IL SILENZIO …DISSENSO…

IL SILENZIO …DISSENSO…

“L’istituto del silenzio assenso” ricorre nei casi in cui il legislatore attribuisce all’inerzia dell’amministrazione il valore di provvedimento di accoglimento dell’istanza presentata dal privato, per quest’ultimo, dunque, il silenzio assenso rappresenta un rimedio all’inerzia dell’amministrazione. Più volte abbiamo avuto modo di intercettarlo come soluzione quando per esempio, abbiamo presentato un ricorso al prefetto senza ottenerne risposta, nei termini previsti, avverso una sanzione amministrativa del CdS.  Questo è il  famoso…“silenzio assenso”… poi c’è un altro silenzio, sì, è quello …”dell’assenso-dissenso”… alla volontà altrui, questo tipologia di silenzio non esiste nella giurisprudenza ma è presente nella vita reale cioè quella di ogni giorno, uno strano silenzio a volte così fragoroso e rumoroso tanto da squarciare i timpani della gente lontano migliaia di miglia. Molti magistrati e politici non si rendono conto, in quale situazione drammatica vive la gente da anni,  sottoposta ad una pressione psicologica devastante tanto da indurre chiunque a farsi …”gli affaracci suoi”…per non dire altro… in ogni circostanza e in ogni situazione, ma chiedetevi il perché di questo comportamento di apparente scarsa solidarietà e partecipazione e… rifletteteci su. E forse dettata dalla paura ? No, non è perché si ha paura dell’idiota o del bullo di turno, assolutamente no, però pensateci bene, la verità sta nel fatto che si ha paura dello…stato italiano…e della reazione della magistratura… già, è proprio così…noi cittadini siamo terrorizzati a livello mediatico e dai politici di sinistra che utilizzano la “lavatrice televisiva” per condizionarci e per imprimerci nel cervello, come dei solchi profondi simili a quelli dei regimi di stampo sovietico, che solo la “polizia del partito” è l’unica responsabile dell’ordine pubblico e nessun altro. Ricordate anni addietro il rifiuto alle ronde private o altre similari iniziative erano puntualmente contrastate proprio dalle forze politiche di sinistra, la loro imposizione mediatica di stampo sovietico ti dice che devi sempre e comunque chiamare la polizia anche quando la questione la si potrebbe risolvere in modo sbrigativo con la sola presenza di uno o più persone, e invece no, è assolutamente vietato rispondere a qualunque azione violenta o ad intervenire a difesa di un disabile malmenato o di una donna in grave difficoltà o durante una rapina o un tentativo di furto in casa….assolutamente non bisogna farlo e quando qualcuno lo ha fatto, contravvenendo alle “regole sovietiche”, se ne è pentito amaramente perché poi bisogna andare davanti al giudice di turno il quale, come sempre accade in queste situazioni, ti condannerà anche se hai picchiato il bullo o il violento molestatore di turno, oppure un rom in flagranza di reato o un migrante che spaccia… e come condanna ci sarà anche l’aggravante razziale e in fondo al tutto poi bisogna vendere anche la proprietà per pagargli i danni. Curiosamente oggi tutti i quotidiani fanno i moralisti d’opportunità e ci rimproverano perché nessuno è intervenuto a difendere la capotreno… e secondo voi tutto quello che ho appena scritto non risponde alle vostre domande… cari giornalisti farlocchi ? E “dulcis in fundo” non siete sempre voi quei giornalisti che vi siete schierati contri i decreti Salvini 1 e 2  e contro la legittima difesa ed ora chiedete perché nessuno è intervenuto in difesa della capotreno ? Siete patetici e ridicoli… 18012020

…by…manliominicucci.myblog.it  

 

 

Brianza, una capotreno 25enne presa a pugni da un passeggero senza biglietto

Lʼaggressore è un italiano di mezza età: nessuno tra i passeggeri è intervenuto in difesa della donna

TRENO

Una capotreno di 25 anni è stata aggredita a pugni su un convoglio, all’altezza di Seregno, in Brianza, senza che nessuno intervenisse in sua difesa. L’episodio è avvenuto su un treno partito da Como San Giovanni e diretto a Rho (Milano). L’aggressore è un italiano di mezza età che era stato invitato dalla donna a sedersi in maniera corretta senza occupare diversi posti a sedere ed era stato sorpreso senza biglietto.

L’indifferenza degli altri passeggeri – L’episodio è stato riportato dal quotidiano “La Provincia di Como”. Secondo la Fit Cisl di Como, l’aggressione è avvenuta tra l’indifferenza dei viaggiatori. Secondo quanto riferito dal sindacato, il tutto è nato perché la capotreno si è accorta di un uomo, un italiano di mezza età che, sdraiato, occupava diversi posti a sedere.

 

L’aggressore è fuggito – La donna allora lo ha invitato a sedersi normalmente e, di fronte al rifiuto dell’uomo, gli ha chiesto il biglietto, che non aveva. Lo ha quindi accompagnato alla porta e alla fermata successiva, quella di Seregno, con il treno in frenata, è stata presa a pugni dall’aggressore che subito dopo è sceso ed è fuggito. La capotreno ha riportato una prognosi di 10 giorni.

 

IL SILENZIO …DISSENSO…ultima modifica: 2020-01-19T13:43:51+01:00da manlio22ldc
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