JHIADISTI E DI MAIO !

JHIADISTI E DI MAIO !

Padre Maccalli e l’ingegnere Nicola Chiacchio, i nostri due fratelli e  connazionali rapiti nel 2018 nel Niger dalle “bande armate jihadiste” sono finalmente liberi. La loro libertà è stata mercanteggiata in cambio della liberazione di un centinaio di islamisti o jihadisti, voi chiamateli come vi piace e vi pare, però in molti in Italia, io invece no, si chiedono cosa diavolo sono gli islamisti o jihadisti e quali sono le differenze esistenti tra loro. Per il momento soffermiamoci solo sulla “bellissima”… definizione Jihadista, il suo significato lo vedremo in appresso, esternata con “sapiente cultura” religiosa… dal nostro ministro degli esteri, lui è Luigi Di Maio che intervistato dai giornalisti dichiara che i due : erano stati rapiti da un gruppo jihadista” . Lo dice in una improvvista conferenza stampa, tenutasi nell’occasione del rimpatrio dei due liberati all’interno dell’aeroporto romano. Lì la sua presenza è ovvia quanto scontata quando ci sono le TV… onnipresente, e ovviamente diventa richiamo irresistibile per lui e la stampa l’evento del giorno che è l’atterraggio dell’aereo che riporta i due ex sequestrati in patria. Veloce dichiarazione rivolta ai media in riferimento ai rapitori e sequestratori dei nostri connazionali, la fa solo per avere il suo momento di gloria e plauso gratuito… visto che il suo collega francese è il vero artefice della liberazione degli ostaggi ma lui se ne accaparra i meriti. Per fortuna non sono ministro e quindi al contrario di lui sono abituato ad esprimere concetti poco ambigui e farseschi… infatti, sono solito dare sempre il giusto nome alle cose e nell’occasione riscontro, e so, che più individui che sequestrano persone innocenti, per motivi religiosi o politici o peggio per danaro, non posso chiamarli come dice il ministro e cioè solamente “ jihadisti” e punto, ma devo chiamarli col loro vero nome ovvero : “bande armate islamiche” ! E perdonate se la “mia ignoranza  non arriva a quella del ministro degli esteri”… ma non ne conosco altri di nomi per opportunamente definirli. Forse il ministro è un po’ confuso nel definirli così… visto che i media solitamente quando argomentano di atti terroristici religiosi di matrice islamica sono soliti fare confusione nel diffondere le giuste notizie e nomi e forse… probabilmente, il ministro si è fatto confondere di proposito col fine di allontanarci dalla … “verità e dalle domande imbarazzanti ”. Ora i due  sono a casa e possono riprendersi la loro vita e viverla, certo, è sempre patetico commentare la carcerazione di due o più persone quando queste sono dettate da motivazioni politiche o religiose o semplicemente perché si spera di far cassa, evidentemente per certi individui più che far emergere il principio di pace ed amore nelle comunità si propende sempre all’esaltazione della violenza, del probabile riscatto e guadagni annessi. Torniamo al punto lasciato in sospeso, il “bravo ministro” evidentemente non ha idea di cosa sia la Jihad e allora chiariamolo : è un’ideologia e una prassi di gruppi islamici radicali che conducono vere e proprie guerre o forme di terrorismo per colpire gli infedeli e nemici… per rendere chiaro il concetto è come se gruppi di cristiani, anziché predicare la parola di Cristo che è un’ideologia di pace ed amore, andassero in giro per il mondo armati sino ai denti a scannare, a  massacrare o a sequestrare i… “nemici del cristianesimo”. Lo so, come esempio, se ciò fosse realtà,  ci lascerebbe interdetti e basiti… ma purtroppo per la religione islamica dei jihadisti è esattamente il giusto paragone… calza a pennello ! Non è con le frasi di circostanza “coniate a modino”  che si possono nascondere le evidenti difficoltà nel dialogo tra le varie religione e sebbene tanti si sforzino per avviarlo noto sempre più ostilità contro il nostro mondo e contro i cristiani che vengono ammazzati  senza pietà. Oggi  padre Maccalli è tornato tra noi e diamogli il caloroso ed affettuoso… “bentornato” !  09102020

…by. . manliominicucci.myblog.it 

https://manliominicucci.myblog.it/

….

Liberati in Mali due ostaggi italiani: padre Maccalli e Nicola Chiacchio. “Stanno bene”

I due connazionali sono stati liberati insieme a una cooperante francese e all’ex ministro delle Finanze maliano Cissè. La Farnesina: “Ancora una volta, la corale interazione tra le istituzioni dello Stato si è rivelata vincente”. Il premier Conte: “Grazie al nostro comparto di intelligence, in particolare all’Aise, e alla Farnesina per questo risultato”

di Francesco Russo

MALI OSTAGGI ITALIANI

aggiornato alle 00:0109 ottobre 2020

10102020 FRATE LIBERATO DAL AMLI

Padre Maccalli, Nicola Chiacchio in un video diffuso nel 2020

AGI –   Il governo maliano ha annunciato la liberazione di due cittadini italiani prigionieri dei jihadisti, padre Pier Luigi Maccalli e Nicola Chiacchio. I due connazionali sono stati liberati insieme ad altri due ostaggi, la cooperante francese Sophie Petronin e l’ex ministro delle Finanze maliano Soumalia Cissè. Maccalli e Chiacchio “sono liberi e stanno bene”, scrive su Twitter il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, salutando la “bella notizia”. “Erano stati rapiti da un gruppo jihadista”, spiega Di Maio, “grazie alla nostra intelligence, in particolare all’Aise, e a tutti coloro che hanno lavorato per portarli a casa”. Il premier Giuseppe Conte ha riferito su Twitter che i due stanno tornando in Italia.

I due saranno sentiti domani dai pm di Roma e dai carabinieri del Ros. Il pm Sergio Colaiocco, in particolare, aveva aperto un fascicolo di indagine ipotizzando il reato di sequestro con finalità di terrorismo.

Il 58enne Maccalli, appartenente alla Società delle missioni africane (Sma), era stato rapito in Niger il 18 settembre 2018 da presunti jihadisti attivi nella zona. Originario della diocesi di Crema, già missionario in Costa d’Avorio per vari anni, padre Maccalli si trovava nella parrocchia di Bomoanga, diocesi di Niamey. Nicola Chiacchio era sparito in Mali alcuni anni fa, mentre si trovava nella regione, probabilmente per turismo.

Dei due non si avevano notizie dallo scorso 6 aprile, quando una testata nigerina, Air Info Agadez, aveva pubblicato un breve video di 23 secondi, poi rilanciato da ‘Avvenire’, nel quale i due uomini apparivano prigionieri, con la barba lunga e vestiti con abiti tradizionali. “Mi chiamo Pier Luigi Maccalli, di nazionalità italiana, oggi è il 24 marzo”, diceva l’uno. “Mi chiamo Nicola Chiacchio”, diceva l’altro.

Maccalli era l’unico bianco a vivere in modo permanente nel villaggio dove era stato rapito, nella savana, a Gourmancé (sud-ovest del Niger). “Il fatto che abbiano deciso di rapire un bianco e cristiano è anche legato a motivi finanziari e alla volontà di avere una risonanza mediatica forte”, aveva spiegato due anni fa all’Agi il missionario Mauro Armanino, “ma il movente religioso è primario: è accaduto in una zona dove la presenza cristiana è sufficientemente considerevole. Si tratta di un messaggio inequivocabile per le comunità cristiane di qui: vogliono dirci che hanno assoluta capacità di intervenire e toccare quello che è più sacro e caro, quello che finora non e’ mai stato toccato”. La popolazione cristiana dell’area dove operava Maccalli è stato oggetto i mesi scorsi di numerosi attacchi jihadisti, nei quali hanno perso la vita numerosi fedeli. Lo scorso 28 maggio era stata divelta la croce simbolo della parrocchia di Maccalli, fissata nel terreno nel 1995.

Petronin, 75 anni, era stata rapita il Natale 2016 nella citta’ di Gao. Cisse’, 70 anni, ministro delle Finanze del Mali dal 1993 al 2000, era stato invece rapito lo scorso 26 marzo mentre era impegnato nella campagna elettorale per le elezioni parlamentari nel Niafounke, la sua regione natale. Voci sull’imminente liberazione di Petronin e Cisse’ erano state diffuse dai media nei giorni scorsi come possibile contropartita della liberazione, lo scorso weekend, di un centinaio di jihadisti detenuti dal governo maliano.

 

JHIADISTI E DI MAIO !ultima modifica: 2020-10-10T14:50:02+02:00da manlio22ldc
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento