LA BOTTA FINALE…

31122020 Bancomat

LA BOTTA FINALE…

Il primo gennaio 2021 entreranno in vigore le nuove norme dell’EBA, l’Autorità bancaria europea, per la “definizione di default” nel nuovo sistema di rapporto banca cliente, le nuove disposizioni bancarie volute dall’unione europea hanno come obiettivo primario la “tutela delle banche” e del loro credito al fine di evitare le colossali perdite degli anni trascorsi, è un sistema che sicuramente incentiverà gli investitori privati che nella nuova disposizione vedranno più sicuri i loro investimenti però come un tutte le cose c’è il risvolto della medaglia che mi pare non sia stato debitamente calcolato e previsto, e infatti da una prima analisi sembra andar proprio  contro la logica dell’imprenditoria e del rischio d’azienda, imprenditori che si vedranno dalla prossima settimana marcati stretti dai propri direttori di agenzia e impediti di continuare a lavorare con i soldi dello sconfinamento del conto corrente, e questa è una vera e propria “ vile carognata” per quelle persone che con il fido ci lavorano da anni e nonostante tutto ci pagano interessi da usura senza poter fiatare perché chi comanda sono sempre le banche.… basta vedere i tassi di interessi di alcuni istituti per le carte di credito o prestiti ricevuti per capire che i loro soldi è meglio che si li tengano sotto i cuscini anziché prenderli… Quindi ragionandoci un po’ su abbiamo che dopo i continui aumenti relativi al costo mensile della tenuta conto e delle loro competenze e aggiungendo l’imposta di bollo sui conti correnti aziendali ora ci tocca una nuova “mazzata infernale tra capo e collo” che colpirà tutti gli operatori del settore commerciale, nessuno escluso, aziende che verranno ulteriormente vessati con l’unico fine di non mettere in difficoltà le “brave banche”… già, però non dobbiamo dimenticare che sono i loro vertici stessi i veri responsabili di enormi perdite finanziarie nel corso degli anni e ciò è dipeso non dai tanti piccoli clienti morosi ma dai grossi finanzieri, amici dei potenti politici, che fruendo delle loro amicizie e del potere istituzionale a loro concesso beneficiano e godono di milioni di prestiti… somme notevoli che poi non restituiranno e verranno alienate con i più furbi degli stratagemmi e portati nei paradisi fiscali…  alla faccia dei piccoli risparmiatori che sono i veri penalizzati e perdenti nella partita delle truffe concordate. Cioè, per dirla chiaramente, dal 1 gennaio 2021, se un correntista imprenditore si azzarda a tenere per oltre 90 gg. uno scoperto bancario di oltre 500 euro allora sono cavoli neri sino al punto di farlo diventare un “fallito virtuale” e quindi per il malcapitato vi è lo stop in tutti i rapporti futuri con le banche. Siamo alle solite pantomime dell’unione europea, appoggiate incondizionatamente dai vari governi europei di sinistra, solo che questa volta, secondo me, hanno sbagliato i conti, perché le banche vendono soldi e se non c’è nessuno che li può avere con fidi e prestiti garantiti mi chiedo a chi daranno i loro soldi ? E se loro non possono farli girare gli utili come li faranno ? E’ come aprire diversi negozi di abbigliamento e vendere i propri prodotti solo ad una ridottissima e determinata fascia di clienti che hanno la disponibilità economica per gli acquisti mentre per gli altri la porta si chiude, e quanti esercizi credete che riusciranno a stare aperti ? Non è il momento di adottare regole più stringenti sui conti correnti… perché il Covid 19, grazie anche all’incapacità dei vari governi europei e della commissione stessa, non ci risparmierà tante aziende dal vero fallimento e parlo di quello reale… dei tribunali, non quello virtuale. Ora che si fa ? Chiudiamo tutti i conti correnti ? E domani come si andrà avanti ? E quando affermo e scrivo che a Bruxelles vivono su una altro pianeta pensate che sbagli ? Sono curioso di capire come si comporteranno i direttori di agenzia e con quale coraggio dovranno imporre ai loro clienti decennali di rientrare dallo sconfinamento. Invece di darci i soldi per farci sopravvivere ci avvelenano la vita per farci morire… questa unione europea a mio parere non ha vita lunga e prego perché muoia subito !

30122020  …by… manliominicucci.myblog.it 

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Conti correnti e nuove regole: da gennaio chi va in rosso diventa cattivo pagatore. Le conseguenze

31122020 Bancomat

Dal primo gennaio scatta il termine ultimo per le banche di adeguarsi al Regolamento Eba sui requisiti di capitale. Il correntista che va in rosso rischia di essere segnalato se la sua esposizione è un “non performing loan”.

di Lucilla Incorvati

Istat: con il Covid, reddito delle famiglie italiane giu’ del 5,8%

Ma è proprio vero che basterà uno sconfinamento di 100 euro per essere segnalati in default e diventare cattivo pagatore anche se non è mai accaduto prima? Lo sconfinamento deve superare la “soglia di rilevanza”, cioè superare contemporaneamente sia una soglia assoluta (100 o 500 euro, se si è privato nel primo caso, se si è impresa nel secondo) sia una relativa (1% dell’esposizione totale); inoltre lo sconfinamento deve protrarsi per oltre 90 giorni consecutivi (in alcuni casi come per le amministrazioni pubbliche, 180 giorni).

Da gennaio regole più stringenti

A rispondere così è Bankitalia intervenuta con un chiarimento sulla questione relativa all’entrata in vigore del Regolamento Eba ( 1 gennaio 2021) relativo alle regole sui requisiti di capitale che dal primo gennaio potrebbe cambiare (in quegli istituti dove le novità non sono state ancora ratificate) i rapporti tra clienti e banche. Le nuove regole sono il frutto di un compromesso negoziale europeo e per l’Italia introducono criteri differenti da quelli attualmente utilizzati per alcuni aspetti più stringenti. Il cliente rischia di finire nella lista nera per effetto di una nuova classificazione di default.

 

A partire dal 1° gennaio prossimo, gli intermediari devono classificare in stato di default il cliente che non adempie per tre mese alle proprie obbligazioni creditizie vantate dal gruppo bancario o finanziario nei suoi confronti qualora l’ammontare dell’inadempimento è superiore sia a 100 euro sia all’1% del totale delle obbligazioni creditizie complessivamente vantate dalla banca. In sostanza, da gennaio gli addebiti automatici potrebbero non essere più consentiti sui conti correnti se non coperti da liquidità sufficienti. Per molti italiani, soprattutto alle prese con le conseguenze economiche subite a causa dell’epidemia da Covid-19, si potrebbe prospettare il rischio di uno stop ai pagamenti di utenze, stipendi, contributi previdenziali, rate di finanziamenti.

Quando lo sconfinamento è consentito

Queste nuove regole non vietano che si possano consentire sconfinamenti: come già ora, le banche, nel rispetto delle proprie policy, possono consentire ai clienti di sconfinare oltre la disponibilità presente sul conto ovvero, in caso di affidamento, oltre il limite di fido . La possibilità di sconfinare non è un diritto del cliente, ma una facoltà concessa dalla banca, che può anche applicare commissioni (la cosiddetta CIV, commissione di istruttoria veloce). Dal 1° gennaio, come già oggi, le banche potranno continuare a consentire ai clienti utilizzi del conto, anche per il pagamento delle utenze o degli stipendi, che comportino uno sconfinamento. Si tratta tuttavia di una scelta discrezionale della banca, che può consentire oppure rifiutare lo sconfinamento. È quindi importante conoscere bene il contratto stipulato con la propria banca e dialogare con essa.. Per questo motivo è importante che gli intermediari forniscano informazioni e assistenza ai propri clienti, per sensibilizzarli sulle implicazioni della nuova disciplina, aiutarli a comprendere il cambiamento in atto e adottare comportamenti coerenti con la nuova disciplina. La Banca d’Italia ha chiesto nei giorni scorsi a banche e intermediari finanziari di adoperarsi in tal senso e di chiarire ai clienti .

29 dicembre 2020

Monitoraggio costante e esortazione a controllare i saldi dei conti

e UniCredit, Intesa e Banca Sella dal mese di marzo hanno iniziato ad allertare la clientela sia con invio di informativa via posta sia con un’informativa sul sito. Da UniCredit fanno sapere che l’addebito passa nei termini degli sconfinamenti già concordati (se hai un fido e la spesa è coperta dal fido non hai problemi) . Se si supera la spesa massima non ci sono veri automatismi e in primis si cerca di sensibilizzare la clientela affinchè siano sempre sotto controllo i saldi dei conti correnti. Ovviamente con la stretta in corso chi aveva la tendenza ad essere moroso forse non la farà franca. Diverso il caso di chi invece si ritrova in questa situazione per la prima volta. La banca provvede a pagare bollette e scadenze ma poi esorta il cliente a rimettere a posto la sua situazione debitoria entro il termine per evitare di essere segnalato.

Sulla stessa posizione anche Banca Intesa dalla quale ricordano che «ogni caso fa storia a se e viene gestita ogni singola posizione nel dettaglio. Magari il monitoraggio della clientela diventa più puntuale seppure in un contesto di relazione con il cliente». E da Banca Sella ricordano ovviamente che nel caso di richiesta di sospensione delle rate di un finanziamento nell’ambito dell’emergenza sanitaria legata al Covid, gli eventuali pagamenti arretrati non comporteranno la classificazione automatica in default. Insomma, non c’è un automatismo anche se la misura molto probabilmente porterà a fare ordine tra i propri conti. Spesso il cliente multibancarizzato non gestisce bene le sue entrate e le sue uscite. Queste ultime possono essere concentrare in un certo arco temporale e non coperte da flussi ricorrenti che vanno a fine su altro conto.

Regole arrivate con le linee guida del 2017

Le nuove regole europee che le banche devono utilizzare per identificare le esposizioni in stato di default sono disciplinati a livello europeo dal Regolamento sui requisiti di capitale delle banche, entrato in vigore il 1° gennaio 2014. Per assicurarne un’applicazione uniforme in tutta Europa, la Commissione europea (con un Regolamento del 2018) e l’EBA (con linee guida del 2017) hanno fornito ulteriori specificazioni, applicabili entro il 1° gennaio 2021. Per le banche “meno significative”, che sono vigilate direttamente dalla Banca d’Italia, le nuove regole sono state recepite in Italia a giugno 2019, dopo una consultazione pubblica dove Banca d’Italia ha sottoposto le eventuali criticità anche alle associazioni degli consumatori, all’Abi e altri soggetti. Per le banche “significative”, vigilate dal Meccanismo di vigilanza Unico, ha provveduto la BCE nel 2018; Il 1° gennaio 2021 è il termine ultimo per adottarle, e alcune banche hanno provveduto in anticipo. A riassumere il tutto è arrivata una comunicazione di Banca d’Italia prima di Natale.

Perché è difficile investire con i tassi a zero (e come guadagnarci)

Gli effetti della classificazione a default

Se un debitore è classificato a default sulla base della nuova definizione, non è classificato automaticamente anche “a sofferenza” nella Centrale dei Rischi. La definizione di “sofferenze” non viene toccata dalle nuove regole europee sul default. Gli intermediari segnalano un cliente “in sofferenza” solo quando ritengono che abbia gravi difficoltà, non temporanee, a restituire il suo debito. La classificazione presuppone che l’intermediario abbia condotto una valutazione della situazione finanziaria complessiva del cliente e non si sia basato solo su singoli eventi, quali ad esempio uno o più ritardi nel pagamento del debito. Non vi è dunque alcun automatismo tra la classificazione a default e la segnalazione a sofferenza in CR. Pertanto non è vero che basta uno sconfinamento o un ritardo nei pagamenti per somme anche solo di 100 euro per dar automaticamente luogo a una segnalazione a sofferenza, con il conseguente rischio di compromettere o rendere più oneroso il futuro accesso al credito del cliente presso l’intero sistema bancario.

Cosa fare

Chi può rischiare di trovarsi in questa situazione è bene che verifichi al più presto la sua posizione. In particolare, è importante verificare tempi e limiti di spesa delle proprie scadenze. E’ bene contattare il direttore di banca o il proprio gestore di relazione per allertarlo sulla sua situazione critica e concordare eventualmente un piano di rientro.

 

LA BOTTA FINALE…ultima modifica: 2020-12-30T20:25:40+01:00da manlio22ldc
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