la fiducia a scanso di equivoci) poi una volta abbandonata da Salvini l’ha data al PD e a Renzi, lasciata anche da Renzi ora l’ha data a… Dragon Macho ! “Caro Alessandrini”…non avvilirti e non ingelosirti, mio nonno diceva sempre che è meglio perderla una prostituta politicante che averla a fianco… perché lei è sempre pronta a tradirti col miglior offerente. Pazienza, sei bello e intellllllligente e sai anche cucinare e magari un’altra bella Stella nuova, e non prostituta, potrai incontrarla prima o poi ! Sii felice per la sua fuga, tanti a te non l’avrebbe più data (la fiducia e non equivocate ) !

12022021…by… manliominicucci.myblog.it

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M5S, lo strappo di Di Battista

11 febbraio 2021 | 22.41

L’ex deputato annuncia il ‘divorzio’ dal Movimento durante una diretta Facebook

13022021 DI BATTISTA

 

(Adnkronos)

Il responso della piattaforma Rousseau sul governo Draghi restituisce la fotografia di un Movimento spaccato e, forse, sull’orlo di una scissione. Il 59,3% degli iscritti M5S (oltre 44mila persone) ha dato il via libera all’ingresso del Movimento 5 Stelle nel prossimo esecutivo che sarà guidato dall’ex numero uno della Bce. Ma la fronda ribelle non ci sta e, a partire da Alessandro Di Battista, minaccia lo strappo. E’ proprio l’ex deputato – mentre il gruppo dirigente, da Luigi Di Maio a Vito Crimi, si rallegra per la vittoria del ‘sì’ – ad annunciare nel corso di una diretta Facebook il ‘divorzio’ dal Movimento: “D’ora in poi – dice Di Battista – non parlerò più a nome del Movimento 5 Stelle anche perché in questo momento il Movimento non parla a nome mio… non posso far altro che farmi da parte”. “Indigeribile” per Di Battista l’esito del voto. “Ma lo rispetto”, puntualizza. La “scelta politica di sedersi con determinati personaggi, in particolare con partiti come Forza Italia, in un governo nato essenzialmente per sistematizzare il M5S e buttare giù un presidente perbene come Conte… questa cosa non riesco proprio a superarla”, si sfoga l’ex parlamentare. Che però non esclude il ‘ritorno’: “Se poi un domani la mia strada dovesse incrociarsi di nuovo con quella del M5S, vedremo: dipenderà esclusivamente da idee politiche, atteggiamenti e prese di posizione”. Intanto la truppa parlamentare è in subbuglio. E non tutti gli eletti schieratisi a favore del ‘no’ accettano il risultato del voto. Qualcuno parla apertamente di rischio scissione. “E’ una dinamica da non escludere”, spiega il deputato Pino Cabras, che aggiunge: “Non voterò la fiducia a Draghi se le premesse sono queste, nessuno conosce il programma. Per convincermi, Draghi dovrebbe stupirmi con effetti speciali”. “Il voto di oggi è stata una brutta pagina per la democrazia”, commenta con l’Adnkronos il senatore Emanuele Dessì. Il collega Mattia Crucioli fa sapere che non voterà la fiducia in Aula, proprio come il deputato Andrea Colletti (“al 99% dirò di no”). Per Elio Lannutti – uno dei più accesi oppositori del governo Draghi -, invece, quello di Rousseau è un voto “vincolante” che “impone di votare la fiducia al nuovo governo”. Sulla stessa lunghezza d’onda Danilo Toninelli, che pur avendo votato ‘no’ su Rousseau rientra nei ranghi: “Il voto va rispettato. Non sarà facile, ma ce la metteremo tutta”. La senatrice Barbara Lezzi, fedelissima di Di Battista, almeno per ora non commenta il responso delle urne virtuali. Le prossime settimane saranno cruciali per i destini del Movimento e non si esclude una nuova visita a Roma di Beppe Grillo, che avrà il compito di compattare un Movimento lacerato, traghettandolo verso l’ennesima svolta della sua storia.

 

DONNA AL VOLANTE ? ARRESTO ALL’ISTANTE !

12022021 donna libera

DONNA AL VOLANTE ?  ARRESTO ALL’ISTANTE !

Ogni giorno tantissime donne escono di casa e si recano al lavoro con la propria autovettura, un desiderio raggiunto dalle donne auspicato dal lontano 1970… poi, dopo il primo periodo di incertezza hanno preso sempre più confidenza con le auto e oggi, dopo ben 50 anni, noi maschietti possiamo dire con orgoglio di essere felici di condividere le strade e tutto quello che ruota intorno al mondo dell’auto, certo che lo siamo… perché prima era privilegio solo del genere maschile. Certo anche loro prendono le multe per violazioni al C.d.S. ma questo rientra nel novero delle cose in un paese dove vige il principio democratico che vede le donne equiparate e trattate al pari dei maschietti. Quindi in pratica e secondo le regole civili di un paese… mai e poi mai qualunque poliziotto o carabiniere si sarebbe sognato di arrestare una donna solo perché semplicemente alla guida di un’autovettura e “arrestata perché … donna”! E immagino che a leggerlo a tante signore ho estorto un flebile sorriso ironico ma purtroppo in alcuni paesi, quelli islamici per essere chiaro, guidare un’autovettura non è cosa semplice ma addirittura è inteso come un grave reato alla legge coranica con tanto di arresto e conseguente condanna e pena… com’è accaduto alla giovane saudita Loujain al-Hathloul, pena inflitta di 5 anni e 8 mesi di reclusione. Già, quasi sei anni di galera per aver guidato un’auto in un paese islamico, privilegio riservato solo agli uomini e diritto precluso alle donne, che meraviglia … la giovane donna saudita è stata punita in primis perché ribellatosi alla legge coranica, che purtroppo ancora oggi vede le donne sempre in secondo piano rispetto al genere maschile, e nonostante si sia arrivati al 2021, e malgrado le lodevoli ma troppe piccole aperture del principe ereditario saudita, le donne dei paesi islamici vivono ancora in un contesto antiquato di sottomissione e maschilista al 100%.  La condanna inflitta alla Loujain al-Hathloul ha avuto un epilogo drammatico e cioè, per giustificare il suo arresto con l’occidente e gli amici fornitori di armi è stata successivamente trasformata in reato di terrorismo internazionale e quindi impedita a viaggiare per 5 anni e non poter raggiungere l’occidente, dove vive la sorella a Bruxelles, e “vivere liberamente da …donna” ! Dopo ben 1.001 giorni finalmente torna a casa… forse anche col merito di Biden, quindi, si muove Biden e curiosamente la Rai corre dietro alla notizia come un cagnolino fedele al suo “padrone”… infatti il suo rilascio viene messo in risalto dall’emittente televisiva di stato RAI 3, che proprio nel 2018, guarda un po’, si era ben astenuta dal commentare l’arresto con la stessa enfasi di oggi e magari come avrei desiderato con tanto sdegno e rabbia… visto e considerato che l’arresto di una donna al volante è uno spregevole episodio di violenza contro tutto  il genere femminile, allora la comunicazione italiana si è ben tenuta lontana dal commentare e ad interessarsi mentre oggi le cose sono cambiate… il TG 3 ha voluto dare la notizia secondo i suoi abituali canoni da Tv di stato-regime, nascondendo l’informazione e plasmandola a “mo’ d’arte contemporanea del pisello nostrano”…  vorrei capire cosa diavolo centri il commento della conduttrice televisiva del TG 3 che cita testualmente, per giustificare l’arresto di Loujain al-Hathloul nel 2018,  la frase slogan e scioccante, penso coniugata per l’occasione, di… “tradizioni pesanti”… Attenzione, questa è vera e propria “mistificazione mediatica ”ad opera di un’emittente televisiva di stato e ciò è inaccettabile e vergognoso perché parlare di tradizioni è non voler raccontare al popolo italiano quale realmente sia la posizione della donna nel mondo islamico, tradizione che non è certamente quella banale tradizione di paese come la festa del vino o la sagra delle castagne… ma è l’applicazione della legge del Corano da cui ne prende spunto e regole e prevede proprio che la donna deve rimanere in casa a far la casalinga e custodire la famiglia e… punto ! Siamo messi male, noi viviamo sotto una dittatura mediatica, i partiti e i media e l’editoria tutta non ci raccontano la verità e noi non ce ne siamo accorti ma abbiamo perso la libertà… e se qualcuno vuole la prova del nove, mi rivolgo ai perplessi e titubanti, sappiate che le elezioni democratiche non possono essere mai viste come un impiccio ma come un diritto del popolo… salvo che non le si voglia far passare per… guaio. Già… guaio, ma per chi ? Intanto gioiamo per la liberazione di Loujain al-Hathloul, e già un primo ed importante risultato per la libertà di tutte le donne islamiche .

11022021 … by… manliominicucci.myblog.it

 

Loujain Al Hathloul, l’attivista saudita icona del diritto alla guida libera dopo 1.001 giorni

12022021 donna libera

Svolta legata alle pressioni di Biden. Condannata per reati di terrorismo non potrà viaggiare per 5 anni. Aveva denunciato abusi e torture

di Viviana Mazza

 

«Loujain è a casa!!!!!!» «A casa dopo 1.001 giorni di prigione». La sorella Lina, che vive a Bruxelles, dà la notizia via Twitter, pubblicando la foto della sua faccia felice. Ora si trova a casa dei genitori in Arabia Saudita. Ciocche di capelli bianchi le striano la lunga chioma nera. Loujain Al Hathloul, 31 anni, sorride dopo 1.001 giorni «di isolamento, scioperi della fame, torture e aggressioni sessuali». A dicembre era stata condannata a cinque anni e otto mesi di carcere per reati di terrorismo, ma l’esecuzione di parte della sentenza era stata sospesa. Il suo rilascio era dunque atteso ed è visto come il risultato della vittoria di Joe Biden a Washington. Il nuovo presidente ha promesso di «riesaminare» il rapporto con i sauditi lamentando che dar loro carta bianca, come ha fatto Trump, ha portato a «politiche disastrose».

UNO SCEMO TI FA RIDERE E UNO SCEMO…

11022021 GRILLO COMIC

UNO SCEMO TI FA RIDERE E UNO SCEMO…

Che uomo davvero patetico e irritante e il signor Grillo… La gente è nella disperazione per la crisi economica e a rischio suicidio e lui… Lui se la ride e scherza e ci fa anche le battutine. Veramente vomitevole, un comico trasformista che per amore del potere e delle poltrone ha tradito e preso in giro milioni e milioni di elettori ed ora va a parlare e stipulare accordi e contratti proprio con l’uomo che voleva vedere in galera e in più, lo fa dal 2019, sparte il bottino del potere con il “partito di Bibbiano”. Mai con Berlusconi e il PD e la casta… e ora ci vuol lavorare insieme, ha costruito un movimento per distruggere il muro della casta ed invece ha eretto la muraglia grillina per meglio difenderli… Oggi è davvero divertente… riesce a sputtanarsi e a smentirsi… facendo le battutine per convincerci che sono ancora bravi. Che rifiuto della società che siete diventati “cari grillini”… oggi un’altra azienda ha licenziato i suoi dipendenti e il vostro mentore se la ride, ed è la stessa azienda che doveva essere salvata dal vostro ministro Di Maio, al tempo ministro del lavoro, e lui che fa ? Se la … ride e fa le battutine ! Non avete più neanche un granello di dignità, maledetto il giorno in cui noi italiani, me compreso e non nascondo la mia colpa, abbiamo creduto ad un clown… Dovevamo immaginarlo che dopo le risate avremmo pianto… Un vecchio proverbio dice: uno scemo ti fa ridere e uno scemo ti fa piangere ! Saggio proverbio che noi italiani abbiamo ignorato e infatti ora il nostro destino e futuro è appeso e legato a qualche migliaio di iscritti ad una piattaforma, privata ed incontrollata, che decideranno le sorti di 60 milioni di italiani, questo sì che fa davvero ridere. Io che sto in mano all’arte privata. Elezioni no eh ? Stai sereno Grillo… un giorno risponderai alla legge del popolo italiano… e verrai giudicato .

10022021…by… manliominicucci.myblog.it

Grillo al M5s: “Su Draghi un attimo di pazienza prima di mandare affan…”

11022021 GRILLO COMIC

“Sembra un grillino, ha detto che vuole iscriversi e mi ha dato ragione su tutto”

 

 

 

MIO ARTICOLO DEL 10 FEBBRAIO 2020 PRIMA ANCORA DELLA DICHIARAZIONE UFFICIALE OMS SULLA PANDEMIA COVID 19

11022020 BIS

MIO ARTICOLO DEL 10 FEBBRAIO 2020 PRIMA ANCORA DELLA DICHIARAZIONE UFFICIALE OMS SULLA  PANDEMIA COVID 19

NIENTE …. PANICO…!!!!
Giustamente, tutti i governi del mondo invitano il popolo a non allarmarsi né a creare panico, tutti gli addetti ai lavori nel controllo sanitario, medici e politici, giornalisti e media, da giorni ci propinano messaggi mielosi e ci bombardano con notizie rassicuranti sulla scarsa efficacia del contagioso virus e della difficile diffusione del virus stesso, con il contagio diretto, in Italia e in Europa. Andate di qui, andate di li ….non preoccupatevi, abbracciate quello e quell’altro… e la nostra vita non deve modificarsi ma scorrere in assoluta…. normalità. Esattamente come nel periodo degli attentati terroristici… dopo ogni strage, tutti che ci invitano alla quotidianità e a non dare peso alla crescente emergenza…strana similitudine. Questo è quello ci viene detto quotidianamente, così, giusto per rassicurarci…poi…poi, quando si guarda allo scenario internazionale si cominciano a delineare, nei fatti, situazioni curiose, quanto mai singolari, che vanno in tutt’altra direzione a quella ci viene imposta col “bombardamento mediatico”, si contano tre enormi navi da crociera, in giro per l’Asia, bloccate nei porti per il terrore epidemico, i voli da e per la Cina vengono sospesi, le merci non viaggiano, le industrie sono bloccate e la Cina,…udite… udite.. non è più in grado di consegnare le merci ordinate perché non le produce…roba incredibile. Davvero strano per un paese che ha posto solo una piccola provincia in quarantena…e le tante altre, perché non producono più ? Come mai il paese è fermo ? Non sarà perché il virus ha colpito in tutto il paese e non ce lo dicono e ce lo tengono nascosto ? Io ho un dubbio concreto e penso che sia così nella realtà, e difatti, ad ulteriore conferma dei miei sospetti, Amazon ha deciso, unitamente ad altri tre colossi della telefonia mobile mondiale, di non partecipare all’importantissima fiera di Barcellona di fine febbraio, a testimoniare che il coronavirus è un pericoloso killer in azione con tutta la sua virulenza e si ha paura ad affrontarlo. In tutto questo c’è qualcosa che non mi torna, tutti prodighi a rassicurarci ma quando volgo lo sguardo al mondo intero e alla Cina vedo un’altra storia…una drammatica storia fatta di bugie in quantità industriali, ordita dal governo cinese e per certi versi avvallata da alcuni paesi occidentali. Sarà che mi sbaglio…come al solito, ma ho l’impressione che in questa sporca storia “parecchie cosuccie” ci vengono nascoste. Spero solo di non contrarre il virus per colpa di qualche idiota che lo sottostima e sottovaluta e me lo nasconde… speriamo in bene…

10022020 …by… manliominicucci.myblog.it
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Coronavirus:Amazon non sarà a Barcellona
E’ la quarta grande azienda a disertare il Mobile World Congress

11022020 BIS

Redazione ANSAROMA

09 febbraio 2020 23:27NEWS
(ANSA) – ROMA, 9 FEB – Anche Amazon ha deciso di non partecipare al Mobile World Congress di Barcellona, la più importante fiera al mondo di telefonia, per i timori legati all’epidemia di coronavirus. Lo riferiscono i principali media spagnoli. Il colosso di Jeff Bezos è la quarta grande azienda a decidere di disertare l’evento che si terrà dal 24 al 27 febbraio, dopo Lg, Ericsson e Nvidia. Nel timore di nuove defezioni, l’associazione mondiale degli operatori di telecomunicazioni (Gsma) che organizza il salone ha intanto annunciato oggi le misure adottate contro l’epidemia: sarà vietato l’ingresso a tutte le persone provenienti dalla provincia di Hubei, focolaio del coronavirus, e a tutti coloro che sono stati in Cina negli ultimi 14 giorni prima dell’inizio della fiera.
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IN ARRIVO IL… 2° PREMIO NOBEL ?

10022021 bombardiere usa

IN ARRIVO IL… 2° PREMIO NOBEL ?

Non c’è che dire… effettivamente bisogna prenderne atto e dire che in politica estera Joe Biden è decisamente più attivo più di quanto lo sia stato il suo predecessore Trump, difatti il neo presidente ha sovvertito ogni regola riflessiva in termini militari e bruciato i tempi senza la dovuta e necessaria cautela e va spedito… nel volger di meno di un mese, dal suo insediamento, ha spedito dei bombardieri, i B-52, in medio oriente, giustamente lo ha fatto perché bisogna essere presente in caso di guerra… allo stato attuale curiosamente con chi non ci è dato sapere visto che i nemici dell’Isis non hanno armi pesanti o aerei che potrebbero minacciare i paesi limitrofi… A quanto pare il “buon e bravo Biden “ segue le orme del suo mentore… mi piace ricordare a tutti che le guerre in Siria e Libia, nel 2011, furono decise e determinate proprio dalla volontà del “premio Nobel per la pace (!) Barack Obama”, ex presidente USA… e in previsione di altre guerre da fare a casa degli altri… giorni fa, il “buon Joe”, ha spedito in Norvegia dei bombardieri strategici, B-1, enormi mezzi aerei pesanti che trasportano “missili con testate nucleari”, ovviamente le “testate nucleari” non devono allarmare nessuno… quelle, eventualmente accadrà, verranno utilizzate solo per… festeggiare il secondo premio “Nobel per la pace” che verrà, molto probabilmente, conferito all’erede di Obama, un po’ come nelle feste matrimoniali dove si assiste ai botti e fuochi d’artificio. Quindi dopo il dislocamento di aerei strategici in aeree delicate, riscontriamo anche un certo “attrito con la Cina” e l’intromissione a gamba tesa negli affari interni della Russia, dell’Iran e della Birmania, non credo che gli Usa abbiano il diritto di recitare il ruolo di sceriffo del mondo visto che non gli compete per via delle tante guerre che scatena in giro per il mondo ma credo che debba essere l’ONU l’unica istituzione pertinente, capace e di diritto per decidere sanzioni o inviare truppe militari e mezzi negli altri paesi. Nel Mali ci sono i francesi che fanno guerra ai jihadisti islamici, in Nigeria ed in Somalia ci sono i jihadisti islamici che la fanno agli altri… nello Yemen, dal Marzo 2015, allora era presidente USA sempre Obama, c’è una sanguinosa guerra da guerra condotta dagli amici degli americani, i sauditi, che ricevono armi e missili dagli stessi americani, ma noi non ci preoccupiamo di stragi o altro ma permettiamo ai media di tutto il mondo occidentale di operare in chiave confusionaria ed omissiva dei fatti, nascondendoci la vera informazione per farci accettare tutto e in silenzio e Joe Biden… è parte integrale di quel sistema che ci fa passare tutto per bello e buono e poi… poi spedisce dei bombardieri nucleari in medio oriente e in Norvegia, al confine con la Russia, e la stampa l’accetta in silenziosa genuflessione e magari anche esaltandolo ce lo fa passare per un grande… esattamente come si fa nei paesi a regime totalitario. Mi chiedo se questi spostamenti li avesse fatti Trump, i media sarebbero rimasti in silenzio e gli avrebbero dato del pazzo o del bravo ? Rammento bene che tutti chiedevano di togliergli dalle mani la valigetta della armi atomiche ma ora nessuno chiede a Joe il perché di questi aerei che per i russi, che li hanno vicino casa, rappresentano un serio pericolo e già nei prossimi giorni sicuramente ci piazzeranno tanti di quegli aerei e missili antiaerei come arma difensiva e offensiva, ciò competerà un aumento della tensione ai confini russi, quindi mi vien da chiedere chi realmente sia il pazzo tra Trump e Biden vedendo quello che ha combinato in appena 3 settimane di mandato. Forse la risposta ce la daranno sempre i media e sarà una risposta di “condivisione dell’opera buona” e forse… anche Biden per questi spostamenti… forse, riceverà il premio Nobel per la pace o…forse come penso io… questa volta a Stoccolma aspetteranno un po’ questa volta a conferirglielo ? Certamente la famosa “sala dei concerti” non è adatta ad un concerto dell’eccessivo frastuono delle armi nucleari ! 09022021

… by… manliominicucci.myblog.it

 

La Cnn: bombardieri Usa in Norvegia, nel mirino Artico e Russia

“Gli Usa stanno schierando bombardieri B-1 in Norvegia”. La sfida alla Russia: difesa degli alleati e corsa all’Artico

10022021 bombardiere usa

La decisione di Washington è destinata ad accrescere le tensioni con Mosca, dopo lo scontro sull’arresto di Alexei navalny e le intenzioni della nuova amministrazione Biden che ha annunciato una “linea più dura ed efficace” nei confronti del Cremlino

di F. Q. | 8 FEBBRAIO 2021

Dopo lo scontro sull’affare Navalny e le dichiarazioni della nuova amministrazione che ha annunciato una “linea più dura ed efficace” nei confronti del Cremlino, è destinata a crescere ulteriormente la tensione tra Stati Uniti e Russia dopo che Washington ha deciso di schierare i suoi bombardieri B-1 in Norvegia, in una zona molto sensibile per l’influenza di Mosca nei Paesi baltici e nell’Artico.

È la prima volta che Washington opta per un’azione del genere, una mossa che, oltre a difendere gli alleati nell’area, come riporta la Cnn, ha l’obiettivo di far capire a Vladimir Putin che l’esercito americano opererà nella regione artica perché ritenuta strategicamente importante. Citando più funzionari della difesa, la tv americana riferisce che quattro bombardieri B-1 della US Air Force e circa 200 membri del personale della Dyess Air Force in Texas saranno spostati nella base aerea di Orland e che nelle prossime tre settimane inizieranno le missioni nel Circolo Polare Artico e nello spazio aereo internazionale al largo della Russia nordoccidentale.

Gli Stati Uniti, oltre a rinforzare il proprio controllo nell’area, saranno in grado di reagire più rapidamente a una potenziale aggressione russa. Negli ultimi mesi, il Pentagono ha utilizzato dei bombardieri simili ai B-1, i B-52, in Medio Oriente come mezzo per dimostrare la capacità degli Stati Uniti di spostare rapidamente le risorse militari in regioni potenzialmente tese. Si tratta di missioni che richiedono settimane per essere pianificate, il che significa che il dispiegamento in Norvegia è in fase di organizzazione da tempo, spiegano gli stessi funzionari.

Questa decisione potrebbe essere motivata dalla preoccupazione del Dipartimento della Difesa riguardo alle mosse militari russe tese a bloccare il potenziale accesso all’Artico: “I recenti investimenti russi nell’Artico includono una rete di mezzi aerei offensivi e sistemi missilistici costieri”, ha avvertito Barbara Barrett, segretaria dell’Air Force durante l’amministrazione Trump. Per gli Stati Uniti la Russia considera il mantenimento del proprio accesso all’Artico sempre più vitale, con quasi il 25% del suo prodotto interno lordo proveniente da idrocarburi a nord del Circolo Polare Artico, ha detto Barrett. Solo il mese scorso, un caccia russo ha sorvolato l’USS Donald Cook, un cacciatorpediniere navale statunitense, nelle acque internazionali del Mar Nero.

 

L’ALBA DELLE… FRUSTATE !

epa08970321 An executor known as 'Algojo' from the Sharia Police flogs an Acehnese man for breaking sharia law, in Banda Aceh, Aceh, Indonesia, 28 January 2021. Aceh is the only province in Indonesia that has implemented Sharia law and considers lesbian, gay, bisexual relationships and sex outside of marriage as Sharia law violations.  EPA/HOTLI SIMANJUNTAK

L’ALBA DELLE… FRUSTATE !

E’ il ritorno ad un passato andato ed estinto da secoli  per noi occidentali e di ovvia cultura cristiana ma che purtroppo è “onnipresente in tutti i paesi di fede islamica”, eh sì… parlare di frustate nel 2021 è proprio ridicolo se non fosse maledettamente vero  e drammaticamente reale, parlo della punizione corporale in uso nei paesi islamici per la violazione di alcuni dettami coranici e nel rispetto ed in osservanza alla legge coranica, la nota “Sharia”. Tra l’altro questa legge non viene applicata solo nei paesi ufficialmente di fede islamica ma viene esercitata anche in alcuni paesi occidentali europei, come la Francia, la Svezia e in particolare la Gran Bretagna, dove le comunità musulmane sono così numerose tanto da costringere le autorità locali al rispetto di un accordo del 1996 che garantisce la possibilità di ricorrere a tribunali alternativi se le parti lo concordano. Un  riconoscimento e accettazione per i britannici dell’applicazione della sharia per i fedeli musulmani che rivolgendosi ai regolari tribunali islamici vengono giudicati proprio in base alle legge coranica. C’è da dire, nel rispetto dell’informazione corretta, che ufficialmente questi tribunali non sono dei veri organi giurisdizionali e quindi non possono sovvertitore quanto deciso dalle corti britanniche tuttavia, il fedele accetta di buon grado le decisioni senza mai opporsi . Nei paesi islamici non vi è tutta questa libertà e democrazia… la legge è quella e…punto ! Quindi se sei un gay e vieni beccato in rapporti intimi col tuo compagno ebbene ti toccano un’ottantina di frustate come punizione per il gravissimo reato di omosessualità, l’islam proibisce senza appello alcuno l’omosessualità, qualunque sia, di donna o uomo, e non tollera neanche il rapporto sessuale tra adulti consenzienti, di genere diverso, non prima d’aver contratto regolare matrimonio… modalità stranamente incomprensibile, in quanto se detto matrimonio viene celebrato con una bambina di 10 o 11 anni allora in quel caso il rapporto sessuale viene invece tollerato, lo è perché scritto nel libro sacro del profeta, quindi mettendolo in pratica diventa lecito quanto corretto… avere un rapporto sessuale con una bambina… “non è pedofilia” ! Punti di vista che per certi versi sono aberranti  per noi occidentali che abbiamo altra cultura ed opinione sulle bambine e molto aperti sulle libertà sessuali degli adulti che ovviamente noi accettiamo in assoluta tranquillità. Pensare che una donna non sia libera di vivere la propria vita come “diavolo le  piace” e vedersi privata del sacrosanto diritto ad amare un uomo o ad aver rapporti sessuali con lui senza contrarre matrimonio è un’ideologia malsana che non può essere né accettata né avvalorata né sostenuta. Ognuno è libero di professare la religione che vuole, ma nessuno può impedirmi di bermi un bel cocktail o un bicchiere di cognac quando lo desidero né posso accettare che un qualcun altro, vissuto ben 1350 anni fa circa, me lo vuol proibire… come anche nessuno può venirmi a dire come devo fare sesso e se devo farlo debbo prima contrarre obbligatoriamente matrimonio… siamo nel 2021 e certi dogmi del passato non possono né devono essere presenti nella vita di una persona libera e devono rimanere al di fuori del contesto occidentale. Quel che è ridicolo ed è un paradosso tutto occidentale… è che da noi  si incentivano le costruzioni di moschee e si difende a spada tratta la… “loro libertà di culto” , curiosamente si difendono proprio quelli che intendono frustare… i gay, i bevitori di alcool e gli amanti, e auspicano i matrimoni con le bimbe,  è tutto un controsenso occidentale che trova radici nell’ideologia del tutto va bene purché sia un mondo arcobaleno… Teoria che trova terreno molle solo da noi  perché nei paesi islamici non riuscirà mai a trovare analogo spazio perché la fede islamica, purtroppo per tanti poveri cittadini dei paesi islamici che non si riconoscono in quel credo vivere è un incubo… che tuttavia devono accettarlo per costrizione e non possono neanche ribellarsi, pena la morte o la fustigazione. Quello che dico e scrivo da sempre è che la religione islamica non è compatibile con il modello occidentale ed allora visto che gli occidentali sono sordi mi rivolgo ai musulmani:  se volete venire a vivere da noi ammorbiditevi e lasciate a casa alcune vostre tradizioni allucinanti… diversamente vi consiglio di non venirci a trovare. 08022021

…by…manliominicucci.myblog.it

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Indonesia: 80 frustate a coppia gay per avere fatto sesso

Nella provincia di Aceh

epa08970321 An executor known as 'Algojo' from the Sharia Police flogs an Acehnese man for breaking sharia law, in Banda Aceh, Aceh, Indonesia, 28 January 2021. Aceh is the only province in Indonesia that has implemented Sharia law and considers lesbian, gay, bisexual relationships and sex outside of marriage as Sharia law violations.  EPA/HOTLI SIMANJUNTAK

 

Redazione ANSABANDA ACEH

31 gennaio 202110:43NEWS

Una coppia gay è stata frustata in pubblico nella provincia indonesiana di Aceh per avere fatto sesso: i due hanno ricevuto quasi 80 frustate ciascuno secondo la locale legge islamica che vieta, tra l’altro, anche il consumo di alcol, il gioco d’azzardo, l’adulterio ed i rapporti sessali prima del matrimonio.

Gli uomini, entrambi sui vent’anni, erano stati arrestati a novembre in una casa in affitto dove il proprietario li aveva trovati mezzi nudi in camera da letto. Sempre oggi, altre quattro persone hanno ricevuto tra 17 e 40 frustate ciascuno per avere consumato bevande alcoliche o avuto incontri con persone del sesso opposto.
La provincia di Aceh è l’unica in Indonesia che impone la fustigazione come punizione.

AVER RAGIONE NON È BELLO !

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AVER RAGIONE NON È BELLO !

Ancora una volta il centro di una città italiana è sconvolto dalla violenza minorile di bande organizzate… Oramai è diventato pane quotidiano della nostra mal messa e attuale società assistere alle guerre di città che dispensano terrore gratuito. E come auspicava l’onorevole Monica Cirinnà, tempo addietro, la nuova generazione è senza Dio, patria e famiglia… e purtroppo ha avuto ragione, immagino che vedere all’opera questi ragazzi privi di ogni valore morale e religioso e di rispetto per la vita altrui… forse, la farà star bene a tal punto da sentirsi magari… anche gratificata e soddisfatta. Oppure come penso io, forse… ora cambierà un po’ “l’idea del senza” visti i risultati e abbandonerà le sue strampalate teorie in funzione di una vita migliore con regole patriottiche, amore per la famiglia e fede in Dio… Quindi è come ho sempre sostenuto che la violenza degli adolescenti è un qualcosa che va al di là della semplice incomprensione familiare o dal semplice disagio scolastico. Eh no… le scuse non reggono più, siamo di fronte ad un nuovo movimento ideologico giovanile, auspicato da certa parte politica, da cui la violenza trova spunto, energia e forza per dominare i propri coetanei, nei fatti questa è l’ennesima rissa condita di bastoni, e forse anche di coltelli, il cui unico e vero fine è uno solo e cioè, quello di spedire in ospedale il più possibile di nemici e magari… uno al cimitero. E la cosa più disarmante è che tra loro che si azzuffano e rischiano la vita ci potrebbe anche essere un nostro figliolo. Questa società sembra incapace di educare la nuova generazione, poi… ci si mettono anche i social che nell’occasione servono come chiave di collegamento ed incitamento… per riunirsi in numero cospicuo e darsi battaglia nella pubblica via ed in mezzo alla gente che sicuramente avrà vissuto attimi di paura. Quel che davvero mi lascia interdetto è l’assenza dello stato che nonostante veda gli episodi di violenza aumentare a dismisura pare non intenda occuparsi del problema, che oltretutto è aggravato dall’essere associato ai tragici fenomeni dei vari social. Due elementi che ci obbligano a pensare che stiamo tirando su dei piccoli criminali… e tra dieci o venti anni sarà un po’ complicato scommettere su di loro . Certo che se l’andazzo è questo c’è da star poco tranquilli sul futuro della nostra società… forse i ragazzi dovrebbero tornare a frequentare le parrocchie e a studiare di più, a svolgere più attività sportive e lasciar perdere i… social e le violenze di gruppo… Il mio auspicio è che vinca l’amore e spirito fraterno e non il concetto del più forte che vince è bravo e va emulato… ma io non sono la Monica Cirinnà .

07022021 … by… manliominicucci.myblog.it

06 FEBBRAIO 2021 21:20

Reggio Calabria, in piazza mega-rissa tra adolescenti con bastoni e catene

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Ansa

Scene da guerriglia urbana alle porte di Reggio Calabria. E’ accaduto nella piazza centrale di Campo Calabro, piccolo comune dell’hinterland Reggino. Alcune decine di adolescenti, tra cui anche ragazze, si sono sfidati a colpi di mazze, bastoni, catene e caschi. Le immagini, ora al vaglio della polizia, sono state riprese dalle telecamere del municipio. L’amministrazione comunale ha manifestato parole di “ferma condanna” per un atto definito “dissennato”.