SE LO BRUCIATE NON E’ REATO !

20112020 CORANO BRUCIATO

SE LO BRUCIATE NON E’ REATO !

Bruciare un libro, per quanto antipatico possa essere è sempre una cosa spiacevole tuttavia, resta un diritto indiscutibile rovinarlo, farlo a pezzi o addirittura bruciarlo se l’acquirente del libro decide di farlo per motivi personali evidentemente riconducibili ad una forma di protesta o di rabbia verso l’autore del libro andato in fumo e nessuno può impedirlo. E’ un sacrosanto diritto della libertà individuale sancito da tutte le costituzioni occidentali e democratiche ed esercitarlo, quel diritto, non può essere considerato un crimine né può esserne impedita la volontà del proprietario di dar fuoco ad un libro… ovviamente se fatto in luogo pubblico si va incontro a sanzioni di carattere economico… una bella multa, perché si sporca, ma la questione finisce lì… Capisco la rabbia dei fedeli del libro bruciato, nella fattispecie trattasi del Corano, libro sacro ai fedeli mussulmani, però… mi piace ripetere le frasi coniate proprio dai musulmani stessi quando si parla dei diritti negati ai cristiani in terra islamica : “in quegli stati non c’è la democrazia ma sono stati islamici dove vige la sharia, la legge islamica, e pertanto gli infedeli non devono permettersi di infrangere detta legge né di offenderla né essere blasfemi. Bene cari signori islamici, lo sappiamo come funzionano le leggi nei vostri paesi… però, voi che vivete in occidente,  tra i quali c’è anche la Svezia, ebbene che sappiate che in questi stati c’è la democrazia e la libertà individuale che significa che ognuno può fare ciò che vuole sino a quando non lede la libertà altrui e pertanto, ognuno può bruciare quel che desidera e che gli piace e può farlo perché è un insindacabile diritto del cittadino, cari islamici, dovete sapere, se la cosa non vi è nota, che quella è una legge costituzionale e va rispettata rigorosamente da tutti… e alla lettera, anche da quelli che si sentono offesi e non apprezzano la bruciatura del loro libro sacro, certamente da fastidio ma le democrazie occidentali sono fatte così  e se non le gradite… potete sempre tornarvene nei vostri meravigliosi paesi da “mille e una notte ! Chiarita l’annosa questione andiamo al punto più importante e cioè che secondo un Pubblico ministero svedese, l’atto di dar fuoco ad una copia del Corano, accaduto nella scorsa estate a Malmö, non “costituisce istigazione contro un gruppo etnico”, dichiarazione di importanza storica perché a seguito delle sue affermazioni non verrà dato corso all’indagine preliminare sulla questione, quindi capitolo chiuso e si possono bruciare tutti i libri antipatici. Nella questione “bruciatura coranica” il procuratore della Camera Sofia Syren ha testualmente detto : <<non è possibile provare che un crimine sia stato commesso, “bruciare una copia del  Corano di per sé non è illegale”>>. Fantastico… questo è l’inizio della presa di distanza dall’avanzata islamica in Svezia, i diritti democratici e liberali e la costituzione stessa sono stati difesi ed è una vittoria per la Svezia perché si inizia a ragionare sulla necessità di valutare l’integrazione mussulmana nella società svedese che da anni si vede sottomessa all’islam, martoriata da conflitti di bande delinquenziali tra le quali ci sono proprio molte  di origine religiosa e dall’insorgere prepotente della religione islamica nelle leggi dello stato. Certo ora assisteremo alla solita e violenta reazione dei fedeli islamici che vorranno farci capire, sicuramente con il terrore, che il Corano non si tocca, né lo si brucia né lo si può offendere impunemente e credo che non aspetteremo più di tanto per assistere ai primi attentati terroristici. Mi sbaglio a pensarla così ? Lo spero… vivamente ! 19112020

…by… manliominicucci.myblog.it

 

….

“Impossibile provare il crimine”: L’accusa svedese decide che bruciare il Corano non è illegale

20112020 CORANO BRUCIATO

21:50 17.11.2020

All’inizio di quest’anno, il video di un corano incendiato a Malmö, in Svezia, dai membri del partito ‘Linea Dura’ danese, aveva scatenato violente rivolte islamiche, che hanno portato a dozzine di arresti e diverse condanne. A quell’episodio erano poi succeduti diversi altri atti emulativi simili.

Secondo il Pubblico ministero svedese l’atto del dare fuoco ad una copia del Corano, verificatosi lo scorso agosto, non costituisce istigazione contro un gruppo etnico e non verrà per tanto dato decorso all’indagine preliminare sulla questione.

“Non è possibile provare che un crimine sia stato commesso – bruciare un Corano di per sé non è illegale”, ha detto all’emittente nazionale SVT il procuratore della Camera Sofia Syrén.

Secondo lei, la valutazione si è basata sulle informazioni dei testimoni e sui video dalla scena. Mentre i media svedesi e la maggior parte dei politici hanno condannato in maniera equivoca l’incendio del Corano come una provocazione, l’accusa non ha trovato motivi legali per sporgere denuncia.

“Abbiamo esaminato cosa stesse succedendo nel contesto, come le persone si esprimessero e così via”, ha detto Syrén. “Dal materiale risulta che vi sono state persone che si sono espresse in un modo che può essere giudicato come istigazione contro i gruppi etnici, ma queste non possono essere identificate”, ha sottolineato.

All’inizio di quest’anno, il leader del partito danese ‘Linea Dura’, Rasmus Paludan, si era impegnato a bruciare un Corano nella città svedese di Malmö, ma gli era stato negato l’ingresso nonostante fosse cittadino svedese. Tuttavia, i suoi compagni di partito, hanno continuato a realizzare i suoi piani, pubblicando in seguito un video dell’evento su Internet. Ciò ha scatenato violente rivolte islamiche nell’enclave etnica di Rosengård, dove sono stati usati fuochi d’artificio, auto bruciate e musulmani riottosi hanno colpito la polizia con pietre. Successivamente sono state effettuate dozzine di arresti e sei persone sono state accusate di disordini violenti.

“Potrebbe essere rilevante perseguire di più. In totale, ci sono circa 20 sospetti”, ha detto a SVT il procuratore della camera Tomas Olvmyr, sottolineando che circa 300 persone avevano partecipato alle rivolte a Rosengård.

L’incendio di Malmö è stato seguito da simili azioni in altre città svedesi, nessuna delle quali ha portato a processi.

La scorsa settimana, cinque membri danesi di Linea Dura, sospettati di aver complottato per provocare i musulmani bruciando un Corano a Molenbeek, un distretto di Bruxelles con una grande popolazione marocchina, sono stati arrestati e costretti a lasciare il Belgio.

La notizia è stata accolta da Sammy Mahdi, segretario di Stato belga per l’asilo e la migrazione, che ha definito gli uomini una “seria minaccia all’ordine pubblico”. “Nella nostra società, che è già molto polarizzata, non abbiamo bisogno di persone che vengono a diffondere odio”, ha detto Mahdi.

Lo stesso Paludan fu arrestato nella vicina Francia e anche espulso. All’inizio dell’autunno è stato arrestato ed espulso dalla Germania, i cui servizi di sicurezza lo hanno etichettato come un “predicatore di odio”.

Fondata dall’avvocato Rasmus Paludan nel 2017, il partito Hard Line, Linea Dura, è anti-islam e anti-immigrazione. Ha guadagnato fama e notorietà, prima in Danimarca e poi nei paesi vicini, principalmente attraverso manifestazioni contro l’Islam nelle enclave dei migranti successivamente rilasciate come video.

Durante tali manifestazioni, il Corano, fulcro dell’Islam, viene spesso bruciato o altrimenti deturpato, il che viene celebrato come un atto di libertà di parola dal partito stesso. Tuttavia, a causa di numerose minacce e tentativi di omicidio, Paludan vive sotto la protezione della polizia 24 ore su 24.

Il partito si definisce etno-nazionalista e sostiene la deportazione dei musulmani e degli immigrati non bianchi. Nel 2019 è quasi arrivato ad ottenere una rappresentanza al Parlamento danese, sorprendendo molti analisti.

 

SE LO BRUCIATE NON E’ REATO !ultima modifica: 2020-11-20T13:55:23+01:00da manlio22ldc
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento