SUPERMARKET BRUCIATO ?

SUPERMARKET BRUCIATO  ?

Sembrerebbe proprio di sì, ma come diavolo si fa a pensare di custodire in degli scantinati o depositi di uno stabile nel centro di una città come Beirut, tra l’altro è la capitale dello stato libanese, un ingente quantitativo di esplosivo e stoccarlo all’interno di un edificio ? E’ incomprensibile roba da non credere, col rischio che potesse esplodere e far saltare tutto in aria da un momento all’altro se in ipotesi, non tanto remota visto quel che è accaduto oggi, qualche terrorista si fosse introdotto nell’edificio e fattosi esplodere proprio all’interno dello stabile stesso, dando il via ad una reazione di esplosioni a catena. E poi mi chiedo, perché mai le autorità governative libanesi hanno permesso che tutto quell’esplosivo venisse conservato in mezzo alla gente e sottoporla a rischi continui ?  Intanto il rischio si è materializzato ed è  diventato drammatica realtà, un esplosione tremenda e spaventosa che ha provocato ingenti danni,  feriti e morti in quella che sembra più l’esplosione di una mini bomba atomica che la deflagrazione di esplosivi tradizionali. Infatti il fungo che ne è derivato, a seguito dell’esplosione, si e alzato nel cielo nella sua forma più raccapricciante e terrificante e qui la cosa diventa complicata da capire, cosa c’era dentro quel deposito ? C’erano forse dei missili antiaerei o missili terra-terra o granate di carri armati o di cannoni pesanti ?  Lo so e immagino che la valutazione di cosa ci fosse il quel deposito e particolare e difficile da pensare però,  bisogna riflettere sulle motivazioni che hanno indotto il governo libanese a tenere un deposito di esplosivi proprio in mezzo alla gente, penso che così facendo non si creano sospetti e nessuno indaga su eventuali movimenti di entrata ed uscita di materiale esplosivo da quel sito. Propendo per questa soluzione che al momento mi sembra quella più vicina alla realtà e alla tipologia di esplosione e cioè, quel deposito era una specie di supermercato per le fazioni terroristiche islamiche che entravano, ritiravano piccoli quantitativi di esplosivi, ne uscivano indisturbati e poi li consegnavano per i soliti attacchi contro Israele o in Siria.  Loro dicono che trattasi di materiale sequestrato, bene ci voglio credere, però, anche gli esplosivi sequestrati sono pericolosi e possono essere allocati in posti sicuri e soprattutto lontani dalla gente. Non credo che questa esplosione sia casuale o dovuta al caldo o all’afa, qui c’è qualcosa di grave che si è verificato a seguito di qualcosa di oscuro al momento, forse è solo un tentativo di furto dell’esplosivo, tentativo  andato male e ovviamente il silenzio attorno all’esplosione e all’operazione non riuscita ovviamente è calato. Oppure, cosa più probabile, è un attentato ben studiato e portato a termine con successo, evidentemente è come ho appena descritto, il deposito era una base per armare segretamente le frange estremiste islamiche e dava fastidio a qualche altra fazione opposta che si sentiva minacciata e più debole, quindi i minacciati hanno pensato bene di ristabilire la parità con la soluzione zero… L’esplosione ha comunque avuto l’effetto di mettere in ginocchio il paese e speriamo che il botto non sia l’inizio di un’altra guerra civile. E lo so che molti penseranno che partire da una banale esplosione e arrivare alla guerra civile il passo è lungo, certo, in un paese occidentale sarebbe proprio così ma non nei paesi musulmani, dove sunniti e sciiti si odiano a vicenda e a morte da ben 1350 anni, e dove armi ed esplosivi ne girano in quantità inimmaginabili per noi semplici e civilissimi e pacifici europei…04082020

…by… manliominicucci.myblog.it

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Beirut: ‘Esplosioni come Hiroshima’. Almeno 73 morti, 3.700 feriti

La gente in strada, vetri in frantumi

© ANSA/

05082020 beirut

 

Redazione ANSA

04 agosto 202023:03NEWS

 

Il martoriato Libano torna a vivere i peggiori incubi della guerra civile e delle crisi sanguinose che hanno segnato i 30 anni passati dalla fine di quel conflitto. Un’esplosione di potenza inimmaginabile – secondo alcuni testimoni udita fino a Cipro, a distanza di 200 chilometri – ha portato la devastazione e seminato il panico in tutta Beirut e nei sobborghi. Almeno 73 morti e 3.700 i feriti, secondo un bilancio ancora provvisorio della deflagrazione, avvenuta nel tardo pomeriggio nel porto e sulle cui cause regna l’incertezza. Il numero delle vittime potrebbe comunque aumentare, a giudicare anche dalle immagini diffuse dai social media e dalle televisioni che mostrano persone rimaste intrappolate sotto le macerie di edifici crollati. Un testimone che vive sulle colline a est della capitale, alcuni chilometri dal porto, ha detto all’ANSA che lo spostamento d’aria è stato talmente potente da far saltare tutte le placche delle prese di corrente nella sua abitazione.

Esplosioni a Beirut, auto sollevate da terra e macerie ovunque

In interi quartieri del centro praticamente nessun edificio è rimasto con i vetri intatti. Fonti riferiscono che nella zona di Mar Mikhael nell’alto edificio di Electricité du Liban, l’ente elettrico nazionale, sono rimasti intrappolati molti dipendenti e che si è lavorato a lungo per trarli in salvo. Sull’autostrada costiera che va verso nord e che passa vicino al porto, per un lungo tratto si vedono auto semidistrutte, mentre la carreggiata è coperta di detriti. Anche all’aeroporto internazionale Rafic Hariri, distante alcuni chilometri, i danni all’aerostazione sono evidenti. Nel porto di Beirut sono ancorate anche alcune unità navali dell’Unifil, la forza di interposizione dell’Onu al confine tra Libano e Israele. In serata fonti informate hanno detto all’ANSA che squadre dei ‘caschi blu’ sono riuscite a raggiungere l’area dello scalo in elicottero e i membri degli equipaggi, che dovrebbero essere formati da marinai del Bangladesh, sono stati evacuati a Sidone. Fonti qualificate hanno detto invece che due militari italiani dell’Unifil sono rimasti feriti in modo non grave. Mentre in serata il presidente libanese Michel Aoun ha convocato una riunione d’emergenza del Supremo consiglio della Difesa presso il palazzo di Baabda, voci di ogni tipo si rincorrono sulle cause della deflagrazione. “I responsabili della catastrofe ne pagheranno il prezzo”, ha detto il primo ministro Hassan Diab in un discorso televisivo, senza tuttavia sbilanciarsi in alcuna ipotesi. Il capo delle forze di sicurezza nazionali, generale Abbas Ibrahim, ha detto all’origine del disastro vi è un incendio sviluppatosi in un deposito usato per custodire materiali altamente infiammabili sequestrati in passato. Un video circolato sui social media mostra dapprima una colonna di fumo nero alzarsi nel cielo. Poi, in quelle che sembrano le fiamme di un incendio, alcune deflagrazioni minori. Infine, un’esplosione gigantesca che investe anche il balcone da cui vengono riprese le immagini, molte centinaia di metri dal porto. I responsabili della “catastrofe” di Beirut dovranno darne conto”: lo ha detto il primo ministro libanese Hassan Diab. “Quello che è successo oggi non passerà senza conseguenze – ha detto in un messaggio televisivo -. I responsabili di questa catastrofe ne pagheranno il prezzo”.

“Le terribili immagini che arrivano da Beirut descrivono solo in parte il dolore che sta vivendo il popolo libanese. L’Italia farà tutto quel che le è possibile per sostenerlo. Con la Farnesina e il ministero della Difesa stiamo monitorando la situazione dei nostri connazionali”. Lo scrive su Twitter il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

“L’Italia è vicina agli amici libanesi in questo momento tragico. I nostri pensieri vanno alle famiglie delle vittime, a cui esprimiamo il nostro profondo cordoglio, e alle persone ferite, a cui auguriamo una pronta guarigione”. Lo dice il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, secondo un tweet della Farnesina.

 

SUPERMARKET BRUCIATO ?ultima modifica: 2020-08-05T21:03:39+02:00da manlio22ldc
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