PIZZA AL ….CORONAVIRUS !

21112021 no vax

PIZZA AL ….CORONAVIRUS !

Nei primi mesi della primavera 2020, lo ricordo molto bene, l’Italia, purtroppo, fu il primo paese in Europa ad essere coinvolto nella drammatica pandemia che poi provocò decine di migliaia di morti e contagiati alla velocità della luce… e mentre il pese e gli italiani erano stati chiusi da un lockdown senza precedenti nella storia del genere umano c’era pure chi aveva voglia di ironizzare… e lo faceva mentre trasportavamo i nostri morti con i famosi camion militari e le scene pietose dei cimiteri erano colmi di cadaveri e parcheggiati dov’era possibile, e rammento bene che in quei mesi disgraziati l’Italia  divenne anche… oggetto di scherno dagli abitanti di alcuni paesi dell’Unione. Un momento certo poco brillante per i nostri fratelli europei che in barba alla solidarietà ci consigliavano di mangiarci la “pizza al coronavirus”, invito che arrivava “dai nostri cugini francesi”, l’ironia dei greci che diffondevano “fake” raccontando che in Italia “erano morti tutti di Covid”… Poi il virus cominciò a dilagare  nel continenete e tutti divennero cauti e compresero che il problema non era solo italiano ma … mondiale, già, una vera e propria pandemia mondiale che poi si sarebbe rivelata contagiosa per oltre 257 milioni e mortale per oltre 5.1 milioni di persone. Come ricordo bene che l’unico paese che si rese disponibile ad accogliere nelle proprie unità di terapia intensiva fu proprio la Germania, lodevole e solidale ad accogliere i nostri malati. Questo accadeva un anno e mezzo fa, poi il resto lo conosciamo tutti e  sappiamo com’è andata  l’evoluzione della fase vaccinale che ha reso possibile  e concreta la lotta  al virus riducendo, piaccia o non piaccia a tanti, i morti del contagio. Adesso siamo ritornati esattamente alla primavera del 2020 con una differenza abissale tra ieri ed oggi, infatti il vaccino c’è anche se non piace a tanti ed io certamente non discuto le scelte di chi vuol vaccinarsi o meno, ognuno è libero di fare ciò che vuole ed identico discorso va fatto per il Green Pass… tuttavia, non si può tollerare la crescente tensione che da mesi si sta accumulando in Europa  con una deriva violenta, da Rotterdam giungono notizie allarmanti di guerriglia civile con danni e scontri violenti, la pandemia viene cavalcata da facinorosi e la protesta gestita lontanamente da come l’hanno guidata pacificamente a Trieste i no Green pass. Ora le parti si sono invertite, sono gli altri che sono nel vortice dei contagi, in particolar modo la Germania,  e noi italiani, per buona parte vaccinati, stiamo affrontando la quarta ondata con un piglio diverso, siamo più tranquilli e meno timorosi e questo lo si deve esclusivamente alla vaccinazione di massa. Certo nessuno discute che tanti morti del 2020 sono frutto dell’incompetenza dei sanitari di fronte ad un nuovo virus al quale non erano adeguatamente preparati ad affrontarlo ed anche perché, cosa più grave,  non vi era un piano pandemico nazionale… già, il ministero della salute non si era  preoccupato di approntarlo aggiornandolo come si doveva. Il virus ora colpisce duro e fa anche male, e chi sta subendo la nuova ondata in malo modo è il paese tedesco che vede crescere i contagiati in numeri spaventosi, solo oggi se ne contano oltre 65mila e i suoi ospedali sono in affanno, le terapie intensive sono al collasso e si stanno rivolgendo ai paesi solidali come l’Italia, che memore degli aiuti ricevuti nella Primavera 2020, ha messo a disposizione dei posti letto di terapia intensiva. La Germania paga purtroppo la sua superficialità nel gestire la pandemia, si è comportata come tanti paesi che non hanno compreso che il virus muta e si trasforma in qualcosa di pericoloso per gli esseri umani, adesso devono fra i conti col contagio in identico modo di come l’abbiamo fatti noi lo scorso anno auspicando che non si debbano vedere altre scene di bare parcheggiate nei cimiteri in spazi d’occasione o peggio  all’aperto in tendoni militari, né vorremmo rivedere le lunghe file dei camion che a tanti piace definirli “fake”… ma non ditelo ai parenti dei morti nel bergamasco altrimenti li fate incazzare di brutto.  Il mio pensiero non cambia e non muta con il virus, se volete vaccinarvi bene, se non volete farlo va bene lo stesso, però  credo sia necessario creare degli spazi per i no-vax  in modo tale che non siano più in comune con i vaccinati che temono di essere ulteriormente contagiati, locali pubblici diversi e ben segnalati come “no-vax e no Green Pass” e distanze da rispettare… così tutti saremo felici e non ci saranno contagi indesiderati né avremo i no-vax che protestano e urlano alle “fake”. Per il momento il virus avanza e fa anche tanti morti poi… ognuno è libero di credere e pensare ciò che vuole… per quel che mi riguarda, io farò la terza ed anche la quarta dose se sarà necessario… sicuramente ad alcuni questo mio pensiero suonerà ”male” però io ora… “sto bene” e il mio consiglio va per la vaccinazione senza esitazioni, anche se so benissimo che si sono verificati diversi casi di strane morti a seguito di vaccinazione anti covid ! La Germania deve far riflettere, sono loro nei casini esattamente come la Russia e tanti altri paesi  che ora stanno vivendo momenti drammatici mentre noi… giriamo liberamente, almeno per il momento. Poi il resto è solo spettacolo televisivo. 20112021 …by… https://manliominicucci.myblog.it/ https://vk.com/id529229155

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Germania, affonda la ricca Baviera: “Qui la gente muore per colpa dei No Vax”

di Roberto Brunelli

Le terapie intensive sono al collasso. “Dobbiamo mandare via i malati”. Il governatore Söder chiude mercatini di Natale, bar e discoteche

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20 NOVEMBRE 2021

ROSENHEIM (ALTA BAVIERA) –

Gli spettri del coronavirus si aggirano per le vie di Rosenheim, in mezzo alle case in stile settecentesco di quest’angolo dell’Alta Baviera famoso per i suoi mercatini di Natale. Una paura impalpabile e inattesa fino a poco tempo fa, che si materializza sotto forma di ambulanze che non vengono fatte fermare al pronto soccorso della RoMed Klinik, l’ospedale principale della città, a un’ora e mezzo di auto a sud di Monaco: “Le terapie intensive sono al completo, siamo costretti a mandare via la maggior parte dei pazienti”, ti spiegano con un ghigno amaro gli addetti all’ingresso della clinica bianca e squadrata circondata dal verde.
Perché Rosenheim è una delle zone a più alta incidenza di contagio della Baviera e della Germania: nella circoscrizione si contano oltre 914 nuove infezioni su 100mila abitanti, quasi il triplo della media tedesca. In città l’incidenza è di 792,6, i decessi si contano a decine. E questo mentre ogni giorno il Paese batte un nuovo record dei contagi giornalieri, l’ultimo a oltre 65 mila casi.
Numeri così non si erano mai visti né in Germania, né in Baviera, la seconda regione più ricca del Paese, uno dei motori economici dell’Europa. Così il governatore Markus Söder ieri ha decretato il lockdown dei mercatini natalizi per tre settimane, con annessa chiusura di bar, discoteche e club. Analoga svolta in Sassonia, altro Land ad altissimo contagio e bassa vaccinazione: anche qui serrande abbassate a discoteche, bar, club, anche qui niente mercatini. Ma a colpire ancora di più è il “caso Baviera”. Tutti i giorni arriva un nuovo grido d’allarme: “La situazione attuale è più drammatica di quanto non sia mai stata durante l’intera pandemia”, spiega ai giornali locali l’amministratore delegato della Società ospedaliera bavarese, Roland Engehausen. Il numero di pazienti Covid in terapia intensiva aumenta in questo Land del 30% a settimana, e anche le operazioni oncologiche rischiano di essere rimandate a tempo indeterminato. Per far fronte alla crisi delle terapie intensive, la cancelleria ha attivata persino la Luftwaffe, l’aeronautica militare, incaricandola di sostenere il trasferimento di pazienti dove si trovano posti liberi. Anche in Italia. Il mondo pare capovolto: un anno e mezzo fa erano gli ospedali tedeschi ad accogliere i malati di Covid italiani.
Nella sola Rosenheim, l’occupazione delle terapie intensive è del 97%. Com’è stato possibile? La prima risposta è ovvia: in questo pezzo di Baviera la quota di vaccinazione è spaventosamente bassa. Su poco più di 200mila abitanti, sono ad oggi poco più di 120mila a vantare una completa immunizzazione, appena la metà della popolazione, una quota di 20 punti più bassa della media nazionale. E quelli che qui hanno ottenuto una terza dose si possono cercare con il lanternino: 9.162. Al RoMed i reparti 6/2 Nord e 6/2 Sud sono quelli dedicati al Covid, blindatissimi. Le regole sono rigidissime: anche i pochi visitatori ammessi devono indossare un grembiule speciale, i guanti di gomma, una mascherina Ffp3 e una visiera. Quando c’è bisogno assoluto di trovare invece posto nelle terapie intensive, i medici devono accollarsi la scelta di decidere chi dei pazienti qui ricoverati possa essere trasferito nel reparto “normale”. “Quando dobbiamo portare via dieci pazienti dalla terapia intensiva può anche succedere che uno o due di loro muoiano”, ha raccontato alla Zeit il direttore della clinica, Jens Deerberg-Wittram.
“La verità è che in questo pezzo di Baviera c’è una diffusa tendenza a diffidare della medicina tradizionale, dei media e figurarsi della politica”, racconta Josef Breiner, che fa il cameriere – senza mascherina – in una birreria a due passi dalla piazza del mercatino natalizio che quest’anno non ci sarà. “Nonostante le terapie intensive piene, prevalgono i dubbi, le paure. Persino nell’ambiente medico”: a parlare è Silvia, che a Rosenheim lavora in un’azienda della tecnologia medica e che preferisce non dire il suo cognome. “Scoprire che anche nel mio settore, dove si conoscono gli studi e i decorsi, c’è una forma di resistenza alla vaccinazione, mi ha lasciata stupefatta. Ed è ancora più incredibile considerando che qui i picchi sono sempre stati più alti che nel resto della Germania”.
C’è chi ti ripete che in questo angolo di Baviera ci sia il più alto numero di “guaritori alternativi” del Paese ed uno smaccato interesse per i rimedi naturali. Eppure, forse, la paura sta cominciando a far breccia anche tra i più scettici: da qualche giorno la fila davanti al centro vaccinale di Rosenheim si sta facendo più lunga. Soprattutto anziani che vogliono la terza dose, ma anche qualche giovane con l’aria di superare solo con fatica la resistenza all’iniezione. Jakob, 22 anni, alza le spalle: “La mia ragazza mi spara se non posso più portarla a ballare”. Le discoteche stanno per chiudere, nessuno ha il coraggio di dirglielo.

 

 

ENGLISH

 

PIZZA AL …. CORONAVIRUS!

In the first months of spring 2020, I remember it very well, Italy, unfortunately, was the first country in Europe to be involved in the dramatic pandemic which then caused tens of thousands of deaths and infected at the speed of light … and while the pese and the Italians had been closed by a lockdown unprecedented in the history of mankind there were also those who wanted to make fun … and they did it while we were transporting our dead with the famous military trucks and the pitiful scenes of the cemeteries were full of corpses and parked where it was possible, and I remember well that in those unfortunate months Italy also became … the object of ridicule by the inhabitants of some countries of the Union. Certainly a lackluster moment for our European brothers who, in spite of solidarity, advised us to eat the “coronavirus pizza”, an invitation that came “from our French cousins”, the irony of the Greeks who spread “fake” telling that in Italy “They were all dead of Covid” … Then the virus began to spread across the continent and everyone became cautious and understood that the problem was not only Italian but … worldwide, yes, a real world pandemic which would later prove to be contagious to over 257 million and fatal to over 5.1 million people. As I well remember that the only country that made itself available to welcome in its intensive care units was Germany, praiseworthy and in solidarity with welcoming our patients. This happened a year and a half ago, then we all know the rest and we know how the evolution of the vaccination phase went that made the fight against the virus possible and concrete by reducing, like it or not many, the deaths of the infection. Now we have returned exactly to the spring of 2020 with an abysmal difference between yesterday and today, in fact the vaccine is there even if many do not like it and I certainly do not discuss the choices of those who want to get vaccinated or not, everyone is free to do what they want. wants and the same speech must be made for the Green Pass … however, one cannot tolerate the growing tension that has been accumulating in Europe with a violent drift for months, alarming news of civil warfare with damage and violent clashes arrives from Rotterdam, the pandemic is ridden by troublemakers and the protest is handled remotely from how the no Green pass led it peacefully to Trieste. Now the parts have reversed, it is the others who are in the vortex of infections, especially Germany, and we Italians, for the most part vaccinated, are facing the fourth wave with a different attitude, we are calmer and less fearful and this it is exclusively due to mass vaccination. Of course, no one argues that so many deaths in 2020 are the result of the incompetence of health professionals in the face of a new virus to which they were not adequately prepared to face it and also because, more seriously, there was no national pandemic plan … yes, the ministry of health had not bothered to get it updated properly. The virus now hits hard and also hurts, and who is suffering the new wave in a bad way is the German country that sees the infected growing in frightening numbers, only today there are over 65 thousand and its hospitals are in trouble, intensive care they are on the verge of collapse and are turning to solidarity countries such as Italy, which, mindful of the aid received in Spring 2020, has made intensive care beds available. Unfortunately, Germany pays for its superficiality in managing the pandemic, it has behaved like so many countries that have not understood that the virus changes and turns into something dangerous for human beings, now they have to deal with the contagion in the same way as how we did it last year hoping that we do not have to see other scenes of coffins parked in cemeteries in second-hand spaces or, worse, outdoors in military tents, nor would we want to see the long lines of trucks that many like to call them “fake “… but do not tell the relatives of the dead in the Bergamo area otherwise you make them really angry. My thinking does not change and does not change with the virus, if you want to vaccinate yourself well, if you don’t want to do it, that’s fine, but I think it is necessary to create spaces for no-vaxes in such a way that they are no longer in common with the vaccinated. who fear being further infected, different public places and well marked as “no-vax and no Green Pass” and distances to be respected … so we will all be happy and there will be no unwanted contagions nor will we have no-vaxes protesting and screaming to the “fake”. For the moment the virus is advancing and it also causes many deaths then … everyone is free to believe and think what they want … as far as I’m concerned, I will do the third and even the fourth dose if necessary … surely to some this thought of mine will sound “bad” but now I … “I’m fine” and my advice goes to vaccination without hesitation, even though I know very well that there have been several cases of strange deaths as a result of anti-covid vaccination! Germany must make us think, they are in trouble exactly like Russia and many other countries that are now experiencing dramatic moments while we … we run freely, at least for the moment. Then the rest is just a TV show. 20112021 … by … https://manliominicucci.myblog.it/ https://vk.com/id529229155

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Germany, rich Bavaria sinks: “Here people die because of the No Vax”

by Roberto Brunelli

Intensive care is collapsing. “We have to send the sick away.” Governor Söder closes Christmas markets, bars and nightclubs

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NOVEMBER 20, 2021

ROSENHEIM (UPPER BAVARIA) –

The ghosts of the coronavirus roam the streets of Rosenheim, among the eighteenth-century-style houses of this corner of Upper Bavaria famous for its Christmas markets. An intangible and unexpected fear until recently, which materializes in the form of ambulances that are not stopped at the emergency room of the RoMed Klinik, the main hospital of the city, an hour and a half drive south of Munich: “The intensive care is complete, we are forced to send away most of the patients”, explain with a bitter grin the attendants at the entrance of the square white clinic surrounded by greenery.

Because Rosenheim is one of the areas with the highest incidence of contagion in Bavaria and Germany: in the district there are over 914 new infections per 100 thousand inhabitants, almost triple the German average. In the city the incidence is 792.6, deaths are counted by the dozen. And this while every day the country beats a new record of daily infections, the latest at over 65 thousand cases.

Such numbers had never been seen in Germany or in Bavaria, the second richest region of the country, one of the economic engines of Europe. So the governor Markus Söder yesterday decreed the lockdown of the Christmas markets for three weeks, with the adjoining closure of bars, discos and clubs. Similar turning point in Saxony, another Land with very high contagion and low vaccination: here too shutters lowered to discos, bars, clubs, here too no markets. But the “Bavaria case” is even more striking. Every day a new cry of alarm comes: “The current situation is more dramatic than it has ever been during the entire pandemic,” the managing director of the Bavarian Hospital Society, Roland Engehausen, explains to local newspapers. The number of Covid patients in intensive care is increasing in this Land by 30% per week, and even oncological operations risk being postponed indefinitely. To cope with the crisis of intensive care, the chancellery has even activated the Luftwaffe, the Air Force, instructing it to support the transfer of patients where there are free places. Also in Italy. The world seems turned upside down: a year and a half ago it was German hospitals that welcomed Italian Covid patients.

In Rosenheim alone, intensive care occupancy is 97%. How was this possible? The first answer is obvious: the vaccination rate in this part of Bavaria is frighteningly low. Out of just over 200 thousand inhabitants, there are currently just over 120 thousand who boast complete immunization, just half of the population, a share of 20 points lower than the national average. And those who have obtained a third dose here can be searched for with the lantern: 9.162. At RoMed, the 6/2 North and 6/2 South wards are those dedicated to Covid, highly armored. The rules are very strict: even the few visitors admitted must wear a special apron, rubber gloves, an Ffp3 mask and a visor. When there is an absolute need to find a place in intensive care instead, doctors must take the choice of deciding which of the patients hospitalized here can be transferred to the “normal” ward. “When we have to take ten patients out of the ICU, it can also happen that one or two of them die,” clinic director Jens Deerberg-Wittram told Zeit.

“The truth is that in this part of Bavaria there is a widespread tendency to be wary of traditional medicine, the media and let alone politics”, says Josef Breiner, who works as a waiter – without a mask – in a brewery a stone’s throw from the square. of the Christmas market that this year will not be there. “In spite of intensive intensive care, doubts and fears prevail. Even in the medical environment”: talking about her is Silvia, who works in Rosenheim in a medical technology company and prefers not to say her surname. “Discovering that even in my sector, where studies and courses are known, there is a form of resistance to vaccination, left me amazed. And it is even more incredible considering that here the peaks have always been higher than in the rest of the Germany”.

There are those who repeat that I n this corner of Bavaria there is the highest number of “alternative healers” in the country and a clear interest in natural remedies. Yet, perhaps, fear is beginning to break through even among the most skeptical: for a few days the queue in front of the Rosenheim vaccination center has been getting longer. Especially the elderly who want the third dose, but also some young people who seem to overcome the resistance to the injection with difficulty. Jakob, 22, shrugs: “My girlfriend shoots me if I can’t take her dancing anymore.” The discos are about to close, no one has the courage to tell them.

 

 

FRENCH

 

PIZZA AL….CORONAVIRUS !

Dans les premiers mois du printemps 2020, je m’en souviens très bien, l’Italie a malheureusement été le premier pays d’Europe à être impliqué dans la dramatique pandémie qui a alors fait des dizaines de milliers de morts et infectés à la vitesse de la lumière… et alors que les pese et les italiens avaient été fermés par un confinement sans précédent dans l’histoire de l’humanité il y avait aussi ceux qui voulaient se moquer… et ils l’ont fait pendant que nous transportions nos morts avec les fameux camions militaires et les scènes pitoyables de les cimetières étaient pleins de cadavres et garés là où c’était possible, et je me souviens bien qu’en ces mois malheureux l’Italie est aussi devenue… l’objet de ridicule par les habitants de certains pays de l’Union. Certainement un moment terne pour nos frères européens qui, malgré la solidarité, nous ont conseillé de manger la “pizza du coronavirus”, une invitation venue “de nos cousins français”, l’ironie des Grecs qui ont répandu des “faux” racontant cela en Italie “Ils étaient tous morts de Covid”… Puis le virus a commencé à se propager à travers le continent et tout le monde est devenu prudent et a compris que le problème n’était pas seulement italien mais… mondial, oui, une véritable pandémie mondiale qui s’avérerait plus tard à être contagieuse pour plus de 257 millions de personnes et mortelle pour plus de 5,1 millions de personnes. Comme je me souviens bien que le seul pays qui s’est rendu disponible pour accueillir dans ses unités de soins intensifs était l’Allemagne, louable et solidaire de l’accueil de nos patients. Cela s’est passé il y a un an et demi, puis nous connaissons tous la suite et nous savons comment s’est passée l’évolution de la phase de vaccination qui a rendu la lutte contre le virus possible et concrète en réduisant, qu’on le veuille ou pas, les décès de l’infection . Maintenant nous sommes revenus exactement au printemps 2020 avec une différence abyssale entre hier et aujourd’hui, en fait le vaccin est là même si beaucoup ne l’aiment pas et je ne discute certainement pas des choix de ceux qui veulent se faire vacciner ou pas, chacun est libre de faire ce qu’il veut et il faut faire le même discours pour le Pass Vert… cependant, on ne peut tolérer la tension croissante qui s’accumule en Europe avec une dérive violente depuis des mois, des nouvelles alarmantes de guerre civile avec des dégâts et des affrontements violents arrivent de Rotterdam, la pandémie est dominée par des fauteurs de troubles et la manifestation est gérée à distance de la façon dont le pass vert l’a conduit pacifiquement à Trieste. Maintenant les parties se sont inversées, ce sont les autres qui sont dans le vortex des infections, notamment l’Allemagne, et nous les Italiens, pour la plupart vaccinés, affrontons la quatrième vague avec une attitude différente, nous sommes plus calmes et moins craintifs et cela est exclusivement due à la vaccination de masse. Bien sûr, personne ne conteste que tant de décès en 2020 sont le résultat de l’incompétence des professionnels de santé face à un nouveau virus auquel ils n’étaient pas suffisamment préparés pour y faire face et aussi parce que, plus grave, il n’y a pas eu de pandémie nationale. plan… oui, le ministère de la santé n’avait pas pris la peine de le mettre à jour correctement. Le virus frappe maintenant fort et fait aussi mal, et qui souffre mal de la nouvelle vague est le pays allemand qui voit les infectés augmenter en nombre effrayant, seulement aujourd’hui il y en a plus de 65 000 et ses hôpitaux sont en difficulté, les soins intensifs ils sont au bord de l’effondrement et se tournent vers des pays solidaires comme l’Italie qui, soucieuse des aides reçues au printemps 2020, a mis à disposition des lits de soins intensifs. Malheureusement, l’Allemagne paie pour sa superficialité dans la gestion de la pandémie, elle s’est comportée comme tant de pays qui n’ont pas compris que le virus change et se transforme en quelque chose de dangereux pour les êtres humains, maintenant ils doivent faire face à la contagion de la même manière que comment nous l’avons fait l’année dernière en espérant ne pas avoir à voir d’autres scènes de cercueils garés dans des cimetières dans des espaces d’occasion ou, pire, à l’extérieur dans des tentes militaires, et nous ne voudrions pas non plus voir les longues files de camions que beaucoup aiment appeler les “faux”… mais ne le dites pas aux proches des morts dans la région de Bergame sinon vous les mettez vraiment en colère. Ma façon de penser ne change pas et ne change pas avec le virus, si tu veux bien te vacciner, si tu ne veux pas le faire c’est bien, mais je pense qu’il faut créer des espaces pour les no-vaxes comme ça qu’ils ne sont plus en commun avec les vaccinés qui craignent d’être davantage contaminés, des lieux publics différents et bien balisés comme « no-vax et no Green Pass » et des distances à respecter… alors on sera tous contents et il y en aura il n’y aura pas de contagions indésirables et nous n’aurons pas de non-vaccins protestant et criant au “faux”. Pour le moment le virus avance et il fait aussi beaucoup de morts alors… chacun est libre de croire et de penser ce qu’il veut… en ce qui me concerne je ferai la troisième et même la quatrième dose si besoin … sûrement pour certains, cette pensée de la mienne sonnera “mauvaise” mais maintenant je … “je vais bien” et mon conseil va à la vaccination sans  hésitation, même si je sais très bien qu’il y a eu plusieurs cas de morts étranges suite à la vaccination anti-covid ! L’Allemagne doit nous faire réfléchir, ils sont en difficulté exactement comme la Russie et bien d’autres pays qui vivent actuellement des moments dramatiques alors que nous… nous courons librement, du moins pour le moment. Ensuite, le reste n’est qu’une émission de télévision. 20112021 … par … https://manliominicucci.myblog.it/ https://vk.com/id529229155

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Allemagne, la riche Bavière sombre : “Ici des gens meurent à cause du No Vax”

par Roberto Brunelli

Les soins intensifs s’effondrent. « Nous devons renvoyer les malades. Le gouverneur Söder ferme les marchés de Noël, les bars et les discothèques

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20 NOVEMBRE 2021

ROSENHEIM (HAUTE BAVIÈRE) –

Les fantômes du coronavirus arpentent les rues de Rosenheim, parmi les maisons de style XVIIIe de ce coin de Haute-Bavière célèbre pour ses marchés de Noël. Une peur intangible et inattendue jusqu’à récemment, qui se matérialise sous la forme d’ambulances qui ne sont pas arrêtées aux urgences de la RoMed Klinik, le principal hôpital de la ville, à une heure et demie de route au sud de Munich : « Les soins intensifs sont complet, nous sommes obligés de renvoyer la plupart des patients”, expliquent avec un sourire amer les préposés à l’entrée de la clinique carrée blanche entourée de verdure.

Parce que Rosenheim est l’une des régions où l’incidence de contagion est la plus élevée en Bavière et en Allemagne : dans le district, il y a plus de 914 nouvelles infections pour 100 000 habitants, soit presque le triple de la moyenne allemande. En ville l’incidence est de 792,6, les décès se comptent par dizaines. Et ce alors que chaque jour le pays bat un nouveau record d’infections quotidiennes, le dernier à plus de 65 mille cas.

De tels chiffres n’avaient jamais été vus en Allemagne ou en Bavière, la deuxième région la plus riche du pays, l’un des moteurs économiques de l’Europe. Le gouverneur Markus Söder a donc décrété hier le verrouillage des marchés de Noël pour trois semaines, avec la fermeture attenante des bars, discothèques et clubs. Tournant similaire en Saxe, autre Land à très forte contagion et à faible vaccination : ici aussi les volets baissés aux discothèques, bars, clubs, ici aussi pas de marchés. Mais le « cas de la Bavière » est encore plus frappant. Chaque jour, un nouveau cri d’alarme retentit : “La situation actuelle est plus dramatique qu’elle ne l’a jamais été pendant toute la pandémie”, explique le directeur général de la Société hospitalière bavaroise, Roland Engehausen, aux journaux locaux. Le nombre de patients Covid en réanimation augmente dans ce Land de 30% par semaine, et même les opérations oncologiques risquent d’être reportées indéfiniment. Pour faire face à la crise des soins intensifs, la chancellerie a même activé la Luftwaffe, l’armée de l’air, la chargeant de soutenir le transfert des patients là où il y a des places libres. Aussi en Italie. Le monde semble chamboulé : il y a un an et demi, c’étaient les hôpitaux allemands qui accueillaient des malades italiens du Covid.

Rien qu’à Rosenheim, le taux d’occupation des soins intensifs est de 97 %. Comment était-ce possible ? La première réponse est évidente : le taux de vaccination dans cette partie de la Bavière est terriblement bas. Sur un peu plus de 200 000 habitants, il y en a actuellement un peu plus de 120 000 qui bénéficient d’une vaccination complète, soit seulement la moitié de la population, une part de 20 points inférieure à la moyenne nationale. Et ceux qui ont obtenu une troisième dose ici peuvent être recherchés à la lanterne : 9.162. A RoMed, les salles 6/2 Nord et 6/2 Sud sont celles dédiées au Covid, fortement blindées. Les règles sont très strictes : même les quelques visiteurs admis doivent porter un tablier spécial, des gants en caoutchouc, un masque Ffp3 et une visière. Lorsqu’il y a un besoin absolu de trouver une place en réanimation à la place, les médecins doivent faire le choix de décider lesquels des patients hospitalisés ici peuvent être transférés dans le service « normal ». “Lorsque nous devons sortir dix patients de l’USI, il peut aussi arriver qu’un ou deux d’entre eux meurent”, a déclaré le directeur de la clinique Jens Deerberg-Wittram à Zeit.

“La vérité est que dans cette partie de la Bavière, il y a une tendance répandue à se méfier de la médecine traditionnelle, des médias et encore moins de la politique”, explique Josef Breiner, qui travaille comme serveur – sans masque – dans une brasserie à deux pas. de la place du marché de Noël qui cette année ne sera pas là. “Malgré les soins intensifs intensifs, les doutes et les peurs prévalent. Même dans le milieu médical”: c’est Silvia, qui travaille dans une entreprise de technologie médicale à Rosenheim et qui préfère ne pas dire son nom de famille. « Découvrir que même dans mon secteur, où les études et les cursus sont connus, il existe une forme de résistance à la vaccination, m’a laissé stupéfait. Et c’est d’autant plus incroyable qu’ici les pics ont toujours été plus élevés que dans le reste de l’Allemagne. “.

Il y a ceux qui répètent ça Dans ce coin de Bavière, il y a le plus grand nombre de “guérisseurs alternatifs” du pays et un intérêt évident pour les remèdes naturels. Pourtant, peut-être que la peur commence à percer même chez les plus sceptiques : depuis quelques jours, la file d’attente devant le centre de vaccination de Rosenheim s’allonge. Surtout les personnes âgées qui veulent la troisième dose, mais aussi certains jeunes qui semblent surmonter difficilement la résistance à l’injection. Jakob, 22 ans, hausse les épaules : “Ma copine me tire dessus si je ne peux plus la faire danser.” Les discothèques sont sur le point de fermer, personne n’a le courage de le leur dire.

PIZZA AL ….CORONAVIRUS !ultima modifica: 2021-11-20T21:23:38+01:00da manlio22ldc
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