“SANTI MEDICI”…!

“SANTI MEDICI”…!

Sicuramente questa notizia non piacerà a quei medici e persone tanto scettici sulla forza devastante del “banale Covid 19” e sui suoi effetti catastrofici, probabilmente non sarà per niente gradito a chi non crede all’esistenza stessa della pandemia supponendola e legandola ad un complotto creato per chissà quali scopi, purtroppo per ora i complotti si materializzano, si manifestano e vanno in ben altra direzione, i detrattori sono stati platealmente smentiti dai fatti tragici delle morti e dalle sofferenze di tante persone e questa occasione, straordinaria con un lieto epilogo, è la dimostrazione di quanto noi stessi siamo stati superficiali a combattere il maledetto virus con abbracci e spritz. Il necessario trapianto di polmoni sta proprio ad indicare che se intaccati, gli organi vitali diventano inservibili e vanno sostituiti…punto. Che il contagio recasse evidenti danni era già noto dall’allarme lanciato da 80 medici britannici all’inizio di Aprile 2020, quando la pandemia era ancora in fase iniziale espansiva, ma adesso sappiamo ancora di più in merito alla questione contagio e dei danni che provoca, da un recentissimo studio scientifico italiano, è emerso che se cuore, cervello e polmoni vengono colpiti dal virus, questi possono essere gravemente danneggiati con le immaginabili conseguenze. Sicuramente  i tanti scettici si sono lasciati abbindolare da virologi interessati e da quella Cina ed  OMS che forse…dico forse…avevano interesse  a sottostimare la pericolosità dell’epidemia, confondendola e assegnandole il livello di “banale raffreddore di stagione”,  ma non è così purtroppo, ora forse si smetteranno di cercare ipotesi e giustificazione campate in aria  e si renderanno conto di cosa sia capace e a quali danni, anche permanenti, porta il coronavirus. L’amara e triste realtà che si tocca con mano è che non tutti i contagiati riescono a farla franca, ci sono alcuni soggetti, apparentemente forti ma facilmente aggredibili evidentemente, privi di patologie pregresse che una volta contagiati non riescono ad uscirne indenni loro malgrado, e questo sarà oggetto di intenso studio dei pneumologi, nei prossimi mesi, per cercare di capire quale sia l’attinenza col virus che porta a gravi conseguenze sino a distruggere gli alveoli polmonari. Ho ascoltato oggi la notizia in TV e me ne sono rallegrato, un ragazzo di appena 18 anni ha diritto alla vita e per fortuna dei “santi medici” lo stanno riportando ad una vita normale. Il mio plauso allo staff chirurgico tutto e formulo l’auspicio al giovane ragazzo un pronto ritorno alla vita….28052020

…by… manliominicucci.myblog.it

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Polmoni bruciati dal Covid-19, diciottenne salvato a Milano con un trapianto record

29052020 bimbo_polmoni_bruciati

Giovedì 28 Maggio 2020

 

Diciotto anni appena compiuti, sano, senza alcuna malattia pregressa: così è Francesco, ragazzo di Milano, quando si ammala di Covid-19 all’inizio di marzo. Una malattia che nel giro di pochi giorni gli ‘brucià i polmoni, rendendo necessario il trapianto. L’intervento è stato eseguito il 18 maggio presso il Policlinico di Milano, il primo del genere realizzato in Europa, contemporaneamente a uno analogo fatto a Vienna lo stesso giorno, e dopo i due svolti in Cina a febbraio e aprile.

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«È un intervento abbastanza unico in questo momento, che accende una luce per i malati di Covid-19 ricoverati in terapia intensiva, che hanno perso le funzioni respiratorie», spiega Mario Nosotti, direttore della Scuola di specializzazione in Chirurgia toracica della Statale di Milano. L’idea del trapianto è venuta come ultima chance ai medici del San Raffaele, dove Francesco era ricoverato dall’inizio di marzo. Quattro giorni dopo l’inizio della febbre e del ricovero infatti, la malattia aveva costretto il ragazzo in terapia intensiva, poi a intubarlo e collegarlo alla macchina Ecmo per la circolazione extracorporea, che fa da polmone artificiale. Ma ormai i suoi polmoni erano compromessi irrimediabilmente, e a metà aprile i medici del San Raffaele, confrontandosi con quelli del Policlinico, hanno deciso per il trapianto.

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«Di solito il trapianto di polmoni si fa a chi soffre di enfisema polmonare o fibrosi cistica, in pazienti di cui si conosce lo stato di salute – continua Nosotti – Francesco era invece il ‘paziente peggiorè, perché era sedato e non sapevamo niente di lui. Ci siamo affidati al fatto che era un ragazzo di 18 anni senza altre malattie». I medici pianificano così la strategia e si mette in moto anche il Centro nazionale trapianti, che coordina tutto con il Centro regionale trapianti e il Nord Italia transplant program. Meno di due settimane fa la svolta tanto attesa: viene trovato un organo idoneo, in una persona morta in un’altra regione e negativa al coronavirus. Il trapianto di polmoni, eseguito il 18 maggio, è stato complesso. «I polmoni erano infatti lignei, molto duri e pesanti e in alcune aree del tutto distrutti», precisa Nosotti. A ciò si sono aggiunte le difficoltà dell’indossare i dispositivi di protezione, tra cui anche dei caschi ventilati, che impacciavano i movimenti e affaticavano. L’intervento si è però concluso perfettamente e nella fase post-operatoria è stato utilizzato anche il plasma iperimmune. Oggi Francesco è sveglio, segue la fisioterapia e viene lentamente svezzato dal respiratore. «Ancora non sa nulla di quello che gli è successo, perché per due mesi è stato tenuto in coma farmacologico mentre era intubato. Comunicargli il trapianto ora sarebbe scioccante. Per questo gli sta vicino un team di psicologi, che dovrà dargli pian piano la notizia», precisa Nosotti. Ora lo aspetta una lunga riabilitazione per quei 58 giorni passati a letto, intubato e assistito dalle macchine. Soddisfatto il Centro nazionale trapianti, che parla di «un successo per tutto il Servizio sanitario nazionale», e il presidente lombardo, Attilio Fontana, che lo definisce «quasi un miracolo, in piena pandemia, che dimostra l’eccellenza della sanità lombarda».

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Il trapianto di polmoni eseguito al Policlinico di Milano è stato complesso sia per le condizioni degli organi del ragazzo, che per i dispositivi di protezione che hanno creato impiccio nei movimenti dei medici. L’intervento però è riuscito e ora il paziente dovrà seguire un lungo periodo di riabilitazione, come spiega Mario Nosotti, direttore della Scuola di specializzazione in Chirurgia toracica dell’Università Statale di Milano. «I polmoni apparivano lignei, estremamente pesanti e in alcune aree del tutto distrutti», precisa Nosotti. A ciò si sono aggiunte le difficoltà pratiche rappresentate dall’indossare i dispositivi di protezione contro il coronavirus, tra cui anche dei caschi ventilati, che impacciano i movimenti e affaticano. L’intervento si è però concluso perfettamente e nella fase post-operatoria è stato utilizzato anche il plasma iperimmune. Oggi Francesco è sveglio, collaborante, segue la fisioterapia e viene lentamente svezzato dal respiratore. Dovrà seguire una lunga riabilitazione per quei 58 giorni passati a letto, intubato e assistito dalle macchine.

 

 

“SANTI MEDICI”…!ultima modifica: 2020-05-29T20:17:19+02:00da manlio22ldc
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