IL PONTE SUL FIUME… CORONAVIRUS !

IL PONTE SUL FIUME… CORONAVIRUS   !

Immaginate per un attimo che si voglia costruire un ponte su un fiume lungo 100 metri e incaricassimo 5 braccianti agricoli, 5 aiuto banconisti, 5 baristi  e 5 apprendisti meccanici di automobili e 5 ragazzini delle scuole elementari. 25 persone che non sono né possono venir considerati dei maestri, né sarebbero capaci di costruirlo quel ponte e se anche fossero in grado di farlo, sicuramente non reggerebbe al passaggio di autotreni e carichi pesanti al primo tentativo. Anzi… penso che sarebbe elemento di gravi sciagure e appena edificato crollerebbe sicuramente alle prime intemperie come il vento in particolare. Già… perché per costruire un ponte ci vogliono elementi decisamente diversi dai citati, le cui conoscenze sono molto diverse e ovviamente più in linea con le necessità di un’evidente capacità di progettazione del ponte su carta, la programmazione dei successivi lavori,  quindi la valutazione di ogni singolo materiale da impiegare per la costruzione e poi… ci vuole anche un buon geologo che ci dica se il suolo è idoneo a reggere il ponte su cui far poggiare le fondamenta di sostegno. Ho sintetizzato la necessità di un’ipotetica costruzione di un ponte al fine dio utilizzarlo come esempio lampante nella nostra attuale vita quotidiana in tempo di coronavirus. Quindi per ovvietà di logica nessuna mente sana  affiderebbe al primo che capita un compito di importanza rilevante che potrebbe mettere a rischio la vita e la sicurezza dei cittadini, e cosa ancor più grave a chi non è capace di programmare e costruire il futuro dei cittadini in sicurezza,  e consentirgli di mettere in pratica progetti che potrebbero far la differenza tra la vita e la morte. Noi italiani, anzi… voi italiani… perché io non li ho votati, avete permesso, con il vostro voto, che si costruisse un “ponte immaginario”… il cui falso obiettivo era quello di far attraversare, sul corso di un  fiume inondato di virus, e rimanerci indenni …  si è permesso di costruire un fronte di battaglia contro il coronavirus affidando la responsabilità a gente incompetente e poco onesta… incapace di programmare un’eventuale fase di ritorno del pericoloso contagio, la famosa fase 2, ipotesi ventilata già la scorsa estate da tutti i virologi. A gennaio il governo giallo-rosso di Conte dichiarò che l’Italia era pronta ad affrontare un’eventuale epidemia che giungeva dalla Cina, ammesso che arrivi “aggiunse l’idiota”, l’appellativo se lo merita tutto perché per arrivare in Italia dalla Cina sono sufficienti 12 ore e non 12 anni… Abbiamo affrontato la prima fase sprovvisti di tutto e clamorosamente impreparati, le mascherine, oggi osannate, all’epoca servivano a ben poco, secondo i media e l’OMS, infatti erano tanto inutili che le abbiamo regalate agli altri anziché tenercele e magari consentirci una minima protezione e il tutto in salsa mediatica tra esaltazioni e silenzi voluti, poi abbiamo assistito al disastro delle terapie intensive nei vari ospedali e quando qualcuno, che ha il cervello che funziona, si è deciso a realizzarle anziché complimentarsi con lui… in Italia si sono aperte le cateratte contro chi le ha costruite… che strano paese è il nostro ! La prima fase è passata con tanti danni e 37 mila morti e il nostro “ invidiabile e splendido governo” come ha risposto a quella “costruzione del ponte ideologico” che ci deve far attraversare il periodo della seconda fase ? Ha affidato il progetto ad un certo signore, il nome ve lo dico dopo, per ora lo chiameremo semplicemente Mr. Antivirus flop dei fondi europei, lui è l’amministratore di Invitalia dal 2007, Agenzia nazionale per l’attrazione e gli investimenti e lo sviluppo d’impresa, di proprietà del Ministero dell’Economia. Nel  2012  l’UE  lo stroncò per gravi carenze e criticità nella gestione degli interventi finanziati dal Pon R%C (Piano Operativo Nazionale Ricerca & Competitività).  Lui è anche finito sotto inchiesta, come Ad, dalla Corte dei Conti per gli stipendi fuori norma in Invitalia, un danno di quasi 2 miliardi di euro. Lui è il commissario straordinario per la “pandemia”… l’uomo che ad agosto dichiarò che la seconda fase non ci avrebbe messo in difficoltà né ci spaventava… lui è Arcuri… punto. Poi abbiamo un ministro della salute, povero disgraziato, zero cultura in medicina, e nessuna esperienza lavorativa, non ha mai lavorato un giorno… ma ha sempre fatto solo becera politica e il politicante, in lui regna quindi sovrana la stupidità e l’esperienza manageriale che ci vorrebbe in un ministero è inesistente, consto che un incompetente più di lui è veramente difficile trovarlo, e non è roba di poco conto, la sua dabbenaggine ha lasciato milioni di pazienti con patologie varie in balia del loro destino, c’è gente che è anche deceduta in attesa di quegli esami già fissati precedentemente o delle chemioterapie e oggi, apprendo con stupore che per farsi prescrivere i piani terapeutici per determinate patologie bisogna recarsi prima dai … carabinieri, indi  farsi accompagnare negli ospedali per la visita del caso e la necessaria prescrizione. Come vedete non è cosa semplice affidare il lavoro della costruzione di un ponte a dei bambini o a gente che non sa neanche da dove si comincia a costruirlo !  Leggete le dichiarazioni nel link postato di Ricciardi, altro grande genio dell’OMS venduto al governo italiano, spero ora che vi rendiate conto a chi avete affidato le vostre vite ! Io con questi signori non sono tranquillo anzi… temo per la mia vita, perché se non mi uccide il coronavirus  forse mi ucciderà qualche altra patologia pregressa o la disperazione per l’imminente crisi economica . 16102020…

by…manliominicucci.myblog.it

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Ricciardi: ‘Il tracciamento dei contagi non sta funzionando’

Arcuri contro le regioni: ‘Non hanno attivato 1.600 intensive’

Studenti al termine della loro giornata di lezione ammassati per poter salire su un bus a una fermate della linea 90-91 senza poter rispettare le misure di distanziamento anticovid, Milano 12 ottobre 2020. Ansa/Matteo Corner

Redazione ANSAROMA

16 ottobre 2020

Allarme di Ricciardi sul tracciamento. ‘Le asl non sono più in grado di tracciare i contagi, la strategia di contenimento del virus non sta funzionando. La situazione è molto grave, le regioni stanno andando verso la perdita del controllo dei contagi’. Ricciardi indica alcuni punti su cui si riflette: chiusure mirate nelle regioni dove l’indice di contagio è superiore a 1, per punti di aggregazione come circoli, palestre, ed esercizi non essenziali, mentre lo smart working dovrebbe diventare la forma ordinaria di lavoro in tutto il Paese. Arcuri accusa le Regioni: ‘prima del Covid le terapie intensive erano 5.179 e ora ne risultano attive 6.628 ma dovevamo averne altre 1.600 che sono già nelle disponibilità delle singole regioni ma non sono ancora attive’.

Allarme anestetisti – In dieci Regioni la tenuta delle terapie intensive è particolarmente a rischio, si è vicini alla soglia massima fissata dal ministero della Salute del 30% di posti dedicati a malati Covid occupati. Ma è allerta in tutte le Regioni: “si rischia, nel breve termine, una saturazione dei posti Covid se il trend dei contagi non si modificherà”. Il quadro arriva dal presidente nazionale degli anestesisti, Alessandro Vergallo, che parla di un ritorno della pressione, con la paura che si possa tornare alla situazione drammatica della prima fase epidemica.

Medici di base a cittadini, giunto momento per autolockdown  – “E’ giunto il momento che i cittadini considerino la necessità di un autolockdown per limitare al massimo il rischio di contagio a fronte dei numeri in preoccupante crescita”. E’ l’appello lanciato alla popolazione da Silvestro Scotti, segretario generale della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg). Ovviamente, chiarisce all’ANSA, “vanno preservate le attività lavorative ma tutto il resto, ciò che non è cioè necessario, in questo momento deve essere sacrificato in nome della salute pubblica”.

 

IL PONTE SUL FIUME… CORONAVIRUS !ultima modifica: 2020-10-17T18:44:08+02:00da manlio22ldc
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