IO APPARTENGO ALLA FAMIGLIA…”BARILLA 2015” E TU ?

15072021 amazin

IO APPARTENGO ALLA FAMIGLIA…”BARILLA 2015”  E TU ?

E’ dall’inizio dello scorso anno che assistiamo al cambiamento totale della pubblicità televisiva e dei “suoi linguaggi di immagini stravolgenti e inquietanti”, come d’incanto sembra che ora non ci siano più attori e comparse, parlo indistintamente di uomini e donne, di carnagione chiara ma ci sono solo quelli di colore scuro, infatti pare che le auto ora le producano e le vendano solo per le persone rigorosamente di pelle scura… infatti al momento non c’è nessuna casa automobilistica che non si sia piegata al nuovo “politicamente corretto” escludendo a priori gli abituali canoni pubblicitari. Capisco che la propaganda governativa della sinistra europea debba lavorare sulle immagini per tentare di “educare ed abituare” la popolazione europea alla visione e presenza della gente di colore, ma così non va bene… perché così nei fatti abbiamo sdoganato il razzismo al contrario e cioè abbiamo confuso l’integrazione dei nuovi arrivati con la reale discriminazione della gente di colore chiaro. E non mi riferisco solo alla pubblicità ma anche e soprattutto nei film storici dove ci sono film nei quali i negri non avevano nessun ruolo a differenza dei bianchi e questa stupidità ideologica non ha fatto altro che far lievitare il razzismo vero e conseguentemente partorita quell’antipatia e insofferenza alle sciocchezze storiche e moderne imposte dal politicamente corretto. Sì c’è poco da discutere, il messaggio comunicativo è sbagliato in toto… l’integrazione dei neri non può essere imposta con dei banali e antipatici spot pubblicitari ma dev’essere costruita nel tempo perché non si possono stravolgere le vite degli altri  solo per soddisfare un mondo arcobaleno e per convincersi che è sbagliato basta guardare gli Stati Uniti come dimostrazione reale della difficoltà di convivenza tra bianchi e neri, nei fatti dopo oltre 150 anni non è che sia un problema risolto anzi è una battaglia ideologica che va avanti da sempre in modo aspro. Come anche vedere la tradizionale “famiglia Barilla a tavola”  sempre assortita da personaggi di colore scuro non è un buona trovata pubblicitaria né una scelta azzeccata dinanzi all’occhio dell’italiano, consumatore, abituato ad un certo tipo di famiglia etero con figli nella normalità italiana … anche perché, e la Barilla dovrebbe tenerne conto, la pasta è un esclusivo prodotto alimentare delle abitudini dei bianchi italiani e non dei neri … e non dimentichiamoci quante volte abbiamo visto nei filmati e foto di pasta cucinata e cestinata dai migranti di colore scuro solo… perché di non loro gradimento ! Messaggio sbagliato ed oltretutto anche offensivo. Quindi se non abbiamo all’interno di una pubblicità l’uomo o la donna di colore scuro dobbiamo definire quello spot razzista ? O se ne abbiamo uno con dei personaggi di solo colore chiaro è sinonimo di razzismo verso gli altri ? Beh… se è così, allora mi spiegassero perché nelle pubblicità tutte non ci sono attori e comparse orientali così detti “gialli”, come i giapponesi e cinesi, oppure non ci sono indiani o pakistani e bengalesi o etiopi che sono di carnagione olivastra e in numero impressionante in Italia ? Siamo alla follia e alla nuova idea che il mondo deve cambiare e subito, spazzando via millenari anni di storia e conquiste di civiltà… e lo stanno facendo partendo da quello che più ritengo pericoloso e cioè… proprio dalla sfera del mondo sessuale dei bambini… e lo fanno contro il volere dei genitori e imponendo loro le strane teorie del mondo gender con spot televisivi ambigui e che confondono le giovani menti ed occhi dei bimbi senza nessuna moralità e rispetto per la famiglia tradizionale che si vuole annullare… già, e la “famiglia Barillia” simbolo della tradizione italiana è stata letteralmente distrutta e vi sembra corretto che una tale discriminazione venga messa in atto ogni giorno attraverso un video ? Questo si chiama “rieducazione delle menti del popolo”, un concetto noto nel mondo comunista… No, non mi piace per niente la deriva che sta prendendo il nostro paese, sta girando all’incontrario dove il concetto di normalità è considerato obsoleto ed essere gay dichiarato o uomo con pelle scura  è un vanto in quanto appartenenti ad una “razza superiore” che disprezzano noi bianchi italiani in stile “famiglia Barilla anni addietro” ! Il link pubblicato è del dicembre 2020, vi invito a leggerlo perché si richiama agli stessi concetti scritti nel mio articolo con in più una dettagliata descrizione di come ci siamo “accartocciati nel rispetto del politicamente corretto”. Ma un dubbio mi pervade da anni, ma non è che il “politically correct” è una sottilissima e perversa strategia finalizzata ad annullare la famiglia tradizionale e italiana stravolgendola e abbattendo le sue radici cristiane ? A mio parere è così, perché sdoganare subdolamente certi concetti con l’imposizione  e la forza dei media è un sistema da regime e noi in questo momento lo stiamo vivendo.  14072021 …by… … https://manliominicucci.myblog.it/     https://vk.com/id529229155

14 Luglio 2021

 Prima pagina  Opinioni

Pubblicato il 22 Dicembre 2020 20:19

Pregiudizi

Razzismo in Tv: pubblicità natalizia con protagonisti neri, omosessuali e musulmani

di Marcello Catalano

Combattere il razzismo in tv con la pubblicità non fa che rendere le cose più complicate. Ci stiamo incartando da soli

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Amazon, ballerina nera

Sono certo che il lettore comprenderà lo spirito provocatorio di questo articolo e perdonerà alcune citazioni un po’ colorite che utilizzerò al solo scopo di meglio far comprendere il mio pensiero. Ho 50 anni e quando ero bambino, poi adolescente, poi ancora giovane uomo, non parlavamo di razzismo. Non ce n’era bisogno. Non si parlava di minoranze o di discriminazioni. A parte in casi clamorosi come la segregazione razziale in Sud Africa o l’olocausto degli ebrei.

Sebbene le parolacce fossero vietate in casa, quelle pronunciate dai personaggi dello spettacolo erano in qualche modo accettate, forse perché considerate artistiche e quindi non realmente volgari e offensive.

Ognuno di noi ha un punto debole, fisico o caratteriale

E poi all’epoca le persone comuni,  quando volevano punzecchiare qualcuno e farlo arrabbiare, andavano semplicemente a cercare quello che ritenevano fosse il suo punto debole. Tutto qui. Perché a noi che uno fosse alto, basso, pieno di capelli o con il cranio liscio, ebreo, negro (uso apposta questo termine perché non lo consideravo e non lo considero dispregiativo),  non ce ne importava nulla.

Allo stadio così come ai giardinetti o a scuola, se litigavi con qualcuno e volevi farlo infuriare gli dicevi, se era piccolo di statura, che era un nano. Se aveva pochi capelli che era pelato. Ad uno alto e molto magro che era un becccafico spilungone, un ebreo lo chiamavi tirchio rabbino, a uno scuro di pelle, negro. Io ero capellone e a me dicevano: “Barbone, tagliati i capelli e vai a lavorare”. Tutti luoghi comuni che però erano efficacissimi per provocare l’antagonista.

Ma in tutto questo non c’era nessuna forma di razzismo, nessuna discriminazione. Era solo un modo per far infuriare il prossimo.

Allo stadio se il tifoso era in disaccordo con una decisione arbitrale urlava: “Arbitro cornuto”. Io che tifavo Lazio, ero definito burino.

I film di Tomas Milian e la goliardia

I film di Tomas Milian erano pieni di imprecazioni di ogni genere che oggi verrebbero definite omofobe, razziste o politicamente scorrette. Ma non vi era alcuna volontà o desiderio di discriminare: faceva parte dello spettacolo. Solo goliardia. Per lo stesso principio per cui una barzelletta è quasi sempre tempestata di parolacce e offese di ogni genere.

Nessuno avrebbe mai pensato di dover censurare i film del” Monnezza”, o la canzone “Avventura con un travestito” di Califano. “Disperato erotico stomp” di Lucio Dalla o “I Watussi” di Edoardo Vianello, perché contenevano termini come “negro”, “puttana” o “frocio”. O addirittura un capolavoro del cinema come “Via col vento”.

Poi qualcuno ha deciso  che tutto questo rappresentava differenti forme di razzismo. Che certe etichette discriminatorie andavano bandite, financo punite per legge.

Il tempo che passa e il razzismo che avanza

Lo spazzino è diventato operatore ecologico, il bidello è diventato operatore scolastico. I nani sono diversamente alti,  i calvi  tricologicamente privati e via dicendo. Abolendo termini della lingua italiana, modi di dire popolari o etichette tuttalpiù goliardiche e provocatorie ma nulla di più. Finendo per introdurne di nuove, spesso forzate e ridicole.

Termini che abbiamo pronunciato e udito pronunciare a scuola, in tv, dai nostri genitori e dai nonni, come scopino, bidello, nullafacente, trovatello, sono considerati oggi quasi offensivi. Sarebbe stato interessante domandare a coloro a cui indirizzavamo questi termini se li sentivano come offensivi o discriminatori. Io penso di no.

 

Così qualcuno ha poi anche deciso di elevarsi a paladino in difesa di quelle che ha stabilito fossero delle minoranze. Minoranze alle quali, nella maggioranza dei casi, non importava  nulla di tutto questo e che minoranze probabilmente non si sentivano affatto.

Negri, neri, di colore. Quale?

Perché gli africani o gli afroamericani che un tempo chiamavamo normalmente negri senza alcuna accezione razzista, ora dobbiamo chiamarli neri o di colore. Anche se tra loro usano appellarsi col termine negro, specie nella comunità afroamericana.

Inoltre non sono neri. Tuttalpiù sono marroni. Non esistono esseri umani dalla pelle realmente nera. E gli asiatici non sono gialli, casomai sono pallidi e gli indiani non sono rossi, semmai sono un po’ olivastri. I caucasici non sono bianchi, sono rosa o beige.

E non vedo perché qualcuno dovrebbe offendersi se gli dicono negro ma accettare di essere chiamato nero, visto che di fatto appunto nero non è. Oppure di colore. Siamo tutti “di colore” in fondo e comunque questo modo di descrivere la pelle rappresenta anch’esso una forma di discriminazione.

Fino ad arrivare al paradosso di spingere la Marvel a concepire supereroi afroamericani omosessuali o transessuali, senza così rispettare gli originali personaggi dei fumetti. E l’organizzazione del premio Oscar dovrà valutare i destinatari dell’omonimo riconoscimento anche sulla base di un nuovo criterio che prevede l’obbligo, da parte delle produzioni cinematografiche, di inserire nel cast dei film attori di differenti etnie, pena la non candidatura della pellicola cinematografica.

Di questo vento politicamente corretto  è stata vittima anche Netflix che produce una serie tv sulla guerra di Troia in cui Zeus e Achille sono interpretati da attori afroamericani. Forzature storiche e culturali che finiscono ancora di più  a sottolineare differenze che differenze non sono. Un po’ come la storia delle quote rosa da noi in Italia. O le pubblicità in tv in questi giorni sul Natale, in cui  i protagonisti sono quasi esclusivamente neri, asiatici, omosessuali e musulmani.

Nasceranno associazioni a tutela dei calvi, dei barbuti, dei capelloni, dei nasoni e dei nasini

Per cui alla fine se non fai parte di queste categorie finisci per essere discriminato perché “ordinario”. Uno qualunque. Pazzesco.

Quelli che un tempo erano considerati normali da quelli che avevano deciso che gli altri fossero minoranze da tutelare sono diventati oggi paradossalmente delle minoranze escluse.

Viviamo in un mondo contorto che non fa che rendere le cose più complicate. Ci stiamo incartando da soli. E i diritti umani non c’entrano davvero nulla con questa mania del politicamente corretto. Hanno bandito etichette a dir loro razziste e discriminatorie, per poi sostituirle con altre etichette.

Perché in fondo sono tutti pronti a manifestare, giustamente, se un afroamericano viene brutalmente ucciso da un poliziotto. Ma tutte le vittime di medesimi atti ingiustificati che abbiano la pelle di colore diverso dal nero non invadono i giornali o le trasmissioni televisive.

E chi abbatte la statua di Cristoforo Colombo considerandolo responsabile, avendo scoperto le Americhe, di aver dato via inconsapevolmente alla tratta degli schiavi (una assurdità clamorosa) non si preoccupa forse di acquistare uno smartphone sapendo che il materiale col quale è costruito, il coltan, viene estratto dai nuovi schiavi, moltissimi dei quali bambini. Che lavorano in miniere africane, al soldo di multinazionali occidentali. Stiamo forse piombando in un nuovo puritanesimo tanto ipocrita quanto inutile.

Chissà se Edoardo Vianello nei suoi concerti avrà dovuto cambiare il testo della propria canzone e canterà: “Siamo i Watussi…gli altissimi uomini di colore”.

 

ENGLISH

I BELONG TO THE FAMILY … ”BARILLA 2015” AND YOU?

Since the beginning of last year we have witnessed the total change in television advertising and “its disturbing and disturbing image languages”, as if by magic it seems that now there are no more actors and extras, I speak indiscriminately of men and women, of light complexion but there are only those of dark color, in fact it seems that the cars now produce and sell them only for strictly dark skinned people … in fact at the moment there is no car manufacturer that has not bowed to new “politically correct” excluding a priori the usual advertising fees. I understand that the government propaganda of the European left must work on images to try to “educate and accustom” the European population to the vision and presence of black people, but this is not good … because in this way we have cleared the reverse of racism that is, we have confused the integration of newcomers with the actual discrimination of light colored people. And I am not referring only to advertising but also and above all in historical films where there are films in which blacks had no role unlike whites and this ideological stupidity did nothing but raise true racism and consequently gave birth to that antipathy and impatience with the historical and modern nonsense imposed by the politically correct. Yes there is little to discuss, the communicative message is totally wrong … the integration of blacks cannot be imposed with banal and unpleasant commercials but it must be built over time because the lives of others cannot be upset just to satisfy a rainbow world and to be convinced that it is wrong, just look at the United States as a real demonstration of the difficulty of coexistence between whites and blacks, in fact after more than 150 years it is not a solved problem but rather an ideological battle that goes on always harshly. As also seeing the traditional “Barilla family at the table” always assorted by dark-colored characters is not a good publicity stunt nor a good choice in front of the eye of the Italian, consumer, accustomed to a certain type of straight family with normal children Italian … also because, and Barilla should take this into account, pasta is an exclusive food product of the habits of Italian whites and not blacks … and let’s not forget how many times we have seen in the videos and photos of pasta cooked and trashed by dark colored migrants only … because they don’t like it! Wrong message and moreover also offensive. So if we don’t have a dark-colored man or woman in an advertisement, should we define that spot racist? Or if we have one with only light colored characters is it synonymous with racism towards others? Well … if so, then they would explain to me why in the advertisements there are no oriental actors and extras so called “yellow”, like the Japanese and Chinese, or there are no Indians or Pakistanis and Bengalis or Ethiopians who are olive-skinned and in impressive numbers in Italy? We are madness and the new idea that the world must change immediately, sweeping away millenary years of history and achievements of civilization … and they are doing it starting from what I consider most dangerous and that is … right from the sphere of the sexual world of children … and they do it against the will of their parents and imposing on them the strange theories of the gender world with ambiguous television commercials that confuse the young minds and eyes of children without any morality and respect for the traditional family that they want to cancel. .. yes, and the “Barillia family” symbol of the Italian tradition has been literally destroyed and does it seem correct that such discrimination is implemented every day through a video? This is called “re-education of the minds of the people”, a concept known in the communist world … No, I do not like at all the drift that our country is taking, it is turning backwards where the concept of normality is considered obsolete and being a declared gay or dark-skinned man is a source of pride as they belong to a “superior race” that we Italian whites despise in the “Barilla family years ago” style! The link published is from December 2020, I invite you to read it because it refers to the same concepts written in my article plus a detailed description of how we “curled up in respect of politically correct”. But a doubt has pervaded me for years, but isn’t it that “politically correct” is a very subtle and perverse strategy aimed at nullifying the traditional and Italian family by upsetting it and demolishing its Christian roots? In my opinion it is so, because subtly clearing certain concepts through the imposition and force of the media is a regime system and we are in this moment living. 14072021 … by … … https://manliominicucci.myblog.it/ https://vk.com/id529229155

July 14, 2021

Published on December 22, 2020 20:19

Prejudices

Racism on TV: Christmas advertising with black, homosexual and Muslim protagonists

by Marcello Catalano

Fighting racism on TV with advertising only makes things more complicated. We’re wrapping ourselves up

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I am sure that the reader will understand the provocative spirit of this article and will forgive some somewhat colorful quotes that I will use for the sole purpose of making my thoughts better understood. I’m 50 and when I was a child, then a teenager, then still a young man, we didn’t talk about racism. There was no need. There was no mention of minorities or discrimination. Except in sensational cases such as racial segregation in South Africa or the holocaust of the Jews.

Although swear words were forbidden in the home, those uttered by the characters of the show were somehow accepted, perhaps because they were considered artistic and therefore not really vulgar and offensive.

Each of us has a weakness, physical or character

And then at the time, ordinary people, when they wanted to tease someone and make him angry, they simply went to look for what they thought was his weak point. That’s all. Because to us whether one was tall, short, full of hair or with a smooth skull, Jewish, black (I use this term on purpose because I did not consider it and I do not consider it derogatory), we did not care.

At the stadium as well as at the playground or at school, if you quarreled with someone and you wanted to infuriate him you told him, if he was small in stature, that he was a dwarf. If he had little hair he was bald. To a tall, very thin one who was a tall woodcock, a Jew you called him a stingy rabbi, to a dark-skinned, nigger. I was long-haired and they said to me: “Poodle, cut your hair and go to work”. All clichés which, however, were very effective in provoking the antagonist.

But in all this there was no form of racism, no discrimination. It was just a way to infuriate others.

At the stadium if the fan disagreed with an arbitration decision he would shout: “Horned referee”. I, who supported Lazio, was called a burino.

The films of Tomas Milian and the student spirit

Tomas Milian’s films were full of curses of all kinds that today would be called homophobic, racist or politically incorrect. But there was no will or desire to discriminate: it was part of the show. Just goliardia. For the same principle that a joke is almost always studded with profanity and offenses of all kinds.

No one would have ever thought of having to censor the films of “Trash”, or the song “Adventure with a transvestite” by Califano. “Desperate erotic stomp” by Lucio Dalla or “I Watussi” by Edoardo Vianello, because they contained terms such as “black”, “whore” or “fagot”. Or even a masterpiece of cinema such as “Gone with the Wind”.

Then someone decided that all of this represented different forms of racism. That certain discriminatory labels were banned, even punished by law.

The passing of time and the advancing racism

The street sweeper has become an ecological operator, the janitor has become a school operator. The dwarves are differently tall, the bald are trichologically deprived and so on. Abolishing terms of the Italian language, popular idioms or labels at the most goliardic and provocative but nothing more. Eventually introducing new ones, often forced and ridiculous.

Terms that we have spoken and heard uttered at school, on TV, by our parents and grandparents, such as sweeper, janitor, nothing, foundling, are now considered almost offensive. It would have been interesting to ask those we were addressing these terms to if they felt they were offensive or discriminatory. I think no.

So someone has also decided to rise to champion in defense of what he has established were minorities. Minorities who, in most cases, didn’t care about any of this and which minorities probably didn’t feel at all.

Negroes, blacks, colored. Which?

Because the Africans or African Americans that we used to normally call Negroes without any racist meaning, we now have to call them black or colored. Although among them they use the term negro, especially in the African American community.

They are also not black. At the most they are brown. There are no truly black-skinned human beings. And the Asians are not yellow, if anything they are pale and the Indians are not red, if anything they are a little olive. Caucasians are not white, they are pink or beige.

And I don’t see why anyone should be offended if they are told black but accept being called black, since in fact he is not black. Or of color. We are all “colored” at the bottom and in any case this way of describing the skin it also presents a form of discrimination.

Up to the paradox of pushing Marvel to conceive homosexual or transsexual African American superheroes, without respecting the original characters of the comics. And the organization of the Oscar prize will have to evaluate the recipients of the homonymous award also on the basis of a new criterion which provides for the obligation, on the part of film productions, to include actors of different ethnic groups in the cast of the films, under penalty of non-candidacy of the motion picture film.

Netflix has also been a victim of this politically correct wind, producing a TV series about the Trojan War in which Zeus and Achilles are played by African American actors. Historical and cultural constraints that further end up underlining differences that are not differences. A bit like the story of the pink quotas here in Italy. Or the commercials on TV these days about Christmas, in which the protagonists are almost exclusively blacks, Asians, homosexuals and Muslims.

Associations will be born to protect the bald, bearded, long-haired, noses and noses

So in the end if you are not part of these categories you end up being discriminated against because “ordinary”. Any one. Crazy.

Those that were once considered normal by those who had decided that the others were minorities to be protected have now paradoxically become excluded minorities.

We live in a twisted world that only makes things more complicated. We’re wrapping ourselves up. And human rights really have nothing to do with this craze for politically correct. They have banned labels that tell them racist and discriminatory, and then replaced them with other labels.

Because after all they are all ready to demonstrate, rightly, if an African American is brutally killed by a policeman. But all the victims of the same unjustified acts who have skin of a color other than black do not invade newspapers or television broadcasts.

And whoever demolishes the statue of Christopher Columbus considering him responsible, having discovered the Americas, for having unknowingly given way to the slave trade (a sensational nonsense) perhaps does not bother to buy a smartphone knowing that the material with which it is built, coltan, it is extracted from the new slaves, many of them children. Who work in African mines, in the pay of Western multinationals. We are perhaps plunging into a new puritanism as hypocritical as it is useless.

Who knows if Edoardo Vianello in his concerts will have had to change the lyrics of his song and will sing: “We are the Watussi… the tallest black men”.

 

FRANCAISE

J’appartiens À LA FAMILLE … ”BARILLA 2015” ET VOUS ?

Depuis le début de l’année dernière on assiste au changement total de la publicité télévisée et de “ses langages d’images dérangeants et dérangeants”, comme par magie il semble qu’il n’y a plus désormais d’acteurs et de figurants, je parle indifféremment teint clair mais il n’y a que celles de couleur foncée, en fait il semble que les voitures ne les produisent et ne les vendent plus maintenant que pour les personnes strictement à peau foncée… en fait pour le moment il n’y a pas de constructeur automobile qui ne se soit plié à de nouvelles “politiquement correct” hors a priori les frais de publicité habituels. Je comprends que la propagande gouvernementale de la gauche européenne doit travailler sur des images pour essayer d'”éduquer et habituer” la population européenne à la vision et à la présence des personnes de couleur, mais ce n’est pas bien… car de cette façon nous avons dégagé à l’inverse du racisme c’est-à-dire, nous avons confondu l’intégration des nouveaux arrivants avec la discrimination réelle des personnes de couleur claire. Et je ne parle pas seulement de la publicité mais aussi et surtout des films historiques où il y a des films dans lesquels les noirs n’avaient aucun rôle contrairement aux blancs et cette bêtise idéologique n’a fait que soulever le vrai racisme et par conséquent a fait naître cette antipathie et cette impatience avec et l’absurdité moderne imposée par le politiquement correct. Oui il y a peu à discuter, le message communicatif est totalement faux… l’intégration des noirs ne peut pas être imposée avec des publicités banales et désagréables mais elle doit se construire dans la durée car la vie des autres ne peut pas être bouleversée juste pour satisfaire un monde arc-en-ciel pour être convaincu que c’est faux, il suffit de regarder les Etats-Unis comme une véritable démonstration de la difficulté de coexistence entre blancs et noirs, en fait après plus de 150 ans ce n’est pas un problème résolu mais plutôt une bataille idéologique qui continue toujours durement. Car voir aussi la traditionnelle “famille Barilla à table” toujours assortie de personnages de couleur sombre n’est pas un bon coup publicitaire ni un bon choix devant l’œil du consommateur italien, habitué à un certain type de famille hétérosexuelle avec des enfants italiens … aussi parce que, et Barilla devrait en tenir compte, les pâtes sont un produit alimentaire exclusif des habitudes des blancs italiens et non des noirs … et n’oublions pas combien de fois nous avons vu dans les vidéos et les photos de pâtes cuites et saccagées par des migrants de couleur foncée uniquement… parce qu’ils n’aiment pas ça ! Message erroné et surtout aussi offensant. Donc, si nous n’avons pas d’homme ou de femme de couleur foncée dans une publicité, devrions-nous définir ce spot comme raciste ? Ou si nous en avons un avec seulement des personnages de couleur claire, est-ce synonyme de racisme envers les autres ? Eh bien… si oui, alors ils m’expliqueraient pourquoi dans toutes les publicités il n’y a pas d’acteurs et figurants orientaux dits “jaunes”, comme les japonais et les chinois, ou il n’y a pas d’Indiens ou de Pakistanais et de Bengalis ou d’Éthiopiens qui ont la peau olive et en nombre impressionnant en Italie ? Nous sommes la folie et la nouvelle idée que le monde doit changer immédiatement, balayant des millénaires d’histoire et des réalisations de la civilisation… et ils le font à partir de ce que je considère le plus dangereux et c’est-à-dire… directement de la sphère de le monde sexuel des enfants … et ils le font contre la volonté de leurs parents et leur imposent les théories étranges du monde du genre avec des publicités télévisées ambiguës qui confondent les jeunes esprits et les yeux des enfants sans aucune moralité et sans respect pour le traditionnel famille qu’ils veulent annuler… oui, et le symbole de la “famille Barillia” de la tradition italienne a été littéralement détruit et semble-t-il correct qu’une telle discrimination soit mise en œuvre chaque jour à travers une vidéo ? C’est ce qu’on appelle “la rééducation de l’esprit du peuple”, un concept connu dans le monde communiste… Non, je n’aime pas du tout la dérive que prend notre pays, c’est un retour en arrière où le concept de normalité est considéré comme obsolète et être un homme déclaré gay ou à la peau foncée est une source de fierté car ils appartiennent à une “race supérieure” que nous, les Blancs italiens, méprisons dans le style “Famille Barilla il y a des années” ! Le lien publié date de décembre 2020, je vous invite à le lire car il fait référence aux mêmes concepts écrits dans mon article plus une description détaillée de la façon dont nous nous sommes « recroquevillés dans le respect du politiquement correct ». Mais un doute m’envahit depuis des années, mais n’est-ce pas que le « politiquement correct » est une stratégie très subtile et perverse visant à annuler la famille traditionnelle et italienne en la bouleversant et en démolissant ses racines chrétiennes ? À mon avis, c’est le cas, car la clarification subtile de certains concepts par l’imposition et la force des médias est un système de régime et nous sommes en ce moment vivant. 14072021 … par … … https://manliominicucci.myblog.it/ https://vk.com/id529229155

14 juillet 2021

Publié le 22 décembre 2020 20:19

Les préjugés

Racisme à la télévision : publicité de Noël avec des protagonistes noirs, homosexuels et musulmans

de Marcello Catalano

Combattre le racisme à la télévision avec de la publicité ne fait que compliquer les choses. Nous nous emballons

15072021 amazin

Je suis sûr que le lecteur comprendra l’esprit provocateur de cet article et pardonnera quelques citations un peu colorées que j’utiliserai dans le seul but de mieux faire comprendre ma pensée. J’ai 50 ans et quand j’étais enfant, puis adolescent, puis encore jeune homme, on ne parlait pas de racisme. Il n’y avait pas besoin. Il n’y avait aucune mention de minorités ou de discrimination. Sauf dans des cas sensationnels comme la ségrégation raciale en Afrique du Sud ou l’holocauste des Juifs.

Bien que les jurons soient interdits à la maison, ceux prononcés par les personnages de la série étaient en quelque sorte acceptés, peut-être parce qu’ils étaient considérés comme artistiques et donc pas vraiment vulgaires et offensants.

Chacun de nous a une faiblesse, physique ou de caractère

Et puis à l’époque, les gens ordinaires, quand ils voulaient taquiner quelqu’un et le mettre en colère, ils allaient simplement chercher ce qu’ils pensaient être sa faiblesse. C’est tout. Car pour nous que l’on soit grand, petit, poilu ou avec un crâne lisse, juif, noir (j’utilise ce terme exprès car je ne le considérais pas et je ne le considère pas comme péjoratif), nous nous en fichions.

Au stade comme à la cour de récré ou à l’école, si tu te disputais avec quelqu’un et que tu voulais l’exaspérer tu lui disais, s’il était de petite taille, que c’était un nain. S’il avait peu de cheveux, il était chauve. Pour un grand et très maigre qui était une grande bécasse, un juif tu l’appelais un rabbin radin, pour un nègre à la peau foncée. J’avais les cheveux longs et ils m’ont dit : « Caniche, coupe tes cheveux et va travailler ». Autant de clichés pourtant très efficaces pour provoquer l’antagoniste.

Mais dans tout cela, il n’y avait aucune forme de racisme, aucune discrimination. C’était juste une façon d’exaspérer les autres.

Au stade, si le supporter n’était pas d’accord avec une décision arbitrale, il criait : « Arbitre à cornes ». Moi qui soutenais la Lazio, je m’appelais burino.

Les films de Tomas Milian et l’esprit étudiant

Les films de Tomas Milian étaient pleins de malédictions de toutes sortes qu’on qualifierait aujourd’hui d’homophobe, de raciste ou de politiquement incorrect. Mais il n’y avait aucune volonté ou désir de discriminer : cela faisait partie du spectacle. Juste goliardia. Pour le même principe qu’une blague est presque toujours parsemée de blasphèmes et d’infractions de toutes sortes.

Personne n’aurait jamais pensé à devoir censurer les films de “Trash”, ou la chanson “Adventure with a travesti” de Califano. “Desperate erotic Stomp” de Lucio Dalla ou “I Watussi” d’Edoardo Vianello, car ils contenaient des termes tels que “noir”, “putain” ou “pépé”. Ou encore un chef d’oeuvre du cinéma comme “Autant en emporte le vent”.

Puis quelqu’un a décidé que tout cela représentait différentes formes de racisme. Que certaines étiquettes discriminatoires étaient interdites, voire punies par la loi.

Le temps qui passe et la montée du racisme

Le balayeur est devenu un opérateur écologique, le concierge est devenu un opérateur scolaire. Les nains sont différemment grands, les chauves sont dépourvus de trichologie et ainsi de suite. Abolir des termes de la langue italienne, des idiomes populaires ou des étiquettes au plus goliardes et provocatrices mais sans plus. Finissant par en introduire de nouvelles, souvent forcées et ridicules.

Les termes que nous avons prononcés et entendus prononcés à l’école, à la télévision, par nos parents et grands-parents, tels que balayeur, concierge, rien, enfant trouvé, sont désormais considérés comme presque offensants. Il aurait été intéressant de demander à ceux à qui nous adressions ces termes s’ils les jugeaient offensants ou discriminatoires. Je pense que non.

 

Alors quelqu’un a alors également décidé de se lever pour défendre ce qu’il a établi comme étant des minorités. Des minorités qui, dans la plupart des cas, ne se souciaient pas de tout cela et que les minorités ne ressentaient probablement pas du tout.

Nègres, noirs, colorés. Quel est?

Parce que les Africains ou les Afro-Américains que nous appelions normalement des Noirs sans aucun sens raciste, nous devons maintenant les appeler noirs ou de couleur. Bien que parmi eux, ils utilisent le terme nègre, en particulier dans la communauté afro-américaine.

Ils ne sont pas non plus noirs. Tout au plus sont-ils bruns. Il n’y a pas vraiment d’êtres humains à la peau noire. Et les Asiatiques ne sont pas jaunes, voire pâles et les Indiens ne sont pas rouges, voire un peu olive. Les Caucasiens ne sont pas blancs, ils sont roses ou beiges.

Et je ne vois pas pourquoi quelqu’un devrait être offensé si on lui dit noir mais accepter qu’on l’appelle noir, puisqu’en fait il n’est pas noir. Ou de couleur. On est tous “colorés” au fond et en tout cas cette façon de décrire la peau il présente également une forme de discrimination.

Jusqu’au paradoxe de pousser Marvel à concevoir des super-héros afro-américains homosexuels ou transsexuels, sans respecter les personnages originaux des comics. Et l’organisation du prix Oscar devra évaluer les récipiendaires du prix homonyme également sur la base d’un nouveau critère qui prévoit l’obligation, de la part des productions cinématographiques, d’inclure des acteurs de différents groupes ethniques dans le casting du film films, sous peine de non candidature du film cinématographique.

Netflix a également été victime de ce vent politiquement correct en produisant une série télévisée sur la guerre de Troie dans laquelle Zeus et Achille sont interprétés par des acteurs afro-américains. Des contraintes historiques et culturelles qui finissent par souligner davantage des différences qui ne sont pas des différences. Un peu comme l’histoire des quotas roses ici en Italie. Ou les publicités à la télévision ces jours-ci sur Noël, dans lesquelles les protagonistes sont presque exclusivement des Noirs, des Asiatiques, des homosexuels et des musulmans.

Des associations vont naître pour protéger les chauves, barbus, poils longs, nez et nez

Donc au final si vous ne faites pas partie de ces catégories vous finissez par être discriminé parce que « ordinaire ». Personne. Fou.

Celles qui étaient autrefois considérées comme normales par ceux qui avaient décidé que les autres étaient des minorités à protéger sont aujourd’hui paradoxalement devenues des minorités exclues.

Nous vivons dans un monde tordu qui ne fait que compliquer les choses. Nous nous emballons. Et les droits de l’homme n’ont vraiment rien à voir avec cet engouement pour le politiquement correct. Ils ont interdit les étiquettes qui leur disent raciste et discriminatoire, puis les remplacent par d’autres étiquettes.

Car après tout, ils sont tous prêts à manifester, à juste titre, si un Afro-Américain est brutalement tué par un policier. Mais toutes les victimes des mêmes actes injustifiés qui ont la peau d’une autre couleur que noire n’envahissent pas les journaux ou les émissions de télévision.

Et celui qui démolit la statue de Christophe Colomb le considérant comme responsable, ayant découvert les Amériques, d’avoir cédé sans le savoir la place à la traite négrière (une absurdité sensationnelle) ne prend peut-être pas la peine d’acheter un smartphone sachant que le matériau avec lequel il est construit, le coltan , il est extrait des nouveaux esclaves, dont beaucoup d’enfants. Qui travaillent dans les mines africaines, à la solde de multinationales occidentales. Nous tombons peut-être dans un nouveau puritanisme aussi hypocrite qu’inutile.

Qui sait si Edoardo Vianello dans ses concerts aura dû changer les paroles de sa chanson et chantera : « We are the Watussi… the tallest black men ».

IO APPARTENGO ALLA FAMIGLIA…”BARILLA 2015” E TU ?ultima modifica: 2021-07-14T21:06:02+02:00da manlio22ldc
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