LE VERITÀ SOPPRESSE !

LE VERITÀ SOPPRESSE !

In tutti questi mesi ho fedelmente riportato, e ogni santo giorno, i dati dei decessi che la protezione civile diffondeva quotidianamente. Tanti amici non hanno gradito la puntuale pubblicazione né compreso il vero senso della diffusione di quel dato, i numeri dei morti evidenziati dovevano rappresentare il punto di riferimento e di valutazione nel domani cioè… oggi, quel punto di riflessione per capire sino in fondo cosa diavolo è successo al nostro paese in quei disgraziati mesi della pandemia. L’obiettivo era che i decessi annotati e postati dovevano rimanere impressi nel ricordo di ognuno di noi col fine proprio di comprendere, tra contagiati e morti, come si stesse muovendo il ministero della salute e il governo Conte. Sicuramente tanti rammentano quanti articoli ho scritto dal mese di gennaio 2020 sul coronavirus, li ho pubblicati mettendo in mostra e denunciando l’incompetenza di tanti virologi ed epidemiologi che in TV si davano le arie da saccenti, di politici, della sinistra per essere precisi, che sostenevano la Cina in tutti i modi e ci assicuravano che il virus non avrebbe colpito l’Italia. Poi, quando i morti sono diventati tanti tutti hanno iniziato a nascondere le loro maledette colpe, chi cambiava repentinamente opinione sul virus auto smentendosi clamorosamente, mentre i nostri governanti operavano inventandosi strategie mirate solo a nascondere le loro responsabilità. È dalla fine di febbraio che il governo e il ministero della salute nascondono la verità, ne sono fermamente convinto, una verità fatta di incompetenza sanitaria e politica, la “prova del nove” sono i morti a decine di migliaia che venivano cremati celermente, contravvenendo ad ogni regola scientifica, difatti come si può studiare un caso quando bruci per sempre le prove del decesso dell’individuo ? E poi, perché nascondere i morti ai propri cari e negar loro l’ultimo saluto sebbene non fossero più un ipotetico veicolo d’infezione ? È ovvio e non tergiverso nell’affermare che la cremazione si sia resa necessaria per nascondere gli errori del governo e di tanti medici che hanno sbagliato le terapie di cura, infatti tanti decessi, lo si è scoperto dopo, li abbiamo avuti per terapie sballate e inutili tentativi di cura che non hanno sortito nessun effetto positivo se non quello di creare confusione negli ospedali. Dai primi documenti desecretati emerge che è stato sbagliato chiudere tutta l’Italia e a quel modo, sbagliato chiudere il nord e permettere a tutti i giovani studenti di scappare e diffondere il virus nel centro e sud Italia, sbagliato ad non aver più assistito i pazienti, specie quelli anziani, che han dovuto fare a meno di esami e controlli, sbagliato mollare e mettere in attesa tutti i pazienti con patologie tumorali e sbagliato chiudere tutte le attività commerciali, già… quella decisione è proprio da deficienti, non si capisce perché un fornaio poteva lavorare e una pasticceria o una pizzeria o un bar no. E poi, in ultimo, perché secretare dei documenti per una crisi epidemica ? Forse ci sono prove che il governo sapeva del virus e lo ha tenuto nascosto ? E se il governo invece ritiene di aver agito nella correttezza perché lo ha fatto ? È ora di dirci la verità caro governo e dirci anche perché si è permesso di fare entrare tanti clandestini durante il lockdown e non permesso a 300 mila connazionali di rientrare in patria. Caro governo, io continuo nella mia guerra silenziosa e sottile dei dati e ovviamente… vi tengo d’occhio, ebbene che lo sappiate. 07082020

…by… manliominicucci.myblog.it

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Coronavirus, i verbali del Cts: a marzo gli esperti proposero chiusure differenziate, ma il governo decise per il lockdown nazionale

08082020 DOCUMENTI

I cinque documenti sono datati 28 febbraio, 1 marzo, 7 marzo, 30 marzo e 9 aprile 2020

06 AGOSTO 2020

Sono stati pubblicati sul sito della fondazione Luigi Einaudi i verbali desecretati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri prodotti dal Comitato tecnico scientifico per l’emergenza del Coronavirus e che sono alla base delle decisioni prese con i Dpcm. Si tratta di 5 verbali per oltre 200 pagine di testo firmati dal Comitato istituito con un’ordinanza del capo del dipartimento della Protezione Civile il 3 febbraio scorso. I cinque verbali sono datati 28 febbraio, 1 marzo, 7 marzo, 30 marzo e 9 aprile 2020.

Il paziente uno di Codogno

«Le regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto presentano…una situazione epidemiologica complessa attesa la circolazione del virus, tale da richiedere la prosecuzione di tutte le misure di contenimento già adottate, opportunamente riviste», scriveva il Comitato tecnico scientifico lo scorso 28 febbraio, una settimana dopo l’individuazione del paziente uno a Codogno, suggerendo al governo una serie di misure più restrittive per le tre regioni dove il Coronavirus si stava maggiormente diffondendo. Dieci giorni dopo la riunione del Cts, il governo adottò la misura del lockdown per la Lombardia e altre 14 province in Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte.

Il lockdown

Gli esperti suggerivano in particolare la sospensione di tutte le manifestazioni organizzate «di carattere non ordinario e di eventi in luogo pubblico e privato», degli eventi e delle competizioni sportive di ogni ordine e disciplina in luoghi pubblici o privati e dei concorsi, la chiusura di scuole e università, il mantenimento dell’obbligo di chiusura per musei e per tutti i luoghi culturali. Quanto alle attività commerciali, il Cts consigliava la «soppressione dell’obbligo di chiusura” ma solo a condizione “dell’adozione di misure organizzative che consentano la fruizione nel rispetto della distanza di almeno un metro tra le persone».

La gestione delle terapie intensive e dei posti letto

Il 1 marzo scorso il Comitato tecnico scientifico nominato per dare la linea al governo su come gestire l’emergenza covid riteneva «necessario che, nel minor tempo possibile, in strutture pubbliche e in strutture private accreditate» venisse «attivato un modello di cooperazione interregionale coordinato a livello nazionale; attivato a livello regionale, nel minor tempo possibile, un incremento delle disponibilità di posti letto» del «50 % in terapia intensiva» e del «100 % in reparti di pneumologia e in reparti di malattie infettive, isolati e allestiti con la dotazione necessaria per il supporto ventilatorio (inclusa la respirazione assistita) e con la possibilità di attuare quanto previsto dalle Linee di indirizzo assistenziali del paziente critico affetto da COVID -19» emanate in data 29 febbraio 2020. E’ un passaggio del verbale del 1 marzo della riunione del Cts, desecretato e pubblicato insieme ad altri 4 verbali di vertici tenuti nel pieno della pandemia. Documenti ai quali fanno riferimento tutte el decisioni prese nei Dpcm che si sono susseguiti. «L’attivazione dei posti letto – si legge ancora – dovrà garantire il controllo delle infezioni anche attraverso la rimodulazione locale delle attività ospedaliere». «Il Cts – riporta il verbale – ritiene, inoltre, che sia necessario ridistribuire il personale sanitario destinato all’assistenza, prevedendo un percorso formativo “rapido” qualificante per il supporto respiratorio per infermieri e medici da dedicare alle aree di sub intensiva».

Distinzione tra zone rosse e zone gialle: perché 

Il Comitato tecnico scientifico il 7 marzo scorso ha proposto «di rivedere la distinzione tra cosiddette ‘zone rosse’ (gli undici comuni della Lombardia e del Veneto già isolati dal 1 marzo, ndr.) e ‘zone gialle’ da istituire in “Emilia Romagna, Lombardia e Veneto, nonché le province di Pesaro Urbino e Savona». Lo si legge in un passaggio del verbale del 7 marzo della riunione del Cts, pubblicato sul sito della Fondazione Einaudi. Gli esperti condividono «di definire due ‘livelli’ di misure di contenimento da applicarsi l’ uno, nei territori in cui si è osservata ad oggi, una maggiore diffusione del virus; l’altro, sull’intero territorio nazionale». Le zone dove effettuare un contenimento più rigido, il 7 marzo scorso vengono indicate come l’intera Regione Lombardia e le province di Parma, Piacenza, Rimini, Reggio Emilia, Modena, Pesaro Urbino, Venezia, Padova, Treviso, Alessandri a e Asti.

La televisione e i bambini

Nel verbale risalente al 30 marzo scorso, il Comitato Tecnico Scientifico proponeva un decalogo per i bambini durante il lockdown. Si tratta del verbale numero 39 del 30 marzo nel paragrafo “raccomandazioni per bambini”. Si parte dall’organizzazione della giornata fino ad arrivare all’insegnamento di hobby o attività motorie. Il punto numero 2, per esempio, consiglia di «evitare di tenere sempre accesa la televisione e/o la radio, ma selezionare, ogni giorno, cosa vedere (importante evitare che si tratti sempre di coronavirus)». E ancora: «Raccomandata, ovviamente, l’attività all’aperto mantenendo le distanze ed evitando assembramenti, ma anche la possibilità di ritagliare uno spazio della giornata in cui «ogni componente del nucleo familiare racconta qualcosa a turno». Nel verbale, inoltre, il Cts propone il modello-tipo della giornata per i bambini: “Sveglia, bagno, colazione (compreso sparecchiare, mettere in ordine e lavaggio denti), igiene personale, attività domestiche, attività ‘scolastiche’, contatto telefonico e/o video con amici e parenti (nonni, zii, cugini), pranzo (compreso sparecchiare e mettere in ordine, attività libera (televisione, computer, ecc), attività ‘scolastiche’, merenda (compreso sparecchiare, mettere in ordine e lavaggio denti), uscita di casa (dal cortile, alla spesa), attività ludico/ricreativa (hobby), cena (compreso sparecchiare, mettere in ordine e lavaggio denti), igiene personale”.

 

 

LE VERITÀ SOPPRESSE !ultima modifica: 2020-08-08T21:05:24+02:00da manlio22ldc
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